13 nov 2012

Gesip e i metodi para-mafiosi: vergogna in Piazza Bellini


httpv://youtu.be/1rMIrE9TssM

Queste foto parlano da sole. Da mesi ormai un manipolo di incivili tiene in ostaggio un’intera città per mezzo di metodi para-mafiosi di una bassezza e meschinità sconcertanti.

Questa vergogna continua da mesi, ed è da mesi infatti che siamo costretti a subire l’indecenza di un’amministrazione che non solo tace dinnanzi a tutto questo schifo, ma per giunta si è fatta carico della vicenda come priorità assoluta, tralasciando una città allo sbando con urgenze sicuramente più serie e tutte quelle categorie a disagio che però non hanno la sfrontatezza di dare fuoco alle cose e distruggere tutto ciò che incontrano. Oggi come “gesto di protesta” questi cafoni hanno gettato per terra tutti i vasi di piazza Bellini, per ricattare l’amministrazione in merito alla stabilizzazione delle loro posizioni.

 

 

Testimoni riferiscono dei soliti falsi tentativi di suicidio “a comando” all’arrivo dei giornalisti. Un siparietto ridicolo, un insulto verso tutti quei lavoratori onesti e quelle categorie in crisi che protestano civilmente e reclamano i propri diritti. Non ho mai visto un insegnante manifestare e mettere a ferro e fuoco la città, non ho mai visto un artigiano o un commerciante mettere a ferro e fuoco la città…forse loro non sono degni di attenzione quindi?

Il messaggio che passa è che l’inciviltà e l’arroganza mafiosa pagano bene, e questi cafoni lo sanno eccome. Già da prima delle elezioni erano riusciti a convincere il governo Monti a sganciare 10 milioni di euro per “motivi di ordine pubblico”, tanto che Stefania Petyx andò a redarguire il ministro sulla gravità del messaggio che era stato fatto passare – ovvero che i ricatti e le minacce pagano.
Lo stesso sindaco Leoluca Orlando da quando è stato eletto non fa altro che parlare di Gesip.

Vorremmo chiedere lui che fine abbia fatto il resto di Palermo e il carico di problemi da affrontare. Forse non c’è urgenza dato che il resto dei palermitani non si cimenta nella guerriglia urbana? Forse il disagio di un commerciante, di un insegnante o di un giovane disoccupato non sono degni di considerazione? Ah già, loro non paralizzano la città, non rovesciano cassonetti, non minacciano, non distruggono, non fingono di suicidarsi.

Ripeto, è un insulto inaccettabile al quale l’amministrazione e le forze dell’ordine DEVONO dare risposte immediate. La debolezza non è più contemplata in un sistema allo sbando come il nostro.

Questi cafoni incivili sono un danno per la città, e fanno anche un danno enorme nei confronti di tutti quei dipendenti onesti della stessa Gesip che nonostante tutto lavorano sodo e provano a fare il proprio dovere, senza pensare che tutto sia dovuto.

La situazione a sera.

 

Primi loro dovrebbero ribellarsi all’inciviltà dei colleghi, che assumono come base di protesta la PRETESA di uno stipendio, quando per anni l’intera città li ha visti poltrire e vivere di parassitaggio.

Gesip è nata per meri scopi politici, inutile nascondersi dietro un dito. In una società civile non avrebbe modo di stare in piedi, ma qui a Palermo hanno trovato il modo di tenerla in coma assistito per garantirsi il solito bacino di voti che fa sempre comodo.

Ora che la pacchia è finita, la situazione non è più sostenibile, poiché si tratta di scegliere tra “salvare la Gesip” e affossare la città o “liquidare la Gesip” e provare lentamente a risollevarsi dal buco di bilancio che pende sulle nostre teste come una spada di Damocle.

In una Palermo sommersa dai rifiuti, dalla precarietà, dall’inquinamento, dalla paralisi dei servizi e dei trasporti, dalla crisi economica, ci tocca subire l’umiliazione di dover cedere a quattro imbecilli che mettono a soqquadro la città e pretendono senza avere alcun diritto.

Questa amministrazione ha iniziato col piede sbagliato. Invitiamo pertanto chi di competenza a fornirci spiegazioni quanto prima, altrimenti che diano pure le dimissioni e avanti il prossimo.


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33 commenti per “Gesip e i metodi para-mafiosi: vergogna in Piazza Bellini

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  • blackmorpheus 54519
    14 nov 2012 alle 12:30

    @Luca S.

    io sono d’accordo con te, ma fare politica non significa fare ciò che è meglio per se stessi, ma ciò che è meglio per tutti. Anche io li sbatterei fuori a calci nel sedere e liquiderei l’azienda, ma questo non è fattibile purtroppo. E non per i lavoratori, perché la maggior parte non fanno nulla e meriterebbero di essere sbattuti fuori a calci… ma per la sicurezza dei cittadini di Palermo. Non abbiamo un apparato adeguato a gestire una potenziale bomba come questa. Non abbiamo né un’amministrazione in grado di prendere scelte impopolari per il bene della città, né un comparto di forze dell’ordine disponibili ad “assicutare” gente da cui vogliono stare il più lontano possibile. Le manganellate e i lacrimogeni se li risparmiano per i quindicenni del liceo, molto più facili da gestire, o per i lavoratori sfruttati dalle aziende che vengono messi in cassa integrazione. Se ci fosse un apparato in grado di proteggere il cittadino, allora il tuo discorso sarebbe anche applicabile nel concreto…ma siccome lo Stato qui non esiste, e non credo sia mai esistito, di fatto non lo è. A questo punto non è questione di trovare la soluzione migliore, come l’hai definita tu, ma di scegliere…tanto per cambiare, il male minore. E il male minore è prendere tutta questa gentaglia e metterla nella posizione di LAVORARE SERIAMENTE, facendosi il culo in quattro così che capiscano una volta per tutte che lo stipendio si suda, non è dovuto. A quel punto li metti in una posizione imbarazzante, perché si ritroverebbero a non poter dire “no, noi non lavoriamo” perché sono pagati per fare quello. Se si rifiutassero, allora sì che puoi partire coi licenziamenti. Tra l’altro la Gesip è detestata da tutti i palermitani, non ho incontrato un solo palermitano che mostrasse solidarietà nei loro confronti, quindi dubito che ci si scandalizzerebbe se le forze dell’ordine usassero le maniere forti per ripristinare l’ordine. Purtroppo viviamo in una città di pulcinella e quaqquaraqquà

    • thesearcher 163
      14 nov 2012 alle 17:45

      @blackmorpheus

      Tu scrivi:
      Non abbiamo né un’amministrazione in grado di prendere scelte impopolari per il bene della città, né un comparto di forze dell’ordine disponibili ad “assicutare” gente da cui vogliono stare il più lontano possibile. Le manganellate e i lacrimogeni se li risparmiano per i quindicenni del liceo, molto più facili da gestire, o per i lavoratori sfruttati dalle aziende che vengono messi in cassa integrazione.

      Puoi dirmi a chi ti riferisci quando parli delle forze dell’ordine che non “assicutano” questi elementi?

      Io è da un pò di tempo che ho il sospetto che certi comandi di Polizia e Carabinieri abbiano una regola non scritta di non alterare certi equilibri…forse sono io l’ingenuo qui che non lo sapeva ma solo l’idea mi fa orrore perchè mi darebbe la dimostrazione che al Sud la gente è veramente di serie B e che il nostro Stato è una democrazia fittizia nel vero senso della parola.

  • Luca S. 129
    14 nov 2012 alle 13:02

    @blackmorpheus
    La sostanza a mio modesto parere e’ nella prima frase che hai scritto: “fare politica non significa fare ciò che è meglio per se stessi, ma ciò che è meglio per tutti.”

    E cosa e’ meglio per tutti?
    - Fermare i facinorosi della GESIP dando loro un lavoro e costringendoli a lavorare?
    - Fermarli a manganellate? Ma la cosa non e’ fattibile visto che le forze dell’ordine caricano solo gli studenti e arretrano di fronte a questi. Stato assente, pienamente d’accordo con te.
    - Licenziarli punto e basta? Dando l’esempio che lo Stato esiste e non si tollerano piu’ certi comportamenti. Arrestando chi arreca danni alla citta’. Questo e’ il cambiamento, ed e’ quello che tutti si chiede, almeno qui in questa sede. Uno stacco col passato. Anche la soluzione 2 e’ uno stacco. Ma la prima e’ forse l’emblema della continuita’ con il passato. Ed e’ per questo e gli altri motivi prima elencati che non mi piace…

    D’accordissimo anche sulle virgole, per il resto!

  • antony977 166269
    14 nov 2012 alle 15:27

    @mardux, Cammarata li faceva lavorare?
    Facile, con tutti i miliardi che piovevano su Palermo, senza ALCUNA soluzione per questa società….troppo facile.
    Un pò di onestà intellettuale, pleaseeeeee

  • blackmorpheus 54519
    14 nov 2012 alle 18:33

    @thesearcher

    quando dico forze dell’ordine intendo polizia e carabinieri, dato che questi compiti non spettano alla municipale.

    @Luca S.

    Il discorso fila, se non fosse che lo Stato in questo caso è complice e non vittima. Il ruolo dello stato è quello di educatore, e se per anni ha fatto intendere ai cittadini quale fosse il verso a forza di pompare politiche assistenzialiste e clientelari, se poi cambiasse rotta da un momento all’altro di certo non potrebbe aspettarsi collaborazione.

    E’ come se domani i vigili, che per anni non hanno mai levato una multa per infrazioni varie al codice della strada, cominciassero a fare strage di automobilisti senza che prima l’amministrazione, per correttezza, manifestasse l’intenzione di volere una discontinuità con l’andazzo precedente, sostenendo da un lato un ripristino della lotta per la legalità nelle strade e pubblicizzandola in modo adeguato così da poter dare all’automobilista l’opportunità di essere quanto meno avvisato, e dall’altro impegnandosi nel concreto a garantire alternative valide al mezzo di trasporto privato, adeguando la città sotto il profilo infrastrutturale. E’ una questione di correttezza. Perché ripeto, la responsabilità in questo caso è bilaterale. Le istituzioni hanno sicuramente fatto la loro parte per essere arrivati a questo livello di anarchia…e non è che finché conviene a loro allora tutto è lecito, e quando non conviene più si modifica l’andazzo senza prima stendere le basi per un cambiamento serio.

    Quello che dovrebbe fare Orlando in parole povere, è andare in tv, su internet e ai giornali dicendo “signori, questo è stato l’andazzo finora…le politiche assistenzialiste e clientelari hanno devastato il bilancio del comune, e non c’è via d’uscita. La Gesip deve andare in default, così come AMIA etc. ma il Comune ha già preparato un piano dettagliato per i risanamento che prevede questo, questo e quest’altro. Abbiamo calcolato che nel giro di 5 anni riusciremo a far rientrare nelle casse del Comune tot. Anziché buttare fuori tutti i dipendenti in eccesso, presenteremo un piano di smantellamento graduale per tamponare ove possibile il danno e permettere di razionalizzare le risorse Gesip all’interno dei servizi comunali. Non siamo esenti da colpe, ma stiamo prendendo questo impegno con la città, e lo porteremo a termine assumendoci tutte le responsabilità del caso. E’ mio dovere in quanto rappresentante dell’interesse dei cittadini di Palermo, ed è una scelta dura ma necessaria per consentire a questa città di avere un futuro”.

  • Luca S. 129
    14 nov 2012 alle 23:20

    @blackmorpheus

    Il tuo ragionamento e’ senz’altro valido. Concordo sul fatto che un cambio di rotta tadicale, per quanto auspicabile, non sarebbe facilmente digeribile dal punto di vista culturale.
    Ci sarebbero cosi’ tanti ricorsi storici, politici ed economici da annoverare a riguardo. Non ne usciremmo piu’ :)
    Spero che Il sindaco legga il tuo ultimo periodo, lo faccia suo, e lo rivolga in modo onesto alle maestranze delle partecipate, ma non solo, anche a tutti i cittadini. E che si cambi una volta e per tutte registro.

  • Calò 80
    15 nov 2012 alle 8:43

    Mi fa sorridere tutta questa gente che pensa che la soluzione sia farli lavorare. Come se tagliando un po’ di erba e facendo un po’ di manutenzione ai cimiteri spuntassero i soldi per pagare questa gente.

    Il problema è economico. Il comune ha esuberi nelle sue società partecipate. Motivo per cui l’unica soluzione è licenziare, girateci attorno quanto volete, ma questo è il punto. Mi dispiace per la parte onesta dei dipendenti Gesip, ma è così.

  • thericcio 87
    15 nov 2012 alle 10:35

    I soldi nn ci sono, e quando c’erano lavoravano effettivamente quanto? Nn prendiamoci in giro la gesip a Palermo è stato una miniera x molti raccomandanti che facendo nulla prendevano un ottimo stipendio. Gli LSU si sono salvati perchè sono stati assimilati come vigili urbani o all’interno delle strutture comunali. L’unica soluzione x salvare l’azienda è la riduzione di personale, metterli in altre aziende con contratti di valutazione e poi in un secondo tempo di assunzione. Mi dispiace dirlo ma pensare di salvare tutti quando l’azienda è in fallimento è ridicolo! Bello era 1200 euro al mese x mezza giornata, seduti su una sedia a fare nulla… c’è crisi e ora mai queste cose sono intollerabili. Poi se alcuni pensano che minacciano, facendo rumore, quelle cose viste in foto x me sono atti di terrorismo vero e proprio. Poi, siamo tutti padri di famiglia, e se uno vuole lavorare, un lavoro anche da schifo lo trova però basta terrorizzare la città. I turisti x ora che devono pensare?

  • Orazio 1030
    15 nov 2012 alle 18:13

    Ma quindi se la soluzione non è, come dice qualcuno, farli lavorare, i servizi chi li effettuerà?

    Credo che quello che ha scritto blackmorpheus il 14 alle 18,33, cioè il contenuto dell’auspicabile discorso di Orlando in tv, sia la migliore delle soluzioni OGGI, IN QUESTA PALERMO, POSSIBILI , non ideali. ed in più farli LAVORARE ma davvero.

  • miguel orlando 20
    15 nov 2012 alle 19:28

    è assurdo e scoraggiante come a palermo ogni cosa debba andare a schifìu. . .questa azienda poteva essere il fiore all’occhiello della città se solo fosse stata organizzata meglio, con un percorso formativo serio e costante dei dipendenti, assumendo i lavoratori veramente motivati e vogliosi di rendere palermo più pulita. ogni cosa che potrebbe portare vantaggi per tutti e male a nessuno a palermo finisce x apportare vantaggi a nessuno e male a tutti. cadono veramente le braccia a terra. se una città di 1 milione di abitanti non è in grado neanche di organizzare un personale di 1000 uomini x fare delle attività semplicissime: pulizia e decoro allora non ha dove andare. e mi meraviglio anche e soprattutto per il personale della gesi, che ha perso una grandissima occasione di riscattare le loro vite in modo dignitoso. si lamentano che i politici li hanno presi per il culo. ma per il culo che? ma dove vivono? con una crisi del genere si aspettavano soldi a pioggia? ecco dove porta l’ignoranza. chi è ignorante non può mai capire il mondo che lo circonda e x questo non sa fare altro che il parassita di qualcuno, finchè questo qualcuno non si romperà i. . .

  • franz 200
    16 nov 2012 alle 9:27

    Prima di difendere un posto di lavoro bisognerebbe meritarselo e gran parte di quelli che ho conosciuto della Gesip il lavoro non sa neanche cosa fosse, tanto che in uno striscione di una ennesima protesta c’era scritto “NISCITI I PICCIULI” e non dateci lavoro.
    Il problema che nessuno affronta è che l’assunzione di tanti precari (LSU, Articolisti, Gesip etc etc) oltre che rivelarsi una bomba ad orologeria, ha di fatto tolto le speranze a generazioni di ragazzi che si son visti togliere la speranza di un lavoro per sempre. L’eliminazione di concorsi pubblici (banditi a seconda delle effettive necessità e carenze di posti), a cui tutti indistintamente potevano partecipare, è stata una manovra ad oc per creare bacini di futuri elettori, con assunzioni di massa che non servivano a nulla. Naturalmente oggi, chi è stato uno dei fautori di questo vergognoso sistema, si erge a paladino facendo credere che il suo sia un interessamento dovuto per risolvere i problemi dei lavoratori e non per risolvere promesse fatte in campagna elettorale.

  • Templare 483
    16 nov 2012 alle 10:33

    Tanti commenti condivisibili, quoto dalla prima all’ultima parola quest’ultimo di Franz, coinciso, essenziale, in perfetto stile “colpito e affondato”. Complimenti.


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