21 apr 2015

Nuovi treni per il trasporto regionale in Sicilia


Nuovi treni in arrivo per il trasporto regionale in Sicilia. Fra pochi giorni infatti, presso i locali dell’Assessorato delle Infrastrutture e della Mobilità,  si svolgerà una nuova seduta per la fornitura di n. 5 nuovi treni automotori completi bidirezionali a uno o due piani. Una vera e propria manna dal cielo per il trasporto ferroviario in sicilia che, dopo la fornitura dei treni Minuetto risalente al 2004, riceve del nuovo materiale rotabile. A partecipare alla gara sono attualmente i polacchi della Newag e la nota azienda svizzera Stadler.
Questi nuovi treni saranno a 4 o 5 casse, ed eviteranno di far girare 6 minuetti elettrici accoppiati  quindi ipoteticamente si avranno complessivamente 11 treni effettivamente in circolazione.
Qui alcune foto degli attuali modelli prodotti dai partecipanti alla gara e che presto vedremo in circolazioni qui in Sicilia.

Newag

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I modelli della Stadler

 

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Assessorato delle Infrastrutture e della Mobilitànewagstadlertrasporto ferroviario siciliatrenitalia sicilia

42 commenti per “Nuovi treni per il trasporto regionale in Sicilia

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  • palermoimprenditrice 84
    23 apr 2015 alle 19:16

    non sono un esperto, ma credo che attualmente RV e Intercity (o ciò che ne rimane) possano arrivare tranquillamente a 120-130. Iniziamo a mettere qualche frecciabianca (anche per una questione di comfort) e a fare qualche fermata in meno, soprattutto per Messina. Allora iniziamo a ragionare. E onestamente pagherei per avere i treni “vecchi” del nord, chiaro che vecchi li facciamo anche diventare noi, ma quello è un altro tipo di discorso

  • Athon 877
    23 apr 2015 alle 22:32

    @Metropolitano, ripeto ancora una volta che sarei contrario alla realizzazione di un ponte sullo Stretto.

    Per il resto sogno che la Sicilia, ovvero la mia amatissima isola, si arricchisca di infrastrutture, e quindi autostrade, porti ed aeroporti eccellenti, metropolitane, reti tranviarie, aree pedonali dovunque, piste ciclabili, sentieri naturalistici, impianti sciistici e tutto ciò che veramente potrebbe servire.

    Lasciati dire che francamente ti sei abbandonato a valutazioni personali del tutto prive di fondamento.

    Tuttavia devo aggiungere che se mi chiedessero cosa sceglierei tra inutili e deturpanti “ponti di Brooklyn” da importare in Sicilia, oppure centinaia di graziosi carretti siciliani da far girare per le vie delle città d’arte della nostra terra, per allietare cittadini e turisti, opterei senza dubbio per i carretti.

    Infine, in merito alla domanda che poni, ovvero “Ma poi perchè dovrebbe interessarci una eventuale candidatura pure per lo Stretto di Messina se già c’abbiamo l’Etna con quel titolo?”, sono tenuto a farti sapere che non abbiamo soltanto l’Etna col titolo Unesco. La Sicilia è tra le regioni italiane che possiedono il maggior numero di siti Patrimonio dell’Umanità.

    È certamente motivo di orgoglio nonché richiamo turistico.

    Ecco i siti siciliani già da tempo inseriti nella lista dei Patrimoni dell’Umanità:

    -Siracusa e necropoli di Pantalica;
    -Villa romana del Casale, a Piazza Armerina;
    -Valle dei Templi ad Agrigento;
    -Città tardo barocche del Val di Noto (attualmente sono Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa Ibla, Scicli, Catania, Caltagirone e Militello in Val di Catania; si sta tentando l’inserimento anche di Mazzarino, Acireale e Ispica);
    -Isole Eolie;
    -Monte Etna;

    Tra giugno e luglio 2015 è inoltre atteso l’inserimento del sito “Palermo arabo-normanna con le cattedrali di Monreale e Cefalù”. Il presidente della Commissione italiana dell’Unesco, Gianni Puglisi, lo ha già annunciato. Si attende solo l’ufficializzazione.

    Sono invece ancora in fase di candidatura:
    -Le terre degli Elimi: Erice, Segesta, Selinunte, Mothia e Lilibeo; -Taormina e Isola Bella.

    A quanto pare si è invece arenata la candidatura del sito “Scala dei Turchi”, in quanto non presenta il carattere di unicità a livello mondiale, aspetto imprescindibile per un riconoscimento da parte dell’Unesco. Nel mondo esistono infatti altre conformazioni geologiche simili alla Scala dei Turchi.

    La Sicilia annovera inoltre anche due iscrizioni tra i Patrimoni orali e immateriali dell’Umanità. È l’unica regione italiana ad averne più di una:

    -L’Opera dei Pupi (2001) (primo patrimonio italiano ad essere inserito nella lista)
    -La coltivazione “ad alberello” dello Zibibbo di Pantelleria (prima pratica agricola del mondo ad essere inserita nella lista).

    I disagi in Sicilia sono causati da altri gap infrastrutturali (quelli bisognerebbe colmare!), non certo dalla mancanza di un ponte, da costruire tra l’altro in una delle aree più instabili del pianeta Terra.

    Proporre qualcos’altro per attraversare lo Stretto?! La risposta è semplicemente questa: potenziare, velocizzare e rendere efficiente il sistema dei trasporti coi traghetti. Attualmente il tempo di percorrenza è di 20 minuti circa. Non è così eccessivo ma magari in futuro si potrà anche fare di meglio.


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