14 feb 2014

“Oceano MediterraNEO”: un acquario per Palermo, ma non solo…


Si è svolta oggi presso la sede di Confindustria Palermo di via XX Settembre la presentazione di alcune idee progettuali per una grande infrastruttura che potrebbe veder luce nei prossimi anni a Palermo, influenzando in positivo l’offerta turistica a livello internazionale: l’acquario di Palermo “Oceano MediterraNEO” ideato dall’architetto Ettore Piras, già coinvolto nella realizzazione dell’acquario di Genova.



Sembra che il progetto non sia solo “aria fritta”, tanto che in sala era presente buona parte del consiglio comunale, rappresentanti della Regione, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, la senatrice Vicari, banche e privati.

Alessandro Albanese – presidente di confindustria Palermo – ha dichiarato: “non chiamatelo acquario, è un intervento importantissimo quanto innovativo per la città. E’ un grande progetto fortemente orientato alla ricerca scientifica, che vede interconnessioni con l’ISMETT, CNR e Università di Palermo. Se riusciremo a realizzarlo con la collaborazione dell’amministrazione, “Oceano MediterraNEO” potrà costituirsi non solo come grande attrattore economico, ma anche turistico e sociale. Non ci preoccupano i soldi, quelli ci sono, quello su cui poniamo particolare attenzione sono i tempi. Da oggi faremo partire un conto alla rovescia di 60 giorni per ricevere una prima indicazione dal Comune. Trattandosi di project financing, auspichiamo che la controparte politica possa spianare la strada sia per quanto riguarda l’individuazione dell’area (ndr: ad oggi si sono ipotizzate due zone: la Cala e la Bandita.), che per quanto concerne l’iter burocratico per la realizzazione dell’opera stessa. Noi siamo convinti di potercela fare, ma qualora i tempi non lo consentissero, prenderemmo il progetto a lo proporremo ad altre città che ambiscono ad averlo”.

Come dimensioni, l’acquario non dovrebbe essere molto diverso da quello di Genova (circa 14 milioni di litri), ma sarà un progetto diverso, innovativo, orientato alla tecnologia e a nuove tecniche di progettazione. E’ prevista una vasca principale di circa 4 milioni di litri, una sala IMAX per le proiezioni 3D, una grande tunnel che stupirà i visitatori che vedranno nuotare sopra la propria testa squali e pesci di varie specie. L’investimento totale dovrebbe essere attorno ai 50 milioni di euro, interamente coperti da privati.

Sia il logo di progetto che la struttura stessa, richiamano le curve del centro storico di Palermo.

Ettore Piras, architetto con esperienza maturata nella realizzazione di acquari in tutto il mondo, preme sulle peculiarità innovative del progetto palermitano: “Sicuramente sarà qualcosa di diverso da tutto quello che è stato realizzato sino ad ora. Avrà caratteristiche tecniche all’avanguardia. Quando abbiamo costruito l’acquario di Genova il non plus ultra è stato costruire pareti in acrilico di 25 cm, oggi si arriva a più strati di policarbonato per uno spessore di 60 cm. Abbiamo pensato a Palermo con un grande occhio aperto sul Mediterraneo, punto di congiunzione tra Africa, Europa e Asia. ”

Precisiamo che non si tratta ancora di un progetto definitivo, ma solo di ipotesi progettuali, essendo che ancora non è stata individuata l’area dove sorgerà con precisione. L’architetto si è sbizzarrito ipotizzando varie soluzioni, tra le quali anche la realizzazione di una teleferica dalla Cala a Monte Pellegrino (ipotesi improbabile, dato che Monte Pellegrino è riserva naturale). Vasche enormi che si elevano su due piani dell’edificio, così da poter essere viste sia da sotto che da sopra la superficie dell’acqua. Questa scelta permetterà notevoli risparmi in termini di costi, considerato che trasportare vasche enormi ai livelli superiori li farebbe come minimo raddoppiare. Una vasca sarà sicuramente visibile pure all’esterno della struttura, senza la necessità di dover entrare e pagare il biglietto, così da poter essere goduta durante una passeggiata alla Cala ad esempio.

L’amministrazione ha confermato massima disponibilità alla realizzazione di un progetto così ambizioso, ma sin da ora emergono le prime difficoltà. Il sindaco Orlando, infatti, ha dimostrato perplessità verso una possibile realizzazione alla Cala, considerato che un attrazione simile potrebbe arrivare ad attirare circa 1 milione di presenze turistiche all’anno, che andrebbero irrimediabilmente a riversarsi nel centro storico. Ha manifestato invece massima disponibilità ad una realizzazione oltre l’Oreto, specialmente in zona Bandita. Ma anche lì le difficoltà non sono poche, e lo testimonia lo stesso architetto Piras. La Bandita, oltre che essere una zona estremamente degradata che necessita di non pochi interventi per essere riqualificata, è uno dei principali punti di attraversamento per il traffico merci in città. Insomma, tanti buoni propositi, quante sono le difficoltà all’orizzonte. Una certezza? I tempi. Confindustria su questo è stata abbastanza chiara: “o si procede speditamente, o facciamo le valigie e portiamo il progetto altrove”. La sfida è lanciata, staremo a vedere cosa succederà.


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57 commenti per ““Oceano MediterraNEO”: un acquario per Palermo, ma non solo…

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  • Michele79 113
    17 feb 2014 alle 11:01

    Io salamonicamente ho individuato un’altra zona la caletta di Sant’Erasmo, abbattendo tutti gli edifici che sorgono tra la caletta e la foce del fiume oreto, riqualificando la foce del fiume, o addirittura prefedere un polo museale comprendendo gli ex depositi ferroviari… cosi si continuerebbe la riqualificazione del waterfront che si è interrotto appunto alla cala di sant’erasmo.
    Credo che sarebbe una buona posizione anche per gli investitori privati visto la presenza del più grande albergo della città, del parcheggio accanto all’hotel SanPaolo, del museo, di villa giulia, dell’orto botanico, del foro italico.
    Inoltre potrebbero Riqualificare il porticiolo ad attrarre Turisti con il portafoglio gonfio.

  • peppe2994 3140
    17 feb 2014 alle 15:57

    Per quanto l’idea sia positiva, il San Paolo sta fallendo e ci vorrebbero tanti soldi per gli espropri, che i privati ovviamente non escono. Ci vuole suolo pubblico.

  • gabriele-palermo 5
    17 feb 2014 alle 21:41

    Io sto con Irexia.
    Palermo ha bisogno di ben altro. Sviluppo si, ma sempre sostenibile. Perchè non proporre piuttosto ai privati che vogliono investire questo denaro, di farlo per il project financing della metro leggera che ha annunciato orlando: c’è un 20% dell’opera da coprire!

  • monchey 105
    18 feb 2014 alle 11:48

    Si che bello l’acquario a Palermo!? Ma quando, forse nel 2030?? Ma siamo concreti, l’acquario lo abbiamo vissuto fino a qualche mese fà con le pioggie che hanno invaso viale regione siciliana: mancavano solo le popolazioni ittiche!! Basta con le politiche del dire e propagandare illusioni a lungo tempo, tanto si sà… và via un amministrazione e si porta con se i bei proclami.

  • Athon 879
    18 feb 2014 alle 18:17

    @monchey,

    non c’entrano nulla le “politiche del dire” o il fatto di “propagandare illusioni” perchè non è un progetto dell’amministrazione. Si tratta di un investimento da parte di soggetti privati.

    Questi, mettendo soldi di tasca propria, hanno tutto l’interesse di far le cose velocemente e bene per aver poi degli utili.
    Il termine che si sono posti per realizzare l’acquario è di due anni.

    Il Comune deve solo dare il permesso oppure negarlo.

    Tali soggetti privati hanno già detto chiaramente che se il Comune di Palermo non fosse interessato o dovesse creare lungaggini burocratiche, per loro non sarà un problema. Proporrano il loro progetto ad un altra città siciliana…

  • frenki_80 30
    18 feb 2014 alle 18:34

    @irexia
    vorrei riprendere alcune righe di un libro bellissimo(almeno per me!) di Roberto Alajmo “Palermo è una cipolla”.
    “Se l’Isola crollasse o sprofondasse, se ogni memoria venisse cancellata e fra duemila anni gli archeologi riportassero alla luce le rovine del centro abitato, questo sarebbe il nome che darebbero alla nostra cultura: la Civiltà delle Pagode. Con riferimento non alla Palazzina Cinese, che pure esiste, ma piuttosto ai gazebo in forma di pagoda bianca che popolano ogni angolo della Città.”
    Questo per dire che nn bisogna, per partito preso, rifiutare ogni forma di edilizia moderna solo perché si pensa che arte sia solo quella che ci hanno lasciato i nostri avi.
    Io spero vivamente che si faccia l’acquario e che questo sia solo il primo passo per un rilancio concreto della nostra stupenda città.

  • Irexia 720
    18 feb 2014 alle 19:12

    @frenki_80
    Ho letto anch’io questo libro (in verità è l’unico che ho letto di questo autore), anni fa, quindi non posso risponderti con una puntuale citazione come tu hai fatto, però il pezzo che riporti tu sembra piuttosto una forte critica alla pochezza (in termini qualitativi) degli interventi urbanistici in epoca moderna, ma non riesco a leggere un invito a fare di più! Anzi sembra proprio che voglia dire che queste brutture hanno il (de)merito di riuscire a oscurare le bellezze che sorgono nella nostra Città!

    Mi dispiace che tu possa pensare che io aborra ogni intervento moderno, non è così, mi piace anche la contemporaneità: ma a me non piace proprio questo progetto (vedi il mio primo intervento, faccio un elenco dei motivi, anche etici)!
    Quello che mi rattrista è leggere che i nostri concittadini vedano questo intervento di privati (che fanno i loro interessi) come l’arrivo del messiah! E’ come quando si diceva che soltanto Zamparini poteva solevare il nome e il decoro in città conla squadra di calcio e per questo motivo gli si doveva ocncedere di edificare il mega-stadio/centro commerciale/hotel, ma un imprenditore se ne frega della società, del turismo, della cultura a meno che tutto ciò gli porti soldi in tasca!
    Leggere da Ahton che questi imprenditori hanno già detto che se ricevono un rifiuto (che il Comune può sempre legittimamente dare) proporranno lo stesso progetto ad altre realtà sa quasi di “ricattino”… o comunque di una strategia della tensione. Non è Palermo ad avere bisogno di loro, ma esattamente il contrario!
    L’architetto che lo propone ha fatto anche l’acquario di Genova:, ti suggerisco di andare a vedere su Wikipedia (per carità una fonte come un’altra di informazioni) le pagine delle due città:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Genova e
    http://it.wikipedia.org/wiki/Palermo

    Guarda gli indici, in particolare i paragrafi 3 “Monumenti e luoghi di interesse”: la differenza di mole di informazioni a tutto favore della nostra Città vorrà pur dire qualcosa o no?!
    Non voglio annoiarti oltre e concludo: ogni località dovrebbe sfruttare quel che di buono ha e noi abbiamo molto, non penso che omologarci nell’offerta turistica sia una buona mossa, perderemmo le nostre peculiarità. Chi ha produzione agricola offra quella, chi ha servizi li metta a disposizione: a Palermo noi abbiamo storia; a palate! :)

  • gabriele-palermo 5
    19 feb 2014 alle 9:28

    @frenki_80
    Hai letto quel libro ma lo hai interpretato in maniera sbagliata. Quella di Alajmo è satira, non voleva certo esaltare la bellezza dell’edilizia moderna palermitana (ce ne vorrebbe), anzi al contrario biasimarla!

  • frenki_80 30
    19 feb 2014 alle 15:48

    @Gabriele-Palermo
    caro Gabriele sò benissimo che Alajmo nn esalta, anzi biasima, quel tipo di edilizia” distruttiva” che ha reso Palermo quella città caotica che è diventata…ma il mio riferimento era invece a quel tipo di edilizia(vedi la costruzione di un acquario) che potrebbe dare alla nostra città quel lustro che merita.
    p.s.grazie del consiglio…ma sò bene come interpretare un libro…anche perché ricorda che spesso le interpretazioni sono molto soggettive.

  • frenki_80 30
    19 feb 2014 alle 16:02

    @Irexia
    appunto sono le “brutture ” come dici tu che rovinano e deturpano la città.
    forse il mio commetto è stato scritto od interpretato in maniera sbagliata.
    Io sono favorevole ad ogni tipo d’intervento che possa migliorare la nostra città, che è vero che ha una storia millenaria alle spalle…ma è anche vero che fra centinaia di anni, del nostro periodo attuale , dei futuri archeologi che traccia troveranno del nostro passaggio su questa terra?!?!?
    Non possiamo vivere solo di passato..dobbiamo lasciare qualcosa di artisticamente bello espressione del nostro periodo, o dobbiamo solo limitarci(per giusto che sia!!) a restaurare i preziosi beni artistici che possediamo.
    ;-)
    Spero di essere stato più chiaro nel concetto che volevo esprimere..e cmq resta la mia opinione :-)

  • frenki_80 30
    19 feb 2014 alle 16:12

    forse la parte del libro che ho preso ad esempio nn era l’ideale per il tipo di concetto che volevo esprimere. :-)
    rimane il fatto però che lo scrittore, secondo il mio modestissimo parere, nn voglia negare, nel suo libro, ogni forma artistica moderna semplicemente aborra tutte quelle “brutture” che hanno rovinato la nostra CITTÀ. :-)

  • Irexia 720
    19 feb 2014 alle 17:06

    @ frenki_80
    Non è che i futuri archeologi debbano trovare l’intera storia dell’edilizia proprio a Palermo!
    Allora che fanno i newyorkesi, s’inventano il medioevo? E cosa dovremmo pensare noi oggi di Sangimignano che è una cittadina soltanto medievale? Che le è mancata qualcosa?
    Per lo maggioranza dei casi a Palermo l’architettura moderna ha fatto porcherie, anzi, si è proprio espressa al suo massimo (sacco di Palermo docet), ma qualcosina ce l’abbiamo anche noi di carino, vedi il nuovo palazzo della prefettura, vetro e acciaio…
    E poi non pensi che i restauri dei monumenti antichi, come li concepiamo adesso, più rispettosi di un tempo dell’opera in sè, possano essere interpretati come un’opera moderna?!


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