05 apr 2014

Il Comune di Palermo non va proprio d’accordo con il Ministero


Vi ricordate la storia del bollino blu, dove il Comune di Palermo confermava che l’attestato del controllo dei gas di scarico poteva essere rilasciato con la procedura del bollino blu previo il pagamento di euro 4,00 + 1,10, nonostante un decreto ministeriale disponeva questa attività esclusivamente all’interno della revisione biennale del veicolo, rendendo dunque il bollino blu illegittimo?

A distanza di qualche anno, Comune e Ministero tornano a scontrarsi sulla vicenda delle multe sui parcheggi a tariffa oraria e nello specifico il Comune sancisce con apposito comunicato stampa l’interpretazione errata in materia da parte del Ministero dei Trasporti.

Nel primo caso, quello del bollino blu, non è seguito alcun provvedimento a seguito di quel botta e risposta o almeno non abbiamo più appreso notizie circa evoluzioni della vicenda. Nella gerarchia delle fonti del diritto la legge ordinaria è subordinata alla costituzione, alla legge costituzionale ed eventualmente alla legge organica [wikipedia], ma servirebbe forse un approfondimento legale in merito e capire in questi casi cosa dovrebbe accadere.

Di per se è abbastanza curioso che vi siano soventi contraddizioni tra Stato e Comuni, quando è proprio il governo centrale a fornire specifiche direttive. Registriamo che quasi sempre non siano previste sanzioni per coloro che invece le applicano ai cittadini. Ma più in generale ci accorgiamo sempre più come la legge venga considerata in base a interpretazioni degli enti pubblici stessi che non ci pensano due volte a puntare i piedi quando vengono meno introiti per la sopravvivenza comunale.

Un groviglio di burocrazie, cavilli e articoli di legge che vengono sparati nell’etere da una parte e dall’altra contribuiscono a creare confusione e alienazione nei cittadini, i quali non possono che gettare la spugna difronte a tanta anarchia.

Il risultato finale è presto detto: i contenziosi rimangono spesso tali solo nella carta e nei siti web e come si nota da quest’ultimo episodio, ognuno va avanti per la propria strada. Ciò che più demoralizza e fa rabbia è che quando è il cittadino a venir meno, le sanzioni sono immediate e concrete. Tra pubbliche amministrazioni è tutto più tollerato. Nella realtà, il vero obiettivo raggiunto è che un cittadino qualsiasi dovrebbe ricorrere al Giudice di Pace, pagando e dedicando del tempo alla pratica, per provare a chiedere i danni.

Se tra i lettori c’è qualche avvocato che vuole approfondire l’argomento, questo post è stato creato apposta (oltre che per riflettere).


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