07 mar 2011

“Lasciala lì, in caso ti chiamo io”


Come se la gente avesse tempo da perdere, adesso ci si mettono anche le scuole. In questo caso si tratta dell’istituto Miliziano, una scuola paritaria.

Di cosa stiamo parlando? Di parcheggi.

Vi racconto come si sono ingegnati studenti e dirigenti dell’istituto:

la struttura si trova in via Altofonte, e complice la presenza del C.U.S. (Centro Universitario Sportivo), la mattina è quasi impossibile trovare un parcheggio libero.

Visto che oramai anche i minorenni hanno a disposizione le auto a loro dedicate (io le chiamerei caffettiere, molto pericolose), gli studenti che non trovano posto mettono tranquillamente la propria auto in seconda fila e vanno regolarmente a seguire la lezione.

Stavolta qui non c’è nessun parcheggiatore abusivo che gestisce chiavi e posteggi.

Se un residente è sfortunato ad aver parcheggiato la sera prima lungo questo tratto di strada, al 99% l’indomani sarà costretto a suonare il clacson aspettando che qualcuno esca a spostare l’auto.

Qui scatta l’ingegno.

Dall’istituto non esce il proprietario dell’auto (che ovviamente sarà a lezione e non potrà mai udire il clacson) ma uno dei funzionari dell’istituto con Walkie-talkie alla mano che, con fare tranquillo e routinario, prende appunto del modello di vettura da spostare e comunica ad un suo collega all’interno della struttura “dicci a *Nome e Cognome dello studente* della 4C, al secondo piano, che deve spostare la macchina”.

Lo studente, dopo qualche minuto scende e, anch’esso con fare tranquillo e baldanzoso, sposta l’auto senza nemmeno chiederti scusa. Insomma, quasi quasi è stato disturbato.

Morale della favola: rischi di perdere anche 10-15 minuti per uscire con la tua auto. E se si trattasse di un’emergenza?

Mi è capitato di chiederlo alquanto spazientito ad uno dei ragazzi che scendeva a spostare l’auto. La risposta è riassumibile in un “mii come stai facendo, rilassati che te la sto levando“.

L’educazione nelle nuove generazioni, questa sconosciuta.


doppia filaistituto miliziano palermomaleducazionestudentivia altofonte

25 commenti per ““Lasciala lì, in caso ti chiamo io”

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  • 19alessio79 74
    08 mar 2011 alle 17:51

    Ciao, a parte che le chiamerei “motozappe” visto il rumore… SIamo sempre li…l’educazione non c’è!!!! E’ inutile, io abito tra l’einstein e l’almeyda….il casino è totale, sempre!!!! Posso darti un consiglio??? Se ti chiudono e sei in emergenza, prendi la targa vai in retromarcia sulla fiancata e le sposti. Il codice della strada e quello eticoti darà ragione. Per la tua macchina non ti preoccupare…tanto è come se spostassi un bidone :)
    Ciao e buona fortuna per la prox uscita :D

  • Portacarbone 70788
    08 mar 2011 alle 19:33

    @akille81:
    inanzitutto grazie per aver risposto alla sollecitazione.

    Quello che è scritto nell’articolo posso assicurarti che corrisponde a verità, perchè frutto delle segnalazioni di più testimoni.

    Inanzitutto nessuno qui ha asserito che i walkie talkie servano esclusivamente ad avvisare gli alunni. Al contempo, “l’ingegno” non sta nell’aver meditato tale metodo (che sicuramente non è opera dei responsabili dell’istituto), ma nel rendersene in parte complice.

    L’Istituto Miliziano, proprio in queste ore a fronte di questo articolo, ci comunica che la gentilezza di avvisare gli alunni non verrà più posta in essere.

    Mi chiedo: perchè l’Istituto ha atteso che la vicenda divenisse pubblica per prendere un provvedimento sacrosanto come questo appena comunicato?
    Se si vuole debellare un malcostume che sapientemente voi dell’isituto riconoscete e condannate, credo non serva aspettare l’effetto mediatico per fare qualcosa.

    Comunque, felice del fatto che l’istituto Miliziano sia venuto meno a questa cattiva prassi.

  • Irexia 717
    08 mar 2011 alle 20:52

    E se invece di chiamare il portinaio della scuola si chiamassero i vigili? Così i ragazzotti che si mouvono con quelle caffettiere rumorose come trattori (le vendono praticamente soltanto in Italia perché nei paesi pù seri, sanno bene che non supererebbero un crash test contro una mosca) comincerebbero ad essere più rispettosi delle regole e a crescere un po’ più civili…
    …forse…

  • franz 200
    09 mar 2011 alle 11:50

    @antony977: la mia è una provocazione, anche se tante volte sono stato tentato dal farlo. Ma mi sento spesso impotente quando con le vie legali non riesco a risolvere il problema: e allora l’esagerazione di cui parli qual’è? la mia eventuale reazione o l’assoluto menefreghismo di chi mi blocca senza preoccuparsi se in quel frangente ho un urgenza? Ogni giorno questo accade puntualmente in una strada privata, nelle cui vicinanze c’è una struttura medica dove viene eseguita anche fisioterapia, che i fruitori di questi servizi, sapendo che lì non intervengono i vigili urbani (essendo la strada privata) lascino le auto chiuse in doppia fila per tutto il periodo della terapia (addirittura ore) pur essendo presente un grande parcheggio nelle vicinanze. Ti lascio immaginare le liti continue cui assisto. Allora vorrei mi dicessi, per non esagerare come dici tu, quale sarebbe la soluzione.

  • VulturePA 2
    16 mar 2011 alle 15:52

    Io applico da tempo il “metodo Freddie”. Abito in Via Marconi:dove la doppia fila da entrambi i lati regna sovrana.. Beh io quando devo prendere l’auto, mi affaccio alla finestra, e se è bloccata (probabilità prossima al 100% nel pomeriggio) chiamo l’autogru direttamente da casa, e quando arriva, io scendo comodamente.


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