35 commenti per “Nuova Rotonda

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  • matteo O. 136
    23 mar 2012 alle 14:18

    In effetti “vista” dall’esterno sembra una bella tradizione, però mi pare assurdo che si possa fare una cosa simile in qualunque posto!
    magari si potrebbe fare che ogni quartiere abbia il suo posto predisposto e la gente porti le cose tutte in un unico punto….magari una quindicina di punti in tutta la città e delle persone addette al controllo dei materiali bruciati! (non vedo altra soluzione)

    Sul discorso dei falò mi sembra assurdo condannarli perchè poi la gente sporca! (in tutto il Palermitano mancano cassonetti e sacchi per la spazzatura nelle spiagge. ciò non giustifica chi sporca, ma certamente le amministrazioni dovrebbero mettere dei cestini ogni 10 metri, che siano capienti, come avviene in tutto il resto d’Italia!)

  • MAQVEDA 17446
    23 mar 2012 alle 14:20

    Chi non conosce le origini secolari di questa tradizione religiosa, che come fa notare rablin ha origini pagane, eviti di commentare, ci fa più figura. Huge ti quoto in ogni parola.

    @Vendetta
    il fatto che tutto sia gestito male, non vuol dire che la tradizione sia da aliminare, basterebbe solo organizzazione e controllo. Il paragone di una tradizione secolare, con le cinghiate date ai bambini è assolutamente non calzante a fuori luogo.

  • V:E:N:D:E:T:T:A 154
    23 mar 2012 alle 16:01

    Ragazzi, le tradizioni non sono intoccabili solo perchè esistono da tanto tempo. Sono dei comportamenti che si sono ripetuti per secoli, fino a diventare “tradizione”
    Non vi piacciono le conghiate? prendiamo la mattanza o la “Semana Santa” o la corrida spagnola o altre 10 cose tipiche.
    Dobbiamo dicriminare quelle innoque da quelle potenzialmente dannose e pericolose.

    Ci sono 1000 tradizioni che fa piacere vedere a Palermo il festino (a parte la munnizza dei giorni dopo), i cibi riccorrenti delle feste, i mercati tipici (anche se alcuno stanno muorendo), le sagre, i pupi, ecc..
    Se dobbiamo portarci dietro anche tutti i comportamenti scorretti del passato, questa città rimarrà tale e quale com’è ora solo che avremo in tasca iphone 10.
    Non intervengo più.

  • rujari81 224
    23 mar 2012 alle 16:20

    Anche a Valencia esiste una tradizione praticamente uguale alla vampa di S.Giuseppe,dove anche li si fanno dei falò in citta,con la differenza che li ètutto sottocontrollo e regolamentato ed in piu è una festa che dura 2 settimane che attira migliagli di turisti da tutta la spagna ed il suo culmine è il 19 marzo con le vampe (fallas)
    http://it.wikipedia.org/wiki/Las_Fallas

  • Fulippo1 1020
    23 mar 2012 alle 16:47

    Le vampe di S.Giuseppe sono una delle tradizioni piu belle che io ricordi.
    Mi dispiace di non vederne una da circa due anni, ricordo che davanti una vampa, tutti si fermano a guardare come se tornassero bambini ed a tutti piace assistervi.

    Una cosa c’è da dire, le tradizioni vano adeguate ai tempi vissuti, purtroppo adesso per strada ci sono molte piu automobili, molti piu cavi elettrici che passano qua e la, da questo punto di vista la città è diventata più “stretta”.
    Basterebbe semplicemente come dice giustamente Huge avere un pò di coordinazione e controllo, per evitare delle spiacevoli conseguenze, e non ci vuole neanche molto.
    Per una tradizione cosi sentita in città credo che sia uno sforzo accettabile da parte di tutti.

  • huge 1857
    23 mar 2012 alle 17:07

    Mantenere e sostenere (sì, sostenere, perché evento in grado di attirare turismo) le vampe come tradizione popolare (e quindi parte integrante dell’anima e della storia di questa città), può andare tranquillamente di pari passo con il mantenimento della sicurezza. Se solo l’amministrazione si prendesse la briga di regolamentare opportunamente il tutto, come avviene in centinaia di altri posti al mondo.

    Che dire della festa di San Firmino a Pamplona, giusto per fare il primo esempio che mi viene in mente di tradizione popolare non certo famosa per sicurezza? Secondo il criterio di molti qui, gli spagnoli avrebbero dovuto abolirla e vietarla da decenni. Non credo ci pensino proprio, e se non per amore della tradizione, per il volume di affari che certamente genera.

    Qualsiasi tradizione popolare, se ben gestita, può essere sfruttata a vantaggio dell’immagine della città, mantenendone al contempo viva la storia.

    Visto il tipo d’articolo, mi piacerebbe conoscere il parere di MobPA al riguardo.

  • salvu85 43
    23 mar 2012 alle 17:17

    no ragazzi! state commentando una cosa che non avete capito! d’altronde l’articolo non si lascia bene interpretare, io quella strada la conosco molto bene, quello che non viene spiegato nell’articolo (ma piuttosto lasciato alla personale considerazione di chi commenta) è che nei giorni dopo la tradizionale “vampa”, (e credo tutt’ora) sebbene la strada non sia così grande da porterla ospitare, nessuno ha fatto nulla per togliere i legni carbonizzati, anzi, da come si vede dalle foto sta diventando UNA VERA E PROPRIA DISCARICA di mobili da vecchi, è qui la “tradizione” viene usata come scusante dell’inciviltà…e questo non è tollerabile

  • huge 1857
    23 mar 2012 alle 17:23

    @salvu85, ovviamente totale condanna per tutti gli animali che hanno ben pensato d’aver trovato una nuova discarica a portata di mano. Comportamente che nulla ha a che fare col discorso tradizione e che dimostra solo quanti incivili abitano questa città. E allo stesso tempo dimostra come quest’amministrazione non sia in grado di gestire il proprio territorio neanche nelle situazioni più elementari.
    I resti della vampa sarebbero dovuti sparire la notte stessa.

  • rablin 4
    24 mar 2012 alle 12:19

    Meno male che non è più in uso l’usanza della vigilia di capodanno di gettare dalla finestra servizi di piatti e biccheri vecchi. . .

  • tuodeo 94
    24 mar 2012 alle 19:39

    I soliti commenti ignoranti. Non è affatto uno spettacolo da zulù. E’ una tradizione e va rispettata e tramandata. Per non fare la fine di tutti quei popoli che di tradizioni non ne hanno più e festeggiano la notte di Halloween da McDonald’s. Semmai bisogna dire che l’amministrazione di una città che da centinaia d’anni perpetua questa tradizione dovrebbe essere pronta a predisporre spazi adatti o quantomeno un furgone dei vigili del fuoco disponibile ed una troupe di netturbini (che noi strapaghiamo con la tarsu) pronta a rimettere in sesto la strada.

  • Irexia 489
    25 mar 2012 alle 16:44

    Tutti hanno ragione e tutti torto, perché ciascuno è portatore di una visione parziale.
    Matteo o. e Bowman: la festa di San Giuseppe nasce come festa pagana di cui il cristianesimo, come in tutte le altre occasioni, si è appropriata: si bruciavano le sterpaglie e le cose vecchie perchè stava arrivando la primavera e con essa la rinascita della Madre Terra, il fuoco, si sa, deposita sostanze nutrienti che fecondano il terreno e lo liberano dalle erbacce che sono cresciute nell’inverno (è la stessa cosa che si fa dopo la raccolta del grano, quando si bruciano le restucce).
    E’, ovviamente, una festa di campagna, ma Palermo è una città.
    Mi sembra ovvio che in strada non si debbano fare, tradizione o meno. Piuttosto si individuino zone aperte dove fare il gran falò (come si fa in occasione della befana in piazza castelnuovo) il tutto circondato dai vigili del fuoco in modo da fare ciò in tutta sicurezza, come un lungomare, la piazza citata o il sagrato di una chiesa dopo aver fatto magari una messa per i fedeli! Per fare questo occorrerebbe la partecipazione della curia che si organizzasse con il Comune e che condannasse gli illeciti, cioè l’accensione di fiamme pericolose, perchè, come ha giustamente detto vendetta, è un reato proprio art.423c.p..
    Se la munnizza (perchè non sono esattamente ramoscelli d’ulivo quelli carbonizzati, ma piuttosto rifiuti, come mobili vecchi, quindi trattati, o qualsiasi altra cosa di scarto) è rimasta ancora lì credo di aver individiuato ben due ragioni:
    1) In questi giorni assistiamo allo sciopero dei lavoratori dell’AMIA
    2) Si tratta di roba bruciata come tale non più semplice munnizza, ma rifiuto speciale. Un po’ come quando i deficienti bruciano i sacchetti dell’immondizia pensando di risolvere il problema e che così l’AMIA si premuri di portare via l’ingombro (ma si può più credere nella loro buona fede, ammesso che lo si sia mai fatto?): bisogna affittare la pala meccanica, il camion che la trasporti in loco e un camion che scarichi il materiale nella sua destinazione finale.
    In ultimo, i residenti stanno ovviamente approfittando del ritardo fisiologico, in aggiunta a quello patologico, per trasformare un ulteriore angolo della LORO CITTA’ in discarica, contenti loro… Io proprio non li capsico…

  • fabiosan 1
    29 mar 2012 alle 9:35

    c’é modo e modo di mantenere le tradizioni! Io abito vicino alla zona fotografata e vi assicuro che vedere porte e vecchi mobili bruciati ed ancora oggi in mezzo la strada, non è un bel colpo di vista. Una vampa è una tradizione, questo è solo un falò di munnizza.
    Spero che le tradizioni palermitane non prevedano roghi di macchine o case.


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