23 apr 2011

Le nostre autostrade ai Benetton…


Slitta l’introduzione dei pedaggi in Sicilia, ma l’Anas ha già chiuso con la società Autostrade per l’Italia dei Benetton la gara d’appalto per affidare la gestione dei nuovi pedaggi, che ha fretta d’iniziare in quanto dal primo gennaio non riceve un euro di trasferimenti dallo Stato proprio perché, in base alla finanziaria Tremonti, avrebbe dovuto iniziare nei primi mesi dell’anno in corso ad incassare i pedaggi sulla rete autostradale oggi gratuita.
Emergono, comunque, ulteriori dettagli sul sistema di pagamento adottato dall’Anas non appena arriverà il via libera dal governo nazionale.
Il sistema previsto sarà il rilevamento tramite telepass, per chi ha già questo tipo di abbonamento. Chi invece non ha il telepass, dovrà utilizzare un altro sistema, simile alle ricariche telefoniche. Cioè, dovrà recarsi presso rivenditori autorizzati, che saranno piazzati all’ingresso della rete autostradale, o in ricevitorie e tabacchi che firmeranno convenzioni con Autostrade per l’Italia. L’autista dovrà poi comunicare il numero di targa e pagare il pedaggio per il tragitto deciso, a un costo che si aggirerà intorno ai 7,50 euro ogni cento chilometri. All’ingresso delle autostrade, delle telecamere fotograferanno la targa e verificheranno se l’automobilista abbia pagato o meno il tragitto. Dovrebbe esserci anche la possibilità di fare ricariche come avviene per i cellulari, senza specificare il tragitto, e in base agli spostamenti verrà scalato il costo.
Non soltanto è una stangata per gli automobilisti siciliani, ma anche un controsenso perché tutti conosciamo le pessime condizioni della rete autostradale siciliana.
Quello che secondo noi, invece, dovrebbe preoccupare i siciliani è che questo provvedimento arriva in un momento, come mai era accaduto prima, in cui numerosi sono i siciliani al governo nazionale in qualità di ministri, vice ministri e sottosegretari o che occupano ruoli importanti come la presidenza del Senato. Mentre si affannano a coprire determinate malefatte, veniamo “bastonati”, per non essere volgare, da questo provvedimento quando invece ci saremmo aspettati sviluppo e progettualità per la Sicilia. A tutto ciò si aggiunge la totale  speculazione sui prezzi dei carburanti.


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46 commenti per “Le nostre autostrade ai Benetton…

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  • Paco 7942
    27 apr 2011 alle 12:29

    Il sistema scelto riflette una cosa, pur di prenderi i soldi si stanno invendando tutti i sistemi, non c’è lo spazio per i caselli (già questo dovrebbe far capire quanto sia scellerato definirle autostrade). Mi sembra la classica politica arraffona ed arrufona che per mettere le mani in tasca a tutti trova soluzioni che non si possono definire tali.

    Il discorso non è, siamo poveri, tutto ci è dovuto. Abbiamo pagato il pedaggio autostradale per la A20 quando questa NON esisteva, per decenni. Pagavamo il pedaggio, entravamo in autostrada e subito si interrompeva. QUesta nuova scelta ricalca quella, scellerata tanto quanto.

    Se mi fai pagare queste porcherie di autostrade (non parlo di manutenzione, ma sono porcherie dal punto di vista strutturale) allora fai pagare le strade statali e tutti gli scorrimenti veloci del Nord Italia. Altrimenti c’è troppa differenza di condizioni e di trattamenti. Mettere una A davanti ad un numero non rende una porcheria autostrada. Io devo pagare quanto paga un utente della A1/A2 etc per avere tratti con limite ad 80, mentre sugli scorrimenti veloci al nord il limite è 100. Un’assurdità!

  • gianco 2
    27 apr 2011 alle 13:47

    @huge, scusami ma sei assolutamente fuori strada e ti spiego:
    l’introduzione dei pedaggi non comporterà assolutamente un miglioramento della rete autostradale siciliana per il semplice fatto che l’Anas avrà a disposizione lo stesso budget del periodo pre pedaggi. Infatti lo Stato defalcherà ciò che Anas incasserà dai pedaggi, dal contributo annuale destinato alla stessa. Ti cito l’art.15 del D.l. 78/2010 (legge finanziaria) che istituisce i nuovi pedaggi:
    Art. 15

    Pedaggiamento rete autostradale ANAS e canoni di concessione

    1. Entro quarantacinque giorni dall’entrata in vigore del presente decreto-legge, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabiliti criteri e modalita’ per l’applicazione del pedaggio sulle autostrade e sui raccordi autostradali in gestione diretta di ANAS SpA, in relazione ai costi di investimento e di manutenzione straordinaria oltre che quelli relativi alla gestione, nonche’ l’elenco delle tratte da sottoporre a pedaggio.

    2. In fase transitoria, a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di entrata in vigore del presente decreto e fino alla data di applicazione dei pedaggi di cui al comma 1, comunque non oltre il 31 dicembre 2011, ANAS S.p.A. e’ autorizzata ad applicare una maggiorazione tariffaria forfettaria di un euro per le classi di pedaggio A e B e di due euro per le classi di pedaggio 3, 4 e 5, presso le stazioni di esazione delle autostrade a pedaggio assentite in concessione che si interconnettono con le autostrade e i raccordi autostradali in gestione diretta ANAS. Le stazioni di cui al precedente periodo sono individuate con il medesimo DPCM di cui al comma 1. Gli importi delle maggiorazioni sono da intendersi IVA esclusa. Le maggiorazioni tariffarie di cui al presente comma non potranno comunque comportare un incremento superiore al 25% del pedaggio altrimenti dovuto.

    3. Le entrate derivanti dall’attuazione dei commi 1 e 2 vanno a riduzione dei contributi annui dovuti dallo Stato per investimenti relativi a opere e interventi di manutenzione straordinaria anche in corso di esecuzione.

    Per quanto riguarda Autostrade per l’Italia, questa non ha ricevuto la concessione per la gestione delle autostrade, ma ha semplicemente vinto, tramite la controllata Atlantia, l’appalto per il sistema di telepedaggiamento sui raccordi autostradali gestiti dall’Anas.
    Quindi come puoi ben vedere la gestione delle ns. autostrade (manutenzione ordinaria e straordinaria) continuerà ad essere pubblica, tramite Anas, e con gli stessi fondi attuali. Morale, continueremo a tenerci le ns. trazzere ma a pagamento. Tu sei sicuro che i soldi che noi pagheremo non finanzieranno qualche nuova opera di miglioramento della viabilità nella prosperosa PADANIA?
    Io no! Certo della tua buona fede ti saluto.

  • gianco 2
    27 apr 2011 alle 13:52

    per la redazione:
    il titolo dell’articolo è fuorviante e trae in inganno i lettori perchè i Benetton non avranno assolutamente in mano le ns. autostrade ma si limiteranno ad installare i sistemi di rilevamento dei pedaggi dietro corrispettivo da parte Anas e STOP!

  • David 0
    28 apr 2011 alle 21:12

    Vorrei chiarire un pò la questione pedaggi.
    Autostrade per l’Italia gestirà esclusivamente il sistema di telepedaggiamento che cmq è una garanzia di qualità dato che si tratta dell’azienda leader a livello mondiale per i sistemi di pedaggiamento. Conforto quindi i quanti esprimono perplessità sulle modalità di pagamento che saranno le più comode e disparate possibili.
    Riguardo il discorso manutenzione è vero che i fondi vanno a totale decurtazione dei contributi statali ad anas attualmente pari a circa 280 milioni di euro anno (dal pedaggiamento si stima arrivino 300 mioni anno ad ANAS a livello nazionale)
    Tuttavia il discorso non è così semplice. Difatti nel decreto attuativo si sta inserendo una norma che prevede la possibilità che gli introiti della Sicilia restino in Sicilia il che dovrebbe e potrebbe determinare un aumento dei fondi da destinare alla manutenzione in sicilia.
    In conclusione rimando ogni valutazione conclusiva al decreto attuativo che a questo punto diviene determinante.
    Anche in termini di prezzi leggo tante cifre ma di vero c’è solo che le tariffe saranno previste sempre dal sopracitato decreto attuativo ed è certo che lo stesso prevederà forti agevolazioni per residenti e pendolari.
    Credetemi dal pedaggiamento potranno arrivare solo benefici.


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