18 feb 2011

Area Quaroni: nuovi rendering e maggiori dettagli


Vengono pubblicati su palermo.repubblica.it nuovi rendering del progetto in fase di realizzazione nell’area Quaroni. A voi i commenti. Qui di seguito l’articolo di Antonella Romano e relative foto

Il recupero dell’area Quaroni, con la Curia in veste di imprenditrice nel centro storico, si concluderà nel maggio 2013. Ma la corsa all’acquisto, nell’area dove sorgevano l’oratorio dei Gerosolimitani e l’ex cinema Basile, destinata nei sogni dei palermitani a un parco per la via Maqueda, è già scattata.

In vendita ci sono 16 appartamenti, un intero piano adibito ad uffici, più 13 locali commerciali. L’intervento edilizio interessa una spianata di 2.250 metri quadrati. In quel cratere lasciato dalla guerra, per 40 anni trasformato in discarica, tra via Maqueda, discesa dei Giovenchi, discesa delle Capre, Sant’Agostino, sorgerà un edificio “polifunzionale” a forma di trapezio, con una corte aperta al pubblico, la sistemazione di piazzetta collegio De Maria in spazio verde, un auditorium per la curia.

Finite le opere di bonifica e di sbancamento, l’impresa scelta dalla curia, la romana Eurocostruzione (con sede a Santa Flavia) ha piazzato i pali della fondazione. Un business che ha già acceso gli interessi: i primi tre appartamenti e due dei locali commerciali sono stati venduti, con tariffe che, puntando sul risanamento dell’area e su un progetto che porta la firma prestigiosa di Ludovico Quaroni, anche se ormai datato 1982, si aggirano sui 4 mila euro a metro quadrato. Un prezzo che equipara la zona oggetto di riqualificazione ai costi di una casa a piazza Marina. Si passa da 340 mila euro per gli appartamenti da 90 metri quadrati a 750 mila euro per i più grandi, fino a 180 metri quadrati e personalizzabili. Gli uffici variano da 47 a 118 metri quadri.

Il complesso, che ha due piani interrati (con 4 mila metri quadrati di parcheggio), consta di un piano terra per attività commerciali, negozi e banche, un primo piano per uffici e un secondo piano destinato alle abitazioni. Il 30 per cento resterà di proprietà della Curia. Nella sede di via Catania dell’agenzia Gabetti, che segue per l’impresa l’operazione immobiliare, è esposto il plastico in legno, realizzato dal direttore dei lavori per la curia Guido Fiduccia. “In primavera cominceranno i lavori di costruzione dell’edificio – spiega l’architetto Gaetano Renda, responsabile dei Beni culturali dell’arcivescovado – Nell’area è stata eseguita una campagna di scavi da parte della Soprintendenza, durata sei mesi, con il ritrovamento di due cripte piene di ossa. Nei prospetti dell’edificio abbiamo recuperati gli antichi frontoni”.

Quando la concessione edilizia è arrivata, il 14 aprile del 2010, si è levata l’ultima protesta degli ambientalisti che si opponevano alla nuova colata di cemento. L’assessorato al centro storico ha posto nel frattempo una condizione: che l’area interna venga aperta alla pubblica fruizione. Per prevedere gli ingressi laterali, e una galleria che scorre tra gli spazi, è allo studio una variante urbanistica. “Se il consiglio comunale la approva, queste modifiche renderanno percorribile lo spazio”, spiega l’assessore al Centro storico Maurizio Carta.

La convenzione ha previsto la cessione al Comune delle volumetrie in eccesso rispetto ai parametri della zona A. E con il calcolo degli oneri accessori, al Comune sarà consegnata una quota del 20 per cento comprende le urbanizzazione e un intero corpo, con piano terra, primo e secondo piano, dove nascerà un centro di aggregazione socio culturale per il quartiere. Al Comune anche un centinaio di posti auto per un parcheggio pubblico.



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22 commenti per “Area Quaroni: nuovi rendering e maggiori dettagli

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  • stealker 2
    22 feb 2011 alle 0:41

    comunque giovanni75 stai difendendo una causa persa, quello è un progetto pessimo, privo di qualsiasi qualità architettonica, è un falso storico, una speculazione edilizia nel cuore della nostra città, uno sfregio. Il muro che c’e’ stato per tanti anni era più dignitoso, almeno lasciava sognare quello che ci poteva essere. Prova a immaginare Corso Vittorio Emanuele senza il piano della cattedrale, senza Villa Bonanno, senza Piazza Bologni, senza piazza marina, o via maqueda senza Piazza Castelnuovo (piazza politeama) o senza Piazza Verdi (quella del Massimo)… Tutte queste pause che interrompono il tessuto compatto del centro storico, danno qualità alla nostra vita: sono quelli i luoghi dove si ci ritrova all’interno di questo enorme labirinto che chiamiamo Palermo. Qui invece si usano trucchi scadenti per prendere in giro la cittadinanza: nel render ( http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/02/17/foto/quaroni-12593364/1/ ) sembra che ci sia una piazza retrostante, mentre nel plastico e nella realtà (foto seguenti) ci sono delle abitazioni. La realtà è che vengono saturati tutti gli spazi lasciando una corte e un pozzo luce. Questo progetto è il segno di una committenza miope e spaventata dal linguaggio contemporaneo, mi dispiace che questo segno rimarrà nella storia di questa città come l’ennesima occasione buttata. Michele A. Studente di Architettura

  • Irexia 675
    06 mar 2011 alle 16:58

    Mi sembra un po’ chiummuso!
    Quella era una pausa che portava un po’ di luce e un po’ d’aria alla zona. Mi sembra una struttura troppo compatta. Avrei preferito qualcosa di più moderno, che però si fosse inserito bene nel tessuto circostante, ovviamente con non più di 3 o 4 elevazioni, magari in vetro e acciaio, ma non come la Rinascente che mi ha deluso alquanto…


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