27 lug 2010

Raccolta differenziata: gli equivoci del nuovo servizio “porta a porta”


L’utente S. D’Amico ci invia una serie di riflessioni sul nuovo servizio di raccolta differenziata, e esterna alcune perplessità alle quali affiancheremo delle riflessioni per stimolare il dibattito:

Mi chiedo se le menti raffinate che hanno concepito il sistema di raccolta differenziatra “porta a porta” hanno considerato i seguenti effetti collaterali:

1) Nascita di “società di servizi” per la traslazione dei bidoni dall’ambito condominiale a quello stradale; il tutto con aggravio dei costi sostenuti dai cittadini.

Il problema non è tanto la nascita di queste “società” (quando non lavorano in nero). La conformazione di diversi condomìni non consente la giacenza dei raccoglitori in luoghi accessibili ad Amia per la raccolta (ad esempio i cortili interni dei palazzi). Pertanto, se non sono i condòmini o il portiere ad effettuare questo spostamento negli orari prestabiliti, qualcuno dovrà pur farlo.

L’Amia dal canto suo non ha comunicato quali sono i limiti spaziali entro cui effettua la ra

2) Rischio igienico sanitario e “fetore” connesso alla presenza dei bidoni all’interno di androni condominiali.

Questo aspetto è molto importante, ma occorre ritornare al problema di prima: la dislocazione di determinati ambiti condominiali. Non tutti gli edifici dispongono di spazi esterni. Occorrerebbe verificare l’ergonomicità dei raccoglitori dei rifiuti e l’accuratezza con cui la gente sigilla i propri sacchetti.

3) In alternativa all’intromissione dei bidoni, occupazione abusiva (o anche lecita) di suolo pubblico con evidente mancato perseguimento dell’obbiettivo di liberare dalle immondizie le strade di Palermo. 

4) Possibile maggior rischio incendio all’interno degli atrii condominiali per la presenza di materiale facilmente infiammabile accumulato all’interno del gran numero di bidoni custoditi in attesa dell’”esposizione stradale”.

Forse è un’esagerazione o forse no. Difatto non possiamo pretendere che sia tutto perfetto, soprattutto per un servizio che non ha nei condomini alcuna predisposizione preventiva.

5) Presenza di un gran numero di bidoni “a piè di portone” in attesa dello svuotamento e, successivamente, della movimentazione strada-condominio.

Ma siamo sicuri che quello messo in atto dal Comune sia un sistema idoneo per realizzare la tanto auspicata raccolta differenziata?

Ma soprattutto siamo sicuri che sia lecito procurare un malcelato aggravio dei costi a carico delle famiglie per lo smaltimento dei rifiuti?

E se il meccanismo di raccolta si inceppasse????…..

Non possiamo essere sicuri. Si può fare una cernita delle migliori pratiche di raccolta porta a porta nelle altre città e verificare modi e tempi di utilizzo. Però un pizzico di collaborazione a migliorare il servizio e a non distruggerlo già in partenza non guasterebbe.


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10 commenti per “Raccolta differenziata: gli equivoci del nuovo servizio “porta a porta”
  • Paco 7942
    27 lug 2010 alle 9:47

    Se va bene a Roma e Milano non vedo perchè non dovrebbe andare bene a Palermo, serve solo educazione e rispetto da parte dei cittadini.

  • caudino 118
    27 lug 2010 alle 10:34

    In una città difficile come Palermo la semplice “porta a porta” non va bene! A parte i problemi sopra citati c’è il rischio VERO che alcune zone della città diventino discariche a cielo aperto, dove tutti abbandonano i rifiuti.

    Ma dico io Palermo ha la “fortuna” di essere arrivata con molto ritardo alla differenziata.. non facciamo gli stessi errori delle altre città. Piuttosto studiamole, vediamo dove hanno sbagiato e rubiamo le esperienze migliori.

    Personalmente trovo l’esperienza “migliore”, cioè quella che meglio si adatti a Palermo, quella con i codici a barre sopra i sacchetti. In modo non solo da quantificare l’indifferenziato prodotto, ma da quantificare anche il riciclato prodotto.
    In questo modo il cittadino non solo pagha la tassa rifiuti in base ai veri rifiuti prodotti. Ma accumula dei bonus in base al riciclato prodotto. Tale bonus possono essere veri soldi o semplici punti, tipo quelli che fai alla coop o al conad. Non è fantascienza ragazzi. In molte città si sta andando in questa dirzione dopo anni, decenni di porta a porta!

  • phrantsvotsa 465
    27 lug 2010 alle 11:23

    Lo stesso sistema viene realizzato a Madrìd e a Parigi. E anche la c’è un vastissimo centro storico con piccoli palazzi antichi che non dispongono di spazi interni adeguati…risultato? Nulla, tutti i condomini laddove era necessario hanno effettuato a spese loro delle opere di adattamento (è sempre possibile farlo, non prendiamoci in giro) e ogni condominio ha risolto il problema come poteva, adattandosi e facendo dei piccoli sacrifici, perchè la i cittadini amano la loro città e sono disposti a fare qualche sacrificio….da noi si trovano tutti i problemi..sapete quante volte ho sentito frasi del tipo: miiii a munizza ne l’amo a tiienere innu puittuneee? Noooo machièèèè picchì un sa tiienunu iiidddiiii!!!!
    E via dicendo.
    Vi volete rendere conto che riversare la monnezza in strada è una cosa medioevale? Io futuro è questo…ognuno si tiene in casa i propri rifiuti e a giorni prefissati il comune provvede al prelievo…e chissà…forse anche i palermitani impareranno a cooperare per il bene comune…forse!

  • Metropolitano 3347
    27 lug 2010 alle 15:05

    Punizione esemplare per chi sbaglia a buttare per strada i propri sacchetti. 250€ di multa, così imparano.

    Non solo la multa, Io la munnizza glie la farei anche mangiare a quei maiali che insudiciano le campane per la raccola del vetro o che perfino marcano uno spazio vuoto come loro territorio per depositare rifiuti, in mezzo alla strada o sul marciapiede…

    VERGOGNA ! E non stiamo parlando dello ZEN ma di uno dei quartieri più signorili della città, la zona compresa tra Viale Lazio e Via Dante. Del resto non possono essere stati quell idello Zen a depositare rifiuti nel nostro quartiere perchè a loro verrebbe troppo lontano portarla quì. Questa è una ipotesi esclusa.

  • pamax 22
    27 lug 2010 alle 19:49

    buonasera, volevo testimoniare che con la buona volonta’ si riesce a fa la differenziata anche nella ns. citta’. Abito nella zona di via Galilei, il ns. condominio si e’ attrezzato pagando qualcosa in piu’ al portiere per spostare i cassonetti sulla strada e per la loro pulizia, poi ogni condomino si e’ adeguato agli orari (chiusi con lucchetto) ed alla turnazione del tipo di rifiuto e devo dire che tutto funziona regolarmente. Personalmente già effettuavo la differenziata con le varie campane ma devo riconoscere che con il porta a porta si riesce a riciclare almeno il 90% dei rifiuti a dimostrazione dell’assoluta inutilità dei termovalorizzatori. In ogni caso, nonostante l’ostracismo di qualcuno, tutto cio’ serve anche a cambiare mentalità ed a creare cultura per l’ambiente.

  • Portacarbone 70788
    27 lug 2010 alle 23:43

    @phrantsvotvsa: diciamo che nell’articolo si è cercato di contestualizzare anche il servizio di raccolta: laddove ancora la gente si ostina a scaricare frigoriferi e mobili per strada, mi sembra ancora molto prematuro pensare che i condòmini adattino a proprie spese i loro androni condominiali (nonostante sia una cosa normale).

  • Calò 80
    28 lug 2010 alle 9:10

    Pamax, il restante 10% dove lo metti? Per questo serve un termovalorizzatore. Parlo di tanti piccoli termovalorizzatori per smaltire solo i rifiuti non riciclabili diffusi sul territorio, non di impianti enormi come prevedeva il piano del vecchio governo regionale. La differenziata e il riciclaggio non sono alternativi ai termovalorizzatori. E un impianto del genere è decisamente preferibile alle vecchie discariche.

  • Antonio Beccadelli 0
    28 lug 2010 alle 17:54

    L’articolo proposto mi pare ben fatto e assolutamente “centrato”. Per quanto mi riguarda – come ho già scritto tempo fa su queste pagine – la raccolta (differenziata o meno poco importa) “porta a porta alla palermitana” non mi convince neanche un po’. Mi pongo (e pongo) alcune domande:

    1)anche se (ipotesi di scuola) in condominii fossero dei “paradisi” e non dei “purgatori” come nella maggior parte dei casi, come si assicura la “corvee spazzatura”? Con turni militarmente imposti? Quando si è in ferie o in vacanza bisogna comunicarlo preventivamente a tutto il palazzo? Si “prezzolerà” qualcuno – magari un “posteggiatore abusivo” a “fine turno” – per assolvere alle funzioni di “munnizzaro condominiale”?

    2) perché i “tradizionali” contenitori della differenziata sono spesso stracolmi o inesistenti “a rotazione” (o manca quello del vetro, o quello dei metalli, o quello della carta… e così via “ad libitum”)?

    3) perché chi, come me, paga regolarmente le esose tariffe “pro A.M.I.A.” (90 mq scarsi = € 205) per un servizio pessimo che, nei fatti, non assicura nemmeno la regolare spazzatura delle strade deve essere “collaborativo”? Perché mi dovrei tenere l’immondizia nell’androne (peraltro striminzito nel mio caso) del portone per abolire i cassonetti? Non è come mettere la polvere sotto i tappeti? E se il servizio salta, mi tengo il fetore, ad esempio, di residui di pesce o dei pannolini dei bambini sinché il Comune non mi fa la “grazia” di fare il proprio dovere?

    4) perché chi, come me, conferisce i rifiuti nelle ore consentite deve accettare che la maggior parte dei palermitani (dalle zone “in” alle zone “out”) li butti la mattina colmando i cassonetti sino all’ora di raccolta? Perché le autorità preposte (e per ciò pagate) non vigilano e non irrorano le dovute sanzioni? Perché detti cassonetti sono quasi tutti privi di coperchio e se ce l’hanno è invariabilmente tenuto aperto (con assi, cassette delel frutta ecc. ecc.) perché “qualcuno” non può fare la “fatica” di usare, volta per volta, l’apposito pedale? O perché tanti esercizi commerciali usano i normali cassonetti per “intasarli” di imballi e cartoni varj, quando, com’è noto, essi devono essere conferiti in modo differenziato?

    Poste queste domande, a me pare che la “raccolta porta a porta alla palermitana” sia l’ennesima furbata di un’amministrazione comunale disastrosa che non sa svolgere dignitosamente un servizio e che si “inventa” procedure vessatorie nei confronti dei cittadini (quelli onesti e rispettosi delle regole, ovviamente; gli altri potranno continuare a farsi i ca…si propri certi che nessun vigile urbano – ammesso che ancora esistano – li sanzionerà). La raccolta “porta a porta” sarà anche il metodo adottato nelle più civili città europee, ma Palermo l’ABC della civiltà deve ancora acquisirlo ed è velleitario pensare che possa correre senza nemmeno saper camminare.

  • Stefano DAmico 0
    29 lug 2010 alle 10:05

    Pare che il dibattito sia avviato e questo è già un ottimo risultato. Mi piacerebbe però che le argomentazioni siano frutto di attente analisi e non il parto della passione “verdambientalista”.
    Anzitutto non capisco perchè alcuni concittadini trovino assolutamente giustificata la maggior tassazione introdotta dalla necessità di gestire i rifiuti “in proprio” visto che paghiamo una TARSU tra le più care ed inique in Italia. Inoltre ritengo che prima di invocare “analoghi sistemi” in esercizio in altre città bisognerebbe approfondirne la conoscenza, non trascurando di ricercare anche critiche e disfunzioni. Se proprio non vogliamo sforzarci di trovare un sistema adeguato al popolo panormita non basta copiare, bisogna “saper copiare”.
    Ecco dunque alcune sintesi dei sistemi in uso nelle altre città citate nei commenti dei giorni scorsi.

    Il sistema di raccolta differenziata a Roma
    Oltre ai classici cassonetti differenziati per tipo di rifiuto a Roma è in corso di valutazione il progetto “Carretta carretta” che si propone come obiettivo la risoluzione del problema della raccolta e della differenziazione dei rifiuti, escludendo la presenza dei cassonetti.
    Il progetto prevede mezzi definiti “cassonetti mobili” che in giorni e orari prestabiliti vengono posizionati negli spazi a loro dedicati in diverse zone della città per permettere ai cittadini di disfarsi dei rifiuti prodotti.
    Come riporta Metro, quotidiano in distribuzione gratuita nella Capitale, i problemi maggiori riguardano le disfunzioni del passaggio dei camion: “dobbiamo utilizzare un magazzino refrigerato per riporre i rifiuti quando gli addetti non passano – lamenta un commerciante del centro – accumuliamo fino a 3.000 bottiglie prima che vengano quelli della raccolta vetro”.
    In ogni carretta si raccoglie un rifiuto particolare secondo un programma di raccolta differenziata già predefinito. La carretta è munita di un rilevatore di peso e di sistemi di riconoscimento di sacchetto e/o del cittadino. Dopo questa operazione il cittadino può gettare i propri rifiuti dentro la carretta.
    Gli operatori “Carretta caretta”provvedono anche all’educazione al riciclaggio e alla fornitura di sacchetti, e materiale informativo.
    Durante l’orario di sosta del mezzo, gli operatori ecologici si dedicano alla pulizia della zona limitrofa, poi riprenderanno la guida fino alla postazione successiva. Con molta semplicità i cittadini potranno raccogliere e differenziare quasi il 100% dei rifiuti solidi urbani, secondo le direttive europee.
    La possibilità di monitorare i singoli cittadini permette pure una riduzione dei costi del servizio, molto più accessibili rispetto a quelli dei sistemi attuali, e quindi una riduzione della spesa e della Tarsu, oltre ad un netto miglioramento del decoro urbano.

    Il sistema di raccolta differenziata a Milano
    Anche a Milano è partito un sistema di raccolta differenziata a domicilio. Solo in apparenza simile a quello avviato a Palermo. Vengono distribuiti (gratuitamente) grandi Sacchi neri condominiali per i rifiuti indifferenziati con prelievo bisettimanale, sacco o cassonetto (grandi produttori) grigio per i rifiuti organici con prelievo giornaliero presso i grandi produttori, cassonetto bianco condominiale per la carta (giornali, riviste, libri, quaderni, scatole di cartoncino, cartoni in pezzi, cartoni per bevande) con svuotamento settimanale, Sacco giallo condominiale per plastica e metallo (bottiglie, flaconi e sacchetti di plastica, vaschette per alimenti anche in polistirolo, scatolette e barattoli per alimenti in metallo, lattine per bevande) con prelievo settimanale.
    La raccolta rifiuti a Milano presso ogni stabile è articolata su due giorni alla settimana, in tutti e due i giorni si raccolgono i rifiuti indifferenziati; in una sola delle due giornate Amsa raccoglie i sacchi gialli per plastica e metallo e svuota i cassonetti condominiali per la raccolta differenziata di carta e vetro.

    Il sistema di raccolta differenziata a Madrid
    Il Comune di Madrid (Departamento de Residuos Sólidos de Medio Ambiente de Ayutamiento de Madrid ) è l’organo responsabile della gestione integrata dei rifiuti solidi urbani, per le attività di raccolta, smaltimento, trasporto, riciclaggio e riutilizzo. Per migliorare tale servizio, l’Ayutamiento de Madrid, gratuitamente, mette a disposizione dei cittadini dei recipienti per la raccolta dei rifiuti domestici, occupandosi altresì della pulizia, della manutenzione, della conservazione e della raccolta periodica degli stessi.

    Gli abitanti della città di Madrid, per lo smaltimento dei loro rifiuti, possono contare su una raccolta selettiva a domicilio e su una raccolta per apporto volontario (Tabella 1).
    La raccolta differenziata a domicilio è basata sulla separazione di due sacchi messi a disposizione dal comune (bolsa amarilla) che i cittadini realizzano nei loro domicili: uno per i rifiuti leggeri (tappi e contenitori di plastica, latte, detersivi, detergenti) e un altro per tutti gli altri rifiuti.
    Per la carta, il cartone, il vetro e le pile, esiste una raccolta specifica: la raccolta per apporto volontario che si svolge o porta a porta, oppure collocando i rifiuti negli appositi cassonetti posti sulla via pubblica, o nei centri per la raccolta ed il riciclaggio (CRR), oppure nei puntos limpios di Alcobendas, Alcorcón, Aranjuez, Arganda del Rey, Collado Villalba, Fuenlabrada, Getafe, Majadahonda, Las Rozas, Torrejón de Ardoz, San Lorenzo del Escorial

    Il sistema di raccolta differenziata a Parigi
    La raccolta differenziata è basata sul senso civico dei cittadini e non sulle sanzioni.
    I parigini vengono, infatti, incoraggiati a praticare la raccolta differenziata già nelle loro case tramite la collocazione, accanto alla classica pattumiera, di sacchi per gli imballaggi di cartone, plastiche, riviste, giornali, bottiglie di conserva, cioè tutto ciò che può essere riciclato.
    La classica pattumiera serve per i rifiuti ordinari, non riciclabili, da avviare ai termovalorizzatori o in discarica.
    Per il vetro esistono dei contenitori specifici distribuiti nell’ambito urbano, inoltre, mettono a disposizione dei cittadini cassonetti stradali di colori differenti: uno per la carta, gli imballaggi e i piccoli elettrodomestici, uno per il vetro e uno per tutti gli altri rifiuti non tossici.
    Per i rifiuti che, per le loro dimensioni, non possono essere collocati nelle pattumiere esistono dei centri di raccolta. In base alla loro natura i materiali portati in questi centri (calcinacci, vecchi elettrodomestici, mobili) vengono equamente ripartiti in differenti contenitori.
    In seguito, i rifiuti che sono stati pre-separati grazie alle raccolte selettive e quelli portati nelle discariche, sono presi in carico da un centro di separazione meccanizzata e, a partire dai materiali mescolati nei contenitori, è effettuata una ulteriore separazione materiale per materiale (es. la carta dalla plastica, etc.).
    Non esiste nessuna ordinanza municipale, almeno attualmente, che impone la raccolta differenziata ( la sua mancata applicazione non è passibile di sanzione). La separazione domiciliare in vista del riciclo, resta unicamente un gesto civile, già effettuato da numerosi cittadini, dato che l’80% degli immobili parigini sono stati dotati dei contenitori (il restante 20% non dispone di spazio sufficiente per poter ospitare i contenitori).

    Spero che ciò sa di stimolo ad ulteriori analisi e commenti, ma, in chiusura, non posso che formulare un’ulteriore domanda: “chi e con quali criteri (non individuati nell’Ordinanza) ha stabilito che, laddove sono stati assegnati e consegnati in custodia i contenitori condominiali, esistono effettivamente spazi adeguati?


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