26 mar 2013

Nuovi colori ravvivano la piazzetta Fagiolai


Terminati i lavori di recupero di questo edificio in via Majali ad angolo con la piazzetta Fagiolai, nel rione Sant’Agata. Un bel prima e dopo.

 


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8 commenti per “Nuovi colori ravvivano la piazzetta Fagiolai
  • punteruolorosso 1930
    26 mar 2013 alle 7:44

    sono case popolari o private?
    sarebbe bello vederle abitate. sentivo un “file urbani” (radiotre) dedicato alla città di porto, in cui si diceva che negli ultimi anni il centro storico di porto si è svuotato a causa dell’acquisto e restauro degli immobili divenuti così inaccessibili alla gente normale. e dato che di ricchi ce n’è pochi, nessuno li compra.

  • punteruolorosso 1930
    26 mar 2013 alle 7:48

    il centro storico di palermo è già svuotato. si pensi alla vucciria completamente scomparsa. si dovrebbe favorire l’insediamento, le attività economiche, commerciali. il restauro è solo un primo passo

  • cirasadesigner 1024
    26 mar 2013 alle 8:34

    Credo che le dinamiche economiche siamo le stesse che abbiano portato all’abbandono per 50 anni del centro storico e le operazioni di restauro e di santificazione faranno fare un passo indietro e di ritorno delle classi medie che dal Viale Strasburgo e dintorni, tornerà in centro storico.
    E’ brutto dirlo, ma è il mercato che determina la presenza o meno dei cittadini, e sopratutto delle loro classi di riferimento. Se prima potevi trovare catoi a gratis adesso anche in cento storico si compra a 2500€ mq in alcuni posti anche molto di più e questo allontana chi li si era rifugiato. Credo che la Vucciria presto sarà un altra cosa, si trasformerà in quella creatura che già vede dare i primi vagiti. Non ci sarà più il mercato storico,ma a quello si sostituirà un altro mercato, fatto di piccoli locali e botteghe artigiane che faranno scoprire un aspetto nuovo di Palermo.
    L’altro giorno su un canale francese, hanno fatto un bellissimo servizio sulla Vucciria e hanno intervistato l’artista austriaco che ha realizzato quelle installazioni che adesso sono presenti alla Vucciria. Devo dire è stato fatto davvero bene il servizio e chi non conosce la Vucciria, avrà la curiosità di andarla a visitare.
    Credo comunque anche anche in questo le dinamiche a Palermo saranno lente così come è lenta la città ad accettare i cambiamenti. Se riflettete sul fatto che il cosiddetto recupero del centro storico è iniziato già da 25 anni e continua ad andare avanti, e nel frattempo il centro si sta trasformando lentamente, fra 25anni secondo me avremo uno scenario fatto di ceti medi, molti immigrati che faranno commercio etnico, molti studi professionali e spero tante macchine in meno. Poi sarà il tempo a dirlo…

  • punteruolorosso 1930
    26 mar 2013 alle 10:56

    @cirasadesigner
    sinceramente la perdita del carattere popolare della vucciria non è una cosa da poco. era l’identità della città, ora è solo un cratere fra via roma e il porto. le bottegucce e i piccoli locali alternativi certamente animeranno le ceneri del mercato, ma faranno sembrare la vucciria come qualcosa di esclusivo e per turisti. una rappresentazione di se stessa, com’è ancora nelle guide che ne decantano gli odori e il pesce che non c’è più, ingannando chi viene da fuori e s’incammina fra saracinesche abbassate e basole divelte, in una piazza di nessuno dentro una terra di nessuno. le cose belle della vucciria erano la densità, il caos, gli odori, i sapori, le abbanniate, i panni stesi, la vita del quartiere. adesso ditemi voi cosa c’è di bello, a parte qualche scorcio di palazzina restaurata. interessante la vita notturna, ma di quella diurna non è rimasta quasi traccia.
    http://www.youtube.com/watch?v=wdVZZkHQ3j0
    guardate il video, ecco cosa sorprendeva i turisti e “grapeva u pitittu” ai palermitani. direte erano altri tempi.
    guardate invece questo video, girato ai tempi della decadenza
    http://www.youtube.com/watch?v=CQk620JcvAg
    ci vorrebbe un progetto per portare la gente ad aprire bottega lì.
    la vucciria può diventare un centro commerciale naturale a chilometro zero, riempirsi nuovamente e farsi preferire al supermercato e allo zampacenter. si può aprire una biblioteca multimediale di quartiere sull’esempio del centro cervantes. consultorio, asilo, scuola. il giardino di piazza fonderia potrebbe avere un parco giochi. e ancora: la cala potrebbe essere chiusa al traffico prolungando via cassari fino al mare senza interruzioni collegando il mercato al porticciolo della cala. ma penso che sto solo sognando.
    scusate se sono un po’ fuori tema

  • MAQVEDA 17489
    26 mar 2013 alle 12:42

    Possiamo immaginare tutto ciò che vogliamo, ma finchè la Vucciria CADE A PEZZI non cambierà niente. La causa della morte della Vucciria è una e una sola, il degrado, non c’entra altro. Tanto tempo fa mi trovai a parlare con una signora, che gestiva un’attività alla Vucciria, ci è nata, quindi la conosce come le sue tasche.
    Perchè tutti se ne vanno, le chiedo io, e lei, perchè i palazzi e le botteghe cadono a pezzi, i padroni di casa se ne fregano, e i bottegai alla fine, vuoi per abbili, vuoi per preservare la loro pelle, se ne vanno.
    Attualmente alla Vucciria sono in corso numerosissimi interventi di messa in sicurezza, ma non sono risolutivi anche se scongiurano il crollo di un edificio fatiscente. Ci vogliono restauri e recuperi. Una volta avviato in grande scala questo (e forse forse sta per succedere) potranno essere avviate tutta una serie di azioni per preservare ciò che rimane del mercato in modo da invitare nuovi abitanti ad aprire botteghe di attività tradizionali. Capo e Ballarò ancora reggono, ma se non si rimedia anche lì alla cancrena che li attanaglia, finiranno con lo spopolarsi anche questi.
    E non che i recuperi in quei mercati non ci siano stati, ma si tratta ancora di casi isolati.

  • cirasadesigner 1024
    26 mar 2013 alle 16:10

    Maqueda hai ragione da vendere. il degrado della Vucciria è essenzialmente legato a questo e anche Ballaro’ e il Capo non stanno meglio, solo che li forse le cose continuano ad andare perché sono più grandi e continuano ad alimentare un mercato maggiore perché i clienti trovano più punti vendita e di tutti i generi e quindi continuano ad andare anche se ho letto che il Capo comincia a soffrire parecchio. Se ad un mercato del genere cominci a levare le singole “putie” ad una ad una, alla fine si spegne come un signore anziano alla fine della sua vita.
    Sapete come ragionano qui a Bruxelles??? In fatto di espropri applicano una precisa regola e manco si scomodano più di tanto alla ricerca di questo o quel proprietario.
    Se un edificio è abbandonato, prima ancora che diventi un rudere, il poliziotto di zona viene mandato dal comune ad affliggere un comunicato pubblico, un semplice foglio di carta plastificato, non immaginate chissà che cosa, un semplice foglio A4 che attaccano alla porta dell’immobile. Di colore rosso, quindi facilmente visibile. Nel foglio si invitano i proprietari a presentarsi entro 90 giorni al comune per notifiche relative all’immobile. Se entro quella data non si presenta nessuno, si sostituisce il foglio con un altro, nel quale si informa che il bene andrà all’asta e se questa dovesse essere deserta, il comune diventa automaticamente proprietario del bene. Di solito vanno all’asta, anche perché il mercato immobiliare è fortissimo e ci sta una crescete domanda di case. Immaginate che Bruxelles crescerà di 200000 abitanti in 10 anni, circa il 17% in più dell’attuale popolazione.
    Nei casi in cui il bene diventa comunale, il comune di solito risistema il bene per affittarlo, qui le case popolari sono una realtà completamente diversa che da noi in Italia. Il comune dispone di immobile di tutti i tipi, dal lussuoso albergo in pieno centro alla casetta monofamiliare di periferia.
    Io credo che se si agisse con lo stesso criterio, si potrebbero presto risolvere un po di problemi in centro storico e si potrebbe ripartire da un modello che proponeva punteruolorosso nel suo post, perché se tu offrissi quei servizi a “portata di porta”, scusate la cacofonia, la gente avrebbe più interesse ad andare a cominciare dalle giovani coppie


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