09 mag 2012

Quanto fai schifo Palermo?


Screenshot da “La 25ª ora” di Spike Lee

Quanto sei brutta Palermo, come ti hanno ridotta? Il tuo meraviglioso centro storico sepolto dai rifiuti e da “santini” elettorali, le periferie invece…pure. I turisti sbigottiti che fotografano solo immondizia, e quando inquadrano i monumenti prendono solo particolari perché allargare il campo significa inevitabilmente sporcare l’immagine con qualche sacco di rifiuti, scritta di bomboletta o abusivo di turno con appresso il suo carretto. Abbiamo inventato l’inquinamento visivo, come se quello atmosferico e acustico non fossero già abbastanza. Palermo sei brutta, anzi fai schifo. Qualcuno doveva pur trovare il coraggio di dirtelo no? Odio dover camminare per via Maqueda senza avere qualche reazione allergica o bruciore di gola quando torno a casa, a forza di respirare quella merda che c’hai nell’aria: chissà quante schifo di malattie mi sto prendendo. E quelle rare volte che prendo la macchina odio dover restare impilato in mezzo al traffico per ore (a volte mi chiedo quanto tempo prezioso della mia vita ho sprecato ad aspettare un semaforo o una fila che si sbloccasse), tra clacson, aria irrespirabile, automobilisti e motociclisti che ti passano accanto da tutte le parti, invadendo corsie riservate o marciapiedi. A proposito di marciapiedi…odio quei tuoi schifosi marciapiedi striminziti, dove i pedoni vengono compressi come sardine per lasciare spazio alle auto, e sono poi inevitabilmente costretti a invadere la carreggiata creando un casino ancora più grande. Odio quelle tue baraccopoli spacciate per negozi in via Lincoln, con quelle merci esposte in scatoloni schifosi che poi vengono puntualmente gettati di fronte bloccando le piste ciclabili; per non parlare delle baraccopoli abusive di via Cavour, che tolgono pure spazio ai pedoni che devono passare. Odio quelli che anziché aspettare il turno cercano di sorpassare gli altri, come se le loro urgenze avessero la precedenza. Odio quelli che guidano come folli e ti insultano pure appena rischiano l’incidente. Odio quegli animali che scaricano i frigoriferi e le lavatrici in mezzo alla strada. Per non parlare di certi subumani che si appropriano delle case altrui approfittando dell’assenza dei padroni, cose che nemmeno in Africa forse. Odio dover invidiare i bei parchi delle città civili, e qui dovermi accontentare di pezzi di terra e fango con erbacce incolte e immondizia. Odio i tuoi parcheggiatori abusivi, soprattutto i locali, con quel loro fare spocchioso e mafioso, i loro marsupi e quei panzoni sintomo di una vita passata a non fare niente (se non a mangiare), “posteggiati” come le auto che sono pure incapaci di posteggiare, come se tutto fosse loro dovuto, o con la loro finta gentilezza che cela sotto quel sorriso beffardo una minaccia sottintesa; ma che cazzo, adesso trovi pure le famigliole appostate nelle piazze. Si allevano nuove generazioni di parassiti, anziché mandare i bambini a scuola e far capire loro il valore di un vero lavoro onesto. Odio il finto orgoglio di certi tuoi abitanti, che si tramandano da generazioni anziché conquistarselo coi fatti: come se l’orgoglio di essere palermitano fosse racchiuso nella bontà di un panino con le panelle o nel tifare Palermo da TIFOSO VERO, quasi fosse un’etichetta di garanzia di qualità (palermitano D.O.C.) o una patente di merito andare allo stadio e sbraitare, salvo poi uscire e trattare la propria città come se fosse una prostituta di basso borgo. Odio i tuoi palazzoni orrendi, costruiti senza criterio, che hanno preso il posto di meravigliose palazzine liberty e ti hanno fatto assumere l’aspetto di un gigantesco complesso penitenziario. Odio chi rivendica senso d’appartenenza spacciando l’inciviltà dei palermitani per folklore locale. Odio l’accondiscendenza di molti, che fanno finta di non vedere niente o negano pure a se stessi per evitare di affrontare la realtà che li circonda. Odio tanti tuoi politici politicanti: molti mi ricordano i porci su due zampe della “Fattoria degli animali” di Orwell, con quel loro fare arrogante, quella falsa importanza e quell’atteggiarsi a signori, salvo poi non esser neanche capaci di esprimere due parole in italiano o partorire un concetto politico che non vada oltre il cementificare qualcosa o il “sistemare” qualcuno; anche loro parassiti del sistema che vivono nella menzogna e nella corruzione, mettendo radici nella poltrona così da non essere costretti a saper fare qualcosa e cercarsi un lavoro vero; odio vederli alle inaugurazioni a prendersi meriti di qualcun altro senza aver lavorato neanche un giorno, e anzi magari avendone pure ostacolato la realizzazione, per poi infilarsi i panini in tasca ai buffet. Prima ti affamano, e poi ti tirano un tozzo di pane in campagna elettorale, spacciandoti per favori quelli che dovrebbero essere i tuoi diritti. Odio l’ignoranza di molti, sempre pronti a calarsi le braghe e pendere dalle labbra per ricevere favori da qualche politico o mafioso, salvo poi lamentarsi che tutto a Palermo fa schifo: non li sfiora neanche minimamente l’idea di provare a costruirsi qualcosa da soli senza dover aspettare di essere sistemati da qualcuno?! Vi rendete conto di quanto questa città campi di chiacchiere, demagogia e retorica inutile? La retorica ai palermitani piace tanto, perché dà la sensazione di fare qualcosa e far parte di qualcosa anche se in realtà se ne stanno poi tutto il giorno a grattarsi mentre la nave affonda. La retorica è bella, ti fa sentire importante senza fare un cazzo. L’importante è continuare a emozionarsi per una palla, poi se i nostri figli mangeranno polvere non importa…chi se ne frega del futuro, ci sarà sempre un pallone che gira a farci stare meglio. Odio gli inetti negli uffici pubblici, altri “posteggiati” che neanche si pongono il problema di mantenere una dignità e rendersi utili: sempre a girarsi i pollici, affidati a mansioni ridicole e bravi solo a riscuotere lo stipendio rubando dalle tasche di tanti lavoratori onesti che fanno sacrifici enormi per campare gente come loro. Odio dover assistere a puntuali indecenze durante ogni spoglio elettorale. Odio le tue opere incompiute, lo sperpero enorme di denaro pubblico, i tempi biblici per sostituire una lampada in un lampione, le tue strade schifose piene di buche che poi vengono magari rattoppate alla meno-peggio e asfaltate da schifo così che poi dopo due mesi sono nuovamente da riparare. Odio dover prendere la barca ogni volta che piove, perché qualche idiota non ha fatto sturare i tombini o ha progettato male le strade. Odio quei porci che buttano la carta a terra col cestino a un metro di distanza. Odio quelli che salgono sull’autobus senza pagare il biglietto e poi insultano il controllore quando dice loro di scendere. Odio gli scagnozzi fuori dai seggi elettorali pronti a fare compravendita. Odio tanti vigili che con abusi di ogni genere sotto il naso, passano e fanno finta di niente, o si mettono a chiacchierare con chi invece dovrebbero solo multare. Odio chi si riempie la bocca di belle parole, e poi non mostra coerenza coi fatti. Odio chi non fa nulla e si lamenta di tutto o, peggio ancora, critica chi invece nel suo piccolo cerca di fare qualcosa. Odio chi sminuisce dicendo che in altre città è anche peggio, come se questo ci facesse piangere con un occhio. Questo e molto altro ODIO. Soffro pensando alla tua nobile storia e vedere che oggi la tua essenza sopravvive solo in pochi angoli nascosti, sfuggiti allo sguardo di Attila e sopravvissuti a questa invasione barbarica. Sei una città sovrastata e oppressa dalla bruttezza e l’inciviltà dei tuoi abitanti. Sei una perla data ai porci. Immagino quanto bella devi essere stata in passato, una bellezza che ancora oggi sopravvive sotto questa coltre di fango. Palermo ti amo, per questo mi fai schifo. Finché mi farai schifo capirò di volerti cambiare, il giorno in cui ti accetterò per come sei non sarò diverso da tutti gli altri.


mobilita palermopalermo fai schifo

48 commenti per “Quanto fai schifo Palermo?

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  • Normanno 373
    10 mag 2012 alle 20:09

    Se mi è consentito un odio anche a me,Odio quelli che si rubano i cassonetti dell’umido della raccolta differenziata (caso personale) e che bruciano l’immondizia per strada

  • trenoazzurro 43
    10 mag 2012 alle 23:05

    No, la parola “odio” no!. Comprendo il significato, condivido le ragioni di fondo, ma questa è una delle rare volte in cui la forma è importante quanto la sostanza. Dietro il termine “odio” si nascondono risvolti psicologici inconsci che spingono verso una spirale di immobilismo, disfattismo e disprezzo i quali, se ho bene inteso, sono l’antitesi del messaggio lanciato dal post. Denunciare le storture, indignarsi, protestare è sacrosanto, ma non si può tollerare che venga demolito quell’orgoglio residuo, ridotto oramai al lumicino, della gente del Sud in generale. Orgoglio che anzi andrebbe alimentato con campagne di informazione volte a valorizzare la nostra cultura e la nostra storia perché riemerga nelle coscienze di tutti. Ai meridionali emigrati bastano poche settimane per iniziare a scimmiottare le cadenze linguistiche locali quasi a voler nascondere le proprie origini o perché pensano (sbagliando!) di incarnare una cultura perdente di cui è meglio sbarazzarsi al più presto. La gente del Nord trapiantata al Sud invece conserva la sua lingua, fossero passati anche 50 anni! Sono stufo di tutto questo. E’ quanto ci è e stato inculcato fin da bambini, quando parlare il dialetto era riprovevole, cosa degna dei “vastasunazzi” di strada. Io dico che è il momento di riscoprire il nostro dialetto, la nostra cultura e quella dignità che ci è stata strappata con la forza. Diversamente perpetueremo la stirpe dei “panormosauri” convinti che… “tanto PALERMO FA SCHIFO, posso continuare a stuprarla”,

  • vogliadiscappare 0
    11 mag 2012 alle 12:08

    L’odio non genera immobilismo, l’odio genera azione, indignarsi genera immobilismo e ad un certo punto indignarsi e basta siddia. Se cominciassimo ad accettare che la nostra cultura il nostro folklore e il nostro distorto orgoglio meridionale siano il motivo per cui questa terra non cambierà mai e non la nostra ancora di salvezza, potremmo porre veramente le basi del cambiamento, altrimenti la Sicilia è condannata. C’è bisogno di intolleranza.

  • omega 142
    11 mag 2012 alle 12:49

    @Normanno. Purtroppo non condivido la tua previsione. La minoranza di cui parli fugge (chiaramente se può. Io p.es. dovrò aspettare il giorno di pensione, ma quel giorno – se il governo non alzerà continuamente l’asticella – certemente mi troverà con le valigie pronte), mentre la maggioranza resta e… si riproduce, eccome! E la prole viene e verrà educata accordingly. Quindi le mie previsioni sono semplicemente infauste, purtroppo.

  • aledeniz 174
    11 mag 2012 alle 14:15

    @Andrea Baio: diciamo però pure la verità: 1 o 2 volte che ho scritto (altrove) 2 o 3 di quelle cose che hai citato, sono stato assalito da una muta di palermitani (che non mi stupirei scrivessero pure qua su MP), alcuni dei quali pare mi abbiano praticamente marcato a vita quale colpevole di lesa palermitanità. Se vogliamo migliorare Palermo, dobbiamo imparare tutti che è controproducente difendere l’indifendibile. A Palermo ci sono problemi gravi, e vanno evidenziati, non ammucciati.

  • trenoazzurro 43
    11 mag 2012 alle 18:23

    A chi si illude d’aver trovato nell’odio la ricetta NUOVA e vincente ricordo che dalla bellezza di 150 anni si predica odio e disprezzo contro gli abitanti del Sud (Cesare Lombroso docet) con tanta efficacia da convincere le stesse vittime. E i risultati sono sono sotto gli occhi di tutti.

    A chi parla, banalizzando e svilendo, di “folklore” io replico: “cultura”.Di cui il folklore è solo una componente.
    I Palermitani forse conoscono il folklore ma ignorano il resto della cultura che trasuda da ogni angolo violato della nostra città. E’ li, e non nell’odio che la soluzione va ricercata.

  • trenoazzurro 43
    11 mag 2012 alle 19:17

    @blackmorpheus

    il mio ultimo post non era una risposta al tuo articolo.
    Ad ogni modo lo sforzo di comprensione deve essere reciproco


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