05 ago 2014

I vigili urbani con i “walkie talkie” che non servono a niente!


monoscopio

Quello che vi racconto è quanto accaduto qualche giorno fa in Via Maqueda, durante le ore di chiusura della stessa. Da via Ruggero Settimo mi immettevo in bici sul varco che sancisce l’inizio della ZTL e, mantenendo le due ruote all’interno della corsia riservata alle biciclette, ammiravo la straordinaria fiumara di gente che comincia sempre più spesso a impossessarsi della via.

E’ vero, molte persone ancora non si rendono conto della presenza di questa corsia, ma non è questo il punto. Mentre faccio lo zig zag tra i pedoni, mi ritrovo a dover evitare vari abusivi con le loro bancarelle di gadget telefonici.

Pedalando più in là, arrivo al semaforo nei pressi della discesa che porta in Piazza Sant’Onofrio. Lì una transenna e due vigili urbani presidiano l’intersezione. Mi fermo e chiedo ad uno dei vigili se fossero a conoscenza degli abusivi. Con fare un pò stupìto, accoglie la mia segnalazione con l’atteggiamento di uno che difficilmente se ne occuperà e, prima di congedarmi mi fa presente che non può muoversi dalla postazione e che dovrebbero occuparsene i colleghi fermi all’incrocio precedente. Pedalando nella direzione contraria ad essi, faccio presente  che era alquanto assurdo che dovessi tornare indietro per rifare la mia segnalazione. Chiedo dunque al vigile di poter comunicare lui stesso, con l’apposita ricetrasmittente,  al collega.

La risposta è stata lapidaria e alquanto sbarazzina: “eh, ma io non so chi c’è nell’altra postazione, non posso contattarli“.

Davanti a questo non ho avuto più parole in capitolo e ho preferito continuare il mio percorso per non inveire sull’accaduto.

L’occasione mi fa prendere atto che le postazioni di pattuglia nella fattispecie sono talmente rigide da non permettere ad alcun vigile di muoversi in autonomia appena 100 m più in la per effettuare azione di controllo. Contestualmente ho registrato la totale incapacità organizzativa nel saper presidiare un’area di poche centinaia di metri, anche con l’ausilio di mezzi tecnologici che a quel punto sembravano superflui alla causa. Infine, la pregressa superficialità con cui quel vigile ha ritenuto “irrisolvibile a priori” un problema segnalato da un cittadino.

Possibilmente da via Dogali ci diranno che ogni comportamento è giustificato. Di fatto è paradossale che un problema cento metri più in là sia irrisolvibile con giustificazioni del genere. E’ lecito chiedersi se tutto questa si ripercuota anche in tutte le altre attività della Polizia Municipale in città.

28 commenti per “I vigili urbani con i “walkie talkie” che non servono a niente!

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  • Irexia 670
    06 ago 2014 alle 15:04

    @Huge e Templare:assolutamente contraria, come voi, alla polizia provinciale: moltiplicare corpi di polizia con funzioni sovrapposte non fa che frazionare le lotta alla criminalità e si dimentica la lezione di Falcone grazie al quale abbiamo la DIA e fu creato il pool.
    Tuttavia, non credo che ridurre ad unitatem i corpi che hanno ciascuno una sua specializzazione sia proficuo, necessario è sempre il coordinamento (Falcone docet, ancora). Proprio ieri leggevo un articolo su ilfattoquotidiano circa l’intenzione del Governo di abolire il Corpo forestale dello Stato, se gli agenti di questo confluissero nella polizia, chi contrasterebbe i reati ambientali? Si troverebbero altri fenomeni, “più importanti”, da contrastare (non è difficile in Italia). I vigili urbani devono essere il primo gradino di una scala di controlli sul territorio. Le loro competenze vanno dal regolare il traffico, applicare le ordinanze comunali, che non sono leggi, controllare il commercio specie quello degli alimenti cd.annona. Sono necessari, faccio un esempio: in occasione di un incidente stradale senza danni alle persone, la polizia dà uno sguardo se una volante passa di là e se ne va, perché? Perché un inseguimento di ladri o assassini mai dovrebbe essere anche solo ritardato per controllare chi non ha rispettato uno stop, tutt’al più un affare di natura civilistica…
    Anch’io tempo fa feci i vostri stessi pensieri, ma poi ho fatto le considerazioni qua riportate.
    In ultimo, per dovere di completezza, credo che l’UE voglia cancellare il corpo dei Carabinieri (nato come guardia dei re piemontesi), così come la Gendarmeria francese e la Guardia civìl spagnola…

  • Templare 427
    06 ago 2014 alle 15:51

    @Irexia: la P.M. non è a tutti gli effetti una Forza dell’Ordine. Si parla da decenni di legge di riordino proprio perché ci si è resi conto che anche laddove la divisa di Vigile è stata sposata con passione e dedizione, le limitazioni in ambito di competenze, armamento, addestramento rendono il lavoro sul territorio molto più difficile. Come dicevo prima un Vigile finisce il turno di lavoro e diventa un normale cittadino, un poliziotto o un carabiniere invece sono agenti/ufficiali di P.S. H24, possono effettuare un arresto pure mentre sono a fare la spesa con moglie e figli, il Vigile no.

    Questo particolare status per me è limitativo e svilisce la funzione dell’operatore e da lì a sentirsi un semplice impiegato comunale il passo è, obiettivamente, breve.

    Allora lasciamo tutte cose come stanno, ognuno con le sue funzioni, ma se sono un agente di Polizia Municipale devo essere in grado di effettuare un sequestro di merce in un quartiere difficile, presentandomi pure con dieci pattuglie (sempre se ci sono…), ma no che ho bisogno di essere scortato dalla Polizia di Stato o dai Carabinieri! Per fare questo ci vuole appunto una legge che conferisca anche ai Corpi di Polizia Municipale l’autorità delle altre Forze dell’Ordine e serve, chiaramente, rivedere i criteri di selezione e formazione del personale, dal primo giorno di addestramento a salire.

    Questo di base, da Pachino ad Aosta, poi occorre fare funzionare ogni singola realtà locale e lì, a mio parere, occorrono principalmente la volontà degli Amministratori, la buona gestione economica (leggasi proventi delle multe, ad esempio) per mantenere in efficienza il Corpo, probabilmente anche nuove forme di comunicazione, provare a fare capire alla gente, partendo dalle scuole dell’obbligo, funzioni e compiti della Polizia Municipale (so che in passato avvenivano incontri di questo tipo, ora non sono certo), in modo da presentare il Vigile come una risorsa e non come un “puntuniere”…

    Capisco che a Palermo, e in questo momento particolare poi, tutto questo possa sembrare fantascienza, ma io ci provo a mettere qualche idea, magari sbagliata, in campo…

  • bergamotto 83
    06 ago 2014 alle 17:27

    Non so come poterti fornire la mia mail Templare, confrontarmi si ma le battaglie perse non mi sono mai piaciute e non mi interessa dare importanza a chi non la merita. A palermo si vive di luoghi comune, si critica e basta senza conoscere cosa ci sta dietro. Se un collega ferma un ladro mentre è in borghese a mondello ed evita un furto di bici, se di notte rischiamo di essere linciati da gente ubriaca e delinquente munita di coltelli ma portiamo a termine operazioni contro abusivismo, qualcuno preferisce scrivere per esempio di un adesivo su di una moto della PM. Tutti nella pm leggiamo mobilita state tranquilli, l’invito alla moderazione è relativo a possibili denunce ma nessuno vuole che non si critichi se la critica è costruttiva. Pertanto se sarà possibile incontrarci felicissimo ma qui solo qualche battuta, quando non scrivo e perchè lo ritengo inutile ma vi leggo sempre con piacere

  • Templare 427
    07 ago 2014 alle 7:00

    Come preferisci Bergamotto, forse hai ragione tu, magari l’idea di “comunicare” con la popolazione dovrebbe venire ai quartieri alti dell’Amministrazione.

    Se dovessimo incontrarci sarà un piacere confrontarmi, rimaniamo in contatto, in un modo o nell’altro riusciremo. Buona giornata!

  • Irexia 670
    07 ago 2014 alle 14:04

    @templare:sono d’accordo con te, occorre una politica pubblicitaria,diciamo così,che avvicini il cittadino alle istituzioni,corpo di vigili urbani, nella fattispecie (alle elementari andai alle scuderie alle falde di m.Pellegrino).Hai ragione,non sono forze dell’ordine tout court,basti pensare alla possibilità di non portare la pistola (credo in esercizio del diritto di fare obiezione di coscienza).Per andare dal generale al particolare,quindi a Palermo, credo che la nostra città presenti più problemi in termini di rispetto delle regole che non altre realtà nazionali, per cui i vigili sono ritenuti delle divise “babbe”, a mio modo di vedere occorrerebbe un concorso per assumere nuove leve, ma il Comune non ha soldi, probabilmente corsi di aggiornamento e un cambiamento ai vertici per potere dare un nuovo assetto al corpo in termini di efficienza.

  • bergamotto 83
    07 ago 2014 alle 15:01

    Proprio così, va bene ti forniró su questo articolo una mail entro qualche giorno. Grazie a te templare


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