05 mar 2013

Commercio in crisi? Tagliamo i servizi!


Avrei voluto intitolare questo articolo “Perle di genialità comunale”. La delibera è quanto di più comico abbia letto negli ultimi mesi: chiudiamo i centri commerciali la domenica per aiutare il commercio in città. Geniale! Chi la avanza? I consiglieri Federico e Mineo.

Ad accodarsi alla perla di genialità nientepopodimenoche la vicepresidente del Consiglio Comunale Nadia Spallitta: “La proposta, rivolta a dare regole precise in materia di orari di apertura e chiusura dei centri commerciali cittadini, a mio avviso, merita interesse perché può essere utile ai piccoli negozi centrali e periferici della città, che hanno subito in questi anni una forte crisi collegata, da un lato a vicende economiche e finanziarie nazionali, ma dall’altro hanno anche risentito dell’apertura domenicale di questi grandi centri”.

Allora, fatemi capire. Secondo i consiglieri il problema del commercio in città è dovuto al fatto che i centri commerciali aprono pure la domenica. La soluzione ovvia (per loro) è quindi quella di farli chiudere la domenica. Quindi si taglia un servizio al cittadino, con un provvedimento perfettamente inutile, dato che i negozi continueranno a subire la crisi. Mal comune, mezzo gaudio! Tutti scontenti, tutti felici: consumatori, centri commerciali, commercianti. Menomale che il problema a Palermo è sempre stato quello che se ti serve qualcosa la domenica o durante i festivi, puoi andarti a sparare…

No, seriamente. Non gli passa nemmeno lontanamente per la testa che se il commercio cittadino è in crisi, è magari perché la maggior parte dei commercianti di questa città hanno passato la vita ad adagiarsi sugli allori, senza mai rinnovarsi, investire un solo euro nell’impresa, senza mai chiedere interventi volti a facilitare l’accessibilità al centro storico, al miglioramento del trasporto pubblico, all’istituzione di isole pedonali? Per non parlare delle speculazioni sui prezzi, che ora giustamente cedono il passo alla grande distribuzione. Chi semina vento raccoglie tempesta. E quando un commerciante palermitano, anziché pensare a tenerselo il cliente, pensa solo a f*****lo per anni con prezzi fuori dal mondo, è ovvio che prima o poi la concorrenza arriva. E qui mi viene incontro un azzeccatissimo proverbio siciliano: “isti pi futtiri e fusti futtutu”

Non passa minimamente loro per la testa che se il commercio cittadino è in crisi, è perché magari il Comune non ha mai fatto nulla per valorizzare i centri commerciali naturali? Non si chiedono come mai, a Palermo, nella città col clima più mite d’Italia, la gente preferisca andare a chiudersi nei centri commerciali?

Forse per il traffico? Forse per la totale assenza di parcheggi? Forse per la totale assenza di isole pedonali e spazi pubblici dove poter vivere lo shopping serenamente? Forse perché si è costretti a fare lo slalom tra marciapiedi strettissimi costellati di escrementi di cane, assordati dai rumori dei clacson e avvelenati dai gas di scarico delle auto?

Ma non era proprio questa amministrazione che ha sempre puntato sui centri commerciali naturali? E non è forse questa amministrazione che ha revocato immediatamente il provvedimento di pedonalizzazione di Acquasanta, cedendo alla pressioni mafiose di commercianti ignoranti convinti di essere i “patruna ra strata”?

Io una mia teoria ce l’ho. Non è che ci sono, ci fanno. E’ impossibile che non si capiscano le cause del crollo del commercio locale – che per carità, è ovviamente aggravato dalla crisi economica che stiamo vivendo. Io ho come l’impressione che semplicemente “ci siddia”. Ci sono troppe cose da fare, troppe cose da aggiustare. Meglio qualche inutile provvedimento spot, che un serio piano di riqualificazione del centro storico e di valorizzazione degli assi commerciali naturali di cui questa città gode.

Ma questi qua li paghiamo veramente?!


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18 commenti per “Commercio in crisi? Tagliamo i servizi!
  • paper8 169
    05 mar 2013 alle 13:05

    Io cosciente della libertà del commercio ritengo la mozione valida in parte.
    Dove sta scritto che la domenica ed i festivi giorno di riposo si debba lavorare?
    Ritengo giusto che tutti i negozi dal piccolo al mega centro commerciale restino chiusi.
    Bisogna capire che la crisi non si combatte lavorando di più, ma lavorando meglio.

  • ing.giacomo 4
    05 mar 2013 alle 13:12

    Bell’articolo concordo in pieno… questa amministrazione e l’intero consiglio comunale sta riuscendo quasi al miracolo di farci rimpiangere quello precedente (che non ci sono parole per descriverlo)
    Si era iniziato un piano di isole pedonali nei week end, ricordo via Roma chiusa, l’asse Libertà Maqueda, i gazebo montati, un inizio che è morto prematuramente oggi c’è solo la chiusura al traffico SOLO la domenica pomeriggio di via Libertà e via Ruggero Settimo

  • ing.giacomo 4
    05 mar 2013 alle 13:16

    @paper8
    dove sta scritto? in un mercato di libero commercio non esistono imposizioni di chiusura. Se una persona è fortunata che ha un lavoro se vuole fare degli acquisti dovrà andarci quando non lavoro cioè nei week end…chi lo dice che devono rimanere aperti il lunedi, martedi,…

  • xemet 427
    05 mar 2013 alle 13:20

    concordo in pieno. Molti dei commercianti di Palermo, purtroppo, meritano il fallimento.

  • phrantsvotsa 465
    05 mar 2013 alle 13:48

    Prezzi immotivatamente alti, finti sconti, maleducazione, impossibilità ad ottenere un cambio merce (diritti del cliente totalmente negati!!)

    Tutto questo io non l’ho mai trovato nelle grandi catene (HM, Rinascente o Zara) o nei centri commerciali. Ecco perchè anche io oramai da qualche anno ho totalemente smesso di acquistare nei negozi locali. Semplicemente mi sono stancato di essere preso sempre per il c**** e adesso che ho un’alternativa, non ho intenzione di tornare indietro.

    I commercianti palermitani sono parte del vecchio sistema di potere che concepisce la città unicamente in funzione dei loro bisogni. In questi anni hanno detto no a tutto; a causa loro ogni tentativo di pedonalizzazione è stato mortificato, ed è sempre a causa loro che non abbiamo ancora un regolamento comunale valido ed efficiente per lo scarico della merce.

    Per me possono chiudere tutti; l’economia di mercato funziona come la selezione naturale…chi non è in grado di evolversi muore lasciando il posto a nuove specie.

    Quindi o si evolvono o chiuderanno tutti.

    Nessuno sentirà la loro mancanza ;-)

  • phrantsvotsa 465
    05 mar 2013 alle 13:52

    Ah dimenticavo….vorrei esprimere il mio apprezzamento per la vicepresidente del Consiglio Comunale Nadia Spallitta!!! Non ho mai sentito una proposta così ridicola, retrograda e fuori dal mondo ;-)

  • Luca S. 129
    05 mar 2013 alle 15:26

    Credo che la Domenica dovrebbe essere tutto chiuso. Tutto!
    Ho vissuto in USA, dove tutto e’ aperto 24/7 piu’ o meno..
    Vivo nella Cattolicissima Bavaria, dove la Domenica trovi a malapena un pezzo di pane.
    Credo che qui si possano ancora godere i valori della famiglia, del riposo e di quelle gite fuoriporta che un tempo si facevano anche da noi, senza pigramente passeggiare in un centro commerciale.
    Come qualcuno ha detto, cio’ che conta e’ migliorare la produttivita’, non lavorare di piu’ per compensare le mancanze di un sistema inefficiente.
    Questa e’ la regione piu’ ricca d’Europa, e il sabato si chiude addirittura prima, alle 18:00 anziche’ le 19. La domenica e’ tutto chiuso.

  • Fulippo1 1357
    05 mar 2013 alle 16:04

    Il commercio ha già delle regole.
    Tra l’altro sono assolutamente uguali per tutti.
    Concordo in pieno con l’articolo dovremmo tagliare chi propone questi provvedimenti ridicoli anzichè parlare e discutere di cose serie.

    In quanto ai commercianti locali, è già stato detto tutto ormai, e Migliore e Li Vorsi ne sono l’esempio.

  • KINGDOM 20
    05 mar 2013 alle 18:36

    ha assolutamente un luogo comune che lavorando più ore si guadagna di più. quello che conta non solo le ore, ma l’efficienza del tempo passato a lavoro. è che in italia, e soprattutto in sicilia, c’è una produttività bassissima. . .e qui sicuramente dobbiamo crescere. molti commercianti di palermo meritano di fallire perchè hanno atteso l’arrivo dei centri commerciali passivamente, senza adoperarsi per accrescere la loro competitività. hanno letteralmente fatto scappare i clienti. . .prima difficoltà: il tempo che ci vuole per raggiungere il centro città e trovare parcheggio; o scendi prima delle 4 oppure sei fottuto: sei condannato a passare gran parte del pomeriggio in macchina. . .seconda difficoltà: passeggiare in via roma, via ruggero settimo e via dicendo non è affatto piacevole, c’è troppo rumore, troppo smog, per chiacchierare un pò devi urlare. . .tutte queste cose vanno cambiate, e denotano un fatto ben preciso: A PALERMO NON ESISTE LA MENTALITA’ IMPRENDITORIALE. addebito la crisi del commercio locale molto di più ai suoi demeriti che non ai centri commerciali

  • Roberto1 520
    06 mar 2013 alle 9:51

    Qualche tempo fa ho fatto un giro in viale Strasburgo, dopo che mancavo da un po’. Un caos assurdo con auto parcheggiate dovunque, cassonetti strabordanti e puzzolenti, escrementi di cane, munnizza ed erbacce. Tutte le piante sembravano alberi di Natale addobbati con bicchieri e cartacce. Eppure in viale Strasburgo i negozi non mancano ed alcuni sono anche di qualità … Sapete cosa vi dico: preferisco andare in un centro commerciale e fare acquisti circondato da un certo decoro.

  • paper8 169
    06 mar 2013 alle 10:35

    D’accodo con KINGDOM e con Luca S..
    La crisi non si combatte con aperture h24 dei negozi.
    Si combatte migliorando la produttività, dando reali diritti ai lavoratori e migliorando l’offerta.
    Ciò non significa incriminare i centri commerciali ma dare regole uguali per tutti da il negozio di scarpe di via Sciuti fino al Forum Palermo su aperture.
    In Europa, modello a cui ci riferiamo, la domenica tutto è chiuso, e la gente si gode il giorno libero non facendo shopping ma dedicandosi a famiglia, interessi e sport.
    Nadia Spallitta non mi piace particolarmente però ha sollevato un punto interessante..!

  • Roberto1 520
    06 mar 2013 alle 12:37

    @Kingdom, Luca S., paper8: forse vi è sfuggito un punto della proposta. Ad oggi le aperture domenicali sono consentite a tutti, grandi e piccoli. Per aiutare i piccoli (e quindi favorirli in modo sleale) si vorrebbe far chiudere la Domenica solamente i grandi centri, lasciando la possibilità di aprire ai piccoli. Mi pare che tutto si voglia fare fuorchè garantire regole uguali per tutti.

  • Roberto1 520
    06 mar 2013 alle 12:39

    Poi possiamo discutere sul fatto che la Domenica si debba chiudere o meno. Ma la regola deve valere per tutti e non favorire una categoria rispetto ad un’altra.

  • marcelloriina 39
    06 mar 2013 alle 15:26

    Parlo nelle vesti di ex commerciante di Corso Vittorio Emanuele che, nei già lontani anni 80-90 si è più volte battuto, sia nei riguardi dell’Amministrazione Comunale che degli stessi commercianti, per una definitiva chiusura e pedonalizzazione di Corso Vittorio Emanuele e per la realizzazione di quello che oggi può definirsi “Centro commerciale naturale”. E queste azioni sono state portate avanti anche con l’affiancamento di Confesercenti e Confcommercio insieme alla realizzata Associazione dei Commercianti di Corso Vittorio Emanuele.
    Purtroppo il progetto di pedonalizzazione, oltre a problematiche poste Amministrazioni comunali pro-tempore è stato, in parte, osteggiato dagli stessi commercianti che ponevano il traffico urbano come sinonimo di “grandi affari commerciali”.

  • mardux 6
    09 mar 2013 alle 3:32

    Questi sono i bravi amministratori che avete votato al Comune di Palermo, abbiamo addirittura un primo cittadino che il Sindaco lo sa fare, e lo stiamo vedendo tutti. Ottusità, accanimento contro le categorie non amiche, vendette personali, provvedimenti inutili, fumo negli occhi con la promozione di una finta cultura e una città abbandonata a se stessa sempre più senza regole. Unica preoccupazione del Comune: difendere fannulloni, amici degli amici, e soprattutto santificare i “lavoratori” della Gesip, quei “voti” sono intoccabili. Meditate gente, meditate e la prossima volta votate diversamente. Un detto dice: “si stava meglio quando si stava peggio”.


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