20 mar 2014

Piano Battaglia: l’odissea per i lavori della nuova stazione sciistica


Una corsa contro il tempo per arrivare al primo collaudo dell’impianto entro il 30 giugno 2015, data della rendicontazione obbligatoria. E’ infatti il nuovo Il “crono-programma”, ovvero la lista delle scadenze imposte ai delicati passaggi che seguono il rovinoso secondo bando di gara per l’ammodernamento della nostra stazione sciistica. Questo lungimirante calendario è frutto di lunghissime e complicatissime riunioni che hanno visto confrontarsi membri e funzionari del Dipartimento Regionale alla Programmazione, della Provincia Regionale di Palermo, dell’Assessorato Regionale al Turismo, dell’Assessorato Regionale Territorio Ambiente, dell’Ispettorato Regionale Tecnico, l’Urega, del Comune di Petralia Sottana e della Sosvima Spa.

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L’iter, come si può leggere, è lungo e complesso, eppure c’è un dettaglio che non può sfuggire ad un occhio attento: esecuzione dei lavori 150 giorni, da compiersi tra il 10 dicembre 2014 e il 10 maggio 2015. Un vero colpo di genio, considerato che ad inizio dicembre, da almeno 10000 anni, nell’emisfero boreale, si ha il passaggio dalla stagione autunnale a quella invernale. Prendiamo una stagione a caso: questa in corso. La prima nevicata si è avuta proprio a fine novembre, in poche ore si sono avuti accumuli vicini ai 40cm, la neve è caduta anche su Petralia, Gangi, San Mauro, Geraci, freddo e vento hanno sferzato tutte le Madonie. Immaginate adesso i camion che dovrebbero trasportare il materiale a Piano Battaglia coperta di neve; l’elicottero che dovrebbe lavorare per la messa in posto dei piloni in queste condizioni; gli operai che dovrebbero lavorare sulla Mufara, con la paura dei fulmini. Un periodo ottimale per consegnare in tempo i lavori e per costruire al meglio ed in tutta sicurezza un impianto che dovrà portare 800 persone l’ora!

Come ormai tutti saprete, gli impianti a Piano Battaglia sono fermi da 8 lunghi anni. Un periodo sufficiente per deprimere economicamente un’intera zona delle Madonie, come testimonia la chiusura di alcune strutture ricettive (La Montanina, Rifugio Orestano) e per innescare un processo di degrado ed abbandono di tutti i manufatti umani: deterioramento del manto stradale, distruzione dei guard-rail, abbandono da parte di ignoti di immondizia di vario genere. In aggiunta diversi villeggianti hanno chiuso e abbandonato le proprie case, contribuendo in modo evidente allo stato di degrado dei luoghi. C’è veramente da chiedersi se possiamo stare tranquilli, considerato che negli uffici della Pubblica Amministrazione ci sono persone incapaci di portare a compimento un’opera che genererebbe posti di lavoro, che creerebbe un indotto economico e che contribuirebbe al recupero della dignità e della bellezza dei luoghi. Poi la mente ricorre ad un episodio di circa 3 anni fa: il caso di un dipendente della Provincia Regionale di Palermo che, solo ad agosto, chiese il pagamento di 200 ore di straordinario per lo spalamento della neve. E la risposta viene da sola: no, non possiamo stare tranquilli.


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3 commenti per “Piano Battaglia: l’odissea per i lavori della nuova stazione sciistica
  • peppe2994 2783
    20 mar 2014 alle 13:26

    Ci sono stato proprio Domenica scorsa, ultimo giorno di neve della stagione e mi viene una rabbia pensando che un posto così bello non abbia la propria stazione sciistica.

    Piano Battaglia è un posto unico dal punto di vista meteorologico, innevato ogni stagione senza esclusioni al contrario dell’Etna che nonostante l’altezza molto maggiore vede la neve con il binocolo rispetto a Piano Battaglia. Quest’anno per esempio gli impianti etnei non hanno nemmeno aperto, invece Piano Battaglia era pieno di neve!
    Insomma, è una zona che andrebbe valorizzata ai massimi livelli per rilanciare l’economia locale attualmente morta.
    Da quando ha riaperto rifugio Marini arrivano anche i turisti, immaginate con gli impianti sciistici.

    Purtroppo abbiamo degli amministratori che a quanto pare non sanno neanche a che altezza sia Piano Battaglia e dove si trovi, non conoscono le esigenze costruttive di determinate opere ed ignorano la necessità delle infrastrutture.
    Incrociamo le dita, ed ancora una volta speriamo bene e soprattutto, spero che il prossimo anno nevichi molto poco altrimenti non si può costruire assolutamente nulla.

    Complimenti di nuovo alle amministrazioni ed a chi ha elaborato un progetto del genere, non vedo come si poteva essere più ottusi. Un bambino comprenderebbe facilmente le difficoltà di lavorare in certe condizioni, ma decine di avvocati-ingegneri-politici non sono in grado di valutare queste cose.
    Vergogna.

  • Andrea 0
    21 mar 2014 alle 9:27

    Caro peppe2994, permettimi di dissentire. E’ vero che sulle Madonie, a parità di quota, nevica più che su l’Etna, essenzialmente per un fattore orografico e non meteorologico. L’Etna, ed in particolare le basse quote, hanno una barriera orografica costituita da Nebrodi e Peloritani a nord, pertanto le correnti tendono ad agire con un mini effetto favonico che non consente, a parità di termiche in quota, gli accumuli di Piano Battaglia. Il versante sud dell’Etna è poi un disastro, sempre assolato, oltre al fatto che a quote elevate il vulcano è sempre sferzato dai venti che non consentono accumuli consistenti, come invece la fortunata esposizione della Mufara e delle Madonie permette. Gli impianti sull’Etna hanno aperto regolarmente e hanno terminato la stagione sciistica ieri 20 marzo 2014.
    I turisti a Piano Battaglia vengono a prescindere dalla riapertura del Rifugio Marini, i cui gestori si permettono di aprire o chiudere a piacimento, come testimoniato dalle decine di email che ricevo settimanalmente. Spesso i visitatori arrivano ad inizio settimana, trovando tutto chiuso. Per non parlare del fatto che a novembre è capitato che non accendessero i riscaldamenti perchè gli ospiti della struttura erano troppo “pochi”. Finchè sulle Madonie non si imparerà a fare turismo, ci potranno essere pure i migliori amministratori del mondo, ma nel complesso il comprensorio non avrà nulla da offrire se non l’imbarazzo di situazioni paradossali che non permettono lo sviluppo della località. Sul piano amministrativo ovviamente non siamo aiutati, visto che i burocrati si permettono di perdere tempo e scherzare con 3 milioni di Euro che servirebbero a rilanciare l’economia ed a dare lavoro a quei giovani madoniti che oggi sono costretti a partire e lasciare i propri luoghi, valutati dalla camera di commercio di monza e brianza come il 4° brand territoriale d’Italia.
    Andrea Di Piazza
    http://www.pianobattaglia.it


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