05 feb 2010

Un grande ritorno al Politeama Garibaldi.


Ritorno importante al Teatro Politeama Garibaldi. Non si tratta di una qualche personalità, ma del suo bellissimo sipario ottocentesco tra i piu’ belli tra quelli esistenti nei teatri italiani, realizzato da Gustavo Mancinelli (pittore per i Savoia e residente a Palermo, e’ ricordato, oltre che per gli affreschi interni, soprattutto per il sipario del Teatro). La scena rappresenta l’arrivo a Siracusa di Eschilo, che presenta a Gerone le Etnee. Leggendo la data accanto la firma del Mancinelli, ci si rende conto che il sipario venne realizzato proprio in concomitanza con le altre decorazioni del teatro, in occasione dell’Esposizione Nazionale che si sarebbe tenuta a Palermo quall’anno (1891-92). Infatti per almeno un ventennio dall’inaugurazione (1874) il teatro rimase allo stato “grezzo”, privo di decorazioni e copertura della sala.

E’  stato recentemente recuperato dalla Soprintendenza regionale ai beni culturali di Palermo, trovandosi in uno dei magazzini di Brancaccio del Teatro Massimo da cinquant’anni. E’ stato grazie sopratutto al restauro effettuato negli anni ’30 che il sipario è arrivato a noi intatto, e con un minimo intervento è infatti tornato a splendere. Dopo il recente annuncio degli stanziamenti per il rifacimento dei prospetti e delle coperture del Teatro, tra i più importanti politeami d’Italia, e considerato una delle più raffinate realizzazioni dell’architettura policroma in Europa, questa non può essere che la ciliegina sulla torta.




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5 commenti per “Un grande ritorno al Politeama Garibaldi.
  • giovanni1985 4
    05 feb 2010 alle 14:55

    Salve,
    mi fa davvero piacere che si parli del teatro politeama, che si rivolga lo sguardo verso un edificio che al di là del suo valore intrinseco è un segno riconosciuto, un punto notevole condiviso dalla cittadinanza tutta.
    Ho recentemente, e ripetutamente, avuto l’occasione di assistere a concerti, di buonissimo livello per altro, all’interno del teatro, ora accomodato sulle poltrone della platea ora irrigidito sulle panche dell’anfiteatro. L’atmosfera è grave ma non solenne, un non troppo vago senso di decadimento, di corrosione ha posto la sua dimora nell’edificio. E non si parla della polvere che sbuffa da ogni velluto, ma di intonaci screpolati e pericolanti, del soffitto deturpato, degli affreschi divorati dall’umido, dal ticchettio delle gocce d’acqua che durante le giornate di pioggia riescono penetrare all’interno riecheggiando beffardamente nella sala ove si suona musica con ritmi diversi.
    Non vuole essere tuttavia questo un intervento che vuole indicare dei colpevoli, ma solo una riflessione sullo status quo delle cose. Sono convinto ci possano essere ampi margini di miglioramento nelle strategie di branding del teatro che richiamerebbero, per legge di mercato, l’attenzione di potenziali investitori…Ancora una volta servono concertazione, pianificazione e, nel senso più greco del termine, politica, azione per la città.

  • MAQVEDA 17489
    05 feb 2010 alle 15:08

    @Giovanni, non disperare, è notizia di qualche giorno fa lo stanziamento di 3 milioni di euro (non ricordo se la cifra è esatta) per il rifacimento dei prospetti e delle coperture. Al momento non si è accennato al recupero dei bellissimi interni di questo teatro, a me molto caro come del resto a gran parte della cittadinanza essendo uno dei simboli indiscussi della città oltre che dei più centrali. In più la notizia è importante per due cose, primo che il rifacimento delle coperture metterà fine ad infiltrazioni e conseguente deterioramento delle pitture, secondo sembrerebbe definitivamente accantonata l’idea di restaurare in più fasi i prospetti in favore di un intervento unico che rende maggiore giustizia a questo splendido teatro palermitano.


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