08 apr 2015

Amara fine del Parco dell’Oreto


Dovrei scrivere un’articolo, ma l’immagine parla da sola.Il parco dell’Oreto (o meglio, quello che dovrebbe essere tale) continua ad essere divorato dal cemento pezzo dopo pezzo. L’ultimo sfregio è questo muro in costruzione che si vede sullo sfondo. 

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A quando una seria bonifica e riqualificazione dell’intera area? A quando un intervento contro gli scarichi abusivi che riversano liquami fin dal Comune di Altofonte?


fiume oretoparco dell'oreto

10 commenti per “Amara fine del Parco dell’Oreto
  • huge 2202
    08 apr 2015 alle 12:39

    Il problema è anche questo, che il fiume attraversa anche i territori comunali di Altofonte e Monreale. E senza la fattiva collaborazione di quei comuni, senza un accordo tra loro e il comune di Palermo, c’è poco da fare. Hai voglia a bonificare la foce se poi t’arrivano liquami da chissà cosa. Certo è che Palermo potrebbe anche iniziare a fare la sua parte per il territorio che gli compete, cominciando col censire tutti gli scarichi abusivi, identificare a chi appartengono, e intervenire di conseguenza, innanzitutto eliminandolo e poi punendo i responsabili. E non solo gli scarichi, ma anche tutte le costruzioni abusive all’interno dell’area del cosiddetto parco. Tutto questo deve essere preliminare a qualsiasi opera di riqualificazione o a qualsivoglia progetto.

  • La Maglia Rosanero 53
    08 apr 2015 alle 13:05

    Sarebbe bello… individuare NOI cittadini gli scarichi abusivi e TAPPARLI…e poi vedere le facce di chi si vedrà risalire i liquami in casa o nella fabbrica.

  • drigo 404
    08 apr 2015 alle 13:59

    Si dovrebbe assolutamente farlo, ma consapevoli che bisogna essere armati mentre lo si fa per difendersi dalle reazioni degli animali selvatici responsabili di questo schifo.
    Diverte pensare che chi è investito dalla legge di questo ruolo, pur essendo armato, si rifiuta di intervenire in queste e altre situazioni per paura delle reazioni (e lo dichiarano pubblicamente senza alcuna vergogna).

  • nunu 1
    08 apr 2015 alle 15:33

    Abito da tanti anni in un punto della valle dell’oreto dove il FAI fa delle visite per cercare di riqualificare un territorio che ricordo da bambino magnifico…ma mai nulla è stato fatto.
    Da tempo i terreni attorno alla fontana naturale sono stati ereditati da nuove persone che hanno abbandonato le colture tipiche della conca d’oro,sarà molto difficile che un comune come Monreale o Altofonte si impegnano ad fare qualcosa…

  • klone123 96
    08 apr 2015 alle 15:44

    Il FAI è solo un covo di nobiluomini e nobildonne che di nobile non hanno nulla. Qui in Sicilia sono solo in cerca di pubblicità e nient’altro. Tante manifestazioni di facciata senza nulla di effettivamente concreto. Ad ogni modo, nessun pubblico ufficiale può segnalare la cosa? Siamo sicuri sia autorizzato quel muro?

  • Benedetto Bruno 190
    08 apr 2015 alle 21:41

    Oggi sotto casa mia in un’ampia aiuola con arbusti, qualcuno ha abbandonato 3 vecchie sedie. Ecco l’utilità degli spazi verdi secondo molti nostri concittadini. Oh Poveretta Palermo! per te i dottori non potranno mai dare nessuna speranza di guarigione.

  • Athon 879
    08 apr 2015 alle 22:12

    klone123, a me non risulta che il FAI in Sicilia non abbia fatto nulla di concreto.

    L’edicola marmorea del Genio del Garraffo alla Vucciria, segnalata in occasione della V edizione del Censimento “I Luoghi del Cuore” (2010), promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo, è stata restaurata.

    Sempre nel 2010 ha ricevuto quasi 10.000 voti anche la Chiesa di San Bartolemeo a Stromboli; a gennaio 2013, grazie al Fai, si sono conclusi i lavori di recupero che ne hanno così permesso la riapertura.

    Nel censimento 2012 ha invece ricevuto parecchie segnalazioni l’Edicola dei giornalai di Piazza Lionardo Vigo ad Acireale, edificata nei primi anni del ‘900. Nel dicembre 2014 sono iniziati i lavori di recupero.

    Nel censimento 2008 la Colombaia di Trapani si è classificata al primo posto. I lavori di messa in sicurezza sono già stati effettuati. Per il completo recupero invece occorrono ancora circa 600.000 euro. È il sito più complicato. Tuttavia proprio grazie al lavoro svolto dal Fai presso le Istituzioni nazionali e locali, tra il 2009 e il 2010, si è riusciti ad attuare velocemente il passaggio di proprietà dallo Stato alla Regione (avvenuto il 30 settembre 2010). Il Ragioniere Generale della Regione Siciliana ha così emesso il decreto n.43 del 25 gennaio 2011 concernente il finanziamento del progetto di recupero della Colombaia.

    Nell’ultimo censimento, quello del 2014, il Castello di Calatubo ad Alcamo ha ottenuto la bellezza di 71.967 voti, classificandosi al terzo posto. Verrà restaurato nei prossimi anni assieme al Convento dei Frati Cappuccini di Monterosso al Mare (Ge) e alla Certosa di Calci (Pi).

    Inoltre vista la vittoria, sempre nell’ultimo censimento, della Laguna dello Stagnone a Marsala, nella sezione “Premio speciale Expo Nutrire il pianeta”, è stata avviata una promozione del sito ad ampio raggio. D’altra parte le Saline non necessitano di nessun recupero ma solo di salvaguardia e pubblicità per richiamare sempre più visitatori.

  • giovanni7 15
    09 apr 2015 alle 0:55

    @Klone 123

    Il tuo commento mi sembra inopportuno. Potresti tu stesso informarti meglio come ha fatto @Athon ed inoltre ti posso testimoniare per diretta esperienza, dato che ho collaborato più volte col FAI, che è composto da persone entusiaste e di buona volontà che realizzano iniziative concrete e utili al nostro territorio. Se facciamo pure la guerra tra chi ha voglia di fare ci diamo la zappa sui piedi!
    Rimaniamo sul pezzo: il problema dell’Oreto, come diceva @huge, è che ci sono duemila enti e teste da mettere d’accordo. Poi è anche necessario fin da subito far partire controlli accurati e sanzioni pesanti. DOPO il ritorno alla normalità si può pensare di tornare a parlare di “parco”

  • Athon 879
    09 apr 2015 alle 4:18

    Un paio di anni fa anche la Fondazione Fiumara d’Arte di Antonio Presti si era proposta per contribuire, in tutti i modi possibili, alla bonifica e alla valorizzazione dell’Oreto.

    Il compito di mettere d’accordo i duemila enti e le tante teste, primi fra tutti il Comune di Monreale e il Comune di Altofonte, spetta proprio alll’Amministrazione comunale di Palermo, eventualmente assieme alla magistratura e coinvolgendo Palazzo dei Normanni.

    Mi spiace dirlo ma se finora non è stato fatto niente, le colpe sono totalmente a carico del Comune di Palermo, che continua a mantenere, come se nulla fosse, una vergognosa fogna a cielo aperto, resa ancora più brutta dalla cementificazione, e i cittadini vengono dunque costretti a conviverci.

    Ecco Goethe che nel suo “Viaggio in Italia” ci offre un quadretto dell’Oreto:

    «Nel pomeriggio visitammo la valle ubertosa e ridente, percorsa dal tortuoso fiume Oreto, che scendendo dai monti a sud costeggia Palermo. Anche per ricavare un’immagine da questo paesaggio è indispensabile un occhio pittorico e una mano esperta; e Kniepp seppe appunto scovare un osservatorio adatto, là dove l’acqua imbrigliata defluisce da uno sbarramento semidistrutto, all’ombra d’una ridente macchia d’alberi, avendo a sfondo l’ampio panorama della valle in salita, disseminata di case rustiche.» (Palermo, mercoledì 4 aprile 1787)


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