05 set 2014

La Regione Siciliana è Re Mida al contrario…


Tutto quello che tocca la Regione Siciliana, si trasforma in sterco…letteralmente. E’ proprio lo sterco infatti ad accogliervi all’ingresso di una delle più belle testimonianze di archeologia naturale a due passi da Palermo: la grotta dei Puntali.

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Ho scoperto questa grotta quasi per caso: un cartello appena visibile ne segnala la presenza all’ingresso. Per accerdervi si passa attraverso il terreno di proprietà di un pastore (o almeno si suppone tale). Ad accogliervi è proprio il pastore che vi chiede seccatamente “prego, che cerca”. Spiego che mi piacerebbe visitare la grotta, ma il cancello è chiuso…è così l’ho visto da sempre.

Mi risponde che per entrare devo andare all’ufficio regionale nella traversa accanto. Questa informazione preziosa mi arriva quindi in via del tutto informale da un tizio incontrato per strada. Gli chiedo se si paga e mi risponde “buh”.

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Rifaccio quindi tutta la strada all’indietro e mi reco nella parallela accanto, sino in fondo (un avanti e indietro decisamente poco stimolante, ma non desisto). L’ufficio è segnalato da un minuscolo cartello coperto dalle piante – dalla strada è praticamente invisibile.

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Vado fino in fondo, e ho comunque difficoltà a individuarlo, dato che, anche qui, è segnalato da una piccola targa accanto all’ingresso principale.

CHIUSO.

Nessuna indicazione di orario, nessun cartello informativo, nessun numero di telefono.

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Ritorno indietro e il pastore mi dice che forse arrivano alle 10. Nel frattempo bazzico attorno all’ingresso. Il sentiero che porta al “gabbiotto” dove un tempo forse stava qualche impiegato a controllare i biglietti è cosparso di sterco di pecora. Immagino lo sguardo di un turista, magari in infradito, che miracolosamente viene a conoscenza di questa grotta e riesce ad raggiungerla per visitarla…

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La recinzione è forzata in più punti e la rete è divelta, segno che regolarmente la gente entra per conto proprio nella riserva naturale integrata.

Alle 10 non si presenta nessuno… attendo ancora, dopodiché vado via.

Cerco informazioni su internet, e vengo a conoscenza dell’ingresso gratuito. Reperisco anche importanti informazioni sulla grotta: scrigno di reperti risalenti addirittura al paleolitico e neolitico, testimonianze paleontologiche come zanne di elefante, e habitat di numerose specie di pipistrelli, insetti e rapaci.

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Nella sezione “CONTATTI” vi è indicato un numero di telefono, provo a chiamare: “siamo spiacenti, il numero selezionato è inesistente“.

Lascio allora un messaggio sia via mail che attraverso la loro pagina facebook. Ricevo risposta due giorni dopo, e vengo informato che purtroppo in numero fisso deve essere riassegnato (ndr. ma allora perché lo tenete nel sito?!) e che per visitare la grotta devo prenotare compilando il form obbligatorio dal loro sito. Invio allora la richiesta tramite form con quattro giorni di anticipo, ma non ricevo alcuna conferma.

Questo è il modo in cui la Regione Sicilia gestisce i suoi tesori.

Ho desistito io, figuriamoci eventuali turisti (semmai qualche congiunzione astrale rendesse l’evento propizio).

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Come se non bastasse, questa è la situazione che si verifica a pochi metri di distanza dal sito. Cumuli di rifiuti ovunque, popolati da decine e decine di ratti e blatte, che cominciano a invadere anche le abitazioni in zona. Il vicinato si sta facendo promotore di una petizione per fare emergere il senso di disagio che si vive, con la gente barricata in casa con l’aria condizionata accesa tutto il giorno per via dell’aria irrespirabile.

Me ne torno a casa e tra me e me sussurro un “vaffanculo”. Non c’è nulla da fare, troppe perle date ai porci…


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7 commenti per “La Regione Siciliana è Re Mida al contrario…
  • Mr.Head 242
    05 set 2014 alle 12:29

    Bellissimo articolo!!! Non conoscevo la grotta!!!!
    Una domanda: le fondamenta della villa si trovano all’ interno della grotta?

  • blackmorpheus 54519
    05 set 2014 alle 12:32

    @Mr.Head no, la villa è in fondo a un viale parallelo a quello d’ingresso. Si chiama viale del Sole, ed è una piccola traversa di via Enrico Berlinguer (Carini)

  • Luca S. 129
    05 set 2014 alle 12:42

    Francamente, anche vedere quella villa lassu’ e’ un obbrobio. E’ tutto uno schifo, tutto di cattivo gusto.
    La monnezza a Carini ormai connaturata al territorio. E la gente non se ne accorge piu’. Non la vede, fa parte del paesaggio.

  • klone123 96
    05 set 2014 alle 14:40

    Ma se la si desse in gestione al WWF come si è fatto per Capo Rama, Torre Salsa, le Saline di Trapani e Paceco e altre riserve? Boh…non capisco. Ottimo reportage!

    ps: comunque, piccolo appunto, si chiama Regione Siciliana, NON Regione Sicilia.

  • Orazio 793
    06 set 2014 alle 17:32

    E’ evidentemente un sito in atto non fruibile, forse perché di relativamente scarsa rilevanza, forse perché é in un posto che turisticamente é un deserto. L’immondizia di Carini non è di competenza della Regione.


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