29 gen 2014

Dott. Marino (RAP), ma quale mortificazione?! Passiamo ai fatti allora…


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In seguito alla nostra petizione simbolica in cui chiedevamo il licenziamento dei fannulloni (solo i fannulloni) della RAP che accampavano le scuse più stravaganti per giustificare le loro assenze dal posto di lavoro, il presidente Marino ha risposto anche tramite le pagine di un quotidiano locale.

Apprezzando il fatto che sia arrivata una risposta da un ente “pubblico” (cosa a cui non siamo abituati sovente) ad una questione sollevata dalla cittadinanza, nella persona del suo presidente, vogliamo rivolgerci ancora a lui per precisare alcune cose e, speriamo, avviare un’azione sinergica così come da lui auspicato.

Non è mortificando un’intera categoria di lavoratori che si potrà ricostruire il decoro della città, quanto piuttosto attraverso una sinergica collaborazione tra addetti e fruitori del servizio”.

Caro Dott. Marino, se dobbiamo remare tutti dalla stessa parte è fondamentale fiducia reciproca senza prese in giro. Una petizione pubblica, volutamente simbolica (non sono 1.000 firme a cambiare il mondo) e specificatamente destinata a quei fannulloni (non ad altri), non è una mortificazione di una “intera categoria” come lei dichiara. E sinceramente non vorremmo scadere in stupidi giochetti mediatici, come quello di enfatizzare ciò che era chiaramente un messaggio forte della cittadinanza civile contro coloro (solo loro) che non fanno il loro dovere a scapito della collettività.

Questo uso delle parole e lo stravolgimento dei concetti non lo accettiamo. E poi, perchè si meraviglia di un messaggio così forte e chiaro da parte di appena 1.000 palermitani, quando è stato per primo il sindaco Leoluca Orlando a dichiarare “A casa i netturbini fannulloni” (fonte Repubblica) lo scorso 6 Gennaio?

Dove sta la differenza? O forse anche Orlando stava mortificando un’intera categoria? Appunto, non prendiamoci in giro. Se lei chiede giustamente collaborazione costruttiva della cittadinanza, dovrebbe porsi altresì in maniera collaborativa senza per forza recitare la parte del difensore della famiglia a tutti i costi. Il problema è tanto grande quanto evidente, senza possibilità di fraintedimento alcuno, motivo per cui tutti sappiamo a chi ci rivolgiamo quando parliamo di fannulloneria, senza il bisogno di rimarcare che la continuità dei servizi “si è potuta garantire solo grazie all’impegno e al senso del dovere profuso da tutti i lavoratori del gruppo Amia che hanno lavorato incessantemente nonostante la precarietà degli strumenti a disposizione”. Tra di noi conosciamo tanti operatori ligi al dovere, lo sappiamo già.

Questo tipo di dichiarazioni lasciamole a quelle redazioni che vogliono soltanto riempire le colonne del giornale. E soprattutto le vorremmo far notare che stravolgere i concetti non fa che acuire il distacco tra i lavoratori e la cittadinanza, visto che come ben può leggere nei commenti all’articolo, qualcuno già scrive:

Grazie sig presidente finalmente un’adeguata difesa per chi lavora!!!

Come vede, averci affibbiato impropriamente una protesta contro tutta la categoria provoca questi effetti che definirei un “alzarsi le barricate a vicenda”. Alla città di Palermo tutto questo gioco delle parti non serve. Per cui l’auspicio è che si metta da parte il politichese e i soliti modi alquanto superficiali di trattare pubblicamente la comunicazione con la collettività.

Riconosciamo che sono state avviate una serie di azioni e politiche contro gli operatori parassiti, le vediamo e auspichiamo che continuino senza che l’attenzione aziendale e mediatica diminuisca. E visto che tra le righe forse ci bacchettava (anche qui impropriamente a mio avviso) dichiarando…

Pertanto, si invitano tutti i cittadini ad esprimere la partecipazione civica attraverso strumenti più costruttivi quali, ad esempio, la sensibilizzazione di quella parte di cittadinanza irrispettosa delle regole di conferimento”.

…..rilancio subito con una proposta che è anche una prima richiesta: faccia il necessario affinchè vengano pubblicati quanto prima dati in seno all’azienda che possono essere utili alla collettività. Ad esempio inizierei dall’ubicazione di tutti i punti raccolta dei rifiuti (RSU e raccolta differenziata) su mappa. Se venissero pubblicati in opendata, nell’apposita sezione del sito del Comune di Palermo ad esempio, per tutti noi sarebbe più facile collaborare e segnalare laddove i cassonetti sono ingiustamente assenti oppure spostati. Senza considerare la comodità di trovare in pochissimi click il punto raccolta più vicino.

Come vede non sto chiedendo che la città venga ripulita dall’oggi al domani, ma una semplice pubblicazione che può essere un inizio della collaborazione cittadini – azienda. Ci posso/possiamo contare?

Spero che possa dedicare qualche minuto per rispondere a questo invito così come ha gentilmente fatto con i precedenti solleciti.

 

 


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4 commenti per “Dott. Marino (RAP), ma quale mortificazione?! Passiamo ai fatti allora…
  • mediomen 1137
    29 gen 2014 alle 13:29

    Le amministrazioni sono riluttanti a mettere in rete informazioni e dati che possano far conoscere a fondo come lavora una azienda pubblica. Non riusciamo neanche a capire quante persone ci lavorano e che lavoro fanno. Si devono rendere conto che i committenti siamo noi e questi dati ci sono dovuti. Non dobbiamo scoprire che per gestire un palazzetto dello sport ci lavorano dieci persone col risultato di averlo distrutto!

  • Portacarbone 70683
    29 gen 2014 alle 13:47

    @mediomen
    hai ragione. Ma visto che si chiede collaborazione da parte dei cittadini, da qualche parte si dovrà pur cominciare.
    Rilasciare un dato simile non comporta a mio avviso gravi sforzi per una azienda che “dovrebbe” già disporlo e che dice appunto di voler trovare una sintonia con la collettività.
    Vedremo se questo assist verrà raccolto e si faranno corrispondere fatti concreti alle dichiarazioni.

  • rasputin 153
    29 gen 2014 alle 14:36

    …”Non riusciamo neanche a capire quante persone ci lavorano e che lavoro fanno”…
    mediomen, io ancora non ho capito quante ore al giorno lavora un operatore addetto allo spazzamento delle strade, considerato che in alcune strade non se ne vedono e in altre si vedono alle 7,30/8 e poi il nulla.
    Ma non dovrebbero lavorare otto ore al giorno?

  • Antonio73 96
    30 gen 2014 alle 15:00

    Caro signor direttore della RAP,

    intanto migliori l’organizzazione del lavoro degli spazzini. Come ha scritto qualcuno si vedono spazzini ai soliti orari di mattina, mentre di pomeriggio none sistono spazzini. perchè non fare una turnazione e far lavorare la gente anche in orari pomeridiani? Questo per migliorare il rapporto con la cittadinanza. Ma è così difficile fare certe cose? Ma per forza per incapaci Vi dovete far prendere?


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