22 gen 2013

VIDEO| Bike Sharing a Palermo: istruzioni per l’(ab)uso


Non è ancora attivo nè appaltato, ma il nuovo servizio di Bike Sharing di Palermo è già al centro dell’attenzione.

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Così come vi abbiamo illustrato alcune delle caratteristiche principali in precedenti articoli, abbiamo anche dato uno sguardo fuori dalla finestra per capire se e quali problemi possono verificarsi nella difficile  e fondamentale fase della “gestione del servizio”, vero avversario della gestione finanziaria.

Per capire un pò come funzionano questi tipi di servizi in seno ai comuni italiani, vi invitiamo a guardare attentamente questo video, che spiega in pochi minuti come a Roma il bike sharing sia stato di fatto abbandonato per subdoli giochi di interesse e di potere.

Confidiamo che almeno per una volta Palermo sia esente da essi e che tale servizio sia tenuto a debita distanza da manovre simili.

Uomo avvisato, mezzo salvato.


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13 commenti per “VIDEO| Bike Sharing a Palermo: istruzioni per l’(ab)uso
  • cirasadesigner 1021
    22 gen 2013 alle 9:24

    Non capisco come si può vedere il video. Io credo in ogni modo, che la questione della gestione non sia di poco conto. Qui a Bruxelles, vedo parecchie persone che se ne occupano, che vanno in giro per le stazioni delle bici a controllare lo stato delle biciclette, il più delle volte le sostituiscono tutte quante e le portano in officina per i controlli. Vanno in giro con speciali furgoncini con traino a seguito, che riesce a caricare 20 bici alla volta. Una manutenzione seria che di sicuro necessiterà di un apparato dietro, con relativi costi. Non credo che inizialmente saranno sostenibili, ma solo perseverando di potrà arrivare ad un pareggio prima e utili dopo. Qui a Bruxelles, gli utenti villo sono già più di 250000 in pochi anni.

  • Gianfranco 109
    22 gen 2013 alle 11:24

    Bruxelles & Bruxelles a Palermo le bici le rubano dopo una notte e se non ci riescono le vandalizzano al di la di tutto ciò, i semafori con le svolte continue ed i pedoni sono il vero problema perche se anche le biciclette avessero le loro corsie i pedoni ci passerebbero sopra ne è l’esempio via libertà

  • massimo-lg 78
    22 gen 2013 alle 11:28

    un servizio di BIKE SHARING
    per cultura civica locale e per la cultura storica di amministrazione di Palermo, risulta essere un iniziativa estrememente delicata e difficile in termini di successo.
    Perchè?

    1) innanzitutto bisogna gestirlo bene da subito. Quindi pianificare, cioè pensare, la gestione prima ancora di progettare l’architettura dei parcheggi o il modello di bici.
    Bisogna pianificare una gestione certosina, attenta a tutti i particolari, dalle procedure di rilascio della bici a quelle di riconsegna.
    2) Bisogna saper fronteggiare gli eventuali e sicuri atti di vandalismo diurni e soprattutto notturni. Indicare come fornteggiare il vandalismo notturno che è impietoso? Rischi che si manifesteranno senza ombra di dubbio. Dovrebbe essere chiaro e scritto come fronteggiare questi rischi.
    3) Bisogna prevedere procedure di abbonamento e e prelievo facili per i cittadini e turisti, con sistemi di pagamento facili via bancomat o carta di credito attraverso un sito web del servizio, con un applicazione dedicata ai dispositivi mobili pensata appositamente per i turisti.
    4) Bisogna prevedere attività di manutenzione QUOTIDIANA. Dovrebbero essere specificate le attività della manutenzione e i servizi da svolgere in caso di malfunzionamento di bici durante le corse, da comunicare ai fruitori e nel sito web.
    5) Dovrebbe essere prevista nel sito web del bike sharing una pagina nella quale chi gestisce il servizio, carica le informazioni sui prelievi giornalieri, sulla durata e kmetraggio delle corse quotidiane, attraverso sondaggi, sulle quantità di guasti mensili delle bici, sulla quantità di abbonamenti attivati, sulle somme mensili pagate da cittadini e turisti per la fruizione delle bici, cioè una pagina web che fa il monitoraggio del servizio, quell’attività che in sintesi permette di capire se un servizio va bene, va male, sta avendo successo o sta fallendo e quali sono i problemi da risolvere nel tempo.
    6) Dovrebbero essere chiarite le strategie di marketing del servizio. Come si intende promuoverlo per il target dei cittadini e come per il target dei turisti ? Due target diversi che necessitano strategie promozionali diversificate. In quali portali web promuovere il servizio? Con quali costi di marketing, per trasparenza?
    7) Dovrebbero essere serigrafate nel telaio delel bici i numeri verdi gratuiti di telefono da chiamare per eventuali guasti delle bici ed il sito web del servizio.
    8) Dovrebbero essere previsti, da parte del soggetto gestore, dei sondaggi di soddisfazione del cliente, per capire cosa apprezza e cosa non gradisce il fruitore del servizio. I risultati dei sondaggi dovrebbero essere pubblicati sul portale web di gestione e abbonamento del servizio di bike sharing.
    9) le affissioni pubblicitarie negli spazi dei parcheggi delle bici possono rappresentare un introito a favore del servizio di bike sharing, ma non debbono minimamente rappresentare elementi di ostacolo al normale funzionamento del bike sharing. Quindi procedure chiare e semplici di vendita degli spazi.

    Sicuramente non sarà il comune a gestire il servizio, crollerebbe dopo 1-2 mesi. Troppi problemi. C’è da sperare che la società che gestirà il servizio prenda esempio dalle migliori esperienze nel mondo.

    Questi sono solo alcuni dei “dettagli” da pensare, curare, programmare e gestire sin dalla fase di progettazione del servizio.
    Verranno pensati?

  • grillo79 321
    22 gen 2013 alle 15:38

    il bike sharing esiste in centinaia di città al mondo, comprese città che di vandali e problemi di delinquenza ne hanno anche piu di palermo (newyork, parigi, londra non sono certo meno pericolose di palermo da questo punto di vista)….ciò che cambia è la gestione ed il controllo del territorio…in questo luoghi tocchi una bici del BS e – bene che ti va – ti beccano dopo 1 ora e ti fai una notte in galera (in UK) o una in ospedale (in francia e USA) e poi processo per direttissima e condanna a pagare gli eventuali danni e a pulire la cacca dei cani dai marciapiedi per un mese…
    Tutte le cose proposte da massimo-lg sono poi previste da quasi tutte le azende serie che gestiscono il BS in italia e nel mondo….basta guardare i loro siti:
    http://www.bicincitta.com/
    http://www.velov.grandlyon.com/?L=1
    http://citibikenyc.com/
    http://www.tfl.gov.uk/roadusers/cycling/14808.aspx

    a Londra non hanno speso 1 pound: è tutto affidato alla Barclays, a NewYork tutto pagato da Mastercard…

  • zavardino 226
    22 gen 2013 alle 15:39

    il comune farebbe gestire il servizio ai famosi ex detenuti e tutto andrebbe in malora presto. Impossibile manutenzione continua, chi controlla gli eventuali addetti? Sarebbero opportuni un po’ di posteggi per bici private in prossimità di stazioni e capolinea amat. possibilmente in area recintata e sorvegliata. Almeno dalle 7 alle 19. Dopo risulterebbe ingestibile perchè la notte è popolata da vandali che come sappiamo si sentono autorizzati a distruggere tutto (tanto non pagano loro) e non mi risulta siano perseguiti (perchè poi?)

  • bacillino80 87
    22 gen 2013 alle 21:14

    E se affidassimo il servizio a tanti giovani senza laurea che hanno voglia di lavorare invece che alla solita gentaglia (per non usare parolacce)???
    Non se ne può più di sti favoritismi alla Gesip e a tutte ste cooperative di malacarne!!!
    BASTA DIAMOCI UN TAGLIOOOOO
    Ci dobbiamo fare arrestare per avere un lavoro????

  • drigo 404
    22 gen 2013 alle 23:12

    A Milano è sponsorizzato da Clearchannel (http://www.clearchannel.it/default.asp?sec=234) che si appoggia ad ATM per la logistica (www.bikemi.it). E funziona egregiamente.

    Per chi, inoltre, continua a lamentare l’inciviltà dei palermitani, lancio una provocazione: l’inciviltà è spesso figlia dell’indifferenza, si manifesti essa in tutte le sue forme (ivi compresa la “voltata di faccia”).

  • lorenzo80 582
    23 gen 2013 alle 7:50

    Bacillino non è che essere senza laurea significa non poter lavorare! ;-) Io non sono laureato e lavoro da 13 anni! :-)

  • bacillino80 87
    23 gen 2013 alle 8:37

    Lorenzo80, non mi fraintendere. Si capisce benissimo cosa volessi scrivere. La mia era una provocazione. Affidiamo i controlli a gente con la laurea o senza, gente che vorrebbe lavorare e che magari non ha chissà quale curriculum.
    Lo so che c’è gente senza laurea che lavora alla grande ed è felice, ma ce ne sono talmente tanti che invece sono a spasso.

  • lorenzo80 582
    23 gen 2013 alle 12:28

    Bacillino80: ok, chiarito! :-) Converrai con me che la frase sembrava un po’ “razzista”, ma ne condivido pienamente il senso.


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