28 ott 2009

Il palazzo della discordia


Su piazza indipendenza sono presenti diversi immobili, alcuni di immenso valore artisitco monumentale, altri di edilizia più recente. Come sappiamo parecchi lavori hanno interessato e ancora interessano l’area. Lavori relativi al collettore fognario e lavori relativi al raddoppio del passante ferroviario. Se per il primo cantiere si è riusciti ad intervenire spostando il tracciato per preservare alcuni edifici, con il passante questo non è stato possibile. Il progetto del passante infatti prevedeva l’abbattimento di due immobili: una dimora nobiliare (Palazzo Corsini) ed un edificio di inizio secolo a 4 elevazioni. Dopo varie valutazioni fatte dalla sovrintendenza e dagli ingegneri  nel Maggio del 2008 si è arrivati ad una conclusione: Infatti, effetuando una piccola variante si è ottenuta la possibilità di salvare l’edificio nobiliare sacrificando soltanto l’edificio di inizio secolo situato esattamente in corso Calatafimi 53, come da nota della giunta comunale:

[...] Sempre ieri, la Giunta ha approvato un protocollo d’intesa fra il Comune e la Rfi spa (Rete Ferroviaria Italiana). L’accordo nasce dalla decisione, adottata a seguito di numerose riunioni tecniche, di spostare verso monte sia il tracciato del passante ferroviario interessato dai lavori per il raddoppio, che quello del realizzando collettore fognario (all’altezza di cortile Crescione-via Colonna Rotta) per salvaguardare Palazzo Corsini, che nel progetto iniziale si sarebbe dovuto demolire, e tiene conto dei rilievi mossi dalla Sovrintendenza ai Beni culturali di Palermo. “Il protocollo d’intesa – sottolinea l’assessore Lorenzo Ceraulo – riguarda una piccola porzione di lavori, ma e’ importantissimo, perche’ ci consente di andare avanti celermente, senza bloccare le due opere”.

Dopo un anno e mezzo di lavori sui binari, si è giunti proprio in quel punto e la necessità di abbattere l’edificio a 5 elevazioni è divenuta evidente a tutti. Questa decisione ha scatenato le proteste di molti. La sovrintendenza, nelle pagine di Repubblica Palermo, ha voluto confermare che si è riusciti a salvare Palazzo Corsini e che l’edificio che verrà abbattuto non è un bene monumentale.

Per Matteo Scognamiglio, del Servizio per i Beni Architettonici della Soprintendenza non è stato facile dipanare la questione: «Erano in ballo altre demolizioni, siamo riusciti ad evitarle sacrificando solo questo edificio che non è classificato come bene monumentale. Sono decisioni che si è chiamati a prendere quando si tratta della realizzazione di opere così importanti. Se si fosse trattato di altri motivi, probabilmente, avremmo detto di no».

Infine abbiamo chiesto ai tecnici del SIS, che ci hanno confermato che, per andare avanti con i lavori salvaguardando il passante, sarebbe stato estremamente difficoltoso, in quanto il progetto avrebbe dovuto essere rifatto da capo con enorme aggravio sui costi e sui tempi.

Inoltre ci è stato anche specificato che per l’area in questione è previsto un ampio progetto di recupero e di collegamento con via Imera. Il progetto, per grandi linee, include parcheggi multipiano su via Imera in corrispondenza della stazione ferroviaria, un collegamento viario tra la piazza e la via Imera, un collegamento pedonale sotterraneo, strutture moderne e verde pubblico.

Speriamo quindi che questo sacrificio porti ad una riqualificazione vera e duratura per una zona (soprattutto via Imera) che la necessinato veramente.


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23 commenti per “Il palazzo della discordia

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  • Paco 7942
    28 ott 2009 alle 16:13

    Il collegamtno sotterraneo sarà PEDONALE.

    Cmq continua a pensare che piazza Vittorio Emanuele Orlando (Tribunale) sia venuta benissimo.

  • monte_Pellegrino 597
    28 ott 2009 alle 17:53

    Sbaglio o in Egitto, in occasione della costruzione della diga di Hassuan, il genio dei nostri tecnici ed archeologi (italiani) ha consentito di smontare pezzo per pezzo i monumenti di Abu Simbel e di ricostruili più a monte? E quì a Palermo, non si riesce a smontare il palazzo antico e ricostruirlo altrove?

  • grillo79 321
    28 ott 2009 alle 19:40

    speriamo che si riesca a recuperare tutta la via imera perche è uno schifo veramente…ci passo ogni giorno ed è sempre un vero munnizzaro…qualche giorno vi mando le foto delle schifezze che la gente è in grado di buttare e che quando il papireto esonda (ad ogni acquazzone ovviamente) si mischiano alle acque in un’infernale orgia di sostanze chimiche…vorrei far notare che la suddetta munnizza ha probailmente quasi sempre la stessa “origine”, ciè viene buttata in situ sempre dalle stesse “menti”…e per precisione da qualcuno di questi che effettuano “sbarazzi e traslochi” con i lapini. Lo si desume dal fatto che si tratta proprio di oggetti domestici tipo frigo, mobili, pezzi di cucina e bagno, eternit di tettoie e vasche. Ma che ci vuole a piazzare una bella telecamera e beccare il/i porco/i che continuano in questa opera incivile?


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