10 apr 2015

Quando il palermitano è al volante


Ciao a tutti, mi chiamo Annibale e pur non essendo palermitano lo sono di fatto perché domiciliato qui da 15 anni per lavoro e perché qui ho conosciuto mia moglie. Vado subito alla segnalazione.
La mia patente, i primi anni di guida, li ho vissuti a Napoli, in giro per la città, per la regione e spesso con amici nei weekend a Roma, e pensavo di avere visto tutto in quanto a disordine e caos, ma mi sbagliavo.

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Oggi volevo porre l’attenzione su un fenomeno che penso sia davvero tutto panormito, o almeno, non ricordo d’averlo riscontrato altrove. Mi riferisco all’abitudine di non rispettare alcune segnaletiche “non per dolo”, ma per semplice abitudine, ignoranza (nel senso di ignorare), nell’immettersi da una corsia verso un’altra di un incrocio, senza rendersi conto di effettuare una manovra errata, vietata.

Dico senza rendersene conto perché mi sono accorto che parlandone con amici, parenti, colleghi, vicini, tutti restano sorpresi e/o increduli della cosa e convinti di avere seguito sempre con cura le indicazioni stradali.
Prendo spunto da 3 incroci che frequento quasi giornalmente a bordo della mia vespa, ma di esempi ce ne sono diversi:
1) incrocio via Duca della Verdura – via Libertà: Quanti sanno che venendo da via Duca della Verdura non si può girare a sinistra?
2) incrocio via Pignatelli Aragona – via Mariano Stabile: quanti sanno che per andare diritto bisogna prima fermarsi allo Stop sulla destra (sempre intasato di moto e auto posteggiate), inserirsi in via Mariano Stabile e poi girare a destra? Aggiungo, lasciamo pure perdere che da via Pignatelli Aragona non si può andare diritto e lo si fa (perché magari sulla destra è appunto pieno di mezzi posteggiati), ma perché quasi nessuno si accorge dello STOP?
3) incrocio via dei Cipressi – Piazza Cappuccini, detta da me “imbuto infernale”: nessuno, dico nessuno che sappia che venendo da via dei Cipressi non si può girare a sinistra in via Pindemonte, ma bisogna fare il giro di piazza dei Capuccini per accodarsi ordinati verso via Pindemonte.
Tutto questo nonostante cartelli stradali ben chiari.
Quando lo faccio notare, qualcuno basito mi dice di non essersene mai accorti in anni e anni.
Questi sono solo semplici usanze, o consuetudini, anzi direi prassi che insieme ad altre ben più gravi rappresentano lo schema mentale dell’autista tipico di questa città, rendendola dal punto di vista della mobilità, tra le più disorganiche e sconclusionate d’Europa.


divietiincrocisegnali

28 commenti per “Quando il palermitano è al volante

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  • FuoriDalCoro 43
    13 apr 2015 alle 12:40

    @joyce973
    Ma scusa, e perché questo blog si chiama MobilitaPALERMO, la parola più usata deve essere “Panormosauro”?
    Perché non si fa come dici te, che le istituzioni preposte facciano il loro dovere?
    In un altro post mi è stato risposto che le barriere dei tram sono state messe anche per evitare che il “PANORMOSAURO” ne invadesse gli spazi, quindi si ergono muri invece di educare la popolazione invece di fare lavorare chi è pagato per fare un certo lavoro, si creano barriere, invece di fare come giustamente dici te, fare lavorare le istituzioni preposte, per questo a mio parere la colpa è più di chi ci governa che dei PALERMITANI (io li chiamo così) che purtroppo devono essere rieducati, ma questo significa che ad ogni post e/o reply ci debba essere il “linciaggio” del Palermitano, linciamo invece chi ci governa e non fa il proprio dovere, anzi tutto il contrario, da per primo il cattivo esempio, (Striscia la notizia insegna) chi preferisce le barriere invece di fare lavorare la Polizia Municipale & co.
    Dici che chi partecipa a questi scambi di opinione (io li chiamo linciaggi gratuiti) non ha scheletri nell’armadio, o scrive perché stufo, a me sinceramente ricorda più la situazione di una vecchia canzone di Bennato (io ormai sono diversamente giovane) “Dotti Medici e Sapienti.
    PS: Guarda che vivo a Palermo pure io, eppure con la mia “tigna” riesco ad attraversare dai passaggi pedonali, costringendo anche quelli che se ne fregano a fermarsi (o si fermano o mi prendono), ed addirittura almeno il 60% degli automobilisti si ferma senza bisogno di questo espediente, ma questo non fa notizia, e se capita ad altri, stai sicuro che non lo scrive nessuno, è più “alla moda” parlare solo del negativo.
    Non facciamo di tutta l’erba………..

  • antony977 166208
    13 apr 2015 alle 16:42

    @Fuoridalcoro se vuoi ti spiego il termine “panormosauro”, nato proprio in un contesto ironico…

  • drigo 404
    13 apr 2015 alle 18:44

    “linciamo invece chi ci governa e non fa il proprio dovere, anzi tutto il contrario, da per primo il cattivo esempio, (Striscia la notizia insegna) chi preferisce le barriere invece di fare lavorare la Polizia Municipale & co.”

    Una frase che spiega tutto.

  • FuoriDalCoro 43
    13 apr 2015 alle 23:10

    @joyce973
    Vedi di non compatirmi, che non stai “scambiando” con un rinco, ok?!

    @antony977
    Vuoi spiegarmelo perchè credi che sia davvero complicato poter arrivarci da soli a capirlo, o perchè credi che io non sia all’altezza?

    @drigo
    …….e quindi?
    Spiega pure a me cosa “avresti” capito. (se estrapoli una frase da tutto un contesto, la puoi fare diventare ciò che vuoi)

    Come ho già avuto modo di scrivere: che tristezza………
    E ribadisco, quanti “Dotti, Medici, e Sapienti”

  • drigo 404
    13 apr 2015 alle 23:38

    Te lo spiego e poi la chiudo definitivamente.
    Hai ragione quando sostieni che le istituzioni democratiche sono le prime a dovere formare la coscienza civica dei cittadini che governano, e che se queste sono un fulgido esempio di corruzione, incapacità, indolenza, allora non ci si può lamentare che il comportamento dei cittadini sia il riflesso di quel fenomeno.
    Non sono d’accordo invece sul tuo difendere a spada tratta i palermitani, sulla base del ragionamento che finchè gli “optimates” sono indegni, al di sotto di loro nessuno è passibile di “reprimende”.
    Ognuno, al di là dei vincoli legali di cittadinanza e giurisdizione, è responsabile di fronte alla comunità ed a se stesso dei suoi comportamenti. Ci sarà un motivo se tra i palermitani, a parità di cattivo governo, una metà si comporta civilmente e l’altra metà alla stregua di animali. E attenzione: l’inciviltà, nella nostra città, è una caratteristica interclasse. Vuol dire che si manifesta trasversalmente nei ceti sociali, indipendemente dal reddito e dal livello di istruzione.
    Palermo e i palermitani ERANO splendidi. Negli ultimi trent’anni, con una bella accelerata durante i dieci anni di Cammarata, si sono imbarbariti usi e costumi. La mentalità mafiosa è dilagata in qualsiasi strato sociale. La logica della prevaricazione è pratica quotidiana. Quella dell’arroganza è ben consolidata.
    Usiamo una metafora: la cittadinanza è il terreno in cui si pianta il seme dell’istituzione democratica eletta. Se il terreno è fertile e ricco di minerali, il seme germoglierà bene e senza problemi, dando una pianta robusta da cui anche il terreno trarrà giovamento.
    Ma se il terreno è marcio, contaminato, sterile, i semi non potranno che dare aborti (pensa alla terra dei fuochi, il triangolo della morte dove germogliano piante deformi).
    Ecco il punto su cui batto insistentemente: che a questo punto, è inutile puntare il dito contro le istituzioni, perchè il corpo vivo della democrazia, che è la cittadinanza, ha delle parti in cancrena.
    E continuando a fare finta che la cancrena non esista, l’intero corpo prima o poi verrà contaminato.
    E rimarrai da solo a rispettare il codice della strada.
    Io non sono nè un dotto, nè un medico, nè un sapiente.
    Ritengo, molto modestamente, di essere un cittadino che, come tanti altri, mette in evidenza dei dati di fatto estremamente scomodi.
    Sono scomodi perchè ci chiamano direttamente in causa come individui che vivono in una comunità. Nel momento in cui ci rendiamo conto di questa situazione, non aspetteremo più che siano le istituzioni a fare rispettare le regole, ma saremo noi in prima persona a farlo quotidianamente e nel nostro piccolo, senza avere la presunzione di sostituirci ad un potere come fanno tanti movimenti politici oggigiorno.
    E ti assicuro, se non lo sai già, che è estremamente sgradevole e rischioso (rischi le mazzate pesanti, per intenderci, anche se fai notare al proprietario di un cane che la merda del suo animale va raccolta).
    Basta superare la sindrome della “grandeur” Panormita, descritta e documentata da giganti della letteratura nostrana scomodati qui tante volte a sproposito.
    Detto senza rancore e con sincera preoccupazione.

  • rudi gi 103
    16 apr 2015 alle 22:07

    Cambio argomento. Invito gli utenti di MOBILITA PALERMO a far arrivare all’ orecchio della direzione ANAS SICILIA, la necessità di far dipingere di bianco le pareti interne delle gallerie autostradali Sferracavallo e Isola delle Femmine sulla A 29, per aumentare la luminosità interna e quindi la sicurezza. Nelle stesse non sono piu visibili nemmeno le tabelle rifrangenti, coperte dal fango.


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