11 nov 2009

Restaurato il Seminario Arcivescovile


Scendono i ponteggi dal prospetto del Seminario Arcivescovile in via dell’Incoronazione nel Seralcadio che ci mostra i suoi originali colori. L’edificio era in origine il monastero della chiesa di Santa Maria di Monte Oliveto (detta della Badia Nuova) che gli sta a fianco (anch’essa mostra un recente restauro in facciata) e venne eretto nel 1512 su preesistenti strutture normanne:

la chiesa della Badia Nuova venne eretta nel 1620 su progetto di Mariano Smiriglio e  aperta al culto nel 1623. I lavori di finitura si protrassero comunque sino al 1628. La bella ed estrosa facciata presenta forti membrature ed è animata dai giochi cromatici del tufo e degli intonaci. Gli affreschi dell’interno sono di Pietro Novelli e Filippo Tancredi mentre la decorazione plastica è opera di Giacomo e Giuseppe Serpotta.


Badia NuovaGiacomo SerpottaSanta Maria di Monte OlivetoSeminario ArcivescovileSeralcadiovia dell'Incoronazione

8 commenti per “Restaurato il Seminario Arcivescovile
  • Viajero Solitario 2
    11 nov 2009 alle 13:43

    Perché dici questo? Lo stile mi sembra, se non sbaglio, del periodo della dominazione aragonese e si usava molto il contrasto bianco-ocra, come nei vari pueblos blancos andalusi…

  • MAQVEDA 17489
    11 nov 2009 alle 14:50

    matteo88 siamo in via dell’Incoronazione, sul fianco della Cattedrale opposto a corso Vittorio Emanuele.
    Io sono daccordo con Viajero solitario, è un tipo di contrasto molto comune nel periodo in questione e riscontrabile in tantissimi esempi a Palermo, e poi a parte i colore della pietra di portali e finestre non si può nemmeno parlare di colore visto che è tutto bianco;)

  • Coriolano 53
    11 nov 2009 alle 19:52

    Indipendentemente dai colori (che secondo me, invece, sono proprio quelli originali), è comunque un pezzo di città antica che torna a “vivere”; queste sono le belle notizie che ci devono rendere felici e che ci devono far riflettere su quale meraviglia potrebbe essere il centro storico della nostra città se venisse interamente recuperato (e tutelato dai suoi abitanti). In tal senso, non mi sembra assolutamente surreale, tutt’altro, l’ipotesi che il nostro centro storico possa ambire al riconoscimento Unesco.

  • MAQVEDA 17489
    12 nov 2009 alle 1:30

    Io non ho mai pensato fosse surreale, solo che un sito Unesco deve comunque essere curato, e purtroppo ancora il nostro centro storico è troppo disastrato per ambire a questo titolo.

  • civispanormitanus 164
    12 nov 2009 alle 13:28

    Questa città nasconde dei tesori che forse non immaginiamo. Quanto mi arrabbio se penso a come le amministrazioni comunali in passato li abbiano trascurati in questo modo…e quanto mi arrabbio se penso che ancora i tre quarti del centro storico è nella totale rovina: questa non è mafia, non è clientelismo, non è speculazione…questa è mentalità chiusa, pura e semplice ignoranza…

  • eddy 71
    13 nov 2009 alle 10:34

    sperando che i graffitari non imbrattano anche questi muri, come è successo per i muri restaurati dell’Accademia di belle arti, il tempietto, e via dicendo…..


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