02 dic 2012

Così rinasce un quartiere. Dove eravamo rimasti?


Avevamo esplorato alcune aree del Mandamento Kalsa o Tribunali per visionarne i vari restauri. Piazza Magione, via Alloro, via Garibaldi, piazza Rivoluzione, piazza Marina, via Maletto, via Paternostro etc etc.

Effettivamente da allora qualcosa è cambiato, è necessario quindi un veloce aggiornamento sulla situazione attuale di alcuni immobili già citati.


Palazzo Bonagia in via Alloro. Una volta restaurato il raffinato scalone è la volta del ripristino delle volumetrie perdute. Da qualche settimana è partita la seconda fase dei lavori. Finalmente. Verrà così ripristinata anche la facciata che ricordo è in pezzi come un puzzle all’interno dell’area sotto forma di tanti blocchi di pietra sagomati e intagliati. Finalmente il fronte sinistro di via Alloro non avrà più interruzioni, come un tempo.

Palazzo Gulfotta in via Alloro. Dopo un lungo stop del restauro, è oggi completato e abitato. Sono anche stati installati dei faretti sul marciapiede che illuminano il portale nelle ore serali.

Palazzo Greco, ancora in via Alloro. Anche qui i lavori sono ormai terminati.

Palazzo San Gabriele, sempre in via Alloro. Restaurati e in via di definizione il prospetto e il cortile interno caratterizzato da un’elegante loggia a serliana.

Via Butera. Giù i ponteggi da questo catoio ad angolo con il vicolo del Cortile Nuovo.

altro edificio, oggi in fase avanzata di recupero:

i palazzi Naselli Statella e Lucchesi Palli tra via Vetriera e piazza Magione. Li avevamo lasciati così…

…ora sono così.

Stesso radicale cambiamento per l’edificio più a destra, oltre la chiesetta dei SS. Euno e Giuliano:

In piazza Marina sono stati completati i restauri di due importanti chiese. La prima è la gotica chiesetta di Sant’Antonio Abate, all’interno del complesso dello Steri.

La seconda è la chiesa rinascimentale di Santa Maria dei Miracoli.

In via di definizione anche i restauri di due palazzi nobili in piazza Croce dei Vespri e Sant’Anna. Altri cantieri conclusi anche in via della Vetriera. E’ stata rimessa in funzione l’illuminazione sulla passeggiata delle Cattive e sono state riattivate le fontane del Garraffo in piazza Marina, del Cavalluccio Marino in piazza Santo Spirito, di Porta Felice e della Doganella, addossata alla chiesa del Portosalvo alla Cala (nella foto).

Nel Frattempo è iniziato l’importante cantiere di recupero della chiesa di Sant’Anna la Misericordia, nella piazza omonima. Al momento si sta lavorando alle coperture. Spero quanto prima inizi la pulitura del prospetto, decisamente uno dei più belli della città.

 


Chisa di Sant'Annafontana del GarraffoFontana della DoganellaKalsaPalazzo Bonagiapalazzo Grecopalazzo Gulfottapalazzo Lucchesi Pallipalazzo Naselli Statellapalazzo San GabrielePiazza Magionevia Butera

32 commenti per “Così rinasce un quartiere. Dove eravamo rimasti?

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  • punteruolorosso 1630
    03 dic 2012 alle 16:50

    @luca
    perfettamente d’accordo.
    a dresda, in germania stanno ricostruendo il centro storico raso al suolo dalle bombe. vi assicuro che è spettacolare rivedere i palazzi che non c’erano più, però qualcosa manca.
    forse bisogna rassegnarsi e recuperare gli spazi vuoti con architetture contemporanee. questo farebbe di palermo un posto di sperimentazione, mentre al momento vige la ricostruzione. scuole di pensiero.

  • Luca S. 129
    03 dic 2012 alle 17:06

    Sai punteruolorosso,
    avevo omesso Dresda per non dilungarmi troppo nel mio commento. Grande citazione, pensavo proprio a Dresden quando ho scritto il mio commento.
    Ci Sono stato per lavoro credo 3 volte negli ultimi 20 mesi. Sta venendo fuori qualcosa di spettacolare.
    Palazzi antichi ripresi e restaurati anche con accostamenti moderni. tutti hotel, tutto pedonale. Ne stanno facendo il fulcro turistico della citta’.
    Tantissime aziende stanno trasferendo i loro headquarter in zona centro storico, tantissime catene alberghiere, tantissimi caffe’ e negozi. tutto a piedi.
    Il punto chiave e’ che a mio parere e’ sbagliato ripopolare TUTTO il centro storico. Parte di esso doveva essere rivisto in chiave esclusivamente turistica o dirigenziale, ma sicuramente non residenziale, e certamente non abitato da certi energumeni.
    Secondo me questo e’ un processo sempre reversibile, qualora si ha il coraggio di creare spazi a scapito di palazzi fatiscenti e di nessuna importanza, salvaguardando e valorizzando le decine di palazzi meravigliosi e inserendoli in un tessuto direzionale e turistico.
    E il resto del centro storico lo darei agli studenti, preferibilmente stranieri e fuorisede. Ma qui occorre pure che l’universita’ e altri enti facciano la loro parte. Bisogna pensare, progettare.
    I tedeschi qui, hanno sempre le idee chiare 20 anni prima.
    A noi manca la progettualita’: il panormosauro non puo’ abitare il centro storico. Questo va circoscritto, anch’esso ripensato, interconnesso e infine inserito in un progetto di piu’ ampio respiro.

  • piero68 114
    03 dic 2012 alle 19:10

    secondo me la regola è ricostruire filologicamente dove possibile,integrare vecchio e nuovo dove possibile,il nuovo dove possibile.vi sembrero’ banale ma la strada da seguire non puo’essere sempre la stessa.in molti casi il sanpietrino, come pavimentazione , puo’ integrarsi con l’erba,per esempio. le immagini di questi scorci di centro storico recuperato sono emozionanti e bellissime da vedere, ma manca il contesto circostante,arredo urbano,pavimentazione,luci artistiche.e’ vero, in molti casi,non si puo’ tornare indietro, ma neanche tenersi un lungomare mediocre o concepire abbaglianti costruzioni postmoderne in un contesto storico.il foro italico, dove passo spesso in bicicletta, è una desolata distesa.cosa c’entra quella pavimentazione in cemento,quella ringhiera metallica assurda,quelle piastrelle rosse nella villa accanto da padiglione industriale?e la pavimentazione artistica?i paletti in ghisa?le panchine?le fontanelle?che lungomare e’ il nostro?siete mai passati per piazza indipendenza?avete mai gettato lo sguardo in giro, in quella che dovrebbe essere un gioiello, essendo di fronte la regione?una piazza grande ed alberata, il cui colpo d’occhio, se recuperata, sarebbe fantastico.a questa citta’, un tempo bellissima,sfregiata dalla guerra e dall’indifferenza della sua classe politica del tempo e recente,deturpata da palazzoni che hanno distrutto la campagna circostante,occorre restituirle la sua dignita’ e a noi palermitani l’orgoglio di abitarla.

  • salvuccio 0
    03 dic 2012 alle 21:07

    Io incomincerei a rivalutare quella parte centro storico VIA SAN BASILIO,da via bandiere fino a via bara all’olivella,passando per piazzetta san basilio,piazza morgese,via patania,via orologio,via montelone,via trabia,quel ventre del centro storico tra le via roma e via maqueda,dove si trovano importati palazzi e chiese,come il Mueseo Salinas,Palazzo Branciforte,la Chiesa di San Giocchino all’Olivella,e la Chiesa di Sant’Ignazio sempre all’Olivella fino al Teatro Massimo . Ecco come un punto di negozi/laboratori,per artisti,carretisti,ceramisti,pittori,pupari,pasticcerie,rosticcerie, tutto per un tour turistico che parti da Piazza San Domenico e attraverso Via roma si immetta in via bandiera fino all’Olivella.

  • punteruolorosso 1630
    04 dic 2012 alle 7:48

    @luca
    su aziende e nuova architettura sono d’accordo, ma non si può svuotare il centro storico della sua anima popolare, ciò che fa dei vicoli e delle strade coi nomi dei mestieri un’identità irrinunciabile. i panormosauri vastasi vanno eliminati insieme ad auto e spazzatura, ma bisognerebbe far sì che molte delle famiglie sfrattate e oggi abbrutite nei quartieri dormitorio possano tornare a popolare i catoi accanto a studenti, professionisti, commercianti, immigrati. in questi anni il centro storico ha perso molto del suo fascino a causa della fine della vucciria e di molte strade-mestiere.
    destinerei all’architettura e alla progettazione contemporanea gli spazi vuoti e aperti, ma non butterei la gente fuori, anzi la inviterei a tornare. esistono piani di edilizia popolare nel centro storico: ripopolamento e alla ricostruzione del tessuto sociale.
    uffici e aziende possono trovare alloggio nei palazzi nobiliari restaurati.

  • salvuccio 0
    04 dic 2012 alle 8:45

    x punteruolorosso su fatto di far rivivere i CATOI cioe’i bassi dei vicoli palermitani sono concordo anzi dico di piu’ i cosidetti CATOI,potebbero essere anche locali sia abitativi ma anche sede di laboratori artigianali,chi e’ stato a Napoli per esempio molto similie morfoloficamente a Palermo hanno fatto rinascere via San Biagio dei Libriai con la via San Greogrio Armeno Piazzetta Divino Amore grazie a questa politica hanno fatto rivivere i BASSI napoletani come alloggi ma anche come laboratori artigianali,pochi anni fa’ San Biagio dei Librai era come la via San Basilio a Palermo,buia abbandonata degradata,oggi e’ piena di attivita’commerciali aritigianali,ce’ persino l’ospedale delle bambole,un negozio che ripare bambole,ci sono ceramisti ci sono pittori scultori,maestri presiepiali,tutto in questo negli ultimi 20 anni,prima ripeto era una posto che nemmeno se ti regalavano una casa te la prendevi,oggi e’uno dei posti piu’ frequentati dai turisti,una cosa simile e’stata a fatta a Salerno a via mercanti altro ex “postaccio” fatto di mariuoli tossici prostituzione,oggi dedali di vicoli con tanti negozi e locali,su questo i Sindaci di Salerno e di Napoli con tutte le loro colpe almeno sui centri storici si sono mossi bene,piu’negosi artigiani e ristorantini e pasticcerie tipiche,contro il buoi e l’abbandono del degrado.
    Prendete Piazzetta San Basilio a pochi metri da via roma sse recuiperata e nei locali a piano terra con bar/caffe’ con negozi di artigianato locale non ci vorrebbe tanto per darne un aspetto nuovo e punto di ritrovo per artigiani e turisti,ma anche piazza morgese,o via patania basta che un amministrazione indirizzi anche il popolo a dire : invesite e io come amministrazione comunale sono con voi,vi aiuto con permessi,licenze ..

  • Luca S. 129
    04 dic 2012 alle 11:17

    Concordo con salvuccio.
    @punteruolorosso
    Per carita’, non dico che non si deve popolare il centro storico, ma piu’ a un tessuto sociale qualunque, pensavo principalemente ad artigiani, piccole imprese, studenti, stranieri, e professionisti. Oltre appunto ad utilizzare i palazzi per usi non solo turistici, ma anche produttivi/dirigenziali.
    Al momento, il tessuto sociale che popola il centro storico sembra che in molti casi non lo rispetti affatto…

  • matteo O. 156
    05 dic 2012 alle 14:30

    @Salvuccio
    per fortuna non sono l’unico che ha notato il tuo meraviglioso modo di parlare….
    “tu sei uno di quelli a cui piace il marcio”…. “esci fuori da Palermo..”

    Il mio pensiero è che la bellezza della Magione sta proprio nella sua impostazione con questo grande prato. Che vada ripreso è un altro discorso… così come quello del foro italico. Ma non mi piace l’idea che venga stravolto. Questo è il mio parere. Se non ti piace sei pregato di non offendere come io non ho offeso te.

    La foto che hai messo tra l’altro non c’entra nulla con una piazza come la Magione…. ed è questo quello a cui mi riferisco quando dico che non la vorrei vedere stravolta ma solo RECUPERATA (a dimostrazione del fatto che non mi piace il marcio)!!!

    Una piazza va anche contestualizzata…. la Magione è un luogo di ritrovo per giovani che si riuniscono, ballano, giocano a pallone, suonano la chitarra, cantano etc….è anche adatta ai concerti (tu dove lo monteresti un palco? sulla statua della foto che hai proposto??)

    PS: visto che tu sai tutto di me, sappi che io non sono neanche di Palermo, ma scrivo su questo sito perchè ci ho vissuto per 3 anni e me ne sono innamorato…..e per tua informazione ho vissuto a Caltanissetta, Palermo, Verona, Izmir, Istanbul e Milano…. quindi “esci da Palermo” evitatelo pure!

  • blackmorpheus 54519
    05 dic 2012 alle 14:34

    ^^^

    l’account dell’utente salvuccio è stato cancellato a seguito di ripetute violazioni alla netiquette del sito. Nonostante l’avvertimento della moderazione, ha preferito proseguire, pertanto sono stato costretto a un provvedimento

  • cirasadesigner 1010
    05 dic 2012 alle 17:34

    ottima notizia non ne potevamo della sua ignoranza, intesa nel senso proprio del non conoscere e del suo “italiano”

  • David 0
    06 dic 2012 alle 9:03

    Complimenti davvero per questo articolo. Ben fatto veramente. Con il prima e il dopo il restauro.
    I tempi dei restauri in centro sono biblici tranne rarissime eccezioni, però quando vengono completati il risultato fa dimenticare tutto.
    Possiamo finalmente dire di esserci messa alla spalle l’immagine post bellica di Piazza Magione, spesso copertina di riviste d’attualità italiane e internazionali che si occupavano di Palermo.
    Un piccolo-grande risultato, ma il lavoro da fare sul resto della città è ancora immane.


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