21 mag 2010

Birgi ci raggiunge nell’internazionale


Continua il flop di Punta Raisi nel traffico passeggeri, soprattutto internazionale. Per renderci conto del disastro, basta dare un’occhiata ai dati presi da www.assaeroporti.it:

il traffico passeggeri Gennaio/Marzo 2010 vede Punta Raisi l’unico aeroporto in perdita tra tutti quelli italiani (oltre Pisa, che però subisce un decremento più contenuto), eccetto aeroporti minuscoli come Foggia dove anche l’annullamento di una rotta può incidere notevolmente sul traffico complessivo.



Analizzando i dati, scopriamo che il nostro aeroporto ha totalizzato nei primi tre mesi appena 802.350 passeggeri, con un calo dello 0,6% rispetto l’anno precedente. Tuttavia questo dato appare ancora più grave di quel che sembra se consideriamo che nel traffico nazionale abbiamo totalizzato 738.255 passeggeri, con un timido aumento dello 0,3% rispetto al disastroso anno precedente, e 59.113 passeggeri nell’internazionale, con un decremento vertiginoso di -13,9% rispetto l’anno scorso (dove ricordiamo che eravamo già in grave perdita). Se consideriamo che Birgi in questi primi tre mesi ha totalizzato nel traffico internazionale 53.911 passeggeri, con un incremento del 151,4%, ci renderemo facilmente conto che siamo stati raggiunti in poco meno di due anni, ovvero da quando la compagnia irlandese Ryanair è approdata nel trapanese. Inoltre, a parimerito, ci accorgiamo che Birgi offre molte più destinazioni internazionali di Punta Raisi, che si limita a concentrare l’intero traffico su pochissime rotte. Sono cifre che devono fare riflettere, soprattutto in quanto Gesap dal lontano 2005 prevede il raggiungimento della soglia di 5 milioni di passeggeri in un anno, invece siamo decresciuti costantemente. L’anno scorso c’era la scusa della crisi, ma adesso? Tutti gli aeroporti più importanti sono in crescita.

Dati Gennaio/Marzo:
Catania 1.162.138 passeggeri (+10,1% rispetto l’anno precedente)
Bologna 1.086.196 passeggeri (+29,2% rispetto l’anno precentente)
Bergamo 1.625.591 passeggeri (+14,1% rispetto l’anno precedente)
Cagliari 613.103 passeggeri (+17,9% rispetto l’anno precedente)
Malpensa 4.048.841 passeggeri (+9,0% rispetto l’anno precedente)
Fiumicino 7.279.817 passeggeri (+8,5% rispetto l’anno precedente)
….

Insomma, le compagnie internazionali abbandonano Punta Raisi, che si conferma ancora una volta aeroporto interregionale. Le poche rotte rimaste sono per lo più charter estivi o voli concentrati tutti su poche capitali redditizie come Parigi e Londra, anche se per quest’ultima ahimè siamo riusciti a perdere un volo consolidato come Palermo-Londra Stansted di Ryanair. Il paradosso è che, per posizione geografica, Punta Raisi si rivela un crocevia strategico per i paesi del mediterraneo. Dal nostro aeroporto si potrebbe tranquillamente far scalo per città importanti come Il Cairo, Istanbul, Atene ecc. Invece, se un siciliano volesse raggiungere una di queste tre capitali, dovrebbe paradossalmente salire sino a Milano per poi scendere nuovamente. L’aeroporto è l’infrastruttura più importante di una città in quanto apre la città al mondo esterno. La nostra politica si è rivelata ancora una volta fallimentare e del tutto inadeguata a gestire un nodo così importante, isolandoci sempre di più. Mancanza di competenza? Mancanza di volontà? Qualunque sia la causa, sarebbe ora di chiedersi seriamente se sia il caso di privatizzare Punta Raisi e cominciare a considerarlo come un’azienda, cedendo una volta per tutte le quote di comuni e provincia. Purtroppo “pubblico” in Italia è sinonimo di fallimento.
Come se tutto questo non bastasse, da un’indagine di AltroConsumo, associazione a tutela dei consumatori, risulta che Punta Raisi sia uno degli aeroporti peggiori del mondo; siamo infatti al 139esimo posto su un totale di 150, al pari di aeroporti come Heraklion e Hurghada. I criteri di valutazione dell’indagine si sono basati principalmente sulla qualità dei servizi in arrivo e in partenza su un campione di 10 mila viaggiatori. Sebbene da parte nostra riteniamo che questa indagine sia forse un po’ troppo severa, i dati sono da prendere comunque in seria considerazione. Attendiamo ancora risposte da Gesap in merito, sperando che ci si stia organizzando per portare avanti una strategia di pianificazione e privatizzazione che possa costituire un vero rilancio per un’infrastruttura così importante per il nostro territorio.

Palermo “hub del mediterraneo”? Se questo vuol dire che “siamo a mare” può anche darsi…


aeroportoassaeroporticrisidati trafficogesapmobilita palermopunta raisitraffico aereotraffico aeroportualevoli

Articolo precedente

60 commenti per “Birgi ci raggiunge nell’internazionale

Comment navigation

  • aledeniz 174
    26 mag 2010 alle 2:17

    @blackmorpheus:
    Sul campanilismo, ad esempio in un commento (http://www.mobilitapalermo.org/mobpa/2009/02/14/gesap-pubblica-video-sullo-sviluppo-aeroportuale-di-palermo/#comment-4455) ad un altro articolo qui su Mobilita Palermo hai scritto: “le low cost saranno sempre più attirate dallo scalo trapanese in quanto comporta costi inferiori e tutto il sistema internazionale sarà decentrato verso Trapani. Cosa che non è assolutamente logica visto che in quanto capoluogo i servizi dovrebbero essere accentrati su di noi.”

    Questo genere di approccio del voler accentrare i servizi su Palermo ad ogni costo e senza considerare gli eventuali ritorni degli investimenti lo trovo assolutamente sbagliato. In Andalusia la capitale è Siviglia, ma l’aeroporto principale che gestisce quasi il 90% dei pax internazionali è Malaga, che si trova a 220km, e per ottime ragioni.

    Attenzione: non trovo sbagliato che si debba cercare di far sviluppare maggiormente il traffico internazionale su Punta Raisi, soprattutto per quanto riguarda il p2p ed i collegamenti intramediterranei, ben vengano, quello che trovo sbagliato è di volerlo fare solo perché Palermo è Palermo.

    Per fare un esempio, è impossibile dimostrare che investire i 210 milioni e rotti attualmente assegnati a Punta Raisi per i prossimi anni non avrebbero potuto avere un ritorno ben maggiore per l’economia Siciliana, e probabilmente sul medio periodo anche per quella Palermitana, se invece fossero stati anche soltanto parzialmente investiti per fare un paio di aeroporti spartani con terminal low cost, uno in provincia di Agrigento e l’altro sulla costa Tirrenica.

    Soprattutto la provincia di Agrigento è una miniera turistica che aspetta soltanto di essere aperta.

  • aledeniz 174
    26 mag 2010 alle 3:03

    @Orazio:
    Sul “deserto”, con tutto il vino che producono nel Trapanese (tra i 400 ed i 500 milioni di litri annui, il doppio di tutta la Toscana e poco meno di tutto il Cile) probabilmente un lago ce lo potrebbero riempire …

    Seriamente, probabilmente quando fai benzina probabilmente compri “made in Trapani” (tutto il bioetanolo nel carburante) oppure quando ricicli probabilmente aumenti il PIL della provincia di Trapani, soltanto che come tanti magari non te ne rendi conto.

  • blackmorpheus 54519
    26 mag 2010 alle 7:26

    @aladeniz

    qui non c’entra il campanilismo, perché non è che bisogna puntare su Punta Raisi in quanto è l’aeroporto del capoluogo e quindi siamo più fighi! Si deve puntare su Punta Raisi perché Palermo è l’unico nodo di smistamento della Sicilia!!! Trapani è in mezzo al deserto ed è mal collegata…tra l’altro è in una posizione geograficamente scomoda perché si trova nella punta estrema, e da lì è difficilissimo raggiungere qualsiasi punto della Sicilia. Da Palermo invece partono i pullman e i treni per tutte le destinazioni siciliane, che ok faranno pur schifo, ma sono l’unico modo per muoversi. Per questo non puoi paragonare città come Siviglia e Malaga a Palermo. Perché lì in Spagna le infrastrutture le hanno e funzionano pure bene! Quindi anche se l’aeroporto di Malaga è a 200 km…in meno di un’ora di treno sei dove vuoi. In Sicilia, col sistema infrastrutturale da terzo mondo che ci ritroviamo…anche la posizione di un aeroporto è rilevante. Tu dici “ben venga l’aeroporto di Agrigento”! Per me è follia PURA, anzi PURISSIMA. L’aeroporto di Agrigento è la solita stronzata che tirano fuori questi tristi politicanti da quattro soldi che non hanno idee nè voglia di fare nulla, se non mantenere il culo incollato alla poltrona. Qua bisogna fare sistema, altro che costruire nuovi aeroporti! Servono i collegamenti tra gli aeroporti principali e tutte le altre destinazioni siciliane! Un’ennese deve poter raggiungere Fontanarossa in meno di mezz’ora! Lo stesso un agrigentino per quanto riguarda Punta Raisi! Servono collegamenti in treno veloci, servono autostrade, non servono certo altri aeroporti! L’Andalusia ha un solo aeroporto principale, più un altro che non mi ricordo esattamente dove sta. In Spagna gli aeroporti principali sono davvero pochi, e sono quelli che servono il traffico aereo della nazione in modo egregio, facendo sistema con le infrastrutture ferroviarie e autostradali. L’aeroporto non è una stazioncina che ti trovi sotto casa, l’aeroporto serve a collagare un punto A con un punto B, stop! Al resto ci pensano le strade e le ferrovie. In Sicilia abbiamo quattro aeroporti (sei se contiamo anche Lampedusa e Pantelleria). Comiso chissà quando verrà aperto, e già molti lo definiscono un progetto morto in partenza. Trapani esiste solo perché danno le sovvenzioni a Ryanair, altrimenti sarebbe l’ennesimo aeroporto inutile che non verrebbe considerato da nessuno. Gli unici aeroporti che servono sono Catania e Palermo, le principali città siciliane che fanno da nodo di interscambio per raggiungere tutte le altre località occidentali e orientali. L’aeroporto è un ottimo strumento di propaganda politica, perché con 40 milioncini di euro di fai un progetto che ti porta moltissima visibilità e tantissimi voti…anche se poi il progetto è totalmente inutile, ma la gente non è abituata a pensare. Invece pianificare sul territorio, investire su ferrovie e autostrade è un lavoro molto più complesso, per politici abili e volenterosi, non certo per questi esperti di sottosviluppo; un lavoro nel quale nessuno vuole mettere mano ovviamente, perché l’unica cosa che importa veramente è la poltrona. E intanto si sperpera il denaro pubblico su un progetto come l’aeroporto di Agrigento, delirio PURO. Progetto che ricordiamo essere stato sempre bocciato, e ogni volta ripescato per le speculazioni dei vari partiti che ci stanno addosso. Ad Agrigento non si investe un centesimo sul turismo, però vogliono l’aeroporto! L’unica cosa che funziona è la splendida valle dei Templi, ma solo perché è gestita da privati! Qui ci vuole una programmazione regionale seria, una pianificazione orientata allo sviluppo territoriale e alla valorizzazione del patrimonio artistico-culturale della Sicilia. Servono infrastrutture e collegamenti all’interno dell’isola e fuori. Senza queste cose non andiamo da nessuna parte

  • aledeniz 174
    26 mag 2010 alle 13:09

    @blackmorpheus:
    In Andalusia di aeroporti ce n’è più che in Sicilia.

    Quando l’aeroporto di Malaga, che è decentrato come lo sarebbe un aeroporto ad Agrigento, ha iniziato ad essere usato come porta d’ingressso per il traffico internazionale, per raggiungerlo da Siviglia o da buona parte dell’Andalusia dovevi passare per trazzere non asfaltate, come erano buona parte delle strade Spagnole fino a non molti anni fa.

    La situazione infrastrutturale attuale è stata permessa anche utilizzando le risorse create dai profitti realizzati portando i turisti direttamente nelle zone turistiche, costruendo aeroporti all’uopo dedicati data la totale insufficienza infrastrutturale pre-esistente.

    Già scritto ad libitum, Trapani, Comiso o Agrigento non hanno ragion d’essere come nodi di smistamento, ma come porti di ingresso per il turismo internazionale.

    Per quanto ne so e per quanto abbia visto, Trapani non si trova in mezzo ad un deserto.

    Quella che è follia pura non è un aeroporto ad Agrigento, ma una aviopista ad Agrigento. Sono cose ben diverse.

  • blackmorpheus 54519
    26 mag 2010 alle 14:25

    ps: l’Andalusia possiede 5 aeroporti: Malaga, Siviglia, Cordoba, Granada e Jerez. Questi aeroporti sono distribuiti in un territorio di 87.000 km quadrati. La Sicilia attualmente possiede 4 aeroporti, più un quinto che potrebbe essere costruito ad Agrigento, e un sesto che si comincia a vociferare dovrà essere costruito a Messina, per un totale di sei aeroporti escludendo i due delle isole di Pantelleria e Lampedusa. Il territorio siciliano ha una superficie di appena 25.000 km quadrati. Tra l’altro gli aeroporti dell’Andalusia sono Malaga, Siviglia e Granada con un traffico aereo rispettivamente di 13 milioni di passeggeri l’anno, 4 milioni di passeggeri l’anno e 1milione 400 mila passeggeri l’anno. L’aeroporto di Cordova conta appena 22 mila passeggeri l’anno, Jerez 1300 passeggeri l’anno, un traffico ridicolo. Quindi sostanzialmente l’Andalusia ha di fatto un solo aeroporto con traffico internazionale, e altri due con un traffico discreto, distribuito in un territorio che è quasi 4 volte più grande della Sicilia.

    Tra l’altro Siviglia sarà pure la capitale dell’Andalusia, ma Malaga ha un bacino di utenza decisamente maggiore perché serve tutta la costa del Sol. Questo a dimostrare che un aeroporto deve tenere conto della posizione geografica e del possibile bacino di utenza, non c’entra nulla capitale o meno.

  • Calò 80
    26 mag 2010 alle 14:47

    Aledeniz, io ho visto solo commenti con un minimo di logica, quella che forse tu non hai. E tanto difficile comprendere che per i palermitani(essendo con la provincia quasi 1/4 degli abitanti della Sicilia) è poco logico andare a Birgi per prendere l’aereo e che nello stesso tempo è illogico costruire aeroporti in territori che senza sovvenzioni un aeroporto non arriva nemmeno ad 500.000 passeggeri? Forse si.

    Le tasse aeroportuali non puoi toglierle, perchè le società di gestione andrebbero automaticamente in perdita(già, seppur di poco, lo sono). E non sono certamente quelle che incidono sull’arrivo di vettori low cost a Punta Raisi che peraltro ha tasse aeroportuali tra le più basse d’Italia.

    Chinisia è nato ad un centinaio di chilometri da un aeroporto già funzionante dal 1931 ovvero Boccadifalco, Poi sostituito da Punta Raisi. Ma questo non ce lo ricordiamo mai, vero Aledeniz?

    L’Andalucia ha 5 aeroporti, un territorio molto più grande del nostro e 3 milioni di persone in più rispetto a noi. E con questo ho detto tutto.

  • aledeniz 174
    26 mag 2010 alle 17:44

    @Calò:
    Sul breve periodo per lo sviluppo economico della Sicilia, che i Palermitani debbano andare a Birgi o che i Trapanesi debbano andare a Punta Raisi, e puoi continuare con tutte le combinazioni possibili e potenziali tra tutte le altre province, città ed aeroporti della Sicilia, ha una importanza minima (sul medio-lungo periodo il discorso è ovviamente diverso).

    A Trapani per i voli nazionali sbagliano a fare il co-marketing, a meno che non siano costetti a farlo per ottenere i voli internazionail, che sono quelli che contano.

    A Palermo sbagliano a non fare il co-marketing per i voli internazionali in bassa stagione p2p. La colpa in questo caso non credo sia della GESAP, ma degli elettori che preferiscono eleggere politici che preferiscono “investire” in sagre di paese, associazioni culturali ed altre amenità, invece che per incentivare il turismo internazionale.

    Le tasse, per i voli nazionali, vanno benissimo, e va bene anche aumentarle, così come probabilmente possono essere accettabili anche ad Agosto o sotto Natale perfino per gli internazionali.

    Sui voli internazionali non in alta stagione però il discorso è completamente differente, il pax internazionale vale tanto oro quanto pesa, disincentivarlo a Febbraio o Ottobre per una tassa aeroportuale di poche decine di Euro è una solenne idiozia, fortunatamente quel minimo di logica che serve per arrivarci non mi manca.

    Quando c’era l’aeroporto a Chinisia, c’erano voli regolari tra Boccadifalco e Chinisia, che poi continuavano per Pantelleria e Tunisi (e se non erro anche Tripoli, ma potrei sbagliarmi).

    Sia Milo, coevo a Boccadifalco, che Chinisia che Birgi sono nati come aeroporti militari, aperti gli ultimi due al traffico civile. Il costo di tenerli aperti è ricaduto storicamente quasi completamente sull’aeronautica militare, che ancora oggi gestisce diversi servizi, il costo per tenere oggi Birgi aperto anche al traffico civile è minimo rispetto al costo per tenere aperti decine di aeroporti civili in Padania o altrove.

    Infine, se le società di gestione non riescono a gestire gli aeroporti, che le nazionalizzi il governo Siciliano e le dia in gestione a chi ha le competenze e la potenzialità (facevo altrove il discorso su società come TAV per le quali PMO potrebbe essere un interessante investimento).

  • Calò 80
    26 mag 2010 alle 18:05

    Secondo me è una solenna idiozia pensare che poco più di 3 euro a passeggero disincentivino il traffico internazionale. I motivi per cui ci sono poche rotte internazionali a Punta Raisi è sicuramente un altro.

    Le società di gestione sono amministrate dagli stessi politici che amministrano la Regione, le province e i comuni. La regione è sull’orlo della bancarotta e sicuramente non può permettersi di acquistare gli aeroporti.

  • blackmorpheus 54519
    26 mag 2010 alle 18:10

    a parte che Punta Raisi funziona esattamente come tutti gli altri aeroporti italiani…il traffico internazionale però altrove funziona, da noi no. Tra l’altro è ancora più assurdo perché essendo un’isola dovremmo avere un traffico internazionale più alto data la difficoltà di collegamenti. Palma de Mallorca ha 400 mila abitanti e non ha neanche un decimo delle attrazioni turistiche della Sicilia. Eppure il suo aeroporto, tra l’altro a carattere prettamente estivo, fa 23 milioni di passeggeri l’anno…23 milioni…

    Punta Raisi doveva raggiungere 5 milioni di passeggeri nel 2005. Al giorno d’oggi non arriviamo nemmeno a 4 milioni e mezzo, e sono tutti voli nazionali

  • aledeniz 174
    26 mag 2010 alle 23:16

    @Calò:

    Questi sono i dettagli di tasse e tariffe per i voli nazionali in partenza da TPS e PMO per Meridiana e Ryanair:

    Meridiana

    TPS
    EX – SECURITY BAG CHARGE : 1.29 EUR
    FN – DOMESTIC VALUE ADDED TAX : 1.09 EUR
    HB – COUNCIL CITY TAX : 4.50 EUR
    IT – EMBARCATION TAX : 3.34 EUR
    MJ – PASSENGER SERVICE CHARGE : 0.31 EUR
    VT – SECURITY CHARGE : 1.81 EUR

    PMO
    EX – SECURITY BAG CHARGE : 1.71 EUR
    FN – DOMESTIC VALUE ADDED TAX : 1.18 EUR
    HB – COUNCIL CITY TAX : 4.50 EUR
    IT – EMBARCATION TAX : 3.76 EUR
    MJ – PASSENGER SERVICE CHARGE : 0.43 EUR
    VT – SECURITY CHARGE : 1.81 EUR

    Ryanair:

    TPS
    » Taxes and Fees 11.44 EUR
    » Aviation Insurance/Passenger with Reduced Mobility Levy 6.49 EUR
    » Italian Domestic VAT 10% su Fare, Taxes, Fees, AI & PRM

    PMO
    » Taxes and Fees 12.31 EUR
    » Aviation Insurance/Passenger with Reduced Mobility Levy 6.49 EUR
    » Italian Domestic VAT 10% su Fare, Taxes, Fees, AI & PRM

    Evitiamo poi di parlare di Alitalia.

    Per PMO, il problema è notevolmente peggiorato dal fatto che i voli internazionali spesso non sono p2p, ed i turisti stranieri devono passare da FCO con Alitalia e da altrove con altri, da una veloce simulazione per Giugno un ipotetico turista che volesse comprarsi un A/R da Londra a Palermo con Alitalia dovrebbe pagare oltre 110.69 EUR soltanto di tasse e supplementi (di cui £10 per l’APD Britannica), oltre a circa altri 200 EUR di biglietto.

  • aledeniz 174
    27 mag 2010 alle 13:35

    @blackmorpheus:
    Ti chiedi perché PMI faccia ~23 mln di pax annui (ed ha capacità per farne 32) e PMO è ferma a ~4.5 mln?
    La risposta è semplicissima: metti che volessi andare a farmi una vacanza in Sicilia, vado su lastminute.com, seleziono partenza da Londra, destinazione Sicilia, partenza qualsiasi giorno di Giugno, mi ritorna soltanto una, dico una (1), opzione, ~830 EUR a persona per 7 giorni a Catania, letto e colazione.

    Vuoi provare le Baleari?

    Siti come quello riportano letteralmente centinaia di offerte per la Spagna, in qualsiasi periodo dell’anno, e coprono una gamma pressoché completa delle possibili richieste del mercato turistico.

    Ti faccio soltanto notare che stamattina sul Metro Britannico, che ha una tiratura giornaliera di 1.4 mln, offrivano Tenerife (alle Canarie, ben più distanti che le Baleari da Londra, per cui il costo del trasporto aereo incide di più) a ~220 EUR a persona per 7 giorni _all inclusive_.

    Recentemente ho consigliato un mio collega ad andare a Malta invece che alle Canarie, alla fine ci è andato, ha pagato marginalmente di più a parità di servizio, ma è rimasto contento.

    Non avrei mai potuto consigliargli la Sicilia, perché a parità di servizio avrebbe dovuto purtroppo pagare 3 o 4 volte la stessa cifra, il che è ovviamente improponibile.

    Da circa 3 anni PMO e TPS fanno insieme ~1 mln di pax internazionali (nel 2009 1000644), bisogna impegnarsi per farne di più, e diminuire le tasse aeroportuali è certamente un metodo efficiente per farlo, ma non basterà certo quello per arrivare ai livelli di Baleari o Andalusia.

  • blackmorpheus 54519
    27 mag 2010 alle 13:48

    @aladeniz

    hai presente che Punta Raisi ha le tasse aeroportuali bassissime? Per passeggero non guadagnano neanche la metà rispetto all’aeroporto di Pisa. Tanto che devono chiedere un adeguamento delle tariffe perché così vanno in perdita. Non c’entrano le tasse aeroportuali, c’entra il fatto che la Sicilia non è pubblicizzata per niente…a nessuno frega del turismo. La Spagna investe TUTTO sul turismo, e questo fa sì che anche se Palma de Mallorca sia decisamente meno attraente delle nostre mete, attiri turisti a carriolate. Per non parlare del fatto che le nostre città ormai sono soffocate dal traffico e dall’immondizia, non c’è nessun servizio per il turista, persino trovare un bagno pubblico è impossibile! Le indicazioni non ci sono, le isole pedonali nemmeno, i musei sono gestiti malissimo e non sono curati. Siamo nelle mani di un branco di imbecilli, non è certo colpa delle tariffe aeroportuali, che come ci sono da noi, ci sono anche nelle altre città italiane, che però a differenza nostra attirano le compagnie low cost e non. Quando si parla di low cost non esiste solo Ryanair, secondo me Easyjet è molto più conveniente perché sceglie sempre aeroporti principali, oppure anche Wizzair sarebbe una valida alternativa. Trapani Birgi ci sta facendo indirettamente un favore enorme, perché è l’unica risorsa attualmente per portare un po’ di turismo nella Sicilia occidentale…dipendesse dai nostri politici che infilano le mani ovunque, a quest’ora saremmo combinati peggio di ora. Punta Raisi è un disastro, e credo che non sia mai stato così scadente come oggi, sia in termini di servizi, che di mancanza di voli.

  • blackmorpheus 54519
    27 mag 2010 alle 13:50

    la differenza sta in un volo diretto. Come hai ben detto tu, per arrivare in Sicilia un turista deve fare i salti mortali perché non ci sono voli diretti. Dovremmo chiederci del perché non ci sono i voli diretti! Le tasse non c’entrano, perché come si pagano in altri aeroporti si pagherebbero a Punta Raisi e anche meno. Il punto è che la Sicilia è stata ammazzata economicamente, e il turismo che potrebbe essere l’unica risorsa su cui puntare veramente, non è per niente agevolato…anzi è ostacolato in tutti i modi. Qui si deve restare sottosviluppati, purtroppo è così che vogliono. Se ci fosse un minimo di meritocrazia, tutti sti buffoni sarebbero da sbattere fuori a calci nel sedere

  • aledeniz 174
    27 mag 2010 alle 23:56

    @blackmorpheus:
    La differenza non è soltanto data dal volo diretto, ma anche dalla ridotta offerta turistica, e da tutti i servizi al contorno che gli enti locali non riescono ad offrire, almeno al livello richiesto (esemplare al proposito, la recente intervista ad un piccolo imprenditore turistico nel Trapanese su http://www.altratrapani.it/index.php?option=com_content&task=view&Itemid=106&id=1096, ed a Palermo è anche peggio perché almeno ad oggi a Trapani il turista non si trova a dover scalare montagne di immondizia ad ogni pié sospinto).
    Sulla mancanza di meritocrazia e sull’illiberalità della società Siciliana, per non parlare dell’oppressione coloniale da parte della RI, non posso che concordare.

  • aledeniz 174
    28 mag 2010 alle 0:02

    @blackmorpheus:
    Come chiaramente mostrato sopra nella risposta a Calò, le tasse a TPS sono leggermente inferiori che a PMO (la differenza è di poco meno di 1 Euro comunque).
    Mantenere o anche aumentare le tasse aeroportuali a Luglio-Agosto, Natale e Pasqua o generalmente in alta stagione non è un problema particolare, ma farle pagare a Novembre o Febbraio è semplicemente sbagliato.
    Altri paesi Europei (Spagna, Grecia, Irlanda in testa) non le fanno pagare (tutto l’anno in molti casi), chiederle per la Sicilia significa semplicemente aumentare il gap di competitività a sfavore dell’industria turistica Siciliana nei confronti dei concorrenti.

  • aledeniz 174
    28 mag 2010 alle 0:22

    @blackmorpheus:
    BTW, a quanto pare GESAP ha già pubblicato anche i dati di Aprile: http://www.gesap.it/cartella_immagini/cartella_348/GesAP%20-%20Traffic%20Statistics%20apr%2010.pdf

    Sul totale passeggeri di Aprile è stata una gran mazzata, 352.726 (-11.89%), ma onestamente mi aspettavo di peggio, ovviamente ha pesato tantissimo la chiusura dei cieli Europei per via dell’eruzione dell’Eyjafjallajökull.

    I pax internazionali ad Aprile dovrebbero essere stati 49.459, e qui purtroppo continua la dolente nota, perché nel 2009 erano 69.167, poco meno del 30%, un vero e proprio crollo, anche se ovviamente anche qui avrà pesato l’effetto della nube vulcanica.

  • mars 76 0
    28 mag 2010 alle 8:36

    Non ci dimentichiamo che aprile è stato il primo mese di chiusura della storica rotta ryanair per Stansted.
    Considerando che il volo viaggiava quasi pieno significa che mancano già solo per questo, 180×2=360 pax al giorno per 30 giorni: più di diecimila pax persi più quelli persi per il vulcano.
    Il volo di easyjet per Londra chiaramente è inziato troppo tardi e con sole tre frequenze settimanali, per cui non può compensare.
    Comunque pare che il volo ryanair dovrebbe tornare a ottobre (è già segnato sul sito ryanair simulando checkin on line, speriamo non se ne pentano)

  • monte_Pellegrino 597
    30 mag 2010 alle 18:21

    Aeroporto di Boccadifalco: in passato questo sito ha ampiamente parlato di un prossimo rilancio con utilizzo per i voli di aerei che atterrano su pista corta. Che fine hanno fatto questi progetti?

  • monte_Pellegrino 597
    02 ott 2010 alle 9:25

    A proposito di traffico passeggeri degli aeroporti della Sicilia, per il 2009 il rapporto corretto è 6 milioni /annui Catania contro 4, 3 milioni/annui Palermo e 1 milione/anno Trapani. È pubblicato alla seguente pagina per il traffico 2009 e basta guardare lì la colonna di destra con i totali: http://www.assaeroporti.it/ViewPasseggeriProg.asp?mese=12&anno=2009&lingua=it
    Attualmente, delle 9 provincie siciliane una sola usa l’aeroporto di Palermo (Palermo) una sola quello di trapani (trapani) e ben sette (Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Agrigento, Caltanissetta e Enna) usano l’aeroporto di Catania. Gradirei una valutazione da parte di altri esperti su quanto traffico annuo perderà Catania appena si aprirà l’aeroporto di Comiso (è imminente) poi quanto ne perderà ulteriormente appena Messina completerà la linea di aliscafi (uno all’ora?) che collegheranno appunto la città con il molo dell’aeroporto di Reggio Calabria (imminente); Poi ancora quanto ne perderà allorquando si farà l’aeroporto di Agrigento (lontano nel tempo).
    Chiaramente l’essere il primo aeroporto dell’isola non è una questione di campanilismo, ma è un motivo di attrazione ulteriore di traffico, di commerci e di turismo. Io penso che alla fine Palermo agguanterà Catania.


Lascia un Commento