11 nov 2014

Palermo – Bari? Pezzi di sud a confronto provano a “muoversi” meglio


Mentre stiamo qui a monitorare e analizzare quello che avviene nella nostra città, proviamo a buttare un occhio più in là per scoprire come si muovono le altre città in tema di mobilità. Le sorprese possono essere dietro l’angolo.

Affacciamoci un attimo su Bari, città di medie dimensioni, che negli ultimi tempi sta provando a mettere a frutto anni di scelte e investimenti. Il tempo dirà se queste saranno state vincenti.

Bari

foto by virtuositaly.com

In occasione di MHOO14, un hackaton sulla mobilità (evento nel quale partecipano vari esperti dell’informatica per creare strumenti a partire da dati) tenutosi proprio nel capoluogo pugliese lo scorso weekend, ho avuto la grande occasione di partecipare insieme a tanti baresi per animare una sessione meno tecnica e più “social”, dove discutere della situazione cittadina. Ho provato a fare dei confronti con l’esperienza palermitana per trovare differenze e analogie.

Andiamo con ordine:

ho parlato con diversi baresi e ascoltandoli mi sono sentito a casa. Il tono, i problemi e le speranze ci accomunano, come se non vi fosse distanza. In loro non ho riscontrato eccessi di catastrofismo tipico di alcuni nostri conterranei,  anzi provavano a dare una valutazione oggettiva dello stato dell’arte. Ci sono tante cose da migliorare ma qualcosa si sta provando a fare e i cittadini, chi più chi meno, sembravano esserne consci.

Di recente Bari ha inaugurato un servizio ferroviario di collegamento tra Aeroporto Palese e Staz. Centrale: struttura nuovissima e alquanto innovativa, con tanto di validazione ticket tramite qrcode. Il sistema di bus, in gestione all’AMTAB (la corrispondente della nostra AMAT) potrebbe fare di più, alcune linee hanno percorsi cervellotici, andrebbero razionalizzati e rivisti. Auspicano una rivisitazione delle linee, vi ricorda qualcosa?

nuove fermate amtab

foto by bariinforma.it

Non tutti gli operatori del settore (associazioni, aziende, ciclisti) si conoscevano tra di loro, forse perchè di questi eventi dedicati alla mobilità ne sono stati organizzati davvero pochi. Tanti soggetti interessanti e diverse aziende che propongono strumenti alternativi: dal bike sharing senza stalli (tramite app registro il punto in cui lascio la bici così da renderla disponibile per gli altri utenti), all’app che calcola tempi di percorrenza e di attesa alle fermate in modo automatico. A Bari ci sono le paline con i tempi di attesa, lì i dati utili a erogare questa funzione ci sono e sono pubblici (opendata). Chiunque poteva farci degli applicativi e puntualmente qualcuno l’ha fatto. Bravi! Alcuni ragazzi lavoravano ad una mappa con la posizione dei bus in real time.

Pensate che bello, aprire un ‘app, vedere la posizione reale del bus che mi interessa, decidere di scendere da casa in tempo utile per raggiungere la fermata più vicina. Addio lunghe attese.

Qui Amat, dopo tante peripezie, è riuscita a diffondere i dati statici. Speriamo che il prossimo step saranno i dati rilevati dai ricevitori gps installati nelle vetture in circolazione.

Non tutto brilla: a detta di molti, anche i baresi sono indisciplinati per strada e abbastanza prepotenti alla guida. Mi sono mosso a piedi e non ho avuto modo di appurare la corrispondenza con i nostri panormosauri. L’impressione comunque è che i problemi siano comuni, dalla doppia fila all’atavica contrapposizione automobilisti – ciclisti.

E’ stato quasi divertente ritrovare personaggi altamente specializzati i quali animavano la discussione con dati, esperienze e tanta rabbia per risposte mai ricevute dall’amministrazione. Milena di Ciclo Spazio una di queste, ma andatevi a leggere cosa fanno con le bici. Attualmente il sindaco di Bari è De Caro, ingegnere civile sezione trasporti. Il nostro assessore alla Mobilità è lo stesso del settore partecipazione. Qualifica in materia, nessuna (non per colpa sua). Trovate analogie o differenze?

Altra analogia, all’evento era presente un dirigente comunale del settore trasporti del Comune di Bari, come spesso avviene anche qui nei diversi incontri succeduti. Il dibattito si è svolto in piena franchezza e il dirigente è stato il primo a riconoscere i numerosi limiti (soprattutto economici) dell’azienda di trasporto. Ha chiesto collaborazione senza eccessive pretese, si è reso disponibile. Come avviene in tutti i luoghi del mondo, anche a Bari come a Palermo, dentro gli uffici c’è gente con la quale è possibile parlare concretamente al di fuori del gergo politico.

park&rideBA

foto by Bari.repubblica.it

Il servizio bike sharing comunale non sembra aver funzionato particolarmente, manca invece il car sharing che per ammissione dello stesso dirigente comunale, è una delle prossime frontiere. In compenso a Bari funziona (per davvero!) il Park&Ride, grandi aree di parcheggio nelle quali è possibile parcheggiare e prendere delle navette che raggiungono i principali nodi cittadini. Fuori da ogni pregiudizio, Park & Ride funziona bene anche a detta dei cittadini i quali spingono affinchè diventi H24. E lo diventerà.

In mancanza di un servizio notturno, all’evento abbiamo pensato bene di cominciare a costruire una mappa in cui chiedere a tutti i cittadini quali sono i principali poli attrattivi notturni, così da redigere uno schema di massima da affidare al Comune per cominciare a pensare a questo servizio.

In proporzione, Bari mi sembra abbia attualmente più strumenti a disposizione (in primis i dati liberi sulle vetture del TPL) per migliorarsi mentre a Palermo c’è più comunità consolidata sul tema della mobilità. Questa è la prima sensazione che ho avuto, al netto della diversa dimensione dei centri urbani. Più in generale mi è sembrato chiaro che a Bari qualcosa si sia fatto negli ultimi anni seguendo un criterio e qualche risultato si sta vedendo (il Park&Ride su tutti). A Palermo si è proceduto con investimenti su grandi opere come passante ferroviario e tram, per le quali attenderemo i risultati tra qualche anno.

Ma è impensabile decretare un migliore e un peggiore, anche perchè questa non è una gara. Ogni realtà ha le proprie gioie e i propri dolori, pertanto stiamo provando a promuovere uno scambio continuo di informazioni e di saperi, al fine di migliorare le esperienze ognuno nelle proprie città.


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