12 ott 2012

Bicipark a Palermo, una proposta per le istituzioni


Per quanto riguarda il delicato ambito della mobilità ciclabile il 2012 è l’anno del sorpasso, in termini di vendita, della bicicletta sull’automobile. Un sorpasso appunto storico che non accadeva dal Dopoguerra. Le auto immatricolate sono state infatti 1.748.143, le bici vendute 1.750.000. Quasi duemila pezzi in più. Uno scarto minimo, se la si butta in matematica. In realtà simbolico di come le due ruote stiano marciando alla conquista del cuore degli italiani. Perché è vero, la crisi, e sì, c’è maggiore attenzione all’ambiente, ma quel dato racconta una rivoluzione degli stili di vita.  Anche Palermo, città da sempre relegata nel basso di tutte le classifiche ( due ruote per numero di ciclisti, percentuale di spostamenti su due ruote a fronte di quelli a quattro ruote, estensione e qualità delle piste ciclabili, etc.)  ha dato il suo piccolo contributo a questo sorpasso. Non è infatti più raro come fino a qualche anno fa vedere ciclisti destreggiarsi fra le auto; e fra questi non si vedono solo extracomunitari e studenti squattrinati, ma anche impiegati in giacca, e donne agghindate.

Oggi, a pochi giorni dagli Stati Generali della Bicicletta tenutosi a Reggio Emilia, le amministrazioni pubbliche (e l’amministrazione Orlando sembrerebbe tra queste) stanno cominciando a porsi degli obiettivi raggiungibili per sfruttare al massimo questa tendenza all’uso delle due ruote condividendo la necessità di una pianificazione che tenda verso città a basso tasso di motorizzazione più silenziose, più salutari, più efficienti, meno alienanti, con spazi pubblici più vissuti e più sicuri, con più senso del quartiere e del vicinato. Si tratta, in altre parole, di approntare politiche che possano ridare dignità allo spazio pubblico e di migliorare l’appeal della città per chi la vive o la visita, restituendo ai quartieri l’insieme delle loro funzioni residenziali, commerciali, terziarie e ricreative e facendo in modo che queste siano raggiungibili a piedi, in bici o con i mezzi pubblici, con il duplice risultato di ridurre la domanda di mobilità motorizzata. Si tratta di riprogettare le città, evitando di affrontare il tema con ottiche parziali, e provando a delineare una visione per il futuro che sposti la mobilità dall’auto privata a modalità più efficienti: mezzi collettivi, elettrici, su rotaia, trasporti a propulsione umana (bici ed altri veicoli) e l’auto solo quando serve, con formule on demand: taxi, noleggio o car sharing. Perché la mobilità del futuro sarà sempre più fatta di soluzioni flessibili, tagliate sulle esigenze del momento, che evitino l’inutile consumo di territorio di un sistema basato su auto di proprietà.

In quest’ottica volevo fare una proposta all’assessore alla mobilità e pianificazione territoriale Tulio Giuffrè e alla Metropark SpA (società del gruppo FS) che in città gestisce i parcheggi delle stazioni Centrale e Notarbartolo. A Palermo uno dei maggiori disagi legati all’uso della bicicletta è legato al costante timore di furti quando la si lascia legata da qualche parte. Molta gente rinuncia a raggiungere le stazioni ferroviarie con la bicicletta per la paura tangibile e verificata di dover tornare poi a casa a piedi. Perché allora Metropark non attrezza parte dei suoi parcheggi cittadini a bicipark videosorvegliati come fatto del resto in altre città italiane?
A Padova per esempio è stato recentemente realizzato un bicipark da 800 posti, il quale è stato per di più inserito in una più ampia iniziativa di rifunzionalizzazione dell’area che spinge sull’intermodalità al servizio della stazione e della città.
A Palermo, per cominciare, potrebbero essere promossi (e pubblicizzati) due interventi più piccoli nei parcheggi delle stazioni principali. Alle tariffe giornaliere e agli abbonamenti tradizionali potrebbero essere affiancate tariffe agevolate per abbonamenti mensili abbinati ad abbonamenti Trenitalia (anche questo fatto in altre città italiane). Il tutto per un miglioramento della gamma e della qualità delle infrastrutture a servizio dell’intermodalità e della mobilità sostenibile.


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7 commenti per “Bicipark a Palermo, una proposta per le istituzioni
  • The.Byfolk 43
    12 ott 2012 alle 7:48

    Scusate ma siamo già nel 2013 e non lo sapevo? Ancora ci sono 3 mesi di immatricolazioni auto, i più forti…
    Cmq bene sarebbe una bella iniziativa.. Sarei contento di vedere meno auto e più bici, anche se ancora mi sento molto legato all’auto e poco propenso a modificare la mia vita, e quella della mia famiglia, in funzione della bici..
    Diciamo che mi piace l’idea di essere tentato da questo mezzo ma ancora resistito per comodità o pigrizia..

  • lorenzo80 582
    12 ott 2012 alle 8:33

    @The.Byfolk
    Il “legame” con l’automobile è storico per il palermitano! La paura di modificare le abitudini e une certa pigrizia è ciò che spinge ancora oggi migliaia di persone a prendere ogni mattina l’automobile per andare in ufficio anche per fare pochi km. Io sono per le terapie d’urto e la stessa terapia d’urto l’ho applicata su me stesso. Un giorno di giugno 2010 ho deciso di cambiare, ho comprato una bici, dal giorno dopo sono andato in ufficio in bici, stop. Non ho più smesso e non smetterò. Ah! A proposito! Stamattina, causa forza maggiore, sono stato davvero costretto ad andare in ufficio in auto. Solo per fare viale Michelangelo ci ho messo il doppio del tempo che per fare l’intero tragitto in bicicletta. E’ incredibile come, abituato alla bici, mi sono sentito “intrappolato”, un topo in gabbia. Ma come potevo prima di comprare la bici?!?!? Come potevo!!!!???

  • giosafat 306
    12 ott 2012 alle 9:29

    @the byfolk: evidentemente ho fatto un errore di battitura, i dati si riferiscono ovviamente al 2011..

  • Fulippo1 1354
    12 ott 2012 alle 14:47

    Tutto molto bello, ieri ho attraversato tutta la città passando per il centro da via Belgio fino a Via Messina Marine (in auto purtroppo), ed ho notato con mio grande piacere quante bici ci sono adesso per strada, tanta gente che utilizza questo mezzo ecologico.

    Sono sempre piu tentato nonostante il problema distanze ad adottare questa soluzione.

    Per quanto riguarda l’articolo, non penso sia di facile applicazione qui, adottare uno stile di vita (di massa intendo) diverso dall’attuale, se come da notizia del comune di qualche giorno fà, le corse dell’Amat continuano ad essere tagliate per mancanza di soldi, anzichè raddoppiate e migliorate in qualità di servizi, di speranze ne abbiamo ben poche.

  • giosafat 306
    12 ott 2012 alle 18:07

    Bisogna battere il ferro finché è caldo, sfruttare questa tendenza all’uso della bici, e stare a fianco a quelli che si danno da fare per migliorare le cose (in questo caso prendere la bicicletta significa migliorare le cose).
    Nessuno prende la bici perché non ci sono i servizi, ma i servizi non si creano perché nessuno prende la bici. È un cane che si morde la coda, così non si va da nessuna parte.
    Ci sono cento ciclisti? si deve dare a questi 100 ciclisti l’opportunità di esserlo.

    Minimi interventi come due bicipark da 50-60 posti, incoraggiano gli sporadici (sempre meno sporadici) avventurieri delle due ruote e li moltiplicano.
    E poi materialmente di che si tratta? i parcheggi in questione sono già sorvegliati, si devono solo togliere 4-5 posti auto e al loro posto mettere le rastrelliere per le bici. Davvero impossibile come cosa….!
    La cosa essenziale poi è fare pubblicità, e ok il passa parola della gente, ma ci vorrebbe pubblicità patrocinata dalle istituzioni, solo che le pubblicità non elettorali i politici non le sanno fare, questo è l’unico problema

  • giuseppe...lovepalermo 20
    12 ott 2012 alle 18:55

    io sarei uno dei primi ad utilizzare la bici per andare a scuola ma ha causa della distanza sarebbe davvero un suicidio! Abito in via altofonte (villagrazia di palermo alta) quindi questa lontananza dalla mia scuola non mi permette facilmente di utilizzare questo mezzo, però mi capita spesso di utilizzarla per fare spostamenti che un comune palermitano farebbe utilizzando l’auto! ….comunque vi volevo informare che oggi sono passato per corso dei mille all’altezza dell’istituto alberghiero e ho potuto notare che hanno iniziato a smantellare il marciapiede lato mare per far posto alla linea tranviaria,… vedo che i lavori procedono in modo spediti!


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