18 giu 2014

Minacciano di buttarsi dal cavalcavia: traffico paralizzato in Viale Regione Siciliana


Ci state segnalando in tanti una protesta in corso in viale Regione Siciliana, all’incrocio con Corso Calatafimi, proprio davanti la Guardia di Finanza dove da giorni vi era un presidio di manifestanti.

aaaaaa

Disconosciamo al momento l’oggetto della protesta, ma a quanto pare alcuni di essi minaccerebbero di buttarsi al di sotto del cavalcavia. Sul luogo sono già presenti ambulanze, vigili del fuoco e polizia.

E’ stato anche montato un materasso per scongiurare gesti estremi.

cccccccccc

Ovviamente il traffico è completamente in tilt, pertanto l’invito che vi rivolgiamo è quello di percorrere strade alternative.

bbbbbbb


guardia di finanzaproteste palermotraffico

16 commenti per “Minacciano di buttarsi dal cavalcavia: traffico paralizzato in Viale Regione Siciliana
  • splashup 1
    18 giu 2014 alle 18:20

    La palazzina ex GdF adesso è la sede dell’Assessorato alla Formazione Professionale dove un gruppo di colleghi disperati per la mancata erogazione di oltre 20 mensilità sta manifestando contro un governo che ha detto più volte di non voler fare macelleria sociale.

  • Paco 7942
    18 giu 2014 alle 19:56

    La polizia che aspetta a sgomberarli con la forza, paralizzano una città. Il governo regionale sulla formazione professionale ha ragione, pugno durissimo!!!

  • peppe2994 3175
    18 giu 2014 alle 23:32

    Riferisco testualmente le parole di un poliziotto quando recentemente gli ex lavoratori PIP hanno bloccato Viale Regione all’altezza del semaforo Perpignano paralizzando la circolazione in entrambi i sensi di marcia anche nelle corsie laterali:
    Con le braccia incrociate quattro poliziotti si guardavano la scena, ed uno dice ad un passante “e che dovremmo fare noi? Prendiamo i manganelli così poi dicono guardate che bravi, e poi ci arrivano le denunce penali”.
    Quindi tante belle volanti con tanta polizia lì a non fare nulla, ed è così ogni volta.

    L’Italia è così strana. Lo definirei il paese dei pazzi sia in positivo che negativo.

  • Fulippo1 1357
    19 giu 2014 alle 8:45

    @saverioragusa
    A volte la durezza e la fermezza ci vuole.
    Sicuramente non era quello il caso ma succede spesso che in molte manifestazioni si usi violenza. In questi casi bisogna rispondere con molta durezza.

  • peppe2994 3175
    19 giu 2014 alle 8:50

    @saverioragusa:
    Non mi sembra di aver detto che vanno presi a manganellate.
    Semplicemente la polizia è pagata per mantenere l’ordine pubblico, e quando mi vedo una città paralizzata il minimo che mi aspetto è l’arresto immediato per tutti, non persone che si guardano la scena senza far nulla come le persone affacciate ai balconi.

  • espa 3
    19 giu 2014 alle 9:36

    Leggendo alcuni commenti di chi mi ha preceduto, mi chiedo dove sia finita la solidarietà… lasciando stare la lotta agli sprechi regionali (che non contesto, in quanto sacrosanta) riguardo al caso in questione, qualcuno si è chiesto perché quelle persone si trovavano in quel posto a protestare? sapete che è gente che non riceve lo stipendio da parecchi mesi per prestazioni lavorative già eseguite? molte di quelle persone sono allo stremo, in quanto il loro stipendio era l’unica fonte di sostentamento per la famiglia e si trovano in una situazione sicuramente difficile e che forse noi non possiamo capire. Se una responsabilità c’è stata, in merito agli sprechi, non è sicuramente di queste persone a cui è stato offerto un lavoro (vorrei vedere chi avrebbe rifiutato) ma, piuttosto, di chi glielo ha offerto illudendoli che la regione, o chi per essa, avrebbe potuto continuare all’infinito ad elargire, a spendere e spandere, magari solo per questioni clientelari… detto questo, quello della formazione è sicuramente un argomento delicato… noi probabilmente la vediamo come uno spreco di denaro pubblico, ma forse , se così è, è per le modalità con cui viene fatta, mentre potrebbe essere una risorsa importante per la qualificazione di chi un lavoro lo cerca o per la riqualificazione di chi un lavoro lo ha perso…

  • cuter 63
    19 giu 2014 alle 10:10

    Espa hai ragione, due sole consideraizoni però:
    - da quando in qua il lavoro clientelare viene offerto a lavoratori ignari? E’ un dare-avere in cui entrambi gli attori assumono un comportamento immorale. E’ chiaro poi che giustifichiamo più chi scende a compromessi per campare la famiglia piuttosto di colui che sta dall’altra parte del baratto.
    - quando alcune sigle sindacali decidono di scioperare dove lavoro io, gli operai bloccano gli accessi allo stabilimento e ad ogni cancello arrivano operatori di polizia (compresi elementi della Digos in borghese). Bene, quando succede io non posso andare a lavorare e perdo la giornata di lavoro. La polizia non fa nulla e se provo ad entrare quello della Digos mi ferma e si accanisce controllandomi i documenti in cerca di un appiglio per trovarmi un difetto.

    Io credo che la polizia debba garantire i diritti di tutti i cittadini, gli operai hanno diritto di scioperare ma non di bloccare una strada, analogamente io ho il diritto di passare da quella strada ma semplicemente non mi viene garantito da un lato dall’arroganza di chi crede di poter prendere in ostaggio una parte di città, dall’altro lato dall’immobilismo delle forze dell’ordine, immobilismo che, intendiamoci, non è dovuto agli operatori ma deciso dall’alto con la scusa del rischio per l’ordine pubblico. Insomma un dirigente dello Stato decide delibertamente di disattendere le sue stesse Leggi perchè è più facile calpestare i diritti di chi non è pericoloso piuttosto che ristabilire la legalità agendo contro gli incazzati di turno. Mi sembra un paradosso antidemocratico macroscopico.

  • espa 3
    19 giu 2014 alle 10:52

    @cuter:
    in merito alla prima considerazione, anche se non traspariva dal mio commento, sono perfettamente d’accordo con te;
    in merito alla seconda… sono un po’ combattuto… d’accordo con il fatto che la polizia debba garantire i diritti di tutti, anche di chi deve passare da una strada (quante volte anche io mi sono ritrovato bloccato a causa di scioperi e manifestazioni anche non autorizzate e non solo a Palermo!!!), d’altro mi chiedo cosa debbano fare queste persone per attirare l’attenzione sui loro diritti (perché ripeto, percepire la retribuzione per l’opera prestata è un diritto)… se avessero semplicemente fatto un sit in senza causare disturbo alcuno alla cittadinanza oggi saremmo qui a parlarne? purtroppo (e non dovrebbe essere così) siamo arrivati al punto in cui far farsi sentire occorre compiere atti del genere… forse occorrerebbe una riflessione più generale proprio in merito al fatto che in un Paese civile non dovrebbero esistere le clientele e che chi lavora venga retribuito adeguatamente e prontamente per l’opera eseguita…

  • rasputin 163
    19 giu 2014 alle 14:14

    Tutti i commenti sono più o meno condivisibili, ma non posso accettare una forma di protesta che va a ledere i diritti altrui. Molta gente utilizza l’auto perchè ci lavora, la via regione siciliana unisce le due autostrade e un blocco di questo genere apporta un danno economico notevole a tante persone.

  • espa 3
    19 giu 2014 alle 23:16

    non lo scrivo per polemica, davvero… (io stesso ho scritto che sono combattuto in merito a certe forme di protesta) però molto spesso le forme di protesta o anche gli scioperi (e mi riferisco a quelli leciti e a norma di legge) vanno a ledere i diritti altrui apportando un danno economico a tanti… basti pensare ad esempio ad un banalissimo sciopero dei controllori di volo o degli assistenti di volo che spesso costringono a terra non solo chi parte per piacere, ma anche chi l’aereo lo prende per lavoro e magari ha necessità di andare a Roma o a Milano la mattina, per poi rientrare a Palermo la sera, o anche ad un altrettanto banale sciopero dei mezzi di trasporto pubblico come bus e tram in grado di paralizzare città come Roma o Milano (Palermo non fa testo perché il servizio è pressoché inesistente)… quindi come la mettiamo? siccome anche queste forme di protesta sono in grado di paralizzare città intere o di causare danni economici ingenti a chi non c’entra nulla, aboliamo il diritto di sciopero?

  • Fulippo1 1357
    20 giu 2014 alle 9:03

    Il diritto allo sciopero non può e non deve essere negato a nessuno.
    (anche se in merito di protesta quella più utile che conosco è la matita in cabina elettorale).

    Purtroppo in tanti adesso pagano tutti gli scotti dovuti alla politica super clientelare, ciò non toglie che debbano essere negati i diritti di tutti, dei lavoratori e dei cittadini.

    Lo sciopero di per sè è fatto per arrecare “fastidi” in qualche modo, con la sospensione di servizi di qualsiasi genere, che siano privati o che siano pubblici.

    L’importante è sempre non trascendere in violenze o barbarie (come spesso accade), li llo scioperante secondo me perde ogni diritto, e va punito con durezza.

    Nel caso citato non mi pare ci sia alcuna violenza, utilizzate percorsi alternativi e basta. Tra l’altro in gran parte la coda si crea anche per i curiosi che devono per forza rallentare e guardare nel dettaglio cosa accade.

  • massimo 103
    21 giu 2014 alle 10:41

    Prima di criticare le persone bisognerebbe conoscere le vicende nel merito. Se qualcuno arriva a delle forme di protesta eclatanti vuol dire che ha dei buoni motivi. Cosa dovrebbe fare una persona che andando a lavorare regolarmente, non percepisce stipendio da due anni? Cosa dovrebbe fare se viene sistematicamente presa in giro dai vari “stiamo risolvendo” che non si avverano mai?
    Cosa dovrebbe fare se si trova in un sistema dove qualcuno ha imbrogliato magari lucrandoci, non pagando stipendi e in taluni casi RUBANDO i soldi del TFR?
    E non solo, magari nella generalizzazione una persona onesta si deve sentire dire che è un ladro, un fannullone, un raccomandato ecc…
    Si è creato un meccanismo perverso dove si mettono le persone contro, creando odio.
    Perchè non vi fermate a parlare con queste persone che protestano, magari scoprireste sono padri di famiglia come tanti, che lavorano e che vivono situazioni assurde. Capisco il disagio generale dovuto alla mancanza di lavoro, ma non credo che la soluzione sia prendersela con chi ha subito, casomai bisognerebbe prendersela con chi questa situazione l’ha causata.


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