19 mag 2014

Beni Culturali Regione Siciliana, un sistema che fa acqua da tutte le parti


Lo scorso sabato 17 Maggio si  è svolta la manifestazione La Notte dei Musei, un evento internazionale che vede l’apertura notturna e gratuita di tantissimi musei, comunali e regionali. Sembra che a Palermo l’iniziativa abbia avuto un notevole successo, ma…vi invitiamo a leggere quanto ci scrive un addetto ai lavori dal Castello della Zisa, che ricordiamo appartiene al settore Beni Culturali della Regione Siciliana.

Cari lettori di Mobilita Palermo,
Ieri sera (17 Maggio)si è svolta la manifestazione “notte dei musei”, iniziativa estremamente buona ed apprezzabile, ma volevo rendervi partecipi di quanto nulla all’interno del settore Beni Culturali della Regione Siciliana funzioni.
Si tratta di questioni che difficilmente l’utente nota, ma che meritano di essere attenzionate, in quanto i termini migliori per descrivere come avviene la gestione dei beni culturali siano: assoluta illegalità, superficialità e generale caos.

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Conosco molto bene il castello della Zisa e tutti i suoi custodi che giornalmente fanno tutto quanto nelle loro possibilità per soddisfare il pubblico offrendo un buon servizio, ma purtroppo ciò comporta di fatto esporsi in prima persona a rischi enormi a causa di disservizi clamorosi che partono dal più alto dei responsabili.
Quanto segue è il racconto di un dipendente che per ovvi motivi di privacy desidera rimanere anonimo:
Da due anni, alla Zisa non abbiamo più il fax ed il telefono non è abilitato ad effettuare chiamate. Può solo riceverle.
Ne segue che sono due anni che noi custodi agiamo di nostra personale iniziativa sul sentito dire pur di accontentare il pubblico e tentare di offrire il miglior servizio possibile alle centinaia di turisti che giornalmente visitano il palazzo.
Ho deciso di scrivervi perché l’episodio di ieri è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ieri era la notte dei musei, ma al castello della Zisa non ci è arrivata alcuna disposizione sull’esistenza di quest’evento, d’altronde come potrebbe arrivare se non siamo dotati di idonei strumenti per ricevere le circolari della sovrintendenza?
Cosa è dunque accaduto:
Alle ore 18.30 come da regolamento si chiude il cancello, poiché è orario di ultimo ingresso in quanto il palazzo chiude alle 19.00. Effettuata la chiusura del palazzo notiamo un consistente gruppo di persone che si avvicina al cancello d’ingresso ormai chiuso e ci chiedono come mai fosse chiuso.
Ecco, è in quel momento che tutti i custodi del palazzo siamo venuti a sapere dell’esistenza di questa manifestazione. Allora che fare? La sovrintendenza non ha mai telefonato, nessuna comunicazione scritta ci è pervenuta in precedenza…
Utilizzando i nostri telefoni privati, cerchiamo su internet qualche articolo che parli della notte dei musei e ne troviamo uno proprio su questo sito che parlava chiaramente di apertura dalle 19 alle 24 e noi responsabili in tutto e per tutto del monumento non ne sapevamo nulla.
Allora che fare? Potevamo mai mandare a casa tutta quella gente dicendo che il museo rimaneva chiuso per mancanza di disposizioni dai dirigenti?
Intanto le persone aumentavano e continuavano ad arrivare in gran numero tutti dietro il cancello a lamentarsi giustamente.
Come potevano solo tre custodi notturni fronteggiare le migliaia di visitatori in attesa di entrare?
Siamo riusciti ad inserire nel turno notturno altri due colleghi, che alle 20 sono arrivati, ed allora perfettamente consapevoli di lavorare nell’assoluta illegalità abbiamo aperto il castello senza che nessuno ci avesse dato disposizioni per farlo.
Allora si pose la seconda domanda, ma dobbiamo far pagare? Abbiamo deciso di no in modo assolutamente arbitrario, anche perché il personale addetto alla biglietteria non è abilitato al servizio notturno. Fortunatamente è stata la scelta giusta.

Apriamo i cancelli ed è il delirio, come si possono fronteggiare migliaia di persone con sole cinque guardie? Immaginate che turno infernale che è stato, ed immaginate le discussioni e liti con le centinaia di persone che giustamente pretendevano spiegazioni su un altro fatto a noi assolutamente non noto.
Dovevano esserci visite guidate gratuite e tutti attendevano una guida che non sarebbe mai arrivata. La regione non ha mandato nessuno, il nulla.
Ringraziamo che fortunatamente non è successo nulla e tutto si è svolto nel migliore dei modi senza estremi disagi grazie alla nostra buona volontà, ma poteva finire male.
Abbiamo elargito scuse a tutti invitando a lamentarsi il più possibile nei giorni a venire, perché lavorare così è qualcosa di assolutamente inconcepibile.
————————
La storia non finisce qui, questa mattina arrivano al museo centinaia di persone ed arrivate in biglietteria sentono comunicarsi € 6 per il biglietto.
Lamentele a non finire, a quanto pare come riportato da numerosi articoli di giornale oggi si paga € 1 .
In mancanza di disposizioni fino a alle 12.00 di oggi chi veniva ha dovuto sborsare sei euro, poi è arrivata una telefonata che comunicava la variazione del costo del biglietto per la giornata odierna.

Si può lavorare così? Vi sembra un modo corretto per gestire un sito che dovrebbe entrare nei patrimoni dell’UNESCO?
Si può lavorare senza che la regione ci fornisca ne le divise di servizio ne i tesserini di riconoscimento da mostrare al pubblico?

Spero che questo mio racconto venga letto da più persone possibili, in modo che certe cose diventino di pubblico dominio, altrimenti come si potrà mai migliorare? Come si potrà mai diventare più efficienti? Dobbiamo lavorare nell’incertezza e nel disordine a vita?


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15 commenti per “Beni Culturali Regione Siciliana, un sistema che fa acqua da tutte le parti
  • samir 230
    19 mag 2014 alle 13:20

    Chiediamo le dimissioni IMMEDIATE dell’assessore regionale ai beni culturali! Dobbiamo esigerlo. VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA!

  • cuter 63
    19 mag 2014 alle 14:07

    Sinceramente non riesco a meravigliarmi.
    Ormai mi è chiaro da anni come la grande maggioranza delle inefficienze italiane sia dovuto alla superficialità ed al basso livello medio dei lavoratori della pubblica amministrazione. Uno dei più grandi cancri italiani è la diffusa mancanza di professionalità ma ancora oggi vediamo che i “posti” e le “cariche” sono distribuite per nomina e non per merito.
    Finché continuerà a funzionare così il singolo (operaio-funzionario-dirigente) non si impegnerà a fare il massimo perchè quel lavoro non se l’è sudato quindi non ritiene di dover far nulla per mantenerlo. Bravi e grazie a chi si fa in quattro per mandare avanti la baracca.

  • Portacarbone 70788
    19 mag 2014 alle 14:44

    Assessore regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana
    Pina Furnari
    Indirizzo Via delle Croci 8 – 90139 Palermo
    Telefono 091 7071823/4
    Fax 091 7071700

  • Giovanni V 0
    19 mag 2014 alle 15:28

    Massima solidarietà e un ringraziamento ai custodi del Castello della Zisa per non aver negato ai cittadini e non di godere di questa iniziativa, con tutte le difficoltà del caso.

  • Athon 879
    19 mag 2014 alle 17:03

    Sapevo dei disagi che hanno riguardato la Zisa. Un amico che si trovava lì me ne ha parlato.

    Vanno fatti i complimenti ai custodi del Castello che hanno tentato di rimediare alla situazione nel miglior modo possibile. Al contrario, la pubblica amministrazione dovrebbe, come minimo, scusarsi pubblicamente. Sarebbe doveroso nonché un esempio di civiltà e della capacità di sapersi assumere le proprie responsabilità.

    Ha fatto benissimo l’addetto presso il Castello della Zisa a inviare questa lettera, chiarendo le ragioni dei disagi di quella giornata. E’ giusto denunciare chi ha colpa e riconoscere invece il merito di chi ha provato a salvare il salvabile. Complimenti ancora ai lavoratori della Zisa.

    Episodi di questo tipo sono una vergogna, emblematici dell’assoluta incompentenza e del pressappochismo di molti amministratori. Più si comunica e si denunciano i disservizi, più ci si chiarisce le idee su chi sono i veri responsabili.

    Spero che altri impiegati presso i vari siti monumentali di Palermo, seguano l’esempio di chi ha inviato questa lettera.

  • SPQP 4
    19 mag 2014 alle 17:38

    A che servirebbe chiedere le dimissioni dell’assessore? Gesti politici e nulla più. Qui quello che deve cambiare è a livello amministrativo. Chi è il funzionario che controlla e gestisce i custodi del castello della Zisa? Ecco la persona che andrebbe identificata e additata per nome. Ovviamente non sarà licenziabile, non per una cosa di questa portata, ma credo che almeno in una nota negativa dal suo direttore potremmo sperare.

  • giovix63 37
    20 mag 2014 alle 7:57

    Sono stato sabato sera al castello della Zisa; ho notato centinaia di persone educatamente in fila e per una sera mi sono sentito cittadino europeo. Questo a dimostrazione della fame di cultura dei cittadini, anche se…a detta di qualcuno con la cultura non si mangia. Devo elogiare il personale in servizio che, grazie alla cosiddetta “arte di arrangiarsi” canalizzata positivamente, è riuscito ad assicurare ai visitatori (sentivo parlare anche spagnolo e inglese) la possibilità di visitare un magnifico monumento.
    Grazie

  • piero68 117
    20 mag 2014 alle 12:06

    Per prima cosa bisogna ringraziare i custodi che sono stati “coscenziosi” e non hanno agito alla palermitana(a noi non hanno detto niente,futtemunninni).Poi direi di individuare dirigenti e funzionari responsabili,rifilargli una bella raffica di calci in culo a piu’ non posso,adibirli a mansioni piu’ consoni alle loro capacita’ ,che so,strilloni per la vendita dei giornali per strada,sturacessi,scrostachewingum,ferrarizzi,lustrascarpe,con tutto il rispetto per queste professioni.Ma possibile che sta gente sia cosi’ incompetente,inetta e assurdamente inadeguata e occupi posizioni che altri meriterebbero?

  • Panico 19
    21 mag 2014 alle 18:35

    Non serve a niente chiedere le dimessioni dell’assessore, sarebbero solo intenzioni politiche, ma che questi debba chiedere le teste dei dirigenti, si! I dirigenti e burocrati della regione che continuano a vivacchiare con generosi stipendi, facendo il meno possibile per mantenere lo status quo…

  • peppe2994 3120
    21 mag 2014 alle 18:52

    La scusa formale è che non ci sono i soldi per mantenere il fax e relativi costi.
    La colpa non è solo del dirigente responsabile che magari tramite telefonate assolutamente informali qualche volta avvisa dei cambiamenti. Tutto parte da ancora più in alto dalla finanziaria regionale.
    È un tagliare le spese a tutti i livelli partendo da più alto.
    Il vero problema è che si tagliano le cose fondamentali, mentre le enormi spese futili a partire dal condizionatore acceso nell’ufficio vuoto rimangono così.

  • peppe2994 3120
    21 mag 2014 alle 20:50

    @Portacarbone:
    Indicare un nome è facile, trovare i colpevoli no perché come ho ipotizzato sopra secondo me è tutta l’organizzazione del sistema che si è ingarbugliata dalle origini. Una cosa è sicura, alla base di tutto in tutti gli uffici pubblici del nostro paese c’è la burocrazia estremamente complessa.
    Non mi sentirei minimamente di puntare il dito contro qualcuno, perché ci sono mille uffici, molto probabilmente chi si occupa dei beni culturali non ha nulla a che vedere con chi gestisce gli aspetti economici a sua volta ramificati in mille altri uffici come quello acquisti che a sua volta non può esprimersi in materia di relazioni con le imprese (tipo la società telefonica…)
    Spero semplicemente che questo articolo marginale sia un incipit perché qualcosa cominci a cambiare, e secondo la mia personale opinione da quando è cambiato il presidente della regione si sta facendo molto :)


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