13 mag 2015

Dopo il Cassarà chiude Parco Uditore


Attraverso un comunicato trasmesso dall’Associazione di volontari che gestisce l’area, apprendiamo che da oggi i cancelli del parco rimarranno chiusi sino a data da destinarsi.

Il provvedimento è stato preso a causa della mancata disinfestazione e derattizzazione dell’area, che nonostante numerosi solleciti all’amministrazione regionale sin dal mese di Marzo, tarda ad arrivare. Da quanto trapela in queste ore, al momento la Regione Siciliana sembrerebbe impossibilitata a spendere per vicende burocratiche legate al bilancio.

Questa chiusura è un ulteriore macigno che grava sulla spina dorsale della nostra città, visto che dopo il Parco Cassarà si rischia di perdere un altro spicchio di verde a tempo al momento indefinito. Sappiamo che i ragazzi dell’Associazione Parco Uditore sono già al lavoro per trovare soluzioni tampone che possano accelerare la riapertura. Di contro rimaniamo a disposizione per qualsiasi attività di sostegno a questa causa. Confidiamo infine che il Comune di Palermo e il Sindaco intervengano per trovare una sintonia immediata con la Regione al fine di agevolare la riapertura dell’area.

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12 commenti per “Dopo il Cassarà chiude Parco Uditore
  • peppe2994 2833
    13 mag 2015 alle 15:33

    Ma abbiamo toccato proprio il fondo.

    Prima chiude parco Cassarà, poi villa Giulia ed ora parco Uditore.
    La Favorita meglio che non ne parliamo tra degrado, spaccio, trans e prostitute.
    Quello che poteva essere un meraviglioso parco ad Acqua dei Corsari sta chiuso a marcire.
    Parco Mazzarino, tante chiacchiere e nessun fatto.
    Parco di Villa Turrisi ancora più chiacchiere e nessun fatto.
    …e si potrebbe andare oltre tranquillamente.

    Tanti applausi per il nostro assessore al verde che come la maggior parte degli assessori non si capisce bene quali siano le loro mansioni a parte aspettare lo stipendio.

    Non so se adesso arriverà qualcuno a dire che sono esagerato, fatto sta che alcuni settori sono in continuo e costante peggioramento.
    In primis la mobilità che invece è sempre più immobilità. Giusto Catania, un laureato in lettere che dovrebbe occuparsi di mobilità, compito naturalmente destinato agli ingegneri civili e dei trasporti.

    Poi c’è il verde pubblico, ovvero il verde pubblico negato.
    Chiudono i parchi, di nuovi non se ne parla e l’unica cosa che cresce sono le erbacce ovunque.

    Bravi tutti. Con quale coraggio riescono a vivere senza sentirsi in colpa verso 700.000 persone se lo sanno loro.

  • fadel 189
    13 mag 2015 alle 15:59

    qualcuno metta in risalto che, nell’ambito dei lavori dell’anello, faranno fuori tutte le bellissime palme da datteri di piazza castelnuovo!!! bisogna fermare questa vergogna, adesso è veramente troppo!

  • Marco Negrì 14
    13 mag 2015 alle 16:19

    “la Regione Siciliana si dichiara impossibilitata a spendere”???? come se pagassero ad esecuzione lavori…. l’eventuale ditta vedrà i soldi tra almeno sei mesi…..
    Approfitto per chiedervi se avete notizie della “CITTA’ DEI RAGAZZI”…… :’(

  • Marco Curione 1
    13 mag 2015 alle 16:29

    avete scritto: .

    Detto così sembra che la chiusura sia un provvedimento sbagliato. Gli stessi organizzatori hanno detto che si tratta di un azione a tutela della nostra incolumità. Quanto al parco Cassarà è stato chiuso a causa della presenza di amianto. Vogliamo lamentarci anche per questo? Spero di no.

    • peppe2994 2833
      13 mag 2015 alle 16:57

      No, ma infatti bisognerebbe costruire un monumento a quelle persone che giornalmente si impegnano per migliorare le cose. Primi fra tutti coloro che gestiscono parco Uditore.

      Qui si vuole sottolineare l’incompetenza assoluta dei nostri politici e dirigenti, perché ci danno prova ogni giorno, anzi combinandone una al secondo di quanto siano incapaci.

  • Luca S. 129
    13 mag 2015 alle 16:32

    Oggettivamente la situazione gestionale dei beni, delle aziende, del denaro e degli spazi pubblici e’ disastrosa.
    Francamente mi chiedo perche’ mai esistano cosi’ tanti enti amministrativi e cosi’ tanti dirigenti, quando poi all’atto pratico non si sanno organizzare la raccolta dei rifiuti, la manutenzione del verde , delle strade, l’organizzazione della viabilita’, la pianificazione degli spazi e del suo pubblico. E’ tutto in mano a delle cose inutili.
    Tutto cio’ che a fatica sopravvive e viene utilizzato dalla comunita’ cittadina e’ frutto di azioni volontarie riconducibili a dei comitati cittadini. Oltre quello, il nulla. Il nulla.
    La citta’ e’ ormai alla canna del gas, un deserto dal punto di vista commerciale. Stessa cosa dicasi per la regione. E’ possibile che certe spese siano addirittura da verficare? Cioe’, la derattizzazione, poissibile che dobbiamo pure cercare i soldi per quella?

  • zavardino 226
    13 mag 2015 alle 22:23

    Abbiamo appena 2000 addetti ai giardini e alle ville, cosa si può pretendere? Che le aiuole di Via Empedocle Restivo non sappiano di jungla? Il tutto condito dalla solita munnizza laida che si spappola nell’arco di qualche mese. Un grazie ai volontari che fanno quello che chi è pagato non fa. Peccato che l’estate è alle porte e qualche migliaio di turisti vedrà una città pressochè abbandonata…

  • amatrix87 62
    14 mag 2015 alle 16:00

    Per me la cosa più grave è avere dato l’incarico del verde pubblico ad un laureato in lettere..poi viene la regione che dovrebbe garantire almeno l’apertura del parco e quindi tutto ciò che é necessario svolgere per la corretta e sicura fruizione dello stesso..Immagino un padre che dice al proprio figlio che il parco è chiuso perchè non è sicuro..il futuro di questa terra si chiama emigrazione..stop

  • belfagor 365
    18 mag 2015 alle 10:13

    La gestione del verde pubblico a Palermo è uno di quei problemi che dimostrano in che modo si amministra questa città. La situazione del verde palermitano somiglia a un bollettino di guerra. Attualmente sono chiusi, per vari motivi, il Parco Cassarà ( presenza di amianto), Villa Giulia ( sequestro giudiziario) e il Parco Uditore ( mancata disinfestazione e derattizzazione dell’area). A questi si devono aggiungere il fantomatico Parco ad Acqua dei Corsari, il giardino di fondo Terrasi, il Parco Mazzarino e di Villa Turrisi , abbandonati da anni al degrado più assoluto . Capitolo a parte merita il Parco della Favorita che è stato dato in “gestione” alla delinquenza, più o meno organizzata, per i loro affari illeciti. Se ha questi parchi o giardini, aggiungiamo le decine di aiuole e giardinetti , dislocati in tutta la città, pieni di erbacce e rifiuti di ogni genere, abbiamo un idea di come viene “gestito” il verde pubblico cittadino. Si salva solo il Foro Italico, ma i segnali di un prossimo degrado ci sono tutti. Una città con parchi accoglienti, aiuole curate con fiori e bordure che regalano un tocco di magia e di bellezza, spazi condivisi che possano accogliere, cittadini, turisti e visitatori, purtroppo per noi palermitani rimarrà un miraggio. Eppure il personale per curare tutto questo patrimonio ambientale ci sarebbe. Il settore ville e giardini ha circa 850 unità; a questi si devono aggiungere i 1800 operatori della RESET ( ex GESIP) e i più di 2000 dipendenti della RAP. Appare evidente che non è un problema di carenza di personale ma di volontà politica. Abbiamo gli amministratori pubblici più numerosi ( ben 10 assessori) e più pagati d’Italia e le tasse comunali con le aliquote più alte ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti.


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