11 mar 2013

Palermo in serie B, la città in serie Z


Da provocatore quale sono, non mi resta che esclamare “deo gratias!”. Non se ne poteva veramente più di questo insulto all’intelligenza. Il calcio unisce i popoli? Il calcio è l’oppio dei popoli! Tanto per riesumare un Marx in versione 2.0. La rete continuamente invasa da commenti insopportabili, notizie di tifosi che si mobilitano e protestano contro il presidente, pianti, lacrime amare, i giornalisti sportivi che invocano la fede calcistica manco stessero parlando di reliquie di santi. Finalmente questo patetico circo è finito. Del Palermo in serie B non me ne frega niente! Si può dire? Ooooh!

Per carità, ho apprezzato in passato anche io i risultati della squadra. Se non altro perché finalmente un po’ di immagine all’estero avrebbe potuto fare da vetrina anche per la città. “Magari con questa scusa potremmo rilanciarci e utilizzare un prestigioso profilo sportivo per portare qui nella nostra città eventi importanti che trascinerebbero con sé trasformazioni fisiche importanti”, mi dicevo. L’illusione è svanita qualche anno dopo, quando ho avuto modo di formarmi un’opinione dettagliata sul signor Zamparini.

Non che io sia nella posizione di giudicare quello che un imprenditore vuol fare con la sua squadra, ma posso giudicare il suo operato sulla base dei proclami e del voler fare leva sull’ingenuità dei cosiddetti “tifosi”. Gli stessi che ostentano l’orgoglio di essere palermitani solo dentro le curve, e che un’ora e mezza dopo vanno a sputare in faccia alla stessa città di cui fanno finta di essere innamorati. Quelli che valutano il rispetto da darti sulla base della coerenza della tua fede calcistica. Quelli che ti ringhiano addosso quando critichi la squadra o il Reverendissimo, e che ti accusano di essere un tifoso dell’ultima ora.

Sì, forse sarò un tifoso dell’ultima ora. Però io non ho mai gettato una carta per terra, non ho mai pagato un posteggiatore abusivo, non ho mai parcheggiato la macchina in tripla fila o sul marciapiede per andarmi a vedere la partita, non sono MAI andato a protestare per la gestione di una squadra di calcio. Io le proteste le faccio per ben altre cose, più serie sicuramente. Io protesto quando manca il lavoro. Io protesto quando mancano politiche per la mobilità. Io protesto quando la città muore sotto cumuli di immondizia. Io protesto quando brucia la discarica di Bellolampo, o quando il percolato avvelena l’acqua e le coltivazioni. Io protesto quando la gente vende il proprio voto per 50 euro o per un sacchetto della spesa. Io protesto quando ci si lamenta di tutto, ma poi si dà fiducia  sempre agli stessi buffoni.

Il Palermo è in serie B? Forse non ci siamo accorti che la città è in serie Z da decenni. Non ho mai visto un palermitano organizzarsi in gruppi di protesta e andare a urlare contro il Comune o la Regione perché la città è nello stato pietoso in cui si trova. MAI. Tranne che non si tratti del proprio orticello. Non ho mai visto un palermitano interessarsi ai problemi di Palermo al punto tale da smuoversi il c**o dalla poltrona per dire BASTA! Lì vedo però passare ore sui siti di calcio, a dibattere sulle strategie d’attacco, sui moduli, sugli errori dell’allenatore, sugli errori di Zamparini, su quello coi piedi a banana, su quell’altro che è un venduto, bla bla bla.

Ma esiste un limite alla decenza?  “Ma si parla solo di calcio!” diranno molti. Perfetto, mi starebbe bene se questo interesse si limitasse a concedere al calcio l’importanza circoscritta che merita. Ma quando il calcio diventa l’unica ragione per mobilitarsi, in una città esasperata e priva di qualsiasi prospettiva futura, allora il problema è ben più serio. Non ho mai nutrito stima per Zamparini, come dicevo. Non è mia intenzione analizzare le sue politiche di gestione, perché di quello ho smesso di interessarmi da tempo e dopo un po’ l’ho presa a ridere, perché ho capito che non c’era nulla di serio. Quello che mi fa letteralmente andare in bestia, è il classico atteggiamento del palermitano chino a 90 gradi, coi paraocchi e la totale incapacità di prendere atto dell’enorme beffa.

O meglio, non è che non lo capisce…non lo vuole ammettere per non sentirsi stupido, che è diverso. Si strizza l’occhio a chi ti vuole gabbare. Un po’ come quando fai finta di farti amico il posteggiatore perché non vuoi ammettere che gli stai dando il deretano, umiliandoti attraverso il pagamento del pizzo. Magari condisci il tutto con qualche “Te ccà, cucì!”. Se lo assecondi, non sembra estorsione, sembra una concessione da parte tua. Il tifoso si è reso autonomamente ostaggio di Zamparini. Si sviluppa la convinzione di dover dipendere da qualcuno, e quella convinzione ti porta a tenerti sempre buono quel qualcuno per paura di perdere qualcosa a cui tieni. Così, come si è assecondato vergognosamente Zamparini per anni di fila, sino a quando la frittata non è stata fatta…allo stesso modo si sono assecondati i politici da cui dipendevamo per i posti di lavoro, i funzionari del comune da cui dipendevamo per il disbrigo di una pratica, il professori universitari dai quali dipendevamo per passare quella maledetta materia, e così via.

Il sistema funziona così, e il palermitano ha la perfetta attitudine alla prostrazione quando è necessario, ed è ancora più bravo a nasconderla. Quante ne abbiamo dovuto sentire? Quante umiliazioni? Gli arabi, lo stadio, la squadra più forte del secolo, le mega presentazioni in pompa magna al teatro Politeama, i tea party, le comparsate con la gente dello Zen, e questo, quello. Non si è fatto nulla ovviamente. E i giornalisti sportivi: “ah si presidente?” – “vero, presidente?” – “e quando presidente?” – “speriamo che il progetto vada avanti, presidente”. Il tutto condito da affermazioni irrispettose nei confronti di quei pochi che provavano a lamentarsi per questo insulto all’intelligenza. Il palermitano gode nel farsi prendere in giro, c’è poco da fare. “Palermo non mi merita”, “Di quello che dicono i tifosi non me ne frega nulla”, questo diceva il presidente. E le pecore gli andavano appresso belando in coro “vergogna, non ve lo meritate Zamparini! Grazie sempre presidente!”. E mentre le pecore ringraziavano, il pastore – abile e furbo politico – dimenticava di ringraziare loro e la città intera, per avergli permesso di costruire una colata di cemento giallo canarino nel mezzo di un’area di verde storico, a due passi dalla meravigliosa Villa Raffo. Un’opera che a mio avviso ha deturpato e sfregiato ancora di più il bel volto della nostra Palermo, sottraendo quel poco che restava della Conca D’oro, e dalla quale il caro presidente ha tratto, e continuerà a trarre, enormi benefici sul piano degli affari personali.

Però da parte sua non ho mai sentito un grazie. Perché quando si ottiene un regalo così grande da parte nostra, il minimo che ci si possa aspettare è un grazie appunto. Quello che provo è rabbia, rabbia perché il vero orgoglio a Palermo non si mostra mai. Non si ha mai il coraggio di alzare la voce, di opporsi all’arroganza, niente. La voce si alza sempre contro i più deboli, e si abbassa sempre di fronte ai più forti. E quando nessuno si faceva domande sul perché la qualità del Palermo Calcio si fosse improvvisamente azzerata dopo la costruzione del centro commerciale, io mi chiedevo: ma perché continuate a pagare il biglietto? Ma non vi rendete conto?! C’ho messo un po’ di tempo a metabolizzare queste conclusioni, e ho capito che molti palermitani si approcciano al calcio allo stesso modo di come si approcciano a molti altri aspetti della vita: rassegnati, con le “corna calate”, tenendosi buono qualcuno fin quando può fare comodo, e delegandogli passivamente le gioie, i dolori, e tutto ciò che non hanno voglia di procurarsi da soli, lottando.

Dopotutto perché il calcio piace così tanto? Per la costruzione, la finzione che ruota attorno. Ti dà l’illusione di poter far parte di qualcosa di importante, senza realmente farne parte. “Vinciamo” – “Perdiamo” – “Quest’anno siamo forti”, si parla sempre usando la prima persona plurale. Loro sono 11 vincenti, pagati a palate. Io li vado solo a tifare, ma se uso il noi posso illudermi di farne parte. E sulla base di questa illusione, posso starmene comodamente seduto senza fare niente, ma riempiendomi il cuore di orgoglio. Magari trovo pure il tempo di dimenticare tutte le disgrazie che mi circondano, almeno per 90 minuti. Non ho bisogno di fare altro, mi basta stare seduto. Penso che se il palermitano dedicasse alla propria città un quarto del tempo e della passione che mette nel calcio, allora vivremmo già in Svizzera.

Poi, ad un certo punto, il sogno finisce. La squadra è in B, e improvvisamente ci si ricorda di non avere un lavoro, di vivere in un immondezzaio, di nostro figlio che tossisce perché respira veleni, delle strade allagate e piene di buche. Quelle cose restano sempre, ma finché c’è il calcio è facile non vederle. La distrazione di massa serve proprio a questo. Panem et circenses dicevano i romani. Sono contento che il Palermo vada in B, e non perché voglio gufare, ma perché voglio che questa città abbia una scossa, che perda pure l’ultima speranza, e che si lasci finalmente spazio a un po’ di sana rabbia. La stessa rabbia che dovrebbe far dire basta una volta per tutte, che dovrebbe spingere ad un impeto definitivo per cambiare una volta per tutte la direzione di questa nave che cola a picco. Non mi aspetto comprensione per la durezza di queste parole, ma vorrei che quanto meno un po’ di sano dubbio possa finalmente insinuarsi.


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55 commenti per “Palermo in serie B, la città in serie Z

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  • blackmorpheus 54519
    11 mar 2013 alle 13:07

    @Cesc infatti ho fatto un’analogia tra la mentalità con cui il palermitano si approccia al calcio, e quella con cui si approccia alla politica o altri aspetti della vita. La differenza è che è per il calcio il palermitano il culo se lo smuove, per tutte le cose che contano ovviamente…no. Non ho detto che questa mentalità è legata al calcio. L’articolo è una pura critica ai palermitani che si occupano di cazzate e piangono per delle cazzate, quando poi fanno la fame, sono senza lavoro e non riescono a campare i figli. E’ questa la cosa sconcertante. E lo testimonia il fatto che quando ho criticato loro questa eccessiva passione verso cose futili, a fronte di un menefreghismo dilagante verso questioni importanti, mi è stato risposto: tu c’hai ragione, però il calcio almeno ci fa distrarre e ci dà un motivo per essere orgogliosi. A conferma di quanto ho scritto nell’articolo.

  • Robysmiles 14
    11 mar 2013 alle 13:17

    Bravo Cesc. Quindi le persone che hanno la passione per l’automobilismo sono da criticare perchè hanno questa passione eccessiva per una cose futili e non importante. Le persone che hanno la passione per la cucina sono da criticare perchè hanno questa passione eccessiva per una cosa futili e non importante. Le persone appassionate di informatica sono da criticare perchè hanno questa passione eccessiva per una cosa futile e non per le cose importanti. Il tuo articolo può essere passabile se vuoi criticare il palermitano medio che se ne fotte, ma il paragone col calcio è del tutto fuori luogo. Questa gente se ne fotte della città, non perchè è troppo presa dal calcio, ma perchè è fatta così. PUNTO. Se il calcio non esistesse non cambierebbe NULLA. Anzi ti dico di più. Per fortuna che esistono le passione, anche esagerate, sono anche queste le cose belle della vita, qualunque esse siano. Una vita fatta solo per criticare è triste.

  • ing.giacomo 5
    11 mar 2013 alle 13:22

    Io SONO un tifoso eppure io non ho mai gettato una carta per terra, non ho mai pagato un posteggiatore abusivo, non ho mai parcheggiato la macchina in tripla fila o sul marciapiede per andarmi a vedere la partita, non sono MAI andato a protestare per la gestione di una squadra di calcio….allora? io passo ore a vedere siti come mobilita pa o cercare notizie sul futuro di Palermo e la Sicilia…e mi incazzo del piano triennale per me sotto le aspettative.La Città è morta sia se il Palermo calcio sia in A in B o in C, non cambia nulla ma da fastidio vedere certa gente gode dei dispiaceri altrui…indica una certa invidia tipica del palermitano…HAI PERSO IL LAVORO BUONO SEMO CHI ASSAI…
    Parliamo del CC, su questo la vediamo in modo simile, da tecnico molte cose non le ho capite, forse la sua realizzazione ha avuto un “aiuto”da parte della vecchia amministrazione ma mi chiedo perchè la magistratura non indaga? o anche i giudici sono sottomessi alla sudditanza da tifoso di Zamparini? Grasso è amico del Presidente ed era solito vederlo seduto allo stadio, domani siederà in parlamento, ma non penso che chiudeva un occhio, speriamo che ci sarà un PM non tifoso che senza paraocchi indaghi…per il resto finiamo con dignità

  • Giovanni 320
    11 mar 2013 alle 13:28

    Cesc
    i Palermitani (per fortuna alcuni) si sfogano così:
    http://i49.tinypic.com/slmjrc.jpg

    danno da 100 euro ad un ambulanza della Croce Rossa, che dovrebbero pagare di persona se nn fossero scappati come conigli…
    per la cronaca l’ambulanza era uscita appena dopo la fine della partita per un altro insulso tifoso della curva nord che per sfogarsi aveva dato un calcio nella gradinata fratturandosi il piede, questa la chiami intelligenza! mah!

  • Cesc 112
    11 mar 2013 alle 13:31

    Ti scrivo le ultime righe e poi chiudiamo.
    Il Palermitano per il calcio il culo se l’è smosso perchè molti di quelli che vanno allo stadio, lo fanno indirettamente per la propria città. Avere una squadra in serie A faceva comodo a molti e faceva comodo a Palermo che era messa in luce nel territorio nazionale e non veniva alla cronaca per i soliti discorsi di inciviltà, di mafia ecc..
    Questo era l’orgoglio del palermitano calcistico.
    Il palermitano cerca di difendere il Palermo calcio per onore della sua città, perchè in questi anni nulla in questa città ha dato cosi tante gioie ai cittadini.
    Ti faccio un esempio stupido, io posso lasciare stare il calcio e mi metto ad operare per la pulizia della mia città, faccio tutto il possibile per essa, ma dopo mezza giornata tutto torna come prima, per questo il palermitano rinuncia a certe cose e torna a vedersi la partita.
    Quando hai scritto l’articolo, è ovvio che chi ti ha dato ragione non è un appassionato di calcio, e che vede il calcio come uno sport vile e inutile.
    Detto questo, la gente può piangere ed appassionarsi di tutto ciò che vuole, non c’è stupidità nelle emozioni! Non puoi giudicare il perchè la gente piange, qualcuno poi potrebbe giudicare le tue passioni e non credo che ti renda felice uno che le insulta!

  • angelo v. 0
    11 mar 2013 alle 13:33

    l’oppio, comunque è anche vero il fatto che dia visibilità, ho conosciuto all’estero gente che conosceva palermo perchè l’ha vista in serie a, non scherzo. abbiamo avuto una grande squadra durante i primi anni della serie a, l’abbiamo svenduta oscenamente…mancano 10 partite, tra cui Milan, Juve, Inter, Fiorentina….possiamo fare 30 punti, per suturare la ferita

  • Cesc 112
    11 mar 2013 alle 13:33

    @Giovanni
    Chiaramente io difendo il pensiero delle persone civili, non di quei 4 buffoni degli ultras.

  • Cesc 112
    11 mar 2013 alle 13:39

    @Giovanni
    Non è comunque il calcio che fa diventare le persone cosi, quelle persone che distruggono l’ambulanza sono proprio ignoranti e farebbero la stessa cosa in mezzo alla strada. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio.

  • Athon 879
    11 mar 2013 alle 13:40

    Anch’io sono perplesso, come Cesc. Non posso definirmi un vero e proprio tifoso, se non “dell’ultima ora”, per usare le stesse parole di blackmorpheus, ma non condivido per niente il tono di contrapposizione dell’articolo rispetto i tifosi del Palermo calcio. C’è gente che, a differenza di blackmorpheus e del sottoscritto, è appassionata di calcio e, a mio avviso, affermare che loro, diversamente da altri, coltivano interessi banali ed inutili solo perchè non condivisi, come sostiene blackmorpheus, è totalmente sbagliato perchè rivela una certa postura di unilateralità. Amare almeno uno degli aspetti della città, quello sportivo, è in sé qualcosa di positivo. Il resto sono altri discorsi.

    Se, come tiene a precisare poi blackmorpheus, la critica verte più che altro sull’atteggiamento dei palermitani in generale, beh…credo che i palermitani tendano ad autocriticare i concittadini e la città anche fin troppo.

    Inoltre a Palermo è piuttosto diffusa un’idea alquanto singolare: il degrado, la maleducazione, l’ambiguità dell’atteggiamento delle persone, l’inefficienza e i gravi problemi esistono solo a Palermo. Altrove va certemente meglio. Sbagliato alla grande!

    Le questioni che riguardano Palermo si ritrovano, spesso anche in misura maggiore, in tutte le città d’Italia: il riscoprirsi uniti quando c’è di mezzo il calcio, i quartieri degradati, la corruzione politica, l’inefficienza dei servizi, la maleducazione di alcuni, la disoccupazione, il lasciarsi abbindolare da chi detiene il potere, la passitività…etc

    Prendersela con chi a Palermo si dispiace che il Palermo calcio vada in serie B?!? Mah. Blackmorpheus, perdonami la schiettezza, se non ti piace il calcio e non ti interessa più di tanto (e su questo siamo in sintonia), è un conto, però farne la leva di una critica ai palermitani mi sembra assurdo.

    Ps:

    Rispondo anche alla discutibile e per nulla condivisibile citazione di Luca S con un’altra citazione: «A Palermo la rossa, a Palermo la bambina. Rossa, Palermo, come immaginiamo fosse Tiro o Sidone, fosse Cartagine, com’era porpora dei Fenici; di terra rossa e grassa, con polle d’acqua, da cui alto e snello, pieghevole ai venti, s’erge il palmeto fresco d’ombra, eco e nostalgia di oasi, verde: moschea, tappeto di ristoro e di preghiera, immagine dell’eterno giardino del Corano. Bambina perché dormiente e ferma, compiaciuta della sua bellezza, perché da sempre dominata da stranieri, e dominata soprattutto dalla madre, la fatale madre mediterranea che blocca i figli in un’eterna adolescenza. S’adagia, rigogliosa e molle, su una felice conca» (Da “La Sicilia passeggiata” di Vicenzo Consolo)

    Se vuoi te ne riporto altre, molte altre, tutte di spirito diverso rispetto quello di Giorgio Bocca, e soprattutto di intellettuali ben più importanti, affidabili e meno ambigui.

  • Athon 879
    11 mar 2013 alle 13:57

    Blackmorpheus…ma poi ti dice che chi tifa il Palermo calcio e si dispiace amaramente del rischio di finire in serie B, come te non abbia mai buttato un cartaccia per terra o fatto cose sbagliate?!?

    Ma veramente! Te la prendi con i “tifosi”, e pare che tu ne faccia un gruppo indistinto di incivili che pensano sempre e solo a cose che tu, invece civilissimo e con interessi seri, giudichi banali. No, non sono d’accordo, per niente. Il tono del mio commento non è di attacco a te, ci mancherebbe.

    Tuttavia voglio chiudere con lo stesso auspicio conclusivo del tuo articolo: vorrei che un po’ di sano dubbio possa insinuarsi anche in te e in chi ha sottoscritto con pieno entusiasmo le tue parole.

  • blackmorpheus 54519
    11 mar 2013 alle 13:59

    @Athon ribadisco anche a te che il senso del mio articolo è palese. Io mio è un attacco a chi tifa il Palermo e spende la vita appresso a una squadra di calcio, arrivando al punto di organizzarsi in gruppi di protesta…e poi se ne sbatte della città, e riesce a convivere benissimo con lo schifo da cui siamo circondati. La mia è una critica a chi non fa nulla nella vita, e si lamenta di tutto…se poi però vedo la stessa gente si mobilita per una cosa banale come un pallone che rotola, permettimi ma lo trovo ridicolo e anche degradante. Nessuno dice che non si possono avere passioni. Se io ho la passione degli acquari, e vedo che il titolare del negozio di acquari mi prende continuamente per il culo, allora lo mando a quel paese e basta, non continuo certo a dargli soldi. Lo stesso vale per il calcio. Gente che si fa continuamente prendere in giro, che tira in ballo discorsi di credo e fede calcistica…roba da lattanti di due anni e mezzo. Gente che addirittura arriva a stare male per una squadra in serie B, e che invece ignora da anni le condizioni in cui versa la città. Tutto questo lo trovo ridicolo. Ad ogni cosa deve essere attribuito il giusto peso, e il fatto di dare più importanza a una squadra di calcio, che al futuro VERO di questa città (perché di tutto potete dirmi tranne che una squadra di calcio sia il futuro di questa città), è davvero sconcertante a mio avviso. Il calcio è uno sport. Punto. Fa piacere, fa rilassare, fa eccitare…ma dopodiché la vita continua, ed è quello che ci circonda ogni giorno ad avere reale importanza. Per non parlare di questo senso di sudditanza imbarazzante nei confronti dei soliti santoni. Il voler cercare sempre una figura paterna che si occupi di noi. Sinnacollando comunemente detto “u papà”, Zamparini comunemente detto “Zampa” o più rispettosamente “presidente”. Tutto ciò è sintomatico di una città che non ci sta con la testa, e che ha perso di vista il senso della realtà. Credo che questo sia espresso abbastanza bene nell’articolo

  • Luca S. 129
    11 mar 2013 alle 14:00

    @Athon
    bellissime parole. Non voglio difendere Bocca, ma lo citavo perche’ sono le stesse sensazioni che mi capita di provare. Io le condivido. Che poi ci siano ragioni storiche per cui siamo diventati come descrive blackmorpheus, e’ un altro discorso.
    La bellissima Palermo di Consolo che tu citi (e come dici tu ci sarebbe tanto altro da citare, fino a Goethe e par suoi), adagiata su una felice Conca, a mio modesto parere, e’ stata sepolta dal cemento! Ma di che Palermo parliamo Athon? Dove e’ finita? Se ci fosse un briciolo di amore, la citta’ non sarebbe sommersa da tante brutture!

  • moralix 41
    11 mar 2013 alle 14:42

    @paper8 Cerca di distinguere le persone deluse e stanche dalle pecore, io la città lo vissuta e la vivo sicuramente piu’ di te, l’esperienza mia dettata da anni di delusioni e problemi vari con la gente ignorante,buzzurra e malacarne mi portano a dire che questa città non cambiera ‘mai.

  • Athon 879
    11 mar 2013 alle 14:56

    Blackmorpheus, ma perchè giudichi “banale” l’interesse calcistico di una città?! Non c’è nulla di strano. Anch’io come te non sono un vero e proprio tifoso ma francamente non ci vedo nulla di così assurdo in chi a Palermo si dispiace per il Palermo calcio, tanto da arrivare a dire “deo gratias!”.

    Scusami ma il tuo atteggiamento, a mio avviso, è sbagliatissimo perchè mostri di non amare, o comunque di giudicare banali coloro che amano uno degli aspetti della tua città: lo sport, e dunque coltivano l’orgoglio calcistico palermitano. Ma che ben vengano i tifosi che a Palermo tifano il Palermo calcio! Ci mancherebbe.

    Scrivi “roba da lattanti di due anni e mezzo”…soltanto perchè non rientra tra i tuoi interessi, che sono certamente migliori e di grado più elevato?!?

    “Gente che addirittura arriva a stare male per una squadra in serie B”…e quindi?! Come se l’interesse calcistico per forza di cose ne escludesse altri.

    “E che invece ignora da anni le condizioni in cui versa la città”…ma chi te l’ha detto? Chi ti dice che quelle stesse persone non abbiano a cuore anche altre cose?!?

    Cercare i “soliti santoni”…”Tutto ciò è sintomatico di una città che non ci sta con la testa, e che ha perso di vista il senso della realtà”…come se Palermo fosse un caso particolare e negativo! In qualsiasi città d’Italia, d’Europa e del Mondo accadono le stesse identiche cose. Una figura carismatica, positiva o negativa, anche sul piano calcistico, tende a raccogliere consensi e in ciò non vedo affatto una criticabile singolarità di Palermo e dei palermitani. Quanti santoni anche altrove, in altre città, del passato o del presente?!?

    @Luca S.

    …Sì, parliamo della stessa città. Tu la vedi con i tuoi occhi e hai tutto il diritto di giudicarla e parlarne come vuoi; io però vedo una città d’arte ricchissima e meravigliosa, un vero e proprio Museo a cielo aperto del Mediterraneo, una città ancora superba nella sua bellezza, abitata da gente dal carattere aperto e solare, e certemente destinata a risolvere di volta in volta i suoi problemi. Poi ce ne saranno forse altri in futuro, ma anche quelli verrano piano piano risolti. Ne sono certo.

    La Palermo di Consolo che tu vedi “sepolta dal cemento” ha vari problemi, non tanto diversi da quelli di altre città italiane, ma è ancora riconosciuta bellissima da chi arriva da fuori e visita la città. Giusto due giorni fa, amici miei di Perugia sono rimasti sbalorditi, e non esagero, dalla bellezza di Palermo e si sono innamorati della città. E potrei dirti anche di altri amici che, in passato, arrivando un po’ da tutta Italia, hanno avuto di Palermo la stessa impressione. Non credere che Roma, Bologna, Napoli, Genova, Milano, Parigi, Madrid, Barcellona etc…non abbiano il cemento, i quartieri con palazzoni, i graffiti, le brutture e la sporcizia per le strade.

  • cirasadesigner 1043
    11 mar 2013 alle 14:58

    Se uno dovesse giudicare solo dal numero degli interventi sull’argomento, si capisce bene comunque la sostanza delle cose, se i palermitani avessero lo stesso interesse per altri argomenti, le cose andrebbero diversamente, invece mi pare di vedere questo interesse e questa partecipazione solo in queste occasioni. Perché non ci sta tanta passione anche quando si parla di mobilità, di raccolta differenziata di traffico di pulizia delle strade ect etc… Black hai alzato un polverone, ed onestamente lo ritengo alquanto bizzarro, ma comunque speriamo in domani anche con il Palermo in B

  • Athon 879
    11 mar 2013 alle 15:16

    @ moralix, mi spiace che tu abbia, se è vero, la sensazione di vivere in una città molto negativa, disgraziata e piena di marciume, disinteressandotene disilluso. Mamma mia!!! Meno male che non ho i tuoi occhi! :-) E’ una condizione parecchio triste. Io invece ti confesso che è da 30 anni che mi armo di macchina fotografica e faccio il turista nella bella ed assolata Palermo, non rinunciando mai a fermarmi un attimo per conoscere la gente, sbalordendomi nello scoprire casualmente storie di vita ed umanità interessantissime e meravigliose. Considerato il quadro estremamente negativo che tu invece hai della tua città e di chi ti vive attorno, forse il mio punto di vista ti sembrerà strano. Abbiamo soltanto una forma mentis differente.

  • Portacarbone 70951
    11 mar 2013 alle 15:19

    Un’azienda (come una squadra di calcio in serie A) che fattura milioni e milioni di euro in città comunque è un plus per il tessuto economico locale.

    Fermo restando che ognuno, della sue passioni, ne fa uso e abuso a propria discrezione senza sentirsi giudicati da chi non condivide quello sport o quella passione in particolare.

    Mi sento solo di dire che mi piacerebbe che i palermitani possano riversare lo stesso amore per il Palermo calcio anche per la propria città e per le sue sorti non gettando cartacce per terra, rispettando gli altri per la strada e tante altre cose.

    Ps. tanti europei hanno conosciuto Palermo città grazie al Palermo calcio. Giusto per non generalizzare sull’importanza dello sport in una città.


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