26 nov 2014

Piazza Scaffa, riaffiora il vecchio ponte delle Teste Mozze


A piazza Scaffa riaffiora un pezzo di storia della nostra città. Parliamo infatti dei resti ponte delle Teste Mozze, che avevamo documentato qui; oggi grazie ai lavori della nuova tranvia e ai rilievi della Soprintendenza,  c’è la concreta possibilità di poter rendere fruibile questo sito. E non sarebbe male proseguire con la riqualificazione dell’intera piazza, dopo le ultime demolizioni per i lavori tranviari.

Riportiamo un articolo del Gds pubblicato in data odierna.

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6 commenti per “Piazza Scaffa, riaffiora il vecchio ponte delle Teste Mozze
  • Pietro Bolenares 0
    26 nov 2014 alle 15:49

    @Mr. Head

    L’immagine del Ponte dell’Ammiraglio da te proposta fa parte di una raccolta fotografica dei Fratelli Alinari realizzata fra il 1860 e il 1870 e testimonia che già in quegli anni l’Oreto non scorresse più stabilmente (si noti il filare di alberi) sotto gli archi del ponte stesso.

    Sappiamo da Francesco Crispi (si proprio il politico “trasformista” prima repubblicano e poi monarchico!), che ne scrive, nel 1839, sul giornale – da lui fondato -, “Oreteo” che il corso dell’Oreto fu deviato nel 1786 sia pure non totalmente perché un suo braccio (minore o stagionale?) continuava a scorrere sotto gli archi più meridionali del Ponte dell’Ammiraglio, il quale (così scrive il Crispi) era in gran parte interrato. La deviazione dell’Oreto nel 1786 è riportata anche nel “Dizionario delle strade di Palermo” (1875) di Carmelo Piola.

    Né il Crispi né il Piola fanno però cenno al Ponte delle Teste Mozze? Perché? La mia ipotesi è che esso non fu edificato nel 1838 – come riportano talune fonti -, ma che in tale anno (in cui, peraltro, si provvide alla sistemazione delle Regie Trazzere siciliane) fu soltanto più o meno ampiamente restaurato quello preesistente.

    Da qualche parte esiste un’immagine pittorica, realizzata attorno o dopo il 1840 (spero di poterla rinvenire e, se libera da diritti di riproduzione, di poterla pubblicare), la quale raffigura il Ponte delle Teste in stile tardo medievale, il che vuol dire (qualora, ovviamente, non si trattasse di un “finto storico”) che esso era già in loco almeno dal primo quarto del XVI secolo.

  • Athon 827
    26 nov 2014 alle 19:34

    «Nel pomeriggio visitammo la valle ubertosa e ridente, percorsa dal tortuoso fiume Oreto, che scendendo dai monti a sud costeggia Palermo. Anche per ricavare un’immagine da questo paesaggio è indispensabile un occhio pittorico e una mano esperta; e Kniepp seppe appunto scovare un osservatorio adatto, là dove l’acqua imbrigliata defluisce da uno sbarramento semidistrutto, all’ombra d’una ridente macchia d’alberi, avendo a sfondo l’ampio panorama della valle in salita, disseminata di case rustiche»

    (Johann Wolfgang von Goethe, Viaggio in Italia, Palermo, mercoledì 4 aprile 1787)

  • peppe2994 2783
    27 nov 2014 alle 18:17

    Nell’articolo si parla di fruibilità monumentale del vecchio ponte.

    Questa cosa non ha senso, come puoi rendere un monumento fruibile se deve essere abbattuto per il nuovo ponte?
    Semmai speriamo riescano a salvare il salvabile e lo espongano da qualche parte, ad esempio nella parte antistante al giardino della Zisa lo vedrei bene.


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