16 set 2014

Catania – Palermo la lunga storia di un raddoppio ferroviario


La solita storia quella, che si ripete di anno in anno, di snocciolare milioni di euro e opere pubbliche che dovrebbero cambiare l’aspetto infrastrutturale della Sicilia.
Le dichiarazioni di quest’ulteriore svolta epocale annunciata oggi su tutti i quotidiani siciliani sono gli interventi del presidente di Rete ferroviaria italiana Ing. Dario Lo Bosco e del governatore Crocetta nella conferenza stampa tenutasi ieri.

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Foto di Roberto Meli


Non desidero elencare tutti gli interventi e le cifre che conosco già a parte qualche variante ma, desidero iniziare dal lontano 19 gennaio 2009 e dalla brillante operazione di provocazione politica “Freccia Rotta”, organizzata dall’on. Giuseppe Castiglione già presidente della Provincia regionale di Catania, oggi sottosegretario nel governo Renzi. In quell’occasione venne fuori da tutti gli attori presenti (politici, dirigenti delle ferrovie, etc.) che sarebbero bastati venti trenta milioni di euro per ammodernare e velocizzare l’attuale tracciato della Catania-Palermo, in un anno e mezzo di lavori, portando i tempi di percorrenza al di sotto delle due ore e trenta e per di più elevando la linea da rango “C” a rango “P” facendo viaggiare i pendolini.
Con l’intervento nel 2009 dell’ex sottosegretario alle infrastrutture Reina furono tenuti diversi tavoli tecnici romani con i dirigenti della Regione Sicilia, di Rete ferroviaria italiana e del ministero delle infrastrutture.

Da questi incontri quasi a fine 2009 venne inserita, per le prese di posizione di Reina, nel Contratto di Programma 2007-2011 con la seguente descrizione: Opere in Corso – Tabella A03-Sviluppo Infrastrutturale Rete Convenzionale – Modifiche anno 2009 – Codice Intervento NAD04: Interventi di potenziamento infrastrutturale per adeguamento al nuovo modello di esercizio della Regione Sicilia, prioritariamente per la velocizzazione dell’itinerario Palermo-Catania per un importo di 30 milioni (si allega foto).
A quattro anni di distanza dall’inserimento nel CdP, non è stato realizzato nessun intervento di velocizzazione della Catania-Palermo se non quello operato da Trenitalia nel cambiare gli orari di percorrenza ad una coppia di treni in tre ore circa mentre nella slide del Cis è previsto due ore e 45 minuti (vedi slide Cis).
Comunque, la questione che mi fa più rabbia è che tutti questi miliardi di euro vengano investiti solo ed esclusivamente su una relazione ferroviaria per una sorta di miopia politica. Lo Sblocca Italia, visto che la Catania-Palermo era stata già inserita e finanziata nel CIS, doveva essere lo strumento per distribuire ai territori siciliani più penalizzati quella boccata di ossigeno infrastrutturale a breve termine per incentivare e sviluppare il tessuto economico, sociale e turistico di quei territori. Sono convinto che un’attenta programmazione del Dipartimento Infrastrutture, Mobilità e Trasporti ed un intervento forte dei nostri politici a Roma possa nell’immediato futuro dare un asset diverso alle infrastrutture siciliane.

Giosuè Malaponti – Presidente Comitato Pendolari Siciliani – Ciufer


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7 commenti per “Catania – Palermo la lunga storia di un raddoppio ferroviario
  • mediomen 1137
    16 set 2014 alle 9:09

    spero che abbiano fatto uno studio di utilizzo, penso che per funzionare e coprire i costi di manutenzione debbano mettere pure i treni e riproporre il trasporto merci.

  • Andrea Bernasconi 12
    16 set 2014 alle 10:05

    Concordo con Roberto Meli sia sull’analisi, sia sullo scetticismo di fondo ogni qual volta questo libro dei sogni viene ripresentato ed aggiornato. La novità di questo giro consiste per esempio nel riparlare (bene) di un collegamento ferroviario Castelvetrano-porto Empedocle.
    Fantastico. Ma quando si passerà dalle parole ai fatti?
    Non sono un nemico ‘ra cuntintizza, ma sentir parlare, ad esempio, di collegamento con Birgi, di potenziamento della rete trapanese, di interporti di Alcamo dDir.ne… mentre la PA-TP via Milo è chiusa da due anni per smottamenti, mi fa solo sentire preso in giro.

    Io VORREI crederci. Ma ora occorrono fatti.

  • pendolare palermitano 46
    17 set 2014 alle 10:21

    non c’è voglia è questo il problema,si fanno proclami e basta,si organizzano conferenze stampa,fin troppe direi negli ultimi anni ,senza poi concludere nulla


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