20 lug 2010

Il giardino di Piazza Sant’Agata


Ha ormai preso forma il piccolo giardinetto in piazza Sant’Agata alla Guilla nel Seralcadio, davanti il palazzo dei marchesi di Sant’Isidoro. Non è male, certo le piantumazioni sono giovani e al momento appare un pò minimal, ma chissà tra qualche anno. Sono curioso di vedere il risultato tolte le lamiere di recinzione:




piazza Sant'Agata alla GuillaSeralcadio

23 commenti per “Il giardino di Piazza Sant’Agata

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  • newarch 55
    22 lug 2010 alle 18:10

    @caudino
    Non mi offendo assolutamente, però meglio un “MONUMENTI AI CADUTI” che un’area degradata e abbandonata a se stessa.
    Circa tre anni fà presentammo alla soprintendenza regionale il progetto della sistemazione a verde con annesso un piccolo parcheggio alberato, pochi posti auto a norma, il tutto in variante al piano particolareggiato esecutivo del centro storico che prevedeva un verde pubblico di progetto, purtroppo chi sta più in alto di noi non approvò, quindi tutto da rifare. Da qui la redazione di un nuovo progetto come spazio a verde. Caro Caudino capisco l’esigenza dei posti auto in una città sofferente come la nostra, mi dispiace per l’occasione persa, ma non è certo colpa del comune.

    @Luigi70
    La presenza delle piante è volutamente contenuta, sia a livello di quantità che di numero di essenze, ciò per un duplice motivo: uno è quello di far sì che il giardino abbia comunque anche degli spazi vuoti, senza piante, destinati al gioco libero, non strutturato; l’altro è quello di fare un giardino a bassissima manutenzione, in cui l’apporto idrico viene assicurato dagli operatori del Settore Ville e Giardini; ciò al fine di evitare, data la pregressa esperienza per piccoli giardini del genere (vedi giardino di via alloro), vandalizzati nell’impianto d’irrigazione, con conseguente deperimento delle piante e successivo reimpianto delle stesse.
    Il vero nodo progettuale si è incentrato sulla tipologia di giardino da realizzare. La suggestione su cui si è basata la scelta progettuale è stata quella di riproporre lo schema dei “giardini” di agrumi palermitani cintati da alte mura di pietrame. Ma contrariamente ai “giardini” palermitani (come ancora oggi vengono chiamati i fondi agricoli), quello oggetto del progetto non è propriamente chiuso, anzi, al suo interno è attraversato da un percorso urbano pedonale che collega il mercato storico del Capo e Piazza Beati Paoli, attraverso la Via Beati Paoli, con la Piazzetta S. Agata alla Guilla e la Salita Artale e quindi con il piano di Piazza Sett’Angeli e il suggestivo sfondo delle absidi della cattedrale. Quindi, un giardino concluso ma aperto allo stesso tempo con ben quattro accessi, quasi in prossimità di ogni angolo. I muri perimetrali ri-definiscono
    l’area di sedime del ex palazzo Notarbartolo di Sciara andato distrutto durante il corso degli eventi bellici della seconda guerra mondiale.

    Ringrazio @ MAQVEDA e @Paco, vi farò sapere quando il giardino sarà pronto per consegnarlo alla città. A presto vi contatterò, possiamo certamente collaborare insieme per il bene di questa città.
    Saluti


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