21 dic 2009

Un progetto straniero per la nostra costa


Un interessante progetto di un’università straniera per la sostituzione del mercato ittico con una struttura dedicata al leisure. Il progetto è sviluppato dall’architetto Hussam Elkhrraz con il quale sono stato lieto di collaborare fornendo fotografie, spunti, informazioni e i progetti del comune per la zona. Purtroppo ha deciso di non eliminare nel progetto l’edificio della Brancagel. In ogni caso per il momento rimarrà soltanto un bel progetto, ma speriamo che qualcuno al comune lo noti e provi a realizzarlo.

Pavilion Design In Palermo,Siciliy from Hussam Elkhrraz on Vimeo.



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47 commenti per “Un progetto straniero per la nostra costa

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  • Athon 833
    22 dic 2009 alle 13:27

    Vogliamo vedere il Parco archeologico e il mare ! ABBATTETE IL VERGOGNOSO PALAZZONE DELLA BRANCAGEL !! Onore all’amministrazione che farà questo regalo ai palermitani !!

  • civispanormitanus 164
    22 dic 2009 alle 13:43

    In teoria la cosa migliore sarebbe abbattere tutta la schiera di palazzi che stanno tra la cala e il porto, palazzo brancagel, mercato ittico, hotel ponte, etc… chiaramente nonostante io continui a ritenere una priorità assoluta la riqualificazione della costa mi rendo conto che si tratta di un intervento che richiede sforzi economici ingenti, anche se secondo me i fondi europei per le zone obiettivo potrebbero coprire molte spese…ammesso e non concesso che l’amministrazione non continui a sprecarli in min****te

  • Antonio Beccadelli 0
    22 dic 2009 alle 14:56

    Per fortuna – non è una semplice provocazione, ma cercherò di spiegarmi dopo – quello proposto più che un progetto è solo un’esercitazione stilistica (poco meno un’idea campata in aria).

    Poiché siamo nell’ambito del soggettivismo più spinto, dirò subito che – in base alle immagini proposte – la “fantasia” dall’architetto Hussam Elkhrraz (“cozze giganti” in vetro-metallo) a me, da un punto di vista estetico-emotivo non piace. Altro ragionamento – più “distaccato” – va fatto sulla sulla “contestualizzazione” di tale – ipoteticissima – realizzazione.

    La Cala è un unicum assoluto di stratificazioni storiche. Per non partire troppo da lontano – tale bacino è, da tempo immemorabile, uno dei porti della città di Palermo – va ricordato che esso ha la sua forma attuale da oltre cinque secoli e mezzo (dal 1445) e che le variazioni intervenute nel 1575 (costruzione del “molo Sud” e nel 1576 (costruzione del “molo Nord”) non ne hanno sostanzialmente mutato la conformazione.

    Poi, in nome di una modernità senza progresso, negli anni 1922-23, si è proditoriamente distrutto il Castellammare – che delimitava scenograficamente la Cala verso Nord – e nel 1933, progettato il mercato ittico, si pensò di togliere l’”impaccio” della chiesetta di Santa Maria di Piedigrotta (in tardo stile rinascimentale costruita fra il 1565 e il 1579); quel che non potette un’ottusa burocrazia, potette l’ottusità della guerra: la chiesetta citata fu distrutta dai bombardamenti aerei del 1943. “Naturalmente” non parve vero, nella fase di “ricostruzione” (sic!) postbellica abbattere anche il superstite campanile dell’edificio di culto e coprire la grotticella oggetto della venerazione mariana (grotticella che, a quanto parrebbe, è ancora esistente sotto l’impiantito di qualche locale dell’attuale mercato ittico).

    Ora se è vero che la “ricostruzione” postbellica dell’intera zona (si pensi anche a via Crispi, su cui, sino agli anni ’40, prospettavano edifici in stile eclettico o floreale) è stata quantomeno discutibile, ciò non può costituire il “viatico” per una ulteriore violenza; ché tale sarebbe, a mio avviso, la realizzazione inutilmente “moderna” come quella “sognata” dall’architetto Hussam Elkhrraz (che, parrebbe assodato, di Palermo conosce poco o nulla).

    Indubbiamente, l’intero “contesto Cala” necessita di una riqualificazione, ma esso non avverrà certamente mediante la superfetazione di “oniriche cattedrali”; meglio sarebbe intervenire con microrealizzazioni (il giardino di piazza Fonderia ne è un esempio) progettabili anche da un architetto non “di grido” ma che sappia coscienziosamente leggere la storia architettonica di Palermo. C’è, a proposito, qualcuna/o che sappia dirmi se Palermo ha un piano coloristico?

    Non sono pregiudizialmente contrario all’architettura cosiddetta moderna, ma se penso che “moderno” a Palermo significa i 1400 pretenziosi profili (i birilli!) ceramici di Eleonora d’Aragona pensati da Italo Rota per il Foro Italico di Palermo o la sciatta “reinterpretazione” dei Giardini della Zisa ad opera di un epigono di Carlo Scarpa, ritengo che la mia “paura” per una rilettura “d’avanguardia” della Cala sia più che motivata.

  • marco 212
    22 dic 2009 alle 15:17

    IOgomesio: infatti eliminare una parte di concittadini ( anche se sono belve) è una cosa apprezzabile? ho risposto cosi perchè hai offeso parte della città di Palermo se non ti piace abbi le palle di andartene! ma è troppo facile lamentarsi per molti , ma che continuano a rimanere qua!

    Con questo non intendo rispondere perchè non mi piacciono i pin pong , oltre modo annoio gli altri , cosa che non voglio!

    chiuso!

  • lisa simpson 0
    22 dic 2009 alle 16:13

    E tutto intorno ci vedrei bene curatissime siepi di sacchetti di munnizza, giornalmente sostituiti, perchè, come dire, anche l’occhio vuole la sua parte!!!!!

  • panormocritico 12
    01 gen 2010 alle 20:07

    belle le curve alla moda dell’architetto straniero.
    progetto modaiolo e totalmente inadatto ad un clima come il nostro.
    talmente delicato ed inserito bene che sovrasta di parecchi metri tutto quanto gli sta vicino.
    non rispetta alduna giacitura, direzione, significato, linguaggio del centro storico, di palermo e del mediterraneo intero, ad abu dhabi o a pechino avrebbe fatto lo stesso effetto.
    tra l’altro praticamente devasta quel che resta del castellammare.
    pure gli uccelli che volano nel video.
    orribile

  • katsumoto 49
    21 gen 2010 alle 14:32

    Sognare non costa nulla almeno a palermo ci lascino questo……
    Sposo in pieno l’idea di Athon abbattiamo l’ORRENDO PALAZZONE DELLA BRANCAGEL


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