19 dic 2011

In restauro San Giuseppe dei Teatini ai Quattro Canti


In restauro la magnifica chiesa di San Giuseppe ai quattro Canti, una delle espressioni più significative del barocco palermitano.
L’imponente edificio religioso si trova in una posizione privilegiata prospettante i due assi della croce barocca, piazza Vigliena e indirettamente la piazza Pretoria.
La sua ingombrante presenza contribuisce a rendere ancor più ricco l’insieme delle piazze Vigliena, Pretoria e Bellini.

 

Sorse a partire dal 1612 al posto della chiesa di Sant’Elia, con la posa della prima pietra il 6 gennaio di quell’anno alla presenza del vicerè don Pedro Giron duca d’Ossuna, per essere poi terminata nel 1645.
Autore del progetto fu Giacomo Besio, architetto genovese appartenente all’ordine dei Teatini.
L’esterno presenta un severo aspetto tardo rinascimentale.
Il prospetto sul Cassaro, rinserrato tra uno dei Quattro Cantoni e un quinto cantone (sconosciuto ai più) creato appositamente per rendere simmetrica facciata e pianta, presenta un bel portale con colonne binate, sormontato da un’edicola con la statua di San Giuseppe, opera di Baldassare Pampillonia.
Il prospetto laterale sulla via Maqueda risale al 1632. Questo prospetto scandito da lasene è sormontato dalla fila di lanternini della navata laterale.
La grande cupola ricoperta di piastrelle maiolicate venne progettata da Giuseppe Mariani ed elevata nel 1725. Il secondo ordine del campanile, attribuito a Paolo Amato rimase incompiuto.
L’interno a tre navate, separate da colonne corinzie in grigio di Billiemi, presenta una spazialità grandiosa e monumentale.
La decorazione della volta della navata venne ideata da Paolo Amato e venne realizzata da Paolo Corso.
Gli affreschi della volta della navata centrale, opera di Filippo Tancredi (1693), vennero gravemente danneggiati durante un bombardamento aereo del ’43 e vennero per questo quasi interamente rifatti dal 1950 al 1954 insieme alla decorazione plastica.
Gli affreschi della cupola raffiguranti il Trionfo di S. Andrea Avellino sono del fiammingo Guglielmo Borremans.
Il profondo presbiterio, anch’esso opera dell’Amato (1708), è tutto rivestito di marmi sino alla cornice e presenta al centro l’elegante altare maggiore ornato di pietre dure e rame dorato. L’opera originaria venne in seguito modificata sulla base di un progetto giunto da Roma ed eseguito dall’Ingegnere Francesco Quequelar.
Bellissime le due acquasantiere rette da angeli ai fianchi dell’ingresso, una di Federico Siracusa (la sinistra) l’altra di Ignazio Marabitti (quella in foto).
Tutte le cappelle, il cui patronato fu appannaggio dei maggiori casati nobiliari siciliani, furono decorate tra la fine del XVII secolo e per tutto il XVIII, e conservano notevoli opere d’arte.

Una curiosità, fu per la rottura durante il trasporto di una delle enormi colonne monilitiche destinate a questa chiesa, che la via Colonna Rotta assunse questo nome

 

La chiesa soffre di infiltrazioni d’acqua dal tetto che stanno danneggiando parte dell’apparato decorativo, il distacco delle pitture e delle dorature, oltre alla formazione di efflorescenze saline.

Il restauro, finanziato per 600mila euro dal Ministero dell’Interno, con fondi provenienti dall’8 per mille, è stato progettato dall’arch. Giovanni Di Fisco della Mediterranea Engineering. L’attuazione dell’intervento è curata dalla Soprintendenza dei Beni Culturali di Palermo, con la direzione dei lavori dell’arch. Lina Bellanca; l’impresa vincitrice dell’appalto è la Edil2000 di Vincenzo Venezia.
“Si tratta di lavori di manutenzione straordinaria che hanno lo scopo di arginare i rischi e i danni causati dal malfunzionamento del sistema di raccolta e allontanamento delle acque piovane -spiega il progettista Giovanni Di Fisco-. Si procederà prima al risanamento delle superfici esterne colmando e impermeabilizzando le fessure presenti nei tetti delle navate laterali, delle cupolette e delle lanterne. Poi si passerà alla desalinizzazione e all’integrazione del film pittorico e delle dorature”.

 

 


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12 commenti per “In restauro San Giuseppe dei Teatini ai Quattro Canti
  • flegias 83
    19 dic 2011 alle 13:27

    La chiesa sotterranea, Maria SS. della Provvidenza, verrà anch’essa restaurata? è in forte degrado da anni.

  • mars 76 0
    19 dic 2011 alle 13:49

    La chiesa sotterranea, Maria SS. della Provvidenza, una delle più grandi esistenti in ipogeo, secondo quanto letto sui giornali giorni fa, dovrebbe essere eccezionalmente aperta alle visite nel periodo natalizio.
    Se verrà restaurata non saprei dirlo

  • matteo O. 156
    19 dic 2011 alle 15:44

    @mars 76 @flegias
    Potreste dirmi dove si trova quest’altra chiesa di cui parlate per favore?! non la trovo su google maps.
    grazie

  • MAQVEDA 17489
    19 dic 2011 alle 16:41

    @matteo O.
    Sotto San Giuseppe dei Teatini, al vano della sua navata in superficie, corrisponde quella della chiesa sotterranea

  • matteo O. 156
    19 dic 2011 alle 17:20

    Ok grazie mille…..qualcuno sa confermarmi se sarà aperta per il periodo natalizio? perchè mi piacerebbe molto visitarla (ma verrò da Caltanissetta)…..è l’unica chiesa del centro che ancora mi manca!

  • Hall t. 30
    19 dic 2011 alle 20:51

    la cupola è in perfetto asse con viale delle scienze! infatti posso ammirarla ogni giorno!

  • antony977 165953
    21 dic 2011 alle 0:06

    @politicifannulloni, e sapessi quanti altri bei gioielli ci sono in zona, che in molti disconoscono…


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