02 gen 2013

Propositi per il 2013: ricetta per Palermo


Poiché gli anni passano e Palermo cambia veramente poco – e quando lo fa è solitamente in peggio – stilo una mia personalissima lista dei desideri per l’anno nuovo, nella speranza che la città possa acquisire al più presto una maturità civica tale da pressare la propria amministrazione in tal senso:

1) Progettazione e conseguente reperimento di fondi per lo sviluppo di una rete di piste ciclabili a copertura totale per tutta l’estensione del tessuto urbano. La bici è, paradossalmente, il mezzo del futuro e DEVE diventare un mezzo di trasporto alternativo a tutti gli effetti nella città di Palermo. Non sarebbe male se il sindaco e la giunta assumessero quindi un’ottica lungimirante e agissero di conseguenza.

2) Razionalizzazione dei pubblici dipendenti, sia in termini di allocazione efficiente delle risorse laddove necessario (abbiamo tantissimo verde da curare, strade da mantenere pulite, buche da rattoppare, etc.), sia in termini di licenziamenti nei confronti di chi pretende il posto di lavoro senza voler lavorare.

3) Collaborazione reale con gli enti, comitati, cooperative e associazioni varie che quotidianamente si fanno in quattro per dare una mano a questa città. E per collaborazione si intende un ascolto reale delle esigenze della città tramite i portavoce sopra citati, perché quella a fini propagandistici non aiuta nessuno. Mi auguro quindi che il comune si doti di una struttura efficiente che possa accogliere le istanze della cittadinanza e utilizzarle per programmare uno sviluppo mirato della città, con la disponibilità a investire anche fondi sulle buone idee.

4) Un corpo di polizia municipale NORMALE. Voglio dei vigili che facciano la multa quando una persona getta la carta a terra, fa fare la pipì al cane sul marciapiede, posteggia in doppia e terza fila, posteggia in divieto di sosta, e via dicendo. Voglio dei vigili che non parcheggino la volante sulle strisce, sui marciapiedi o di fronte alle rampe per disabili, per andarsi a prende il caffè al bar. Voglio dei vigili che non si fermino a parlare coi posteggiatori abusivi o coi venditori ambulanti. Voglio dei vigili che, anziché stare in 10 ammassati allo stesso semaforo tutti a dirigere il traffico, vadano a rompere le scatole a tutti quei locali che si appropriano del suolo pubblico per esporre la merce o sistemare i tavoli.

5) Progettazione e conseguente reperimento di fondi per l’individuazione e realizzazione di vaste aree da poter rendere pedonali. Un’isola pedonale non è una piazzetta o un vicoletto isolato dove apporre un cartello o quattro vasi a delimitarne il perimetro. Un’isola pedonale è uno spazio pubblico a tutti gli effetti, dove la gente può ritrovarsi, fare shopping, bere un caffè o semplicemente passeggiare, senza dover essere disturbata da rumori, auto che passano e aria irrespirabile. Un’isola pedonale è uno spazio vivo, dove poter organizzare eventi, fare cultura, fare musica, fare arte. Un’isola pedonale è molto di più di quello che l’amministrazione comunale ha finora voluto far credere, e bisogna pretendere un piano di sviluppo serio e interventi di riqualificazione (pavimentazioni nuove, nuove aree verdi, piste ciclabili, panchine, etc.) che possano rendere realmente fruibili le tante aree di Palermo che bene si prestano a questo scopo.

6) Un palermitano che prima di agire impulsivamente nei confronti di qualcosa o di qualcuno si domandi: “e se al posto suo ci fossi io?”.

7) Un’organizzazione efficiente per la raccolta differenziata e sgravi fiscali sulla TARSU a tutti quei cittadini che differenziano tanto, e differenziano BENE. Incentivi a supermercati e centri commerciali per l’acquisto di macchine per il vuoto a rendere. Servizi di raccolta del cibo in eccesso prodotto dai ristoranti da poter donare alla Caritas.

8) Un’ordinanza specifica contro i posteggiatori abusivi. Campagne di sensibilizzazione a supporto della legalità, multe salate a chi paga un posteggiatore, una pattuglia di forze dell’ordine in borghese dedicata esclusivamente alla repressione del fenomeno. Ogni anno centinaia di migliaia di euro finiscono nelle casse della mafia direttamente dalle tasche dei posteggiatori abusivi; denaro che viene reinvestito nell’acquisto di armi, nel mercato della droga, e in tante altre attività illecite che hanno messo in ginocchio questa terra. Il pizzo al posteggiatore non è differente da qualsiasi altra forma di pizzo: è un abuso alla dignità della persona, un danno economico allo Stato, alla credibilità delle istituzioni e un incentivo alla delinquenza e criminalità organizzata.

9) Sburocratizzazione dei servizi e informatizzazione degli stessi laddove possibile! E’ inaccettabile che nel 2013 sia necessario fare quattro ore di fila per ricevere un certificato di idoneità al lavoro o pagare una multa. E’ inaccettabile sprecare denaro pubblico per mansioni che potrebbero essere svolte tranquillamente online, con conseguente risparmio di tempo e moneta, specialmente in tempi di crisi come questi.

10) Un rilancio del turismo, unica vera risorsa di questa città immediatamente spendibile. Riqualificazione e MANTENIMENTO del centro storico, musei aperti, trasporti pubblici efficienti per quanto possibile (magari cominciando a far sgomberare le corsie riservate ai bus), indicazioni efficienti, pulizia e igiene, cura del verde, aumento della sicurezza, servizi informativi e multilingue, bagni pubblici, punti informazioni, etc. Il turismo può essere la rampa di lancio per l’economia di questa città. Ad oggi continuiamo a ignorare questa risorsa.

Si potrebbe andare avanti a lungo, ma preferisco far continuare voi. Quali sono i vostri propositi per il 2013?


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23 commenti per “Propositi per il 2013: ricetta per Palermo

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  • monte_Pellegrino 597
    07 gen 2013 alle 0:05

    Che delusione per come volate basso! Se la gestione dell’ordinaria amministrazione deve essere oggetto dei sogni, cadono le braccia! Il Water Front, Il Water Front, Il Water Front: queste sono le priorità! Costruivi alberghi, grattacieli, locali, anche nell’acqua, come nel Dubai! Che pregi ha, d via Messina Marine, dal punto di vista storico e urbaniscito, da doverla conservare comè? Ma neanche riuscite a sognare?

  • blackmorpheus 54519
    07 gen 2013 alle 9:02

    ^^^
    grattacieli? locali sull’acqua? Perché non qualche palma artificiale? Ma c’hai preso vero per Dubai? :D se ti sentisse parlare un architetto gli faresti accapponare la pelle! Hai presente che ogni città ha il suo contesto e che l’architettura deve adattarsi a quel contesto? Se i sogni per te sono questi, allora preferisco tenermi il palazzo Brancagel. E in ogni caso, si vola basso perché non ci sono i soldi per fare nulla…ed è inutile correre prima di imparare a camminare, come dicevo l’altra volta. Mantenere i piedi per terra è l’unico modo per cominciare a risollevare questa città. Se ti accontenti di aria fritta, cattedrali nel deserto e psuedo-sogni che rimarranno tali perché semplicemente irrealizzabili sotto il profilo economico e sotto il profilo urbanistico, allora sei tu che voli veramente basso

  • Athon 879
    07 gen 2013 alle 16:07

    @ monte_Pellegrino, se si discute di un paio di grattacieli per un potenziale centro direzionale della Regione Siciliana, da creare in qualche zona del tutto fuori dal centro storico, forse si può anche accettare.

    Rovinare in modo irrimediabile il lungomare sarebbe invece inaccettabile. Via Messina Marine necessita di interventi ma non sono certo i locali sull’acqua, i grattacieli e gli alberghi.

    Per esempio qualche anno fa qualcuno proponeva di creare un acquario che, a mio avviso, oltre ad essere un progetto fattibile sarebbe anche una bella idea. Un altro esempio è costituito dal sottopasso di p.zza XIII vittime che andrebbe certamente risistemato, e purtroppo nessuno ad oggi pare se ne preoccupi. Ecco, quì ho sempre immaginato un interramento totale del sottopasso con la creazione, al di sopra, di una grande area pedonale che si connetterebbe in tal modo al Parco Archeologico del Castello a Mare, crando un bello spazio. Ovviamente andrebbero abbattuti il palazzo Brancagel e gli edifici del mercato ittico….e questo è il sogno di tutti… da anni….

    Insomma, per immaginare possibili interventi e sognare a vele spiegate, non occorre prendere a modello Dubai o qualche altra città del mondo meno antica, meno storica e meno bella di Palermo.


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