20 dic 2012

Parco ad Acqua dei Corsari, lettera aperta al presidente Crocetta.


Pubblichiamo la lettera integrale che il Comitato per il Parco ad Acqua dei Corsari ha indirizzato al Presidente della Regione Rosario Crocetta.   Si tratta di una ricostruzione accurata dell’intera vicenda,  coi “protagonisti” e gli innumerevoli rimbalzi burocratici fra Regione Sicilia, Arpa e un laboratorio che avrebbe dovuto compiere delle analisi. Da circa un anno, il comitato si batte per rendere definitivamente fruibile l’intera area di Acqua dei Corsari e trasformarla in Parco Urbano. L’Assessore Comunale al Verde, Barbera, si è già espresso ufficialmente a favore. Infine sempre a Barbera , è già stata inoltrata una lettera con la richiesta di pulizia dell’intera area.

 

 

Al Presidente della Regione Rosario Crocetta

La vicenda dell’area di Acqua dei Corsari per molti anni deposito degli sfabbricidi del sacco edilizio di Palermo, è emblematica dell’impotenza delle amministrazioni del sud di impiegare bene i fondi e consegnare  le opere realizzate alla fruizione dei cittadini in tempi certi. Di recente il Consiglio Comunale di Palermo ha tributato attenzione a quest’area impegnando l’Amministrazione a intestarlo a Libero Grassi.

 

Il progetto doveva essere finanziato dal Territorio Ambiente, ma in assenza della  caratterizzazione, trattandosi di una ex discarica,  la misura del finanziamento passò all’Emergenza Rifiuti ora Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione.

Nel 2005 è stata fatta la 1° caratterizzazione della ex discarica e i risultati dei sondaggi fatti dalla Sering e dall’Arpa, sono risultati congruenti.

Dopo una conferenza di servizi nel 2006 si è stabilito di iniziare i lavori urgenti di messa in sicurezza ed emergenza e sviluppare successivamente ulteriori approfondimenti della caratterizzazione del sito. I progettisti avevano suggerito di procedere alla seconda fase della caratterizzazione durante il cantiere della messa in sicurezza. Tuttavia, sia il Comune che Sviluppo Italia hanno preferito iniziare la 2° fase della caratterizzazione a cantiere concluso.

L’ultimazione dei lavori di messa in sicurezza diretti dalla Sering è avvenuta il giorno 8/11/2008; lo stato finale è stato redatto il 14/01/09, il collaudo è stato effettuato nel marzo 2009.

Intanto il commissario regionale, nella persona del Dirigente Generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione  ha dato mandato a INVITALIA, ente pubblico ex SVILUPPO ITALIA, di continuare l’iter della caratterizzazione. Questi a loro volta hanno fatto affidato le indagini e le analisi al laboratorio AMBIENTE, il quale ha eseguito le indagini chimiche sui terreni e sulle acque.

Questa 2° caratterizzazione è stata supervisionata, come di norma, dall’Arpa, che ha fatto le sue analisi su una percentuale del 10% dei campioni consegnati dal laboratorio AMBIENTE. I risultati di controllo dell’Arpa sono risultati in notevole contraddizione con quelli di INVITALIA e/o AMBIENTE, molte volte con valori inferiori; in poche parole alcuni risultati sono peggiorativi da parte di INVITALIA, come quelli dei metalli che sono sovrastimati, mentre per idrocarburi e IPA vi è una sottostima.

Con i valori ottenuti, l’Arpa nell’ottobre 2011 ha dato parere negativo in quanto non è in condizione di validare i risultati vista la non congruenza fra quanto ottenuto da AMBIENTE e quanto verificato da ARPA.

In assenza di validazione dell’Arpa, INVITALIA non ha chiuso il rapporto col laboratorio AMBIENTE,

Nel giugno 2012 il Commissario Regionale, nella persona del Dirigente Generale del Dipartimento Acque e Rifiuti ha indetto una riunione a seguito della quale l’Arpa ha risposto con una lettera inviata sia al laboratorio AMBIENTE che per conoscenza all’assessorato Energia, Comm. Delegato Bonifica, Urbanistica, Provincia, ed SG1, nella quale si suggerisce di rivedere e parametrizzare i risultati  suggerendo di adottare criteri diversi rispetto a quelli nazionali, per fare rivalutare al laboratorio AMBIENTE, tutti i dati.

Secondo l’autorevole parere del dott. Librici (chimico di ottimo livello), il Comune può tranquillamente entrare nel sito per fare manutenzione e pulizia, magari usando tute e guanti nel rispetto della salute dei giardinieri, perché esso è il gestore e deve tutelare l’area anche se non ancora aperta al pubblico, a prescindere se è più o meno finito l’iter della caratterizzazione. Anzi, il Comune di Palermo ha l’obbligo di fare ciò in quanto è proprio un aspetto dei lavori di messa in sicurezza  garantire la guardiania del sito, per evitare eventuali ulteriori inquinamenti da discariche abusive.
Presidente, lei ha dimostrato energia  e capacità di decisione in queste poche settimane alla guida della Sicilia. Incresciosi empasse burocratici e inammissibili ritardi impediscono ai cittadini di fruire di una vasta area di parco urbano. Eppure la strada per sbloccare tutto esiste:

1)Esortare INVITALIA, in quanto committente delle indagini, a pretendere da AMBIENTE un prodotto che sia validabile da parte dell’Arpa (organo di controllo). Seguendo le indicazioni fornite dal dott. Libricci.
2)Invitare il Commissario Regionale (oggi Dott. Marco Lupo) a sollecitare a sua volta INVITALIA a concludere il contratto.

3)Effettuare “l’analisi del rischio”, e ottenere il rilascio del certificato di avvenuta bonifica, che consente la fruizione pubblica del sito, dalla Provincia.

 

Fidiamo sulla sua capacità di coordinamento e decisione. Restituire alla città di Palermo una grande area verde collocata in un ambito paesistico unico sarebbe un grande segnale per la difficile battaglia per la legalità e il recupero del territorio.
Comitato per l’apertura del Parco di Acqua dei Corsari


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Un commento per “Parco ad Acqua dei Corsari, lettera aperta al presidente Crocetta.
  • punteruolorosso 1591
    23 dic 2012 alle 8:36

    ottima iniziativa.
    che dire? la costa è stata così profondamente devastata che adesso è pericoloso intervenire a risanarla. discarica al posto di una scogliera. il mare sarà torbido per sempre, perché le onde hanno eroso il mammellone e liberato fanghi tossici nel fondale. danno enorme. non si potrà più fare il bagno per decenni in quelle acque infestate anche dal depuratore che non funziona e dagli scarichi abusivi. col parco si darà almeno un tocco di verde al paesaggio terrestre, e si restituirà la vista del golfo.
    si tratta solo di un piccolo angolo di costa. da romagnolo all’aspra è tutta una discarica. i lavori della provincia sono pure fermi.


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