27 apr 2010

Trenitalia va via, ma c’è chi si organizza.


Novità in vista mentre gli autotrasportatori lamentano l’entrata in vigore, da giugno, dell’Ecopass per attraversare lo Stretto. Gmc ottiene la licenza per il trasporto ferroviario e presenta il Piano industriale alla Regione.
Trenitalia decide di far “saltare” alcune corse, non tutte le province sono ben collegate dai bacini aeroportuali, le coste non sempre sono raggiungibili annoveriamo l’assenza di porti turistici. E da ultimo, il sindaco di Messina decide di adottare un “eco-pass” in vigore dal 1° giugno.
«Il trasporto ferroviario – dice Giuseppe Campione, a.d. Gruppo Logistico GMC – è la sola modalità ad impatto ecologico zero, ed è il solo che consentirà a città come Messina di rinascere. Stati come la Svizzera e l’Austria, Paesi di transito verso l’Europa, per il solo attraversamento impongono tasse ai mezzi pesanti che variano dai 150 ai 450 euro a seconda i km percorsi, e noi ci scandalizziamo se il sindaco di Messina richiede 9 euro per l’eco-pass».
Il treno si sa, ha anche il suo fascino. E per ovviare al garbato abbandono in Sicilia di Trenitalia, il Gruppo Logistico GMC, l’unica società siciliana privata operante nel campo della mobilità, ha ottenuto nelle scorse settimane dal ministero dei Trasporti, la licenza per il trasporto passeggeri in Sicilia.
Ora ha presentato alla Regione Siciliana il piano industriale delle attività di trasporto a mezzo ferrovia che, operativo dal 2011, prevederà la realizzazione di due linee (turistica e business). Piano che è stato accolto favorevolmente da Vincenzo Falgares (dirigente generale Dipartimento Trasporti Regione Siciliana).
Le locomotive di produzione svizzera avranno una capacità di 250 posti e una velocità che può raggiungere i 150 km/h. Velocità che varierà per le condizioni attuali delle linee ferrate siciliane ma, basterebbero pochi interventi, con investimenti limitati (pare siano già disponibili) per consentire di velocizzare tratte come la CT-PA, la ME-PA, la CT-AG e la AG-PA.

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26 commenti per “Trenitalia va via, ma c’è chi si organizza.

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  • Lele 6797
    29 apr 2010 alle 13:38

    per della valle e montezemolo ho detto la stessa cosa. è naturale che l’utenza sia diversa per l’alta velocità, che uso quando mi sposto da milano a bologna per lavoro. sono d’accordo quando parli che il servizio deve ed ha una rilevanza sociale. giusto anche che gli imprenditori devono avere prezzi bassi per la logistica ed essere competitivi con i loro prodotti sul mercato, ma è anche vero che trenitalia ha fallito e non vuole più occuparsene. io penso che i servizi basilari devono rimanere pubblici, il mio dubbio è soltanto che il privato si trasformi in un pubblico celato da favoritismi, soldi a pioggia e servizi scadenti. speriamo che questa società ha interesse ad investire sulla rete e renderla pian piano al passo con le regioni del nord.

  • Calò 80
    29 apr 2010 alle 17:04

    Lele appunto per non dare privilegi a nessuno, bisogna fare una gara d’appalto europea. La regione fa contratti di servizio di 5 anni, se non si riterrà soddisfatta, alla scadenza del contratto di servizio fa un’altra gara d’appalto.

  • Calò 80
    29 apr 2010 alle 17:06

    Un’altra cosa: non è che Trenitalia abbia fallito con il trasporto delle merci, solo che non riceve abbastanza finanziamenti per assicurare in simile servizio, come lo ricevono altre aziende straniere. E quindi se deve farsi carico del trasporto merci, lo fa solo dove conviene.


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