04 feb 2010

Convegno nazionale “Centri storici e città contemporanea”


Il 5 e 6 febbraio 2010, alle ore 9:30 presso palazzo Steri, si terrà il convegno nazionale “Centri storici e città contemporanea”
Il convegno propone una riflessione sull’intervento nei centri storici, con un approfondimento sul processo di recupero del centro storico di Palermo, felicemente avviato nel 1993 con l’approvazione del Piano Particolareggiato Esecutivo di Benevolo e Cervellati,ma non ancora concluso. La domanda di fondo è se i centri storici delle grandi città possano sfuggire a un destino settoriale, basato solamente sull’eccellenza del patrimonio, sul turismo e sulle attività culturali o possano continuare a svolgere il ruolo di parti ancorché pregiate della città con un mix di attività ordinarie e di funzioni, prima fra tutte, quella residenziale.



I centri storici del mezzogiorno, tra cui Palermo, hanno ancora bisogno di politiche e di interventi progettuali di conservazione/innovazione finalizzati a immetterli in un nuovo ciclo vitale, compatibile con la storia e i valori dell’insediamento, ridisegnandone il ruolo all’interno della città contemporanea e del sistema territoriale. Non ci può essere conservazione senza innovazione, ma l’innovazione dovrebbe riguardare i modi di abitare e le tipologie di servizi all’interno della città storica da offrire a una società in mutamento; ci riferiamo alla dimensione e all’aggregazione degli alloggi in relazione alla qualità e alla consistenza offerta dal patrimonio edilizio storico e alla domanda posta dai possibili utenti, come famiglie tradizionali, singles, anziani, studenti, immigrati; al ruolo degli spazi pubblici quali spazi di relazione della città intesa come “bene comune” in cui tutti possano praticare il “diritto alla città”. L’incontro vuole costituire l’occasione per un confronto documentato e costruttivo finalizzato a individuare le politiche pubbliche più idonee e le migliori strategie operative per il recupero e la rivitalizzazione delle città storiche, focalizzando l’attenzione sui concetti di identità urbana, permanenza, mutamento, innovazione, sulle problematiche economiche e sociali, sugli attori pubblici e privati protagonisti dei processi di recupero/riqualificazione e sulla qualità degli interventi progettuali con riferimento sia alla riutilizzazione esemplare del patrimonio edilizio che alla riqualificazione degli spazi aperti. In particolare il convegno intende proporre un bilancio del processo di recupero del centro storico di Palermo, illustrando i risultati conseguiti, le criticità e le ulteriori opportunità e gli strumenti necessari.


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9 commenti per “Convegno nazionale “Centri storici e città contemporanea”
  • MAQVEDA 17489
    04 feb 2010 alle 17:04

    Interessante. a che ora è, l’articolo non lo dice. Mica mi posso arricampare lì a un orario qualsiasi;-)

  • matteo88 163
    04 feb 2010 alle 19:46

    Purtroppo non potrò essere presente, per cui espongo qui il mio pensiero.
    secondo me nei centri storici di tutte le città italiane c’è un problema di fondo: le uniche persone che possono andarci ad abitare sono quelle senza automobili (studenti, immigrati e gente poco fortunata economicamente). Questo per il semplice fatto che chi sceglie un posto dove andare a vivere vuole avere la possibilità di posteggiare quanto meno vicino casa la propria auto.
    Però in certe zone del centro è davvero difficile.
    Eppure in città come Londra o Barcellona questo problema non è così forte.

    In sostanza io credo che oltre alle politiche di restauro (in senso lato) del centro storico da parte del Comune, occorre creare delle infrastrutture che consentano alle persone di superare questi problemi.
    A mio parere l’unico modo possibile è quello di creare un sistema di parcheggi (anche sotterranei) e di servizi pubblici (in particolare la metropolitana leggera) che permetta alle persone da un lato di poter parcheggiare la propria auto, e dall’altro di poter avere poche auto in famiglia. (dico questo perchè ho un parente che per ben 6 anni ha fatto a meno dell’automobile a Londra dato che non ne sentiva l’esigenza)
    Inoltre nella città, essendo pianeggiante, sarebbe enorme l’uso di biciclette.

    In questo modo, da un lato ci sarebbe più turismo (perchè la gente saprebbe come muoversi) e quindi una “forzata” ripresa del centro storico, e dall’altro si darebbe la possibilità a persone con maggiore capacità economica di abitare nel centro (queste sarebbe “capaci” di restaurare, o rifare il prospetto, da se i propri palazzi, affiancando cosi il lavoro di restuaro privato a quello pubblico)
    Inoltre potendo gli studenti raggiungere con facilità l’università anche dal centro storico aumenterebbe l’investimento in questi immobili da parte del settore privato.

    Ovviamente tutto ciò accompagnato a politiche di riqualificazione (centro totalmente pedonalizzato, concerti etc…)

    Scusate se sono stato logorroico, ma non riuscivo ad essere più sintetico…

  • matteo88 163
    04 feb 2010 alle 20:05

    dimenticavo di sottolineare che ogni volta per uscire di casa e recarsi lontano dal centro si dovrebbe attraversare tutto il traffico della città (e del centro in particolare)….

  • matteo88 163
    05 feb 2010 alle 1:58

    si potrebbero anche fare delle case popolari. A Caltanissetta ad esempio il Comune da la possibilità di regalare la propria casa diroccata del centro storico ad una società comunale che si occuppa di alloggi popolari: risistema queste case (invece di costruirne nuove) e poi le assegna a chi ne ha bisogno.

  • fatamorgana 255
    05 feb 2010 alle 9:39

    nelle visioni soggettive di centro storiche delle città se ne leggono di tutti i colori.

    La tendenza delle maggiori grandi città europee non è quello di fare parcheggi nel centro (storico) della città, ma vicino ai nodi di interscambio, che si trovano in un anello piu’ esterno al centro storico, (da noi parcheggio Basile, Giotto, per intenderci).
    Cio’ perche’ se fai il parcheggio sotterraneo a piazza Borsa, quello che viene con l’auto da Vicari o Villafrati si sente autorizzato a attraversare la città per arrivare a parcheggiare a Piazza Borsa = niente di piu’ sbagliato !!!.
    Ah… dimenticavo… un amico palermitano che vive a Tokyo mi ha detto che se in quella città non dimostri di avere un garage (con atti di proprietà o di affitto alla mano al momento dell’acquisto) non ti vendono l’auto in concessionaria se sei residente nella città di Tokyo. Quando le politiche della mobilità sono radicali !!!

    Dopo questa curiosità … penso che il centro storico di Palermo, per caratteristiche urbanistiche e sezione di una gran quantità di strade, dovrebbe essere percorso solo da bici e mezzi di locomozione proprio piccoli sia per i residenti che per la logistica della distribuzione delle merci (altra criticità enorme nel nostro centro storico mai presa in seria considerazione da tutte le amministrazioni comunali di uno o dell’altro colore politico).
    L’imposizione dell’amministrazione comunale per le modalità di trasporto individuale e mobilità nel centro storico di Palermo non si è mai avvertita.
    A Londra con la pesante iniziativa della “congestion charge” (parliamo di un dazio di oltre 10 sterline al giorno per chi entra con la propria auto nel centro) hanno diminuito di un abbondante 30% il traffico automobilistico e le reazioni negative all’inizio da parte dei cittadini ci sono state, ma poi si sono abbassati tutti le corna.

    Ma oltre ad imporre una mobilità con mezzi piccoli e a basso impatto ambientale (bici, elettrico, metano o gpl), accompagnata ad un percorso “veloce” di pedonalizzazione delle vie e piazze del centro, l’amministrazione dovrebbe avviare una massiccia conversione di molti suoi servizi sulla piattaforma online, cio’ al fine di evitare che la gente si sposti fisicamente per ottenere un servizio che potrebbe ottenere tranquillamente online. Questa conversione dei propri servizi online oggi si puo’ fare molto piu’ semplicemente di quanto poteva essere 10 o 20 anni fa in quanto esistono tecnologie (software e hardware) a basso costo ed internet c’è gia e non bisogna inventarlo. Lo comprenderanno gli amministratori comunali ???? Scommesse accettasi!

    Sul fronte case popolari, tipo regalare la propria casa diroccata a società comunali ecc. , stai dando i numeri, Matteo88, …. non hai idea della fatica burocratica e amministrativa che c’è per rintracciare (dopo accertamenti catastali vari) i numerosi , ma numerosi, proprietari di un catoietto diroccato nel centro (proprietari sciarriati tra loro…. che a volte vivono in USA da decenni e va trovali tutti….. e mettili d’accordo).
    Il lavoro – per legge – del comune allora si limita a realizzare quegli interventi per salvaguardare la pubblica incolumità (transennamenti e cartello di pericolo).

    Le idee sono belle, ma quando si scontrano con le farraginose procedure (IMPOSTE DALLE LEGGI STATALI E REGIONALI) allora è meglio farsi venire idee, magari meno geniali, ma che almeno siano compatibili con il framework normativo e legislativo esistente. La tua idea mi piace, ma a Palermo non è fattibile.
    Poi tieni a mente un altra cosa, il comune ha i soldi che ha e se taglia i servizi sociali per mancanza di fondi pubblici, dove troverebbe i soldi per comprare le case diroccate, e poi affrontare i costi di ristrutturazione ?
    Ricorda che i soldi sono sempre il principale fattore che determina la fattibilità o meno di un idea anche meravigliosa a livello concettuale.

    Vorrei dire a chi propone idee per qualsiasi iniziativa che puo’ riguardare la rivitalizzazione funzionale del centro storico:
    prima di esporre l’idea stessa si faccia una verifica se la legislazione vigente consente di realizzare quella data idea che abbiamo prodotto.
    Perchè il mondo dei sogni è bello, non ci si pagano tasse ed è totalmente free of charge, ma realizzare le idee è un altro universo e comporta l’interfacciamento con la legge prima (la normativa vigente me lo consente?), con i soldi dopo (dove trovarli per realizzare le mie idee?) e infine con il consenso della collettività (ma quello che vorrei fare nel centro storico di Palermo come viene percepito da chi ci vive nel centro storico?) ….

  • matteo88 163
    05 feb 2010 alle 10:29

    @fatamorgana
    forse mi sono espresso male, ma per quanto riguarda i parcheggi non intendevo farne uno sotto il massimo o uno sotto piazza marina….intendevo proprio i parcheggi di interscambio.

    Per quanto riguarda la mia “utopica idea” ti ho semplicemente esposto quello che ha fatto il Comune a Caltanissetta: dare la possibilità a chi ha una casa vecchia di regalarla con molta semplicità al Comune (appunto snellendo le procedure). Questo siccome ogni tot anni stanzia dei soldi per l’edilizia popolare, invece di utilizzarli espandendo la città e costruire cose mostruose (vedi ZEN), potrebbe usarli per ristrutturare le case diroccate del centro storico.
    Non ho assolutamente detto di inventarci i soldi! ma se ci sono dei fondi disponibili invece di costruire cose nuove potremmo semplicemente riprendere quelle vecchie.
    Infine non ho mai detto di rintracciare i proprietari delle case, ma soltanto di dare a chi vuole la possibilità di darle al comune in maniera molto semplice. Se a Caltanissetta l’hanno fatto non vedo perchè a Palermo non si potrebbe. o forse a Caltanissetta non conoscono le leggi?

  • fatamorgana 255
    05 feb 2010 alle 11:14

    allora sui parcheggi avevo capito male io.

    sulle case….
    forse a Caltanissetta tutti i proprietari delle case sono li’ e quindi tutti reperebili e tutti d’accordo a regalare case diroccate al comune. Meraviglioso.
    Se non credi che al comune di Palermo ci sono questi problemi, recati al centro storico (uffici) e chiedi ai dirigenti o ai funzionari. Scoprirai informazioni interessanti. Ma se credi a me ti risparmi questo viaggio agli uffici comunali.

    Poi,…… li voglio vedere a Palermo tutti questi proprietari (fossero tutti d’accordo e tutti a Palermo) di case vecchie che regalano le case al comune, conoscendo qual è il costo a mq di un area edificabile nel centro storico del capoluogo di regione. Forse a Caltanissetta il mercato immobiliare nel centro storico segue dinamiche diverse da quelle di Palermo, e quindi conviene regalare la case cadenti al comune. Bisogna contestualizzare tutto a livello territoriale, ed economico.

    L’idea di ristrutturare case vecchie anziché costruirne di nuove in periferia è molto valida, bellissima, la condivido al 100% e la trasmissione di domenica scorsa PRESA DIRETTA ha realizzato un servizio interessante a Milano.
    Maaaaaaaaa …… bisogna avere – per i comuni – i soldi per comprare, e per ristrutturare (qualcosa viene dai fondi che lo Stato destina agli enti locali proprio per l’edilizia popolare, ma non credere che si tratta di fondi per costruire migliaia di appartamenti).

    Per passare la proprietà di una casa da un privato al comune a titolo gratuito ci vuole un atto notarile. A Caltanissetta di questi atti notarili ne sono stati fatti, buon per quel comune, ma a Palermo è proprio il problema della frammentazione catastale della proprietà ad impedire che accada quello che invece è accaduto a Caltanissetta.
    Perché se per una casa cadente ci sono 4-5-6.. proprietari e sono uno di loro non è d’accordo o solo uno di loro è introvabile o solo uno di loro è in America perso in qualche paesino del New Jersey, il trasferimento della proprietà di quella casa cadente al comune di Palermo, nun se po fa’ !
    Believe me, brother! ;-)

  • matteo88 163
    05 feb 2010 alle 13:16

    si ma siamo d’accordo….io non ho mai detto che il comune deve cercare i proprietari. ho detto di snellire le procedure, cosi chi vuole può farlo, soltanto questo.
    infine lo so che non si costruiranno migliaia di alloggi popolari, ma con gli stessi soldi (magari anche quei pochi che si decide di stanziare) si restaura una cosa già esistente, tutto qua. Poi non so se conviene economicamente…ovviamente dipende dai vari casi.

    PS: un’altra cosa interessante fatta dal Comune di Caltanissetta è stata quella di affidare ad un certo gruppo di commercianti le aiuole vicine ai loro esercizi. In pratica i commercianti badano alla manutenzione (così che il comune non sostenga questo costo) e in cambio loro possono mettere dei piccoli cartelli pubblicitari…ovviamente non significa far diventare l’aiuola un centro pubblicitario. Ci sono precise regole sulla dimensione della pubblicità, ed inoltre si parla solo di rotatorie, isole di traffico, e piccole aiuole…non sono compresi parchi :)
    Se il Comune non è soddisfatto della manutenzione può subito revocare la concessione.


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