27 mag 2013

TRAM | “LA STAMPA” nazionale deraglia in disinformazione


Vogliamo riportare integralmente un articolo pubblicato dal quotidiano La Stampa  lo scorso 24 Maggio, dove si parla della vicenda tram Palermo. Un articolo che, come andremo a dimostrare qui di seguito, è ricco di inesattezze e semplicemente frutto della più totale disinformazione che domina fra gli organi di stampa. Ancora una volta si distoglie l’attenzione dal vero problema: l’apparato burocratico che noi tutti paghiamo e i suoi tempi biblici.
pinocchio

DICIOTTO VAGONI GIÀ CONSEGNATI SONO DESTINATI ALLA RUGGINE

L’ultima follia di Palermo:
ci sono i tram, mancano le rotaie Si ritira il consorzio che si era aggiudicato i lavori per le tre linee

 

LAURA ANELLO
PALERMO

Il primo vagone sbarcò al porto il 18 maggio di due anni fa, consegnato con puntualità dalla sede austriaca del colosso Bombardier.  

Accolto come una star da assessore, presidente della società municipalizzata di trasporti, responsabile tecnico del progetto, dirigenti della società produttrice e del consorzio vincitore dei lavori del tram. Mancava solo la banda per accogliere «il primo passo di un sogno» – commentò qualcuno – il vagone pioniere dell’opera ciclopica che avrebbe affrancato Palermo dal primo dei suoi problemi: «Il traffico», come diceva l’autista a Benigni-Johnny Stecchino, eludendo la parola mafia.  

Fu portato di notte al deposito, un vagone avveniristico lungo 32 metri e di candore abbacinante che percorreva l’asfalto sgarrupato di Palermo: un’apparizione fugace e surreale da visione felliniana. Peccato che, dopo due anni dallo sbarco trionfale, quel vagone e gli altri sedici arrivati dopo il primo (costo 21 milioni di euro) stiano ancora a girare in tondo nella pista della grande rimessa nel quartiere di Brancaccio per non arrugginirsi, con i sedili azzurri e le obliteratrici impacchettate. Le rotaie infatti non ci sono. E chissà se ci saranno mai. 

Ieri anche il prefetto della città si è dovuto rassegnare davanti all’addio della Sis, il consorzio che si è aggiudicato l’appalto per le tre linee e che ha scavato il primo buco nel 2006. «Il Comune ci deve trenta milioni di euro – hanno detto i responsabili – non possiamo andare avanti un solo giorno in più». Così oggi i 130 operai saranno licenziati (e ce ne sono altri 170 nell’indotto) e i cantieri si fermeranno fino a data da destinarsi, in un pasticcio burocratico kafkiano che si aggroviglierà ancora di più intorno a un contenzioso inevitabile. 

 Il tram da sogno diventa così un incubo, a rischio di trasformarsi nella più grande incompiuta della storia del Paese. Mezza Palermo è sventrata, la prima linea pronta al 70 per cento, 133 milioni sono stati già spesi, oltre al costo dei vagoni: totale 154. E i desperados delle periferie, imbottigliati in macchina o sugli autobus mediorientali, sono rimasti a sognare i quindici chilometri di linea, le quaranta fermate (una ogni quattrocento metri), le corsie separate dal traffico urbano, i vagoni antivibrazione con 250 posti di cui sessanta a sedere, le informazioni a bordo con l’audio e i display.  

La prima linea prometteva venti minuti da Brancaccio alla stazione Notarbartolo, un percorso che oggi si compie in almeno un’ora. E dire che il primo passeggero sarebbe dovuto salire a bordo un mese fa. Mentre la terza e ultima linea avrebbe dovuto essere completata nel 2014. 

Tutta colpa di una maxi-variante in corso di progetto: 89 milioni che hanno fatto lievitare il costo complessivo da 216 a 320 milioni. Soldi stanziati dallo Stato, dalla Regione con fondi europei e in piccola parte dalla società di trasporto urbano, l’Amat. Ci si è accorti a lavori avviati di una serie di cosucce da fare, come raddoppiare il ponte sul fiume Oreto, consolidare il terreno sotto un deposito a rischio geologico, espropriare una serie di terreni. Robetta. Il Comune e l’Amat hanno concesso alla ditta la variante sulla parola ma l’altro giorno, ohibò, ci si è accorti in prefettura che il super-aggravio di costi non è stato ancora neanche autorizzato dalla Corte dei Conti. La Regione si è dimenticata di trasmettere le carte a Roma, il Comune non ha più seguito l’iter, nel frattempo il presidente dell’Amat ha lasciato il suo posto candidandosi (infruttuosamente) alle elezioni politiche. 

Così il consorzio, che finora ha continuato a lavorare emettendo fatture su fatture, adesso ha detto basta. Il Comune ha tentato di convincere le imprese a restare promettendo cinque milioni subito e gli altri entro due mesi. Ma quel subito non si è tradotto neanche in un euro. Da lì l’addio, a partire da oggi, giorno della scadenza del contratto fra l’amministrazione e il consorzio. «Senza contratto scadono anche le coperture assicurative: dobbiamo fermarci», spiegano i responsabili della società, consapevoli che il cantiere diventerà adesso terra di conquista in una città dove anche un bullone incustodito è a rischio. I vagoni del tram, in compenso, sono al sicuro. Anche se adesso non ci sarà più nessuno a farli girare in tondo in deposito a dieci chilometri orari. Due vetture alla volta, telecomandate. Ma il gioco è finito.

 

Il titolo sembra essere il preludio alle svariate inesattezze contenute all’interno dell’articolo. Ma ovviamente  un titolo deve attirare attenzione, fare “scrusciu” come si dice dalle nostre parti. Qui invece perfettamente in linea coi contenuti che adesso andremo ad analizzare. Le rotaie sono presenti e pertanto è PALESEMENTE FALSO dire il contrario:

Capolinea della linea-3 presso via Paladini Filippo (Cep-San Giovanni Apostolo).

 

2

Linea-1 presso via Giuseppe Di Vittorio.

3

 

Capolinea linea-1 presso il Forum.

binari-1

 

Non risulta alcun addio della Sis come non risulta alcuna presa d’atto da parte del Prefetto. E nell’ultimo comunicato ufficiale, la Sis dava disponibilità ad attendere (in tempi celeri) l’erogazione di un acconto da parte del Comune in attesa dello sblocco di 87mln di euro della variante.

Nell’articolo si parla di “mezza Palermo sventrata dai lavori e della linea-1 pronta al 70%”. Strano, ma nel titolo non si parlava di binari mancanti? Da dove sbucano fuori adesso? :D

E’ anche errata la descrizione che l’articolo riporta sulla linea-1 in quanto il collegamento non è da Brancaccio fino a Notarbartolo ma da Roccella fino alla stazione Centrale. Qualche decina di chilometri di differenza…robetta. Peccato che ci siano tante mappe presenti sul web, e che offrono i tracciati delle 3 linee…come questa che riportiamo qui di seguito:

tram_grande

Circa la variante, l’articolo recita testualmente che “Il Comune e l’Amat hanno concesso alla ditta la variante sulla parola ma l’altro giorno, ohibò, ci si è accorti in prefettura che il super-aggravio di costi non è stato ancora neanche autorizzato dalla Corte dei Conti. La Regione si è dimenticata di trasmettere le carte a Roma, il Comune non ha più seguito l’iter…”.
Ci preme sottolineare che tale variante non è stata concessa, ma già approvata dal Ministero e ratificata da Regione e Comune. Ma vogliamo essere più precisi e riportiamo la cronostoria della sua approvazione.

-La perizia di variante è stata trasmessa dall’Amat per l’approvazione il 12/12/2011;
-Il Ministero Infrastrutture e Trasporti ha approvato la Perizia di Variante in data 1 agosto 2012;
-Il Consiglio Comunale ha espresso parere positivo sulla variante urbanistica in data 26 settembre 2012;
-L’assessorato regionale Urbanistica ha emesso il decreto di approvazione il 20 febbraio 2013 pubblicato sulla GURS il 22 Marzo 2013;
-il 9 gennaio 2013 la Commissione Regionale LP ha trasmesso il parere favorevole;
-Il 10 aprile 2013 è stata siglata la convenzione tra Comune di Palermo e Regione Sicilia di euro 87.767.670,00 da parte dell’UE sui fondi FESR 2007-2013;
-con nota del 30/04/2013 prot. 39146 la Regione Siciliana ha richiesto all’Amministrazione Comunale di procedere all’approvazione amministrativa del progetto di che trattasi, subordinando a tale atto l’emissione del decreto di finanziamento;
-In data 8/05/2013 la Giunta Comunale di Palermo approva la presa d’atto della convenzione con la Regione.

Qui di seguito l’approvazione della variante del Sistema tranviario di Palermo, da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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Come si può ben vedere, tutto completamente diverso rispetto a quanto recita l’articolo “Il Comune e l’Amat hanno concesso alla ditta la variante sulla parola”. E abbiamo riportato tutti i passaggi burocratici e amministrativi che quest’atto ha incontrato. Sarebbe stato più onesto scrivere che il vero scandalo sta nei tempi di approvazione della variante.

 

E ancora: l’articolo parla di una dimenticanza a lavori avviati come il raddoppio del ponte sull’Oreto. Anche questo è FALSO in quanto il progetto definitivo prevedeva già il raddoppio  con un ponte a tre campate, di tipo continuo, gettato in opera che restava in linea con la tipologia dell’attuale ponte stradale, a cui si affiancava, in modo da non modifìcare il regime idraulico complessivo essendo le pile allineate (“ponte ombra”).  Solo a  seguito di una serie di richieste (Genio civile, Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana) connesse alla problematica idrogeologica, nel progetto esecutivo in variante è stato proposto un ponte bimodale, ovvero predisposto per il traffico veicolare e per quello tranviario, ubicato nella sede dell’attuale ponte stradale che dovrà quindi essere necessariamente demolito.

Questo è tutto. Come potete vedere, tutto completamente diverso da quanto è stato riportato dall’articolo di Laura Anello, dove evidenziamo una quantità notevole di inesattezze e non solo.

Purtroppo, tale articolo è stato ripreso da altri quotidiani nazionali quali Libero, VenetoNews, Aduc,   Dagospia e addirittura dal Tg5. Tutti a riprendere la stessa identica notizia pubblicata da La Stampa che sicuramente ha dalla sua la fama della testata giornalistica nazionale, ma che nella fattispecie ha denotato tantissima superficialità nel trattare un argomento così delicato.

Risultato? Abbiamo regalato alla nostra città l’ennesima figura magra davanti la nazione stavolta per demeriti non nostri. Almeno fino a ora.

Ma ci rincresce che un quotidiano come “La Stampa” di Torino non verifichi l’attendibilità delle notizie che esso stesso pubblica.


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32 commenti per “TRAM | “LA STAMPA” nazionale deraglia in disinformazione

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  • Athon 879
    27 mag 2013 alle 14:50

    Incompententi giornalisti ascari! Ormai i palermitani, e in generale i siciliani, si stanno facendo gli anticorpi con simili personaggi. Oggi si è più critici e ci si indigna. Quoto drigo.

    Colgo l’occasione per evidenziare la scorrettezza di uno dei temi tanto cari ai giornalisti e all’opinione pubblica nazionale: la Sicilia come la regione con il numero più alto di dipendenti pubblici. E’ falso.

    http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/30687/incredibile-lombardia-batte-sicilia-per-numero-di-dipendenti-pubblici

    Tra l’altro occorre anche sapere che la maggior parte dei dipendenti pubblici lombardi viene pagata dall’intera comunità in quanto “statali” mentre i siciliani sono in gran parte “regionali”.

    Nessuno nega l’esistenza di problemi che vanno affrontanti ma la premessa imprescindibile per risolverli è partire dalla VERITA’.

  • mars 76 0
    27 mag 2013 alle 16:24

    Da quanto scritto dal gds, il comune ha avviato i pagamenti all’Amat (la somma stabilita nello scorso vertice, almeno per far ripartire il cantiere).
    L’Amat deve girare i soldi alla ditta, dunque qualche giorno doveva passare per forza essendoci il weekend di mezzo.
    Speriamo che tutto si risolva presto.
    La giornalista è il classico esempio del palermitano che deve buttare fango sulla sua città sempre e comunque, il peggiore stereotipo che però è realtà, così come la Petyx, un’altra che fa vedere sempre e solo il peggio che ci sia, al di là del diritto di cronaca, compiacendosi di mostrare determinate immagini e interviste su questioni che sono di cronaca locale, non certo nazionale
    Ma c’è un modo per scrivere alla redazione de la Stampa per fare le dovute puntualizzazioni?
    Speriamo almeno che l’interesse nazionale adesso velocizzi l’iter burocratico.
    A la Stampa suggerirei di occuparsi della trasmissione report di ieri sera, che ha ben fatto vedere come 26 miliardi di euro serviranno per fare la Torino Lione, opera che non servirebbe a molto visto che molti paesi si stanno tirando indietro e che dovremo pagare anche noi siciliani che non ne avremo nessun beneficio, ma la Lega questo fa finta di dimenticarlo

  • Fabion54 48954
    27 mag 2013 alle 16:58

    Come rovinare in pochi minuti, quello che, senza niente in cambio, tentiamo di fare.
    Vuoi fare il giornalista? Occupati di stragi e omicidi, lascia a chi ama realmente la città i compiti di descrivere l’andamento delle opere in corso.

  • Irexia 720
    27 mag 2013 alle 18:49

    Sono perfettamente d’accordo con Maqveda e Luca S.! D’altronde è da quando l’Italia è unita (soltanto politicamente) che il sud è tartassato ed infamato dalla falsa informazione!

    Rimanere a parlarne qua sul sito è poco fruttuoso: perché non scrivere a LaStampa e pretendere che rettifichi?

    Inviterei anche Il giornale di Sicilia a scrivere un bell’articoletto sul TAV alla luce di quanto detto visto e sentito ieri (26 maggio 2013) a Report, cose che a mars 76 non sono sfuggite? ;D

  • mars 76 0
    27 mag 2013 alle 19:46

    Ragazzi fate come me, tempestate di lettere di protesta e puntualizzazioni la redazione della Stampa.
    Ecco l’email:
    stampaweb@lastampa.it

    Io ho inviato una lettera ripercorrendo le critiche più ovvie, ho anche consigliato alla giornalista di documentarsi prima di scrivere intervistando anche sindaco e assessore e magari leggendo anche siti come MP.
    Poi anche un’indignazione sul titolo che è davvero esagerato!
    Ultima follia di Palermo lo vadano a dire ai promotori della TAV, a Fassino e a Cota che la sostengono e a tutti quei settentrionali che vedono solo i difetti del sud.

  • Maurizio Li Muli 0
    28 mag 2013 alle 11:14

    Non vorrei che qualcuno pensasse o fosse portato a pensare che c’è chi è contro il tram e chi nò. Rimarcare ogni richiesta di chiarimenti alla SIS e gli errori commessi in fase di progettazione dell’opera nonchè di gestione, non può e non deve portare nessuno a pensare che c’è chi rema contro. Detto questo ho letto tutti gli interessanti interventi restano putroppo del tutto inevase le domande che pongo da oltre 100 gg all’azienda SIS, mentre nel frattempo i cantieri sono stati chiusi e gli operai ritengo licenziati. Il progetto del tram fin dal suo inizio non è stato sufficientemente pubblicizzato nè ai cittadini nè alle istituzioni (vedi circoscrizioni) che lo hanno subito senza poter emettere nessuna richiesta e/o modifica. Interi quartieri sono stati sventrati e divisi in due, per cui ci sono cittadini che per acquistare il pane non potendo attraversare la strada dovranno percorrere 1500 mt un km e 1/2 per comprare un panino. La scelta dei guarda rail è disastrosa in città e sopratutto in zone densamente popolate, si sono creati dei doppi quartieri togliendo ai cittadini di poterli vivere, non ci sono servizi (parcheggi) previsti e pertanto in via L.do da Vinci per esempio oltre 1500 sono gli stalli che si perderanno, il doppio binario sullo stesso viale è del tutto superfluo ed ottiene di solo di aver ridotto le carreggiate provocando aumento del traffico e dell’inquinamento. mentre si poteva chiudere l’anello con l’ultimo tratto di viale michelangelo ed un pezzo di via rego. siciliana, il verde abolito deve essere compensato ma la SIS non ha ancora fatto e detto nulla a riguardo, la variante di ben 87 milioni su 300 dell’intera opera era a conoscenza di tutti ma bloccata dalla corte dei conti, si sono sforati i tempi di realizzazione e questo secondo contratto potrebbe costare delle penali alla comunità, l’Azienda continua a non rispondere a nessuna delle domande che le vengono poste e chiude i cantieri per mancanza di liquidità e per non poter pagare le assicurazioni. delle due l’una o la SIS non era in grado di gestire un simile appalto, conoscendo i tempi della burocrazia e dei pagamenti, oppure puntava proprio a questo per altri fini….io mi chiederei come mai stà succedendo tutto questo. Ovviamente sono tra coloro che vogliono il tram a Palermo, ma da rappresentante delle istituzioni locali vorrei anche delle risposte.

  • Mrday 13
    28 mag 2013 alle 21:21

    @Maurizio Li Muli,
    mi sa che ha un po’ esagerato con i posti auto, ha idea di quante siano 1500 auto? Questa volta l’ha sparata grossa… Invito chi è a conoscenza del progetto a fare chiarezza per l’ennesima volta.

  • antony977 166228
    29 mag 2013 alle 0:13

    Miii addirittura 1,5km per comprare un panino?!?!?!?
    Ma se è previsto un attraverso pedonale in corrispondenza di ogni fermata (350/400m) e uno in corrispondenza degli incroci (per consentire l’inversione), mi sembra che risparmieranno un bel chilometro.
    Il doppio binario serve infatti a consentire il transito delle vetture in entrambi i sensi di marcia. Esiste nelle grandi città che hanno questo sistema. Pertanto non è un’esclusiva di Palermo.
    E comunque la Corte dei Conti non ha bloccato nulla.
    La crono-storia è tutta riportata nell’articolo.

  • tristampa 1
    29 mag 2013 alle 9:21

    A me pare che Li Muli faccia solamente disinformazione, si vede benissimo, non risponde mai alle vostre domande…
    povera Palermo…

  • Fabion54 48954
    29 mag 2013 alle 17:54

    @Maurizio Li Muli: Di quali guard rail parli?
    Il tram comunque servirà a fare sparire proprio quelle 1500 macchine di cui parli tu, perchè la gente dovrà abituarsi a fare a meno dell’auto in favore del mezzo pubblico per spostarsi. D’altronde ti passerà sotto casa un tram che transita in corsia preferenziale e che si collega con la stazione Notarbartolo che è il polo di interscambio migliore di Palermo, cosa pretendi di più?
    Il progetto naturalmente non deve passare dalle circoscrizioni, perchè le circoscrizioni non hanno voce in capitolo riguardo il progetto, ma possono, agevolare il lavoro o avanzare delle proposte come quella di evitare di abbattere gli alberi che vanno estratti e trasportati in altro luogo.
    Infinie mi permetto di dirle che se queste sono le domande a cui la società non le ha mai risposto, neanche io le avrei risposto perchè sono perplessità che lasciano il tempo che trovano.


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