29 gen 2015

Acquario di Palermo al via? Si, ma i soldi?


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E’ stato ufficialmente affidato la settimana scorsa, incarico all’architetto Piras per redigere la prima parte del progetto per “Oceano Mediterraneo” – il futuro acquario di Palermo, che potrebbe attrarre milioni di turisti durante tutto l’anno, contribuendo anche alla destagionalizzazione della nostra città, e avendo sicuramente ricadute economiche positive sul territorio e sui numeri dei nostri poli ricettivi (porto ed aeroporto).

Un progetto altamente ambizioso, che mira soprattutto a creare un polo scientifico di primo livello, grazie alla convenzione che a breve sarà firmata tra Confindustria, Rimed e Istituto Zooprofilattico di Palermo.

Ora che il Comune di Palermo si è finalmente espresso sull’ubicazione, che sarà appunto la Bandita, bisogna chiedersi se questo progetto da 50 milioni di euro troverà investitori interessati. Si, perché le perplessità, non solo di investitori, ma anche di progettisti, erano state già manifestate durante l’incontro di presentazione avvenuto presso la sede di Confindustria un anno fa. La Bandita è una zona decentrata, ad oggi scarsamente raggiungibile, nonostante la relativa vicinanza della futura fermata del tram (linea 1).

Le problematiche sono relative anche alla viabilità, considerato che via Messina Marine è la seconda arteria per attraversamento veicolare della città, incentrata soprattutto sul traffico merci, che non di rado causa rallentamenti e congestionamenti. L’area è oggetto di forte degrado, e bisognerà capire quali saranno gli interventi di competenza del privati, e quali quelli che dovrebbe comunque cercare di garantire il Comune. L’architetto intanto, mette le mani avanti preannunciando ovvie modifiche alla viabilità e accessibilità della zona, che potrebbe essere anche raggiunta tramite un servizio navetta basato su scafi, che dal porto potrebbero raccogliere i crocieristi per poi trasportarli sino al porticciolo della Bandita.

Sul piano burocratico, bisognerà capire l’eventuale necessità di una variante al piano regolatore, e quanto questa possa comportare un allungamento dei tempi di realizzazione.

Insomma, le sfide non sono sicuramente poche. Auspichiamo pertanto una sinergia “maniacale” tra i soggetti pubblici e privati, per far sì che l’ennesima occasione non vada sprecata. Da questo progetto avvenieristico può partire il rilancio di Palermo, una sorta di piccolo Expo, ma di grandissimo valore per la nostra città.


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26 commenti per “Acquario di Palermo al via? Si, ma i soldi?

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  • friz 933
    30 gen 2015 alle 11:16

    Ciao Blackmorpheus…si, lo so che non era un progetto esecutivo… ma dato che mi sembrava un progetto meraviglioso, spero che prima o poi, con questo o con il prossimo sindaco, possa divenire reale… del resto sognare non costa nulla… e ogni tanto i sogni diventano realtà…
    Ma piuttosto avete notizie riguardo all’architetto Piras… mi piacerebbe capire se è uno capace di fare la differenza o no… vorrei sapere se nel suo ambito è un fuoriclasse o no…
    Ovviamente spero che la risposta sia si…perchè in certi casi, la storia ci insegna che basta costruire un MONUMENTO GENIALE per spingere l’amministrazione pubblica e i privati ad investire danaro in quella determinata zona… Voglio dire che se il futuro Acquario, oltre ad essere funzionale, sarà anche bellissimo, probabilmente farà rinascere l’intera zona della Bandita… e forse un giorno si parlerà del rinascimento della Bandita…e speriamo di vedere un giorno il rinascimento di tutta via Messina Marine…

    P.S …Oltretutto penso che alla Bandita ci sarà modo di fare un Acquario più grande…e inoltre, fortunatamente, non c’è neanche il palazzo della brancagel…

  • blackmorpheus 54519
    30 gen 2015 alle 11:41

    Piras è stato direttore dei lavori dell’acquario di Genova. Ha collaborato con Renzo Piano ed ha una maturata esperienza nella costruzione di queste opere. Sicuramente ha la competenza per un progetto simile, che vorrebbe tra l’altro dotare Palermo di una struttura all’avanguardia. Le premesse sono sicuramente buone. Speriamo che avranno un seguito

  • friz 933
    30 gen 2015 alle 13:12

    …certo aver collaborato con Renzo Piano non è da tutti… Che dire di più? Speriamo che tutto vada nel migliore dei modi…anche perchè Palermo ha un grande bisogno di qualche MERAVIGLIOSO monumento contemporaneo che ne possa sottolineare le aspirazioni…
    Purtroppo i migliori monumenti palermitani sono tutti antecedenti agli inizi del 1900….dopo gli anni trenta del 900, che io ricordi non c’è un solo monumento degno di nota… tutti più o meno banali e scontati…il Loggiato San Bartolomeo è del 1600… il Palazzo Sant’Elia è della fine del 1700… il Teatro Politeama è della fine dell’1800…e poi c’è il Teatro Massimo e la Cattedrale…insomma, in parole povere dagli inizi del 1900 in poi a Palermo ci siamo dimenticati dell’aspetto artistico, della BELLEZZA… Speriamo che questo nuovo Acquario nasca e diventi un OPERA D’ARTE! PALERMO HA BISOGNO DI OPERE D’ARTE CONTEMPORANEE!!! l’arte si può fare anche al giorno d’oggi, non è vero che la si poteva fare solo nel passato!

  • gs 26
    31 gen 2015 alle 8:01

    Tante sono state le idee, di pubblico e privati, annunciate e non seguite (fortunatamente!) da alcun progetto, tesi a valorizzare la Bandita; ricordo ad esempio, il palazzetto dello sport per le Universiadi o il nuovo stadio del Palermo Calcio.
    Mi chiedo se davvero una struttura come l’acquario a Bandita rappresenta un valore?
    E se si, per chi?
    Un valore per chi a Bandita ci vive?
    Un valore per i turisti?

    Essere positivo nei confronti di questa bella opera, significherebbe avere un po’ di fiducia in chi questa città amministra, e purtroppo basta girarsi intorno per vedere ciò che ci circonda:
    Velodromo
    Diamante
    Palasport
    Palaoreto
    Fiera del Mediterraneo

    Vogliamo aggiungere alla lista anche l’acquario della Bandita?

    Quotidianamente vedo file di turisti che a piedi transitano da piazza Indipendenza su via Cappuccini per raggiungere le Catacombe.
    La strada, sporca e con i pochi e stretti marciapiedi occupati da auto, sembra un percorso di guerra, e mi vergogno nel vedere l’immagine che diamo di questa città.

    Questo per dire che , anche con l’aiuto dei privati, si dovrebbe cercare di ridare smalto ai gioielli che già abbiamo e che spesso risultano abbandonati.
    Avere tanti turisti in una struttura, non vuol dire automaticamente lo sviluppo della zona.

    Io che vado a visitare Roma, non vado certo per vedere l’Eur, perché la città offre ben altro.

    Se veramente il fine di chi propone l’acquario a Bandita è la “riqualificazione” della zona, potrebbe iniziare a dare segno proprio mecenatismo, rendendo fruibili 2 opere che sono abbandonate e che con poco sforzo potrebbero essere funzionanti:
    il parco di Acqua dei Corsari e la bretella di collegamento all’autostrada Dir. Trapani da via Laudicina.

  • friz 933
    31 gen 2015 alle 12:54

    Domanda:
    Ma dato che questo Acquario dovrà sorgere sul suolo pubblico, è previsto che dopo un tot di tempo (magari 100/150 anni) la proprietà tornerà al comune?


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