24 lug 2015

Arrivano i nuovi autobus Euro 6 per l’Amat


Sono arrivati i primi nuovi autobus CITYMOOD 10 presso il deposito Amat di via Roccazzo. La fornitura che fa parte di un lotto complessivo di 18 vetture, era stata aggiudicata dalla Bredamenarini lo scorso Novembre grazie ai fondi del  ”Programma di finanziamenti per il miglioramento della qualità dell’aria e delle aree urbane e per il potenziamento del trasporto pubblico” e messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente. Entro la prossima settimana verrà completata l’intera consegna.

Le vetture lunghe poco più di 10 metri e con una capacità di circa 86 persone, sono equipaggiate di impianto di climatizzazione, videosorveglianza, sistema informativo multimediale e alimentate con  con motori Euro 6 che avranno una produzione quasi pari a zero per quanto riguarda l’emissione di polveri sottili, anidride carbonica.

Spazio ora all’immatricolazione delle vetture per vedere successivamente per strada.

Foto: M.Marchese

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17 commenti per “Arrivano i nuovi autobus Euro 6 per l’Amat
  • Fabio Sicilia 2
    24 lug 2015 alle 13:13

    Qualcuno sa se saranno autobus sostitutivi o se andranno ad affiancare quelli già esistenti provocando un aumento di macchine?

  • Normanno 300
    24 lug 2015 alle 14:49

    Adesso bisognerà aspettare la rimodulazione delle tratte dell’autobus derivante dalla messa in servizio delle linee del tram.Spero che questi nuovi autobus vengano inserite in tratte civili non frequentate abitualmente dai panormosauri altrimenti durano poco

  • mediomen 1136
    24 lug 2015 alle 15:39

    qualcosa non mi torna, tolgono linee e comprano autobus, e non assumono autisti. Un’equazione che non ha niente di logica.

  • bevi38 33
    24 lug 2015 alle 17:12

    Non sono né polemico ne’ prevenuto.
    Rivolgo la domanda ai responsabili AMAT.
    Quale è la vita media di un autobus?
    Quanti km percorre in totale, nella sua vita, un autobus AMAT?

  • bevi38 33
    24 lug 2015 alle 17:20

    … E se privatizzassimo, anche se parzialmente, il trasporto pubblico?
    Il comune potrebbe stipulare un contratto con gestore privato.

  • Normanno 300
    24 lug 2015 alle 19:29

    Bisognerebbe privatizzare la Rap ,l’Amat e mettere sul mercato il 49% di Amg.Altrimenti i servizi non funzioneranno mai perchè a palermo e in quasi tutto il sud il lavoro è una cosa lo stipendio è a parte.Questo non da parte di tutti ma di moltissimi si.L’assenteismo coperto in molti modi.l’officina degli autobus che non funziona,la gente che se ne frega eccetera eccetera e i cittadini restano senza servizi

  • basilea 594
    24 lug 2015 alle 21:02

    Rispondo a Bevi 38: La durata di un autobus dipende dalla CURA CHE SI HA DEL MEZZO [pulizia, controllo e riparazione di eventuali danneggiamenti, pulitura da SCRITTE CRETINE, etc ,]e dalla MANUTENZIONE. All’AMAT durano POCHISSIMO,perche’ queste cose sono FANTASCIENZA, tanto e’ vero che abbiamo poco piu’ di 100 autobus che ancora non si sono scassati del tutto.
    I tram PER FORTUNA per i primi 4 anni saranno controllati dalla Bombardier, poi…………………faranno la stessa fine degli autobus………………..

  • peppe2994 2783
    25 lug 2015 alle 15:01

    Ve lo spiego in modo semplice:
    L’officina dell’AMAT fa schifo poiché nonostante sia LA PIU’ GRANDE D’ITALIA, l’azienda è in perdita perenne da anni e non hanno i soldi per comprare i pezzi di ricambio.
    Stando così le cose, basta che si guasti un pezzo, i meccanici fanno quello che possono, ma se il pezzo è da sostituire l’azienda non avendo i soldi non può comprarlo e quindi il mezzo finisce a marcire parcheggiato all’aperto.
    Dunque si verifica quello che potete vedere passando da via Roccazzo. Di giorno il deposito PIENO di autobus tutti guasti che si sono accumulati negli anni.
    E si continua a campare così. L’ultimo concorso pubblico fu nel 1994. Allora i bus in servizio quotidianamente erano ben 440!
    Da tale data nessuno fu più assunto ed i bus si guastavano in modo proporzionale agli autisti più anziani che andavano in pensione. Più o meno il conto quadrava, per cui si è arrivati alla situazione attuale ove il numero di persone in servizio coincide con il numero di bus non guasti.
    Il tutto è andato ancora più a scatafascio considerati i continui tagli da parte della regione e soprattutto il fatto che la gente cominciò a non fare più i biglietti con la soppressione dei bigliettai. Adesso poche anime timbrano il biglietto e l’AMAT va sempre più giù.

    Allo stato attuale si è toccato il fondo storico. Girano a malapena sempre che non si guastino, 150 vetture, per una media quando va bene di 2 vetture per linea, incluse quelle del centro. Spesso è anche 1 se consideriamo le varie navette sempre gestite dall’AMAT e l’aumento delle frequenze di alcuni bus per Mondello.
    Una situazione che fa pietà, e che di fatto impedisce al cittadino di servirsi del mezzo pubblico poiché attendere un’ora senza possibilità di geolocalizzare gli autobus e senza avere la garanzia che ce ne sia almeno uno in circolazione (sì perché sopprimono linee senza preavviso) è una cosa che non si verifica in nessuna città.

    Tra parentesi giusto per raccontarvene un’altra, ma voi lo sapete che la rimessa AMAT non ha un adeguato impianto per il rifornimento di metano? Sapete che fanno? Portano a rifornirli nelle pompe di metano sparse per la città! Visto che richiede tempo e serve un autista per ogni bus fanno il pieno a quattro vetture contate, quindi anche bus funzionanti non vengono fatti uscire perché non c’è modo di rifornirli con il metano.
    Questa è la situazione.

    Dunque se non ci sono i soldi per i ricambi, si comprano nuovi bus e come potete leggere dal bando, lo si fa con fondi di vario tipo. Tra parentesi i bus da 10 metri sono completamente inutili. Ci volevano quelli da 12 metri, ovvero i più guasti in assoluto.
    Pare che per settembre riescano a trovare qualche milione per i ricambi necessari ad una quarantina di autobus messi meno peggio.

    Una tristezza infinita.

  • monchey 90
    25 lug 2015 alle 17:16

    Ripeto la domanda: come sono alimentati i nuovi bus?

    Gli impianti di metano sono in tutta la città solo 2: uno su viale regione siciliana, altezza ponte di bonaria; l’altro su via lanza di scalea. I mezzi AMAT a metano potrebbero rifornirli direttamente nella rimessa di via roccazzo in quanto tempo fa fu istallato un impianto Aziendale dentro la stessa. Pensate che dovevano anche rifornire anche i mezzi comunali a metano. Di tanto in tanto essi si guastavano e quindi andavano a rifornirsi su quelli pubblici. Da alcuni anni a quanto pare, invece, l’impianto AMAT e dimesso e quindi gli autisti sono pagati anche per fare i rifornimenti all’esterno: considerando il tempo di circa 30 minuti per il rifornimento ed almeno altrettanto per l’attesa del bus successivo, in quanto vanno a fine serata a fare metano!

  • enriker 121
    25 lug 2015 alle 17:36

    @peppe2994 tutto giusto è condivisibile quello che hai scritto. Io ho altro da aggiungere per il malfunzionamento del servizio Amat.:

    1) Ci sono pochi mezzi, poi vedi due autobus della stessa linea in servizo (mi è capitato qualche giorno fa sulla 702, io ero su una vettura e a poca distanza c’è ne era un altra). uno di seguito all’atro, come si spiega? Gli autobus sono in servizo, quindi qualche autista non ha rispetto la tabella di marcia?

    2) Ai capolinea del bus, nel mio caso Piazzale Lennon, vedo delle volte autobus fermi per venti minuti o forse anche di più, poche vetture e devono pure stare ferme tutto questo tempo al capolinea, 10 minuti di riposo per una linea urbana a corsa per me sono sufficienti. Perchè succede questo? Niente controlli e se la prendono comodo ai capolinea?

    Per concludere una riflessione, il consenso politico non mi sembra che a Palermo si costruisce sui servizi pubblici, ascoltando in giro, sento sempre dire: “c’è traffico”, “non ci sono parcheggi” (si i parcheggi servono ovviamente, ma il problema del traffico e vibilità di una città non si risolvono danno solo servizi al mezzo privato, bisogna investire nei trasporti pubblici). Insomma la gente pensa a chiedere solo servizi per la propria automobile, non gli passa per la testa di vincolare il suo voto alla richiesta di servizi per poter lasciare la macchina a casa. Purtroppo è la cultura di Palermo che porta ad adorare la propria autovettura, è purtroppo è un status symbol portato all’estremo in questa città. Mi è pure capitato qualcuno che osservava che io avevo la mia automobile e gli pareva strano che predevo il mezzo pubblico, capite la mentalità di questa città, il mezzo pubblico è visto come qualcosa per i poveri! E con questa mentalità la politica ha l’alibi per non interessarsi veramente ai mezzi pubblici, a parte qualche inaugurazione e proclami per poi disinteressarsi della gestione.

    • peppe2994 2783
      26 lug 2015 alle 20:26

      Posso rispondere ad entrambe le domande.
      1) Questo è dovuto all’estrema variabilità del traffico cittadino. Il primo bus trova traffico ed entra in ritardo. Il secondo non ne trova, fa il suo giro e si va dunque ad incolonnare a quello che lo precede.
      E’ una situazione standard per Palermo. Mancando le corsie protette, od essendo queste occupate da auto in sosta vietata sballano tutti gli orari. Rimetterli in riga è impossibile perché si deve tener conto dell’orari odi smonta del conducente e l’AMAT non ha soldi per pagare gli straordinari, quindi o partono affiancati oppure rimane fermo.

      2)In parte ti ho già risposto. Per ogni linea il capolinea non ha una durata esatta. I calcoli teorici prevedono 10 minuti, ma nella pratica accade che per strada a volte si trova il deserto e si può arrivare fino a 10 minuti prima dell’orario tabellato, dunque il capolinea può durare anche 20 minuti.
      L’autista deve partire all’orario indicato sul tabellino indipendentemente a che ora arriva al capolinea. A questa situazione devi sommare i ritardi delle linee che sono costanti. Se il bus arriva troppo in ritardo non può ripartire ma deve saltare la corsa per tornare in orario alla successiva o smontare per tempo.

      Poi dobbiamo aggiungere che per ogni nodo ci sono i responsabili che tentano di gestire questo caos. Con così poche vetture in giro succede che delle linee rimangono scoperte, che gli autisti non si presentino per malattia, che alcune si guastino (ed avviene con costanza). Gestire una mole così grande di variabili è impossibile, tutto questo perché il sistema non è informatizzato. Si tiene uno pseudo conto con carta e penna!

      Insomma si tira a campare come i miserabili. Il personale fa quello che può, ma con poche vetture, autobus guasti, traffico il tutto non controllabile da PC è impossibile gestire il servizio, infatti il servizio non funziona.

      • Enrico57 114
        27 lug 2015 alle 5:54

        Ho sempre riflettuto sulla situazione descritta da Peppe, e mi chiedo: non sarebbe meglio eliminare il sistema delle partenze a orari prefissati? Mi spiego: visto che gli orari non sono mai rispettati (e comunque nessuno li conosce), non si potrebbe fissare un tempo di fermata fisso al capolinea, dopo di che il mezzo riparte e basta? Io credo che in tal modo almeno per certe linee il numero complessivo di corse giornaliere aumenterebbe. Non credo che la cosa dovrebbe creare problemi anche da un punto di vista sindacale. Magari si potrebbe fare un esperimento su alcune linee e vedere come va ….

  • claudio fogazza 21
    26 lug 2015 alle 16:39

    carichiamo il costo sulla TASI
    in modo fa far circolare i cittadini gratuitamente
    su autobus, tram, metro, FFSS sino a Punta Raisi
    scoraggiando l’uso della macchina


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