25 set 2012

“4000 km nella giungla”, parola di ciclista


Stamattina, arrivato in ufficio, mi sono accorto di questo.

Facendo seguito a quanto ho già esposto nel mio articolo dell’anno scorso  volevo condividere con voi alcune riflessioni, alla luce della mia esperienza da ciclista urbano nella giungla panormosaurica che ormai ha superato i 2 anni senza interruzioni.

Ho percorso 4000 km in quella che viene considerata una delle città automobilisticamente più incivili del mondo e sicuramente questi 4000 sono pochi e sono soltanto l’inizio, chissà quante persone ne hanno fatti molti più di me.

Li ho percorsi sotto il sole cocente di Agosto e sotto la grandine invernale, in viuzze sperdute e in viale Regione Siciliana, di giorno e in piena notte. Ho superato decine e decine di migliaia di auto puzzolenti e strombazzanti incolonnate nel traffico, incrociato gli sguardi stupiti e forse un po’ riflessivi di automobilisti stressatissimi di prima mattina, imprigionati da soli nei loro monumentali SUV crdi ddis tdci 220 CV con cerchi in lega, fari xenon, sedili in pelle umana e una velocità media di 2 km/h.

Ad alcuni ho sorriso quando mi lasciavano passare, augurandomi che forse anche loro avrebbero cominciato a riflettere. Con alcuni ho scambiato anche due parole, scoprendo con orrore che per andare in ufficio avrebbero fatto prima a piedi. Sono ancora vivo e vegeto, nessuno ha giocato a Carmageddon con la mia bicicletta, solo una volta ho avuto un piccolo e civile battibecco con una ragazza imbelletata, senza cinture e col cellulare in mano, che lamentava che andavo “a due” e lei aveva fretta perché doveva andare in ufficio (cosa che stavo facendo anche io), poi si è scusata ed è ripartita.

100 metri più avanti è rimasta bloccata nel traffico e l’ho superata. Ho dimenticato lo stress di cercare parcheggio cercando di schivare i posteggiatori abusivi, il prezzo della benzina nemmeno lo guardo più, l’ultimo pieno l’ho fatto 45 giorni fa e ne ho consumato solo un quarto per qualche uscita serale, dovrebbe bastarmi fino a Natale. Una volta mi è durato quasi sei mesi, durante i quali automobilisti e motociclisti disperati facevano file bulgare con i bidoni in mano, arraggiati, litigiosi e terrorizzati all’idea di restare a secco.

Ma facciamo anche due conti. Un’utilitaria come la mia nel traffico farà al massimo, ottimisticamente, 11 km al litro, figuriamoci una berlina e o un SUV potente. Quindi 4000 km sono circa 363 litri di benzina che ho lasciato nelle cisterne dei benzinai. Considerando un costo medio di 1,85 euro/litro ci sono 671 euro che ho lasciato nel mio portafogli. Una 1.3 euro4 come la mia emette circa 130 g/km di Co2, quindi nell’aria ci sono 520 Kg di Co2 in meno.

Vi rimando al mio precedente articolo per i calcoli su quanto tempo si risparmia con la bici nel tragitto quotidiano casa-parcheggio-ufficio per percorrenze fino a 5-6 km e invitandovi a leggere su wikipedia il concetto di “Velocità Commerciale”, che è quello che conta davvero, non la velocità massima del vostro mezzo in strade enormi e deserte come vi fanno vedere nelle pubblicità.

http://it.wikipedia.org/wiki/Velocit%C3%A0_commerciale

Ancora una volta: rifletteteci domani mattina, quando prenderete l’auto per andare in ufficio a 5 o 6 km al massimo.


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36 commenti per ““4000 km nella giungla”, parola di ciclista

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  • omega 126
    25 set 2012 alle 11:33

    “sono 671 euro che ho lasciato nel mio portafogli”
    per i conti in tasca ne riparliamo quando (se) dovrai fare fronte alle ingenti spese mediche causate da danni ai polmoni da smog aggravato da iperventilazione da ciclista. Allora pretenderai d’essere curato gratis dal SSN?
    Sempreché qualche automobilista panormosauro non anticipi la tua degenza con qualche bella spintonata con relativo volo…

  • lorenzo80 582
    25 set 2012 alle 12:02

    @omega
    Ci sono diversi studi che dicono che il ciclista respira meno fumi, dovrei cercare i link. Io comunque non ci credo molto, per cui mi guardo bene dal piazzarmi dietro le auto e i motorini. In ogni caso, pensi che sullo scooter respiri meno fumi perché non fai fatica? Ci salgo spesso sullo scooter con amici e parenti e di certo non si respira aria pulita. E poi uno si può anche mettere delle mascherine antismog. E in ogni caso, i vantaggi di un’attività fisica quotidiana superano di gran lunga gli eventuali pericoli di cui parli. Sicuramente è molto meglio che la vita sedentaria.

    Riguardo i panormosauri, bisogna avere 10 occhi, è verissimo, ma non penso che la bici sia meno pericolosa di un qualunque scooter.

  • huge 2147
    25 set 2012 alle 12:48

    @omega, ma secondo te si respira più aria inquinata in mezz’ora di bici o un’ora in auto?

    Stiamo parlando di una pedalata tranquilla, mica un ciclista al Giro d’Italia.
    E in ogni caso, come ribadito da Lorenzo80, anch’io ricordo studi scientifici che avrebbero verificato che un ciclista, nonostante le apparenze, alla fine sembrerebbe respirare meno “munnizza” di altri utenti della strada. Probabilmente per il modo in cui i polmoni lavorano sotto sforzo, anche di bassa intensità.

    Io percorro circa 25km al giorno per andare a lavoro, tra andata e ritorno.
    Allenamento costante, tempo e denaro risparmiati.
    In bici impiego circa 40/45 min, andando tranquillo per evitare di sudare. Con bus+metro o treno+metro impiego da 50 min a un’ora.
    Risparmio, probabilmente intorno a £500/£600 l’anno di trasporti.
    E rispetto a chi ha un’auto, oltre a benzina e parcheggio, risparmio su assicurazione e manutenzione.

    In città, bici tutta la vita.
    I pro superano enormemente i contro.

  • huge 2147
    25 set 2012 alle 13:07

    Alcuni fattori che spiegano perché in bici si respira meno smog che in auto.

    1) in città s’impiega generalmente meno tempo (quindi minore esposizione);
    2) contrariamente a quanto può sembrare, la concentrazione d’inquinanti è generalmente maggiore per l’automibilista che per il ciclista. L’esposizione diretta di quest’ultimo ai gas di scarico falsa la percezione della realtà. L’automobilista si sente protetto dentro il suo abitacolo, mentre la verità è esattamente opposta. L’abitacolo di un’auto è un luogo chiuso e l’accumulo di inquinanti al suo interno è decisamente maggiore di quanto non respiri in media un ciclista all’esterno. Certo, l’istante in cui questo si troverà dietro gli scarichi di un bus sarà soggetto a valori decisamente superiori. Ma quel che conta è la media durante l’intero tragitto, e non quel che succede in un istante particolare;
    3) spesso un ciclista ha la possibilità di scegliere vie e percorsi meno trafficati, talvolta non accessibili alle auto, dove l’inquinamento è enormemente minore;
    4) raramente un ciclista resta fermo a un incrocio in caso di traffico, subendone le concentrazioni elevate di smog per un tempo molto limitato. Al contrario un automibilista ci spende in media diversi minuti al giorno, con tutte le conseguenze del caso;
    5) l’attività fisica sembrerebbe rafforzare le difese del corpo contro gli agenti inquinanti;
    6) l’attività fisica costante apporta notevoli benefici allo stato di salute della persona, anche mentale, che a detta di molti studi scientifici basterebbero da soli per preferirla all’auto;
    7) l’uso di una mascherina antismog abbatterebbe ulteriormente la quantità d’inquinanti respirata.

  • lorenzo80 582
    25 set 2012 alle 13:14

    @huge
    Dal tuo avatar immagino da dove scrivi. Quanto ti invidio, lì sì che ho visto una vera cultura della ciclabilità…

  • grillo79 321
    25 set 2012 alle 14:23

    @omega etc
    riporto un intero articolo: ” respira molto meno smog un ciclista, nonostante lo sforzo della pedalata, che un automobilista chiuso nel suo abitacolo. Per quanto riguarda il benzene, un inquinante la cui cancerogenicita’ e’ dimostrata, la differenza e’ addirittura sei a uno, a favore del ciclista. E’ quanto rivela uno studio riportato dalla Direzione Ambiente della Commissione Europea, nel volume “Kids on the move”, un manuale dedicato ai diritti dei piu’ piccoli nel mondo delle quattroruote. In un’ora, secondo lo studio olandese che e’ alla base della pubblicazione UE, un ciclista respira oltre la meta’ in meno dell’ossido di carbonio inalato da un automobilista chiuso nell’abitacolo: 2.670 microgrammi per metro cubo d’aria contro 6.730. Meta’ della dose in due ruote anche per il biossido di azoto: 277 microgrammi per chi va in auto, 156 per chi pedala. Ma l’inquinante che si concentra maggiormente nel chiuso dell’auto è il benzene. In media un ciclista ne inala in un’ora 23 microgrammi per metro cubo d’aria, mentre un autista ne respira 138 microgrammi: quasi sei volte in piu’. Anche gli altri inquinanti organici registrano concentrazioni altissime nell’abitacolo: 373 microgrammi di toluene e 193 di xilene contro rispettivamente 72 e 46 microgrammi respirati da un ciclista. Queste sostanze, oltre a essere emesse dalle benzine, sono contenute nelle tappezzerie delle auto…”
    e altri link dove trovate gli studi sul caso (in fodo alla pagina):
    http://www.tmcrew.org/eco/bike/inquinamento.htm

  • xemet 427
    25 set 2012 alle 16:09

    E’ risaputo che chi sta dentro l’abitacolo ha la peggio, il resto sono solo fantasie popolari…

  • surferman 99
    25 set 2012 alle 17:53

    Dimenticavo una cosa molto importante. Purtoppo per chi va a lavoro in bici, non esiste copertura INAIL in caso di incidenti (infortunio sul lavoro)! Questa è una mancanza grave nella legislazione, e spero che in futuro si corregga questa assurda anomalia.

  • Fabiofr 54
    27 set 2012 alle 21:44

    scusate, ma dove l’avete visto il divieto di transito per le bici nella corsia centrale di v.le Regione? io vi accedo fra via Pitrè e via Uditore e non ho mai visto alcun cartello con tali divieti, nessuno può contestare un’infrazione che non si può sapere di aver commesso (addirittura anche quello che segnala l’inizio dell’autostrada non è ‘regolare’ essendone rimasto solo un pezzo!) p.s. la corsia preferenziale di v.le Regione è meno rischiosa che tutti i vari incroci/rotonde che vi sono fino a via Belgio;

    Smog: sinceramente non penso che in auto se ne resppiri di più, almeno io mio naso la pensa in tal modo; le teorie non tengono conto del ‘ricircolo’ presenti negli impianti di climatizzazione, che le centraline rivela smog sono una presa in giro ecc…;

    rischi: probabilmente sarò esagerato, forse troppo attento al rispetto delle norme di sicurezza ecc, però non so proprio come facciate a non aver corso ‘grandi rischi’ andando giornalmente in bici, secondo me siete ‘assuefatti’ ai veicoli che non si fermano allo stop, a quelli che svoltano senza l’uso dell’indicatore di direzione, a quegli altri si fermano nella corsia di marcia (e scendono fregandosene di chi arriva) ecc..
    io preferisco andare a lavoro la mattina alle 7 (potrei essere lì alle 8) pur di evitare i ‘rischi’ del traffico, e vado a lavoro in moto! (la MTB la uso per sport).

  • xemet 427
    27 set 2012 alle 21:56

    “però non so proprio come facciate a non aver corso ‘grandi rischi’”

    si rischia la vita ogni volta che si esce a piedi o in bici a Palermo, questo bisogna che sia chiaro.

    Nonostante questo se si presta particolare attenzione (e qui gioca un ruolo fondamentale l’esperienza) si puo’ anche circolare per anni senza il minimo incidente.

  • Fabiofr 54
    27 set 2012 alle 22:09

    Lo ripeto sempre a mia moglie: questione di ‘nascita’.
    Chi è nato altrove non potrò mai avere l’abitudine/attenzione di chi ha imparato a guidare (imparato…, oserei dire preso la patente, che è questione diversa) in questa città.
    Io dai 18 ai 28 anni (trasorsi in varie grandi città del nord (grandi ma non come PA) ho avuto un solo incidente (non per mia colpa), nei successivi 15 trascorsi qui, ne ho subiti … penso una decina (subiti, perchè tutti per colpa altrui) senza contare le ammaccature/strisciature trovate dopo i parcheggi, chiaramente senza lasciare alcun biglietto (una volta mi hanno anche fatto cadere la moto).
    Oltre che di nascita, sarà sicuramente anche questione di sfiga (però mi è venuta da quando son qua!)

  • biker17 6
    08 ott 2012 alle 20:14

    Ciao, e complimenti per l’articolo.
    Io sto prendendo l’abitudine di andare a lavoro con una mountain bike e il problema più grosso al momento è che arrivo sudato, soprattutto a causa dello zaino dove tengo il portatile.
    Sto pensando a portarmi un cambio. Qualcuno ha sperimentato altre soluzioni per risolvere il problema delle spalle sudatissime?

  • lorenzo80 582
    08 ott 2012 alle 23:14

    @Biker17
    Ciao e grazie per i complimenti! Lo zaino è assolutamente da evitare, anche io all’inizio usavo uno zaino e mi riducevo con la schiena completamente sudata. Molto meglio una borsa messenger, nella mia ci entra il mio portatile da 15 pollici. Il vantaggio della borsa messenger è che la puoi regolare in modo che non stia appiccicata alla schiena come uno zaino ma che poggi molto più in basso, un po’ sopra il fondoschiena. Comprane una con la fibbia addominale così eviti che ti scivola sulla ginocchia a ogni frenata o quando sali sui pedali. Inoltre porto sempre le borse al portapacchi dove tengo gli antifurti, il cambio e tutte le piccole attrezzature d’emergenza (pompa, valvole, impermeabile, ripara forature ecc).

    P.S: La mountain bike è la peggiore bicicletta da usare in città! Le ruote da fuoristrada esercitano tantissima resistenza al rotolamento e ti fanno faticare di più. Molto meglio una city bike o una ibrida con ruote 700×35, quasi tutte le ibride hanno una tripla davanti come le MB, quindi hai anche dei rapporti cortissimi per le salite. Se non vuoi cambiare la bici puoi sempre montargli un portapacchi (indispensabile!) e cambiare i pneumatici con poche decine di euro, mettendoci qualcosa di più stradale, sentirai la differenza già dalle prime pedalate! :-)

  • flat_eric 58
    25 ott 2012 alle 10:15

    … e alla fine un inquinatore, intasatore di strade, benzina-dipendente in meno per le strade di Palermo! (ovvero me!)

    Ebbene si, ho acquistato una bicicletta a pedalata assistita usata, ho speso poco (400€), ed è anche una bella bici (una city bike vera a cui è applicato un motore elettrico, molto bella e funzionale) e finalmente mi diverto ad andare e venire dall’ufficio!

    Mi aspetta il test freddo e pioggia, ma sono sicuro che me la caverò!

    E devo ammettere che questo particolare thread di questo particolare forum mi ha molto, molto aiutato a prendere questa decisione.

    Se tutto va come deve andare, in Primavera venderò la moto!

    Saluti a tutti


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