30 ott 2010

Inaugurato lo svincolo Z. Ind. Misilmeri


Sono stati completati i lavori inerenti la costruzione dello svincolo zona industriale di Misilmeri, sulla S.S. 121 Pa-Ag. Con questo svincolo aumenterà la sicurezza in un’arteria già molto pericolosa, a causa dei molti accessi secondari. Lo svincolo permetterà con le corsie di accelerazione e decelerazione, di aumentare gli standar di sicurezza evitando così tamponamenti con conseguenze anche mortali. Ci auguriamo che lo sforzo di Anas in questi ultimi anni, possa far sì, che finalmente si approvi il progetto per il raddoppio della Palermo-Agrigento (S.S.121/189) FOTO DATA 23/VII/2010

 


 


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8 commenti per “Inaugurato lo svincolo Z. Ind. Misilmeri
  • manu631 9
    30 ott 2010 alle 7:45

    salve, ho anche notato con piacere che sono quasi ultimati i lavori del tratto ex-novo, che va da Aragona verso Agrigento, abbandonato da anni, giovedì era già asfaltato.

  • Yroku 27
    30 ott 2010 alle 10:19

    Ciao raga,
    seguo tantissimo il sito che è sempre un’ottima fonte d’informazioni per noi palermitani.
    Scrivo per dirvi che probabilmente sarebbe il caso di cancellare le targhe dei veicoli in alcune delle foto.
    Ciao ^^

  • ing.giacomo 4
    30 ott 2010 alle 12:28

    E’urgente approvare e realizzare il raddoppio,o cmq un ammodernamento di tutto il tracciato pieno di curve e tratti molto stretti.
    Nel fare questo svincolo,potevano gia prevedere un allargamento della sede stradale,qesto vorrà dire che sarà demolito quando verrà realizzato il raddoppio.
    Ci sono tratte dove anche subito con poco, si potrebbe allargare l’asse stradario aggiungendo una corsia (come nella Pa- Sciacca) rendendo piu’ sicuro i sorpassi dei mezzi piu’ lenti vidi tir, trattori, camion che trasportano paglia ecc..
    Per non parlare dell’asfalto che in certi tratti è scivolosissimo o della segnaletica (ci sono divertentissimi cartelloni con indicazioni sulle distanze chilometriche pazze, che crescono invece di decrescere) o dei guard rail inesistenti

  • Lele 6797
    30 ott 2010 alle 17:49

    @manu631, quello di cui parli è lo svincolo z.ind. di aragona, che migliorerà la viabilità della s.s.189 tramite un sottopassaggio. ci sono degli aggiornamenti su mobilita sicilia, il ns portale delle infrastrutture sicilia. doveva essere completato a settembre, ma i lavori saranno completati entro l’anno. Al momento ci sono altri lavori in corso. a breve verrà pubblicato un report dettagliato sui lavori in corso in sicilia.

  • Lele 6797
    30 ott 2010 alle 17:53

    @ ing. giacomo, non è detto che il futuro raddoppio passerà vicino a questo svincolo. per esempio, l’ammodernamento della s.s.640 per alcuni tratti è distante l’attuale percorso. ci saranno gallerie e viadotti che renderanno più sicura l’arteria stradale. a breve saranno caricati aggiornamenti delle opere in corso in sicilia tramite il portale mobilita sicilia…

  • giovanni75 319
    31 ott 2010 alle 14:45

    ma è vero che nel 2005 avevano in mente di creare una scorrimento veloce per Corleone che si innestava con la Pa-AG e che passava per la vecchia linea ferrata della Ficuzza in piena area protetta?la cosa era stata sponsorizzata da Schifani..

  • emmegi 713
    31 ott 2010 alle 16:55

    @giovanni75

    “Il Piano Regolatore propone dunque come prioritario il potenziamento della strada Corleone–San Giuseppe Jato e il prolungamento di questa fino a Partinico e all’autostrada, che ridurrebbe la distanza con l’aeroporto e la costa a circa 30′ di percorrenza. A questo è affidata l’accessibilità a scala territoriale (e quindi anche alla rete autostradale) relativa alla “zona industriale e artigianale” ed anche la connessione tra questa e Corleone città.
    A livello urbano, lo stesso asse consente un miglioramento del sistema di ingresso alla città.
    Inoltre è stata verificata la possibilità di realizzare un collegamento trasversale con l’autostrada Palermo-Mazara ad occidente e la veloce Palermo-Agrigento ad oriente, e da qui per il Golfo di Termini Imerese. Una sorta di circonvallazione interna che porterebbe grandi benefici anche al sistema della viabilità palermitana, definendo un collegamento est-ovest senza la necessità di attraversamento dell’area metropolitana.”

    [tratto da http://boscodellaficuzza.splinder.com/ ]

  • giovanni75 319
    31 ott 2010 alle 18:32

    scusate l’ot
    Cosa nasconde
    la SS118 Corleone Marineo?

    di Roberto Tagliavia

    Il recente annunzio, dato dagli on.li Nicolosi (Sindaco di Corleone) e Schifani (capogruppo di F.I. alla Camera), relativo al finanziamento del riadattamento della strada di collegamento Corleone-Marineo per una cifra pari a 100 milioni di euro suscita stupore e inquietudine.
    Già trenta anni fa la necessità di un collegamento veloce tra Corleone e Palermo fu presentata dall’on. Gioia (DC) come la motivazione principale per disegnare un asse stradale che, passando per Marineo o addirittura per Piana (progetto successivo), avrebbe sconvolto aree di indubbio pregio ambientale. Erano altri tempi e prevaleva una idea “Palermocentrica”, di una metropoli al centro di una raggiera di collegamenti mirati con importanti comuni della provincia. La conseguenza è stata la congestione nella e sulla città di un traffico veicolare che spesso non avrebbe alcun motivo di passare per la conca d’oro.
    Oggi l’esistenza di grandi assi da e per Palermo (la Palermo-Catania e Messina, la Palermo-Mazara, la Palermo-Agrigento e, soprattutto, la Palermo-Sciacca) hanno risolto alcuni dei problemi presenti quaranta anni fa e rendono possibili altre soluzioni, più economiche e utili per la integrazione della provincia.
    Per andare rapidamente da Corleone a Palermo basta adeguare il tratto di strada che da Corleone va ad intercettare la Palermo-Sciacca tra Roccamena e San Cipirrello: è un tratto breve, in una zona con minori squilibri altimetrici e ha il merito di proseguire un adeguamento del collegamento tra i comuni del corleonese già operato da tempo in direzione della Palermo Agrigento verso Lercara.

    Questo asse stradale disegna una lunga arteria, tutta interna alla zona agricola e collinare della provincia di Palermo capace di intercettare, al massimo della sua estensione, dalla Pa-Ct alla Pa-Mazara, oltre alla Pa-Ag e alla Pa-Sciacca.
    Quel breve tratto da Corleone alla Pa-Sciacca è dunque un tratto suscettibile di completare una opera grandiosa, utile all’interno della provincia di Palermo, e che appare indispensabile integrare anche con l’adeguamento del tratto che collega la Palermo-Sciacca (svincolo di San Cipirrello) con Partinico e con l’autostrada per Punta Raisi o Mazara.
    Un collegamento diretto, dunque, con l’aeroporto di Punta Raisi bypassando la congestione del traffico palermitano; una diretta che partendo fin dalla Valle del Torto, attraverso il corleonese e l’Alto-Belice, arriva su Partinico, zona a vocazione agroindustriale, naturale collo d’imbuto delle zone agricole sia della provincia di Palermo che di parte di quella trapanese.
    Non si capisce invece quale beneficio possa nascere dal finanziamento di un’opera costosa tra Corleone e Marineo (?!) quando i fondi disponibili potrebbero essere riversati su questo significativo asse agricolo, o almeno sul segmento tra Corleone-SanCipirrello-Partinico, integrando quelli già esistenti ma insufficienti.

    Anni fa, prima come responsabile di zona del PCI nel corleonese, poi come componente della segreteria provinciale mi sono battuto per questo progetto e il PCI legò a quell’idea l’insediamento di un’importante area artigianale a San Cipirrello, punto cruciale e d’incontro fra la Corleone-Partinico e la Palermo-Sciacca, destinato a diventare per la sua posizione una zona d’indubbio sviluppo e attrazione anche per aziende artigiane provenienti dalla città.
    Questi progetti erano tanto validi che divennero parte del programma della giunta provinciale Di Benedetto (con la presenza del PCI) e dei progetti Sirap. Successivamente, come consigliere provinciale, purtroppo mi toccò votare per la revoca del finanziamento della Corleone-Partinico, che si era impantanato nella vicenda relativa all’appalto costato la vita a uno dei fratelli Ranieri. Così pure, come componente del gabinetto Parisi (assessore per l’artigianato del governo Campione), mi toccò registrare il congelamento dell’area artigianale di San Cipirrello incappata, insieme ad altre, nella fallimentare gestione della SIRAP: due esempi di come ottime idee possano essere bruciate da volontà speculative.
    Oggi, il riapparire di questo strampalato progetto Corleone Marineo mi fa pensare che dietro quegli esisti negativi forse vi era la pervicace volontà di bloccare ogni progetto che non fosse quello previsto dall’on. Gioia e oggi ripescato da Nicolosi e Schifani: …ma queste potrebbero essere solo ubbie di fantapolitica!

    Ciò che resta è l’assurdità di voler trasformare un collegamento, oggi più che funzionale, in un grande asse per sostenere un traffico che non c’è e che allontana, invece di avvicinare, Corleone alla città di Palermo; né, per altro, si comprende per quali ragioni il percorso per il reperimento delle risorse necessarie alla progettazione della Corleone-Marineo debba essere stato “silenzioso”, secondo quanto dichiarato dallo stesso on. Schifani; perché si sia voluto scegliere una via riservata per arrivare a presentare un “fatto compiuto” (?!) in una materia che non riguarda solo i corleonesi ma che è un interesse collettivo e primario di tutti i cittadini della Provincia di Palermo.
    Si dice che una tale opera serve a valorizzare lo sviluppo turistico e commerciale della zona. Allora comprendiamo tutto!
    Questa strada Corleone Marineo in realtà servirà a facilitare la penetrazione di un’area di altissimo valore naturalistico, la valle dello Scanzano e il Bosco di Ficuzza con la magnifica quinta della Rocca Busambra.
    E’ difficile capire perché la bella strada che oggi lambisce Ficuzza, punteggiata da filari di cipressi, tra i pascoli e le estensioni di coltivazioni di grano, debba essere sostituita da una superstrada se non in vista di una urbanizzazione incontenibile dell’intero pianoro tra Piana degli Albanesi, Ficuzza e Marineo. E’ facile immaginare, invece, le colate di cemento, i villini e i devastanti insediamenti commerciali che seguiranno l’ampliamento della strada come abbiamo già visto sorgere, in prossimità di Bolognetta, sulla Palermo-Agrigento.

    Se si parla di turismo, proprio le caratteristiche della zona chiedono invece che si mantengano strade a lenta percorrenza, come sanno bene in Toscana o in Trentino dove il tracking e i soggiorni agroturistici trovano la loro prima ragione di successo nel rispetto dei luoghi e della dimensione naturale, lontani dal traffico e dalla fretta.
    Quella zona ha semmai bisogno di essere animata per forme di turismo di qualità e convegnistica capaci di apportare risorse ad attività agricole che, da quelle, possono ricevere un incentivo al loro ulteriore miglioramento.
    Servono, dunque, strade a lenta percorrenza in prossimità di Ficuzza e strade veloci, invece, per collegare Corleone a Palermo, a Partinico e a Punta Raisi, attraverso lo snodo di San Cipirrello, creando un asse attrezzato utile alle attività agroindustriali e artigianali dell’Alto Belice: questi devono essere i due capisaldi di una politica della spesa di risorse limitate, che devono essere semmai concentrate per favorire sviluppo e non devastazione ambientale e speculazione edilizia.
    Colpisce il fatto che lo stesso vicepresidente della Provincia Colca e l’assessore Cangemi abbiano sentito di dover ricordare che la Provincia è intestataria di un finanziamento, insufficiente, proprio per l’adeguamento della Partinico-Corleone. Un bell’esempio di conflitto d’interessi e di mancanza di programmazione!

    Palermo 11 luglio 2003
    Roberto Tagliavia
    componente della Direzione Regionale DS


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