21 apr 2010

Primavera, tempo di “floating cities” e non solo….



Le “floating cities” approcciano Palermo. Una mobilità che arriva dal mare.

Le floating cities sono città galleggianti, navi da crociera da 5000 persone che arrivavo a coppia nello stesso giorno a Palermo dalla primavera all’autunno di ogni anno.

Una boccata di ossigeno economico per la città. Turismo nella nostra città, cosa c’è di meglio per risollevare l’economia asfittica di Palermo ?!

Ma oltre a portare migliaia di turisti al giorno e relativi acquisti nei negozi di Palermo, queste “floating cities” cosa portano in città ?

Oltre ai negozianti del centro urbano sono le cabine fisse di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico gestite dall’AMIA ad accorgersi della presenza delle “floating cities”.

Se ne accorgono eccome!

Queste “foating cities” emettono in particolare biossido di zolfo, SO2, come si può rilevare dai dati sull’inquinamento atmosferico della città che vengono quotidianamente pubblicati sul sito web dell’AMIA.

Per capire l’impatto delle emissioni di SO2 delle navi ormeggiate al porto si effettua un analisi comparativa tra 2 stazioni di monitoraggio dell’inquinamento:

- una vicina al porto (Piazza Castelnuovo)

- e una più lontana (Piazza Giulio Cesare).

Il confronto tra la stazione di Piazza Giulio Cesare e quella di Piazza Castelnuovo  per i periodi da aprile a settembre degli ultimi anni (2006-07-08-09) viene effettuato per capire i giorni tipo della concentrazione di biossido di zolfo (S02) e verificare la coincidenza settimanale con lo stazionamento delle navi da crociera al porto.

Le emissioni di SO2 rilevate dalla cabina di monitoraggio  di Piazza Castelnuovo per il periodo primaverile-estivo degli anni dal 2006 al 2009, sono estremamente superiori a quelle rilevate negli stessi periodi dalla cabina di Piazza Giulio Cesare.

La maggiore concentrazione di SO2 nella cabina di Piazza Castelnuovo avviene principalmente nei giorni di martedì, domenica e lunedì. I dati della cabina di Piazza Castelnuovo legano le emissioni di SO2 ai giorni di  stazionamento delle navi da crociera in porto. Con tale metodo “scientifico”, basato sull’analisi di dati oggettivi, si può affermare quindi che è certo che le navi da crociera hanno un impatto negativo sulla qualità dell’aria delle zone della città più prossime al porto.

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NORMATIVA ITALIANA

Il Decreto Legislativo n. 205 del 6.11.2007 (di attuazione della direttiva comunitaria n. 2005/33/CE) impone che gli enti portuali effettuino dei controlli documentali sul tenore di zolfo nei combustibili per uso marittimo utilizzato dalle navi in stazionamento nel porto. Per intenderci la norma prevede che l’ente portuale puo’ domandare “la documentazione” al capitano della nave da crociera che arriva al porto di Palermo, attestante il tenore di zolfo del combustibile utilizzato nelle manovre di entrata al porto. Ci domandiamo: ma oltre al controllo di tipo documentale, viene effettuato un controllo strumentale per verificare l’effettivo tenore di zolfo nel combustibile delle navi da crociera? A questa domanda potrebbe rispondere la Capitaneria di Porto.

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NORMATIVA COMUNITARIA

La Commissione Europea ha emanato una Raccomandazione della del 8 maggio 2006 (n. 2006/339/CE) “finalizzata a promuovere l’utilizzo di elettricità erogata da reti elettriche terrestri per le navi ormeggiate nei porti comunitari” che prevede per le città con traffico portuale (non c’è dubbio che Palermo rientra in questo caso), la possibilità di realizzare sistemi di fornitura di energia elettrica alle navi in temporaneo stazionamento al porto, permettendo lo spegnimento dei motori.

Al punto 1 la Raccomandazione 2006/339/CE prevede che gli Stati membri dovrebbero prendere in esame la possibilità di installare sistemi di erogazione dell’elettricità dalle reti terrestri per le navi ormeggiate nei porti, in particolare in quelli in cui vengono superati i valori limite per la qualità dell’aria.

Al punto 5 la Raccomandazione  2006/339/CE prevede che  gli Stati membri dovrebbero sensibilizzare le autorità locali competenti delle zone portuali, le autorità marittime, le autorità portuali, le società di classificazione e le associazioni industriali in merito all’erogazione di elettricità dalle reti terrestri.

Nelle “Conclusioni” dell’allegato alla Raccomandazione 2006/339/CE si legge “che per le navi con motori più grandi che approdano regolarmente nello stesso porto, l’erogazione di elettricità da terra dovrebbe essere un’opzione da preferire, sotto il profilo ambientale ed economico, rispetto all’impiego di combustibile contenente lo 0,1 % di zolfo.  In termini economici, questo sistema di erogazione dovrebbe comportare un risparmio per le navi nuove che utilizzano combustibile a basso tenore di zolfo e che approdano regolarmente nello stesso porto, in particolare — ma non solo — in presenza di esenzioni fiscali come quelle consentite dalla direttiva 2003/96/CE. Gli Stati membri e le autorità locali potrebbero voler prendere in esame altri strumenti per incentivare i porti ad investire nell’infrastruttura di erogazione dell’elettricità tramite allacciamento alle reti terrestri e a garantirne l’impiego.”

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Quindi….

per concludere ……

considerato il traffico crocieristico di Palermo che sta registrando negli ultimi anni un trend visibilmente crescente, e considerati i dati sull’inquinamento da SO2 nelle zone prossime al porto, rilevati negli ultimi anni dalla cabina di monitoraggio di Piazza Castelnuovo, la logica, ed i principi di buon governo del territorio, riterrebbero opportuno che si procedesse secondo i punti di seguito indicati per  la risoluzione del problema dell’inquinamento:

1-      predisporre un progetto per l’installazione di  sistemi di erogazione dell’elettricità per le navi ormeggiate nel porto di Palermo, individuando gli adeguati canali di finanziamento (ad es. Ministero Ambiente, Ministero Infrastrutture Opere Pubbliche). Chi dovrebbe predisporre tale studio? Sicuramente gli Enti portuali preposti, per competenza, alla gestione dell’area portuale della città.

2-      Sensibilizzare lo stato membro (ai sensi della Raccomandazione della Commissione Europea della del 8 maggio 2006 n. 2006/339/CE) ad occuparsi della possibilità di finanziamento dei  sistemi di erogazione dell’elettricità per le navi ormeggiate nel porto. Chi dovrebbe sensibilizzare lo stato membro? Sicuramente i primi enti a sensibilizzare dovrebbero essere proprio quelli che per competenza gestiscono l’area portuale (Autorità Portuale, Capitaneria di Porto con la presentazione di progetti già elaborati) e poi anche il Governo Regionale (azione politica del Presidente Regione e degli Assessori competenti) nonché l’Assemblea Regionale Siciliana e non meno importante, il Comune di Palermo, area territoriale colpita in maniera diretta dall’inquinamento atmosferico da SO2.

Gli enti territoriali di competenza che possono contribuire, ognuno a vario titolo, a trovare la soluzione al problema sono diversi ed ognuno deve svolgere il proprio ruolo, in tempi certi e precisi, al fine di evitare di arrivare alla conclusione per la quale le “floating cities” potrebbero, oggi, apparire solo come una possibilità di ripresa economica per la città, nascondendo la consapevolezza del nascere e moltiplicarsi di malattie a carico dell’apparato respiratorio di migliaia di cittadini che risiedono in prossimità del porto, con conseguenze non indifferenti a carico della spesa sanitaria regionale.

Anche le Associazioni di difesa del cittadino e i Sindacati hanno l’obbligo morale ed etico di farsi portatori di interesse e di iniziative di sensibilizzazione e pressione verso gli Enti di gestione dell’area portuale, verso il Comune e verso la Regione, magari cominciando anche con una raccolta di firme per sensibilizzare sia opinione pubblica (cittadini) che enti pubblici.

PERCHÉ STIAMO PARLANDO DI TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA !


inquinamento atmosfericonavi da crocieraportoSO2

23 commenti per “Primavera, tempo di “floating cities” e non solo….

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  • AngeloCh 104
    23 apr 2010 alle 10:04

    @tazyn: si capisce perché il biossido di zolfo è il prodotto della combustione del carburante che normalmente usano le navi. Anche se la nave è in porto per motori a minimo intendiamo che comunque sono motori che generano corrente per tutta la nave.

    @Calò: il settore delle crociere non è stato minimamente intaccato dalla crisi in modo specifico per le due compagnie nostrane.

    @Virus: per la Oasis OTS hanno costruito un molo apposta a Fort Lauderdale.. entrerebbe in pochissimi porti.

  • monte_Pellegrino 597
    31 mag 2010 alle 14:41

    il 15 giugno, 5 navi da crociera contemporaneamente a Palermo per un totale di circa 10.000 turisti: ce la faranno i servizi pubblici a … servire tale massa di persone? Comunque se andassero in tilt, bisognerebbe essere comprensivi! Non sono certo però se effettivamente arriveranno tutte quelle navi, perchè sono solo voci che ho sentito. Qualcuno può confermare?

  • monte_Pellegrino 597
    31 mag 2010 alle 19:56

    Riparte la stagione delle crociere le navi di lusso scoprono Palermo
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/04/23/riparte-la-stagione-delle-crociere-le-navi.html

    LA STAGIONE delle crociere quest’ anno si prolungherà fino ai mesi invernali e si potrà brindare al nuovo anno in una delle jacuzzi della Costa Magica. Nonostante il calo generale del turismo crocieristico dovuto al caro petrolio, il porto di Palermo punta sulla “destagionalizzazione” e conferma un trend in crescita. L’ anno scorso, i crocieristi approdati al porto di Palermo sono stati 412.451, una buona fetta dei 2.238.305 passeggeri. Per il 2010, le previsioni sono di 450 mila crocieristi in transito a Palermo


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