12 lug 2011

Le tonnare sepolte


Palermo è sede di una tradizione di pescatori di tonno che risale almeno al XVI ° sec, quando imperavano le tonnare dei borghi marinari. Grandi navi, comandate dal Rais, salpavano da piccoli porticcioli all’alba e tornavano cariche di tonni al tramonto. Attualmente pochissime sono in funzione, circa una o due, tuttavia c’è da dire che la pesca del tonno, la mattanza, è uno spettacolo al quanto sgradevole da vedere, anche se per molti potrebbe risultare caratteristico assistere ad una decina di lance che circondano e ingabbiano centinaia di pesci che poi vengono issati nelle barche con fiocine lunghe almeno un metro e mezzo.

 

L’acqua tinta di rosso però ha un non so che di biblico. Sebbene l’orda marinara non è certo uno spettacolo i castelli delle tonnare lo sono senz’altro : vecchi ruderi affascinanti, circondati da bellezze naturali come le coste del mezzogiorno spiccano alla vista di qualsiasi passante che se li vede spuntare davanti agli occhi per la prima volta.
Molti di questi monumenti ormai sono lasciati decadere, altri invece sono sfruttati per un tornaconto economico, ovvero adibiti a discoteche o pub, sia pure eleganti, perché no, di buon gusto, ma è lo stesso buon gusto che sta facendo perdere l’identità di queste opere di valore? La bellezza che possiedono in se è calpestata dalla voglia incessante dell’uomo di creare profitto. La domanda che nasce immediata è : il bene culturale in questione è veramente rivalutato oppure no? Questi prodotti del tempo riservano storia, cultura, fascino. Esistono fotografie documentate che potrebbero essere esposte come mostra artistica. A dire il vero qualcuno s’interessa a dare a questi edifici il merito di cui dovrebbero godere, ma sono soltanto persone di borgata che hanno dei ricordi legati all’infanzia. I residenti delle zone limitrofe alle tonnare, conservano ognuno esperienze diverse, e forse vedere decadere o sfruttare questi castelli è come se un pezzo della propria vita venisse oltraggiato. Ma cosa sarebbe possibile fare al posto di imprese commerciali? Azzardando un ipotesi non impossibile, si potrebbe creare un museo? Ecco pensate se le tonnare divenissero tanti musei e che le zone costiere accanto ad esse venissero bonificate, altro che imprese commerciali, la folla di gente che si presenterebbe nei periodi estivi sarebbe esorbitante, anche se tuttora i turisti non si fanno pregare per tornare a visitare almeno dall’esterno le “mute” e antiche rocche marinare.
Forse bisognerebbe rivalutare la bellezza, dargli altri significati, modificare il concetto per permettere a chi non intende ancora classificare alcuni ambienti o luoghi o costruzioni , di poterli riconoscere come ornamenti esterni dell’anima di un popolo, che fortunatamente ha insita la fantasia di costruire il proprio habitat come meglio crede nel comune rispetto della società circostante.


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10 commenti per “Le tonnare sepolte
  • Luca 129
    12 lug 2011 alle 14:12

    Che bella idea!
    E che peccato che nessuno ascolti i cittadini in questa Palermo disperata.
    Avremmo di che campare, altro che precari, GESIP e quanto altro. Bastano le idee, e la voglia di realizzarle…

  • Irexia 680
    12 lug 2011 alle 14:59

    Sarebbe bello, ma non credo che tutte le tonnare convertite a museo funzionebbero: sono molte, troppe!
    Piuttosto che locali notturni si potrebbe convertirle in strutture alberghiere (soprattutto in zone turistiche) con poche, pochissime stanze, così eviterebbe di buttare ulteriore cemento sulla costa!
    Oppure, opzione che preferirei di gran lunga, le si potrebbe usare per il fine loro proprio: la pesca!!! I tonni si pescavano sottocosta, dopo che si erano riprodotti, quindi la salvaguardia della specie era tutelata! Ora, invece, si pescano in acque alte, impedendo loro di riprodursi e infatti il tonno del Mediterraneo si sta estinguendo! Colpa dei pescatori che portano il nostro pregiato prodotto in Giappone e colpa anche del boom del sushi (in verità il pesce crudo si chiama sashimi).
    Per suggerire una tonnara convertita a museo, proprio dell’antica arte della pesca suggerisco di andare a Favignana! Non ve ne pentirete! E rimarrete stupiti di quanti tonni riuscivano a pescare in una sola battuta, quando il Mare Nostrum era ancora fecondo e l’uomo lo rispettava!

  • marcus palermo 0
    12 lug 2011 alle 15:44

    Ragazzi per scaramanzia non posso dirvi molto, ma proprio la settimana scorsa ho presentato con la mia associazione, di concerto con la famiglia Paladino, proprietaria del bene, un progetto alla Fondazione per il Sud per la riqualificazione della Tonnara Florio (in foto) proprio con la creazione di un museo…speriamo bene e incrociamo le dita

  • Fabion54 48474
    12 lug 2011 alle 15:56

    D’accordo a recuperare le tonnare inutilizzate, anche se molte volte appartengono a privati.
    Per quanto riguarda la Tonnara Florio, è una delle poche discoteche dove vado volentieri a Palermo, è sempre bello entrare e vedere lo stacco tra l’antico e il moderno, insomma è un posto molto carino dove rilassarsi e ballare :)
    Ecco perchè secondo me è giusto che la tonnara florio rimanga un luogo di aggregazione di giovani e non, visto che si svolgono molti compleanni o presentazioni di libri :)
    Si potrebbe sfruttare la tonnara per una intera settimana, il week – end a discoteca, la settimana a museo per mostre :D Non sarebbe male come idea :)

  • bacillino80 87
    13 lug 2011 alle 7:55

    La tonnara Florio l’ho visitata ieri e rispetto a come me la ricordavo qualche anno fa sta cadendo a pezzi. Dentro nell’atrio hanno fatto dei restauri ma non mi sono sembrati migliorativi. In ogni caso secondo me andrebbe restaurata al più presto. E’ un pezzo di patrimonio importantissimo e non si può lasciare in questo stato di degrado.

  • NINNI 153
    14 lug 2011 alle 21:10

    Perdonatemi ma avrei dovuto mandare anche la foto della tonnara, ma non è la tonnara Florio ben sì la tonnara Bordonaro, sita a Vergine Maria…qualcuno la conosce? se può interessare avrei anche un libro che parla di questa tonnara e di tutta la storia che la caratterizza sin dal XVI° sec…. si tratta di circa 100 pagine è possibile pubblicarle in questo sito?


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