06 giu 2015

Piazza Politeama, l’impatto della “metro” e le palme: chiarimenti


Ulteriori news giungono dall’incontro avvenuto al Teatro Politeama nell’ambito degli attuali lavori dell’anello ferroviario. Lavori che ricordiamo, interesseranno l’asse fra via E. Amari e la parte centrale di piazza Politeama dove verrà realizzata un fermata sotterranea.

La fermata sarà a due livelli, accessibili attraverso scale mobili. Prevista inoltre la predisposizione di un tunnel pedonale fra la fermata e piazza San Francesco di Paola, al fine di agevolare l’utenza dell’area del Tribunale. Novità emersa dall’incontro è che non si esclude di indire un concorso di idee per meglio definire gli accessi alla fermata che ricadono in superficie. A onor del vero, il progetto prevede che gli accessi siano coperti esternamente da una pensilina in acciaio e vetro stratificato tali da non creare “volumi” che possano modificare gli equilibri del paesaggio urbano.

Ovviamente nessuna fantomatica fermata verrà creata davanti al Tempietto della Musica. Probabilmente chi paventava questa ipotesi facendola passare per reale, era rimasto affascinato dalle barzellette del noto comico Gino Bramieri.

Gli accessi pedonali, che nello specifico corrisponderanno a due diversi punti: piazza Castelnuovo nell’area tutt’ora occupata dalle pensiline d’attesa dei bus, e via XX Settembre (nel marciapiede ad angolo di fronte la pizzeria FLB). Quelli cerchiati in rosso saranno gli accessi alla fermata.

 

 

accessi politeama

 

politeama 1

 

 

politeama 2

 

Circa le palme , alla fine cadono definitivamente le bufale da parte di chi aveva fatto credere che sarebbero state abbattute tutte. Come già preannunciato nei giorni scorsi, è stato ulteriormente confermato che ad essere  estirpate saranno 4 palme, ma con la differenza che verranno ripiantate sempre nella medesima piazza al posto di quei ceppi morti anni fa a causa del punteruolo rosso.

In ogni caso, al termine dei lavori è prevista la compensazione a verde attraverso la piantumazione dello stesso numero di palme nei punti interessati dal cantiere.

Si auspica che conferenze di questo tipo possano ripetersi anche durante la progettazione realizzazione di altre opere, perché la comunicazione è importante per la buona riuscita dei lavori ma soprattutto al fine di rendere partecipe la cittadinanza.

 

 


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32 commenti per “Piazza Politeama, l’impatto della “metro” e le palme: chiarimenti
  • Enrico57 133
    06 giu 2015 alle 7:12

    Mi pare che il tutto sia veramente più che accettabile. Per me, la speranza è sempre la stessa: che si faccia presto

  • loggico 383
    06 giu 2015 alle 9:17

    A proposito della conferenza di ieri ha letto che entro fine anno saranno attive le fermate Oreto, Lolli e Maredolce (mi pare che neanche voi ne avete mai scritto) io non so dove sia.. La linea non è ancora stata chiusa da Notarbartolo a san Lorenzo., .si è discusso di ciò?
    A Francia si sta scavando ma solo nel pezzo vicino la fermata e compatibilmente con il binario ancora attivo

  • peppe2994 3023
    06 giu 2015 alle 9:36

    La chiusura avverrà a breve. Mi pare il 29 Giugno.
    Le fermate che apriranno saranno Guadagna, Lolli e Brancaccio Residenziale, sicuramente su singolo binario (tranne l’ultima forse).

    Per il discorso palme tutto chiaro e giusto. Però quando sono morte per il Punteruolo Rosso, stava bene a tutti e
    nessuno ha detto mezza parola perché venissero sostituite. Adesso che si prospetta la possibilità di eliminare la bruttura di 5 palme morte si protesta.
    Chi si lamenta tanto dovrebbe rispondere a questo genere di domanda.

  • Mr.Head 242
    06 giu 2015 alle 10:09

    Durante la cantierizzazione è prevista la chiusura della strada che collega via Libertà con via Ruggero Settimo? Questa strada, in futuro, potrebbe diventare pedonale tale da unire le due parti come se fosse un’unica piazza!!!!

  • amatrix87 62
    06 giu 2015 alle 10:32

    Spero soltanto, una volta ultimata la fermata, che ci siano controlli da parte della polizia/security al fine di evitare scippi, molestie, sporcizia e danni

  • peppe2994 3023
    06 giu 2015 alle 11:11

    Per il discorso sporcizia c’è l’impresa di pulizia. Per i danni la videosorveglianza.
    Per scippi e molestie non c’è soluzione come in tutte le metropolitane del mondo.

  • Marco Negrì 12
    06 giu 2015 alle 16:49

    più che via XX settembre dire che l’ingresso corrisponde all’angolo con via Paternostro… in pratica dovrebbe prendere il posto dell’attuale accesso agli ex bagni pubblici

  • gcortina 3
    06 giu 2015 alle 20:23

    Ottimo!! Vediamo se qualcuno avrà il coraggio di dire che i cittadini erano ignari di tutto!! Mi aspetto qualche cartello “Resistiamo alla Metrò” :).
    p.s
    Certo bisognava farlo conoscere prima il progetto …..

  • SpinaPalermitana 29
    07 giu 2015 alle 1:42

    Buonasera…innanzi tutto grazie per il vostro lavoro, complimenti per il restayling del sito.
    Ottimi i rendering dell’articolo; avrei aproposito un paio di dubbi sul progetto, non legati alle palme:
    a) era proprio necessario porre la scalinata principale proprio al centro della piazza, fra il teatro e il palchetto della musica e così vicina all’altra(lo capisco, è sicuramente il punto piu’ strategico e la fermata amat posta lì ora non è certo piu’ bella, pero’……..); magari messa piu’ avanti, proseguendo sullo stesso marciapiede proprio all’inizio di via della Libertà?.
    b) dopo aver visto cio’ che di peggio si puo’ fare con le strutture per gli ascensori, per esempio come a piazza Guadagna o a piazza Vittorio Emanuele Orlando…..siamo sicuri che sia assolutamente indispensabile metterne una accanto al palchetto della musica, oltre ovviamente alla scalinata stessa?
    buona sera

    • Fabio Nicolosi 48728
      08 giu 2015 alle 22:18

      L’ingresso principale sarà nei pressi della fermata dell’autobus, purtroppo spostare anche di poco la fermata significa anche allargare l’area di cantiere e vista l’alta densità della zona avrebbe creato grossi disagi.
      Riguardo alle strutture per gli ascensori purtroppo si può migliorarli esteticamente, ma per legge sono obbligatori, quindi non si può fare moltissimo

  • INGEGNERE92 42
    07 giu 2015 alle 7:18

    Si potrebbe rendere la copertura della scala uguale o addiruttra unica con quella della fermata dell’autobul, magari con lo stesso stile dei chioschetti liberty. Ritengo piu’ equilibrato e gradevole l’impatto architettonico con la piazza.

  • basilea 594
    07 giu 2015 alle 20:09

    La piazza e gia’ DETURPATA da automobili e moto eternamente posteggiate in doppia e tripla fila e lo sara’ sempre.

  • basilea 594
    07 giu 2015 alle 20:12

    Se poi vogliamo vedere la PIU’ BRUTTA VIA di Palermo ,basta andare in corso Olivuzza (Camillo Finocchiaro Aprile)…….li’ lo SCHIFO E’ INCOMMENSURABILE !

    • punteruolorosso 1847
      08 giu 2015 alle 9:08

      ma questo schifo non da fastidio. il giorno in cui decideranno di mettere un tram o piste ciclabili o alberature in corso olivuzza, la gente scenderà in piazza coi black block

  • calvacla 12
    08 giu 2015 alle 13:58

    L’unica cosa che non capisco è il fatto che, a mio parere, si poteva evitare di toccare le quattro palme e utilizzare di più la carreggiata visto che fra piazza Castelnuovo e il mc donald vi è un grande slargo

    • Fabio Nicolosi 48728
      08 giu 2015 alle 22:19

      Un cantiere come quello di una metropolitana richiede comunque molto spazi per il movimento di grosse macchine e mezzi e quindi anche se si fosse spostata la fermata, qualche palma sarebbe stata inevitabilmente coinvolta.

  • Andrea Tartaglia 2
    08 giu 2015 alle 18:50

    Sarei molto interessato a sapere bene come funziona il meccanismo di compensazione a verde, giusto per capire perché RFI opera così, giustamente, a Palermo, mentre a Catania, per la realizzazione della medesima opera, dove prima c’era un doppio filare di pini marittimi adesso c’è una oscena distesa di asfalto (Viale Alcide de Gasperi nei pressi di piazza Europa e dell’omonima fermata).

  • se68 397
    09 giu 2015 alle 8:49

    felice per i lavori, ma perplesso per l’oggetto:
    finalmente dopo circa un secolo di ritardo con le altre città europee, avremo una fermata del “metro” a p.zza Politeama, ma chi scenderà lì sotto dove potrà andare? uno potrebbe pensare che una fermata così baricentrica ti porti ovunque tu voglia…e invece..dovremo aspettare un altro secolo per una cosa così banale del tipo andare alla stazione con la metro? adesso si pensa di sostituire la mal con il tram..ma allora tutto sto casino per nulla ? scaviamo solo per realizzare l’anello? forse meglio rinunciare.

  • Orazio 930
    11 giu 2015 alle 23:47

    Non si è parlato dei ficus che oggi sono stati tagliati. E la redazione di Mobilita Palermo è in grande imbarazzo per non poter trovare stavolta le,parole per difendere l’impresa.

    Sono favorevole alle opere pubbliche che migliorano la mobilità di massa e l’assetto urbano della città e quindi alle opere che si stanno realizzando in città.

    Ma non comprendo l’appiattimemto sulle posizioni delle imprese, poi a furia di appiattirsi si resta schiacciati come nella vicenda dei ficus.

    Appiattirsi è sbagliato: lo avete fatto pure con Gesap e poi, tra antimafia e mazzette, non avete più trovato le parole.

    E’ su questo che perdete un tot di credibilità: sulla divisione del mondo tra buoni (Gesap, Sis, imprese varie) e cattivi (il comune, la Regione, l’Amat) salvo poi scoprire che la divisione effettuata e’ arbitraria e che i buoni tanto buoni non sono.

    So che qualcuno se la prendera’ a male, come fu per Gesap.

    • Antony Passalacqua 166041
      12 giu 2015 alle 0:07

      Scusa Orazio ma caschi no male, malissimo.
      C’è stata un’assemblea pubblica la scorsa settimana (non mesi fa) dove sono stati esposti tutti i lavori. Si è parlato anche di esproprio di metà marciapiede fra via Ruggero Settimo e piazza S. Francesco di Paola per consentire i lavori SCAVO per lo spostamento di tutte le sottoreti.
      Nessuno e ribadisco nessuno alzò un solo dito sulla questione, preferendo concentrare il dibattito sulle palme e sulla polvere alzata dai mezzi da lavoro. Non sia mai parlare di polveri sottili.
      Ma di quale appiattimento parli? Non è che Mobilita Palermo fa schifo a propria convenienza.
      Cerchiamo di essere onesti e riportare le cose come stanno. Tu eri presente a quell’assemblea? Da come parli, credo proprio di no

  • Orazio 930
    12 giu 2015 alle 6:57

    No Antony non ero presente perché lavoravo, ma dai resoconti non ho mai sentito parlare di ficus. Tutto qui. Non è un dramma – e tra l’altro quella a mio avviso è una brutta piazza alberi compresi che con l’occasione potrebbe migliorare. Dico solo che sembrate, anche se magari non lo siete, i portavoce delle imprese, al punto da non aver dato nemmeno notizia del taglio dopo 24 ore dal fatto.

    • Antony Passalacqua 166041
      12 giu 2015 alle 18:19

      Guarda che se ne sta parlano ampiamente sui social network di Mobilita Palermo già da ieri. Un canale di comunicazione non esclude l’altro.
      Poi sono convinto che se anche ne davamo notizia, ci sarebbe stato qualcun’altro che avrebbe manipolato la notizia confondendo il taglio con la vicenda delle palme.
      Dovremmo prendercela contro chi assiste le assemblee ma chissà invece cosa realmente capisce.

  • Fulippo1 1352
    12 giu 2015 alle 18:40

    Sono del parere che quando finiremo completamente soffocati dallo smog, come tra l’altro stà già avvenendo, non credo siano i quattro ficus del politeama a poterci salvare.
    Non si perde mai l’occasione per attaccarsi a delle emerite str****ate lasciando perdere le cose che realmente avrebbero bisogno di attenzione.
    Vedendo il video dell’assemblea pubblica, veniva quasi da ridere vedendo le domande poste dai cittadini… su tutte le domande fatte solo 2/3 realmente erano interessanti (per le eventuali risposte).

    Comunque in merito ai ficus, spero che a fine lavori la piazza prenda un pò di forma estetica, visto che ad oggi qual marciapiede fa completamente schifo.

  • Orazio 930
    12 giu 2015 alle 20:19

    Beh, andando nel merito oggi sono potuto andare a dare un’occhiata e confermo la mia opinione, cioè che l’impatto visivo è migliorato, quegli alberi messi li davano una sensazione di cupezza che non si addice asu una piazza così centrale. A cose fatte dovranno essere sostituiti, spero con esemplari di quell’altra specie presente nella piazza stessa, quelli che fanno i fiori bluastri molto odorosi per intenderci, eleganti, snelli, colorati e profumati.

    Poi, caro Antony, le mie sono critiche dettate da troppa stima per la testata, non per voler essere distruttivo. Ma credo fosse chiaro.

  • Lazzaro Lazzaro 2
    18 giu 2015 alle 22:35

    La nostra affascinate Palermo soffre di un piano serio, senza offesa per nessuno, che rende i percorsi cittadini Green a 360°. Si parla di mille cose da fare, ma oggi o in futuro mi rendo conto che le idee che vivono in quest’era non renderà Palermo quella che era un tempo il fiore all’occhiello dell’Europa.
    Purtroppo, è stata massacrata dalle politiche forvianti di questo e di quello e ancor oggi non si desiste dall’astenersi da compiere progetti che non hanno un senso primario volto all’interesse della mobilità quella vera all’attenzione collettiva e d’immagine.
    Oggi, Palermo, si sta coinvolgendo e obbligando a vivere in continue barricate di tram che percorrerà buona parte del nostro favoloso centro storico. In sostituzione del tram si poteva incoraggiare il traffico agli autobus e alle auto elettriche e ibride, mantenendo inalterato il valore artistico storico di quei padri maestri che l’hanno costruita con amore e perseveranza. L’era moderna ha autorizzato i nostri amministratori a favorire un piano di mobilità molto invasivo ritenendolo utile e necessario per la collettività, non tenendo conto che la storia della nostra meravigliosa città ci poteva portare ad una innovazione green congrua con scenari meravigliosi che la stessa contiene.
    Rispettoso delle scelte fatte dai politici di turno, ritengo che ancora ci siano i margini per prevedere un piano consono di mobilità green senza sconvolgimenti strategici collettivi, mantenendo il più possibile l’equilibrio strutturale che in atto si sta stravolgendo.
    Il Comune di Palermo ha acquistato delle auto elettriche al fine di poter iniziare un processo innovativo a cominciare dalle istituzioni, però, a oggi, ancora non sono state previste neanche le colonnine per la ricarica che sarebbero necessarie per l’energia e la sopravvivenza delle stesse.
    Propongo, un cambio di rotta anche per dare una sferzata all’economia cittadina, pensando il contributo dei privati che sponsorizzerebbero l’iniziativa per l’acquisto delle colonnine a cominciare del centro storico per finire ai centri commerciali e in tutta la nostra bella Sicilia. Ciò renderebbe la città predisposta all’acquisizione di energia pulita messa a disposizione di tutti, e non solo, ma si creerebbe un circolo positivo per tutti i paesi europei che guarderebbero la Sicilia, in particolare Palermo, meta di riscontro turistico green, incrementando opportunamente le visite nell’isola con auto elettriche, specialmente per quei paesi europei che hanno già investito radicalmente in questa forma di trazione.
    Anche se il nostro Governo ha eliminato gli incentivi per la trazione elettrica, penso che la proposta, se attuata, renderebbe appetibile l’iniziativa a tutte le aziende che vorranno concorrere alle installazioni di colonnine, attivando processi innovativi per un’economia nuova green che sarebbe apprezzata. Si evidenza che proprio in questi giorni il Senato della Repubblica ha acquistato due auto elettriche per lo spostamento nella capitale dei Senatori che ne avranno la necessità. Ciò sembrerebbe una piccolissima apertura al fine di attivare metodi alternativi alle auto endotermiche che popolano le strade del mondo, opprimendolo senza nessuna compassione le città, generando malattie respiratorie irreversibili in taluni casi.
    Spero tanto che i membri della commissione possano valutare l’iniziativa favorevolmente, aiutandoci a trovare gli sponsor necessari per avviare un progetto green che porterà benessere collettivo ai cittadini, e incoraggiando l’acquisto di auto a trazione elettrica senza le dovute paure che oggi sconvolgono chi si vuole avvicinare a questo tipo di trazione rivoluzionaria. Ciò porterebbe chi ci governa ad attivare processi innovativi incentivanti per l’acquisto di veicoli elettrici, creando nuove città ecologiche portandole così a essere il fiore all’occhiello dell’Europa unita.


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