31 mar 2009

Trasporto pubblico regionale: tra scandalo e fatiscenza


E’ di questi giorni la notizia di un progetto da parte della fondazione Sabir per la realizzazione della dorsale ferroviaria siciliana, che ridurrebbe i tempi di percorrenza tra Palermo e Catania a "soli" 150 minuti. Riporto la notizia testualmente (fonte travelnostop.com)

In treno da Catania a Palermo in 150 minuti

 

Fondazione Sabir pensa a dorsale ferroviaria siciliana: bastano 200 mln
 

In treno da Palermo a Catania in un terzo del tempo attuale grazie alla realizzazione della dorsale ferroviaria siciliana. A lanciare l’idea è la Fondazione Sabir che, dall’analisi dei propri sondaggi dei mesi scorsi “Soddisfatti di essere siciliani?” e “Palermo, città possibile?” ha mutuato il forte desiderio dei siciliani di disporre di trasporti migliori, adeguati alle esigenze professionali e di studio. Ne è seguito un lungo lavoro che ha condotto all’idea di fattibilità della dorsale ferroviaria, la naturale – e razionale – prosecuzione del Ponte sullo Stretto. La dorsale può essere visualizzata in una ipsilon rovesciata di binari che pone in collegamento rapido tutte le province siciliane.
“Presa in considerazione la fascia di collegamenti ferroviari del primo mattino, quelli usati per gli spostamenti di lavoro e di studio – spiega Carmine Caprì, presidente della Fondazione Sabir – la situazione attuale appare proibitiva: la tratta Palermo-Messina supera le 3 ore di percorrenza, la Palermo-Catania le 5 ore e la Palermo-Siracusa addirittura le 8. Con la dorsale ferroviaria cambia tutto. Attraverso la razionalizzazione degli orari, del sistema delle fermate intermedie e con alcuni investimenti infrastrutturali che non supereranno i 200 milioni di euro, entro un biennio, quello dedicato alla fase “tattica” del progetto, la Sicilia potrà fruire di un sistema ferroviario in grado di portare gli attuali 300 minuti di percorrenza fra Palermo e Catania a soli 150. Di più – prosegue Caprì – alla fine della fase “strategica”, agganciata alla Programmazione 2007-2013, andremo da una città all’altra in soli 100 minuti. Il costo finale del progetto della dorsale ferroviaria sarà poco più 2 miliardi e mezzo di euro. Meno di un terzo dei 6 miliardi della spesa prevista per il Ponte di Messina”. Del progetto si è discusso oggi a Palermo nel corso del convegno “Dorsale ferroviaria: un sistema di trasporti efficiente per lo sviluppo sostenibile del territorio della Sicilia”.

Altrettanto recente è la notizia di un primo finanziamento di 1,3 miliardi di euro da parte del CIPE per il ponte sullo stretto di Messina: odissea secolare che, fino all’ennesima prova contraria, dovrebbe aver fine nel 2010, con la posa della prima pietra. Tanto è stato promesso alla Sicilia, tanto e nulla come al solito…

Ma diamo un’occhiata alla situazione del trasporto pubblico siciliano al giorno d’oggi. Mentre l’Italia che conta va avanti a TAV, la nostra regione viene lasciata nell’indifferenza più totale con un sistema di trasporti da terzo mondo (e in alcuni casi anche peggio), con tempi di percorrenza biblici, mezzi fatiscenti e condizioni igieniche precarie. Le nostre ferrovie sono quanto di peggio si possa trovare: linee a binario unico risalenti all’inizio del ’900, ritardi costanti in aggiunta ai già interminabili tempi di percorrenza, convogli vecchi e sporchi e, per finire in bellezza, totale assenza di tutela del passeggero, soprattutto pendolari, i quali si trovano spesso a fare i conti a proprie spese con una tale vergogna. Questo è uno screenshot ritagliato dal sito web di trenitalia (click per ingrandire)

 Si, avete letto bene! Nel peggiore dei casi potreste anche impiegare 17 ore da Trapani a Siracusa, ben 6 ore in più dell’intecity Palermo-Roma Termini!!! In minor tempo potreste raggiungere Sidney partendo da Londra con un volo diretto. In tutto ciò aggiungiamo pure che un’altissima percentuale di treni, sia regionali che intercity, arriva costantemente in ritardo. Ma giusto per non riportarvi solamente dei dati "freddi", voglio porre alla vostra attenzione due esperienze personali che mi hanno coinvolto nell’ultimo mese.

Dovevo recarmi ad Agrigento, decido quindi di prendere il treno come ho sempre fatto. Non utilizzavo il treno per Agrigento da un bel pò, anche se, devo dire, è quasi sempre stato puntuale (nonostante le due ore abbondanti per raggiungere una città vicinissima). Bene, negli ultimi tempi sentivo di rivolte di pendolari, costretti dai costanti ritardi, dalle condizioni igieniche pietose e da tutta una serie di eventi che mettevano il passeggero in una condizione scandalosa. La mia pazienza (e ce ne vuole tanta per vivere in Sicilia) è stata messa a dura prova.

Primo giorno: salgo sul treno, partiamo… già 5 minuti di ritardo prima di  arrivare a Bagheria. All’andata mi va "bene", arriviamo ad Agrigento Centrale con 20 minuti di ritardo. Sbrigo le mie cose e riparto col treno delle 16:07. Risultato: arriviamo con 40 minuti di ritardo…"ci scusiamo per il disagio", avverte la voce registrata del minuetto. Torno a casa con i nervi a fior di pelle, considerando che un ritardo del genere sarebbe "giustificato" su una tratta intercity, ma non certo su una regionale.

Secondo giorno: devo recarmi dinuovo ad Agrigento. Che faccio??? Non ci penso nemmeno a prendere il treno! Mio padre tuttavia riesce a convincermi. Bene, ritentiamo…non l’avessi mai fatto. All’andata arriviamo con 45 minuti di ritardo, 2 ore e 55 di treno. Arrivo ad Agrigento già stanco morto come se fosse finita la giornata e comincio a pregare che almeno al ritorno mi risparmiassero questa agonia. Purtroppo le mie preghiere hanno solo peggiorato le cose. Arriviamo a Termini Imerese con un ritardo di mezz’ora abbondante. Il controllore viene a dirci di cambiare treno, perchè c’era un convoglio danneggiato sui binari che era partito prima di noi. Di conseguenza loro sarebbero ripartiti molto più tardi. Cambiamo quindi treno in massa e attendiamo…il treno riparte dopo 20 minuti e procede a passo di lumaca. Da Bagheria a Palermo ci abbiamo messo circa un quarto d’ora (?!?). Risultato: "stiamo per arrivare alla stazione di…PALERMO CENTRALE, con un ritardo di…UN’ORA e DIECI MINUTI…ci scusiamo per il disagio". Senza contare che ora sono pure orfano di padre visto che sono stato costretto a eliminarlo fisicamente per avermi obbligato a prendere il treno.

Bene signori, dubito che trenitalia mi rivedrà ancora sui suoi treni. Mettetevi un pò nei panni di chi questa tratta la fa abitualmente: studenti, lavoratori, ecc. Ma stiamo scherzando? La cosa è ancora più assurda se si pensa che negli anni ’70 il rapido Palermo-Agrigento ci metteva 2 ore, il treno ordinario 3 ore. In quarant’anni non è cambiato proprio nulla! Anzi le cose vanno solo peggiorando. Questa è la vergogna delle nostre ferrovie. Menomale che ci sono i pullman direte voi! E invece no… 

Ecco cos’è capitato la settimana scorsa ad un mio amico di Enna che ha scelto come mezzo di trasporto l’autobus della compagnia SAIS. Al terminal di Enna gli viene chiesto a che ora desiderasse tornare, lui prenota il bus delle 13:00. Arriva a Palermo, sbriga le sue cose e si reca in via Balsamo per tornare. Sorpresa! Il bus è pieno…ma lui ha la prenotazione, quindi deve salire! Ci sarà evidentemente qualche passeggero senza prenotazione che è salito prima. Facciamo notare la cosa all’autista, che nel frattempo aveva chiuso la bussola. L’autista, da bravo Ponzio Pilato, se ne lava le mani e ci rispedisce in biglietteria. Nonostante le garanzie che non sarebbe partito, decido di non fidarmi e consiglio al mio amico di andarsi a sbrigare la cosa mentre io tengo d’occhio Ponzio Pilato. Fatto sta che un autobus in partenza mi costringe a spostarmi, l’autista non sentendosi più gli occhi addosso pressa il piede sul gas e parte…notevolmente innervosito dalla cosa mi reco in biglietteria per fare da supporto alla protesta del mio amico, passeggero PAGANTE rimasto a terra insieme ad altri tre. Purtroppo per noi, abbiamo a che fare con un maleducato di specie rara. Anzichè scusarsi e cercare di risolvere la cosa, il tizio della SAIS comincia ad alzare la voce (come se urlare ti facesse passare dalla parte della ragione). Le uniche argomentazioni IDIOTE che riesce a mettere sul piatto riguardano il fatto che IL SERVIZIO PRENOTAZIONE NON E’ ANCORA ATTIVO e, quando lo sarà, lo scriveranno a caratteri cubitali. A questo punto chiediamo perchè ad Enna fosse stato rilasciato un biglietto con prenotazione se il servizio prenotazione non è ancora attivo. Il tizio risponde scocciato e con estrema maleducazione che l’orario riportato è INDICATIVO!!! Alchè capiamo subito la presa per il c**o. Come potete ben vedere dal biglietto, da nessuna parte l’orario è riportato come indicativo, c’è scritto specificatamente "RITORNO 27/03/2009 ore: 13:00"

Il vastaso non vuole sentire ragioni e l’unica cosa che sa dire è di prendere il bus delle 14:30. Il mio amico gli fa notare che aveva necessità di prendere il bus delle 13:00 in quanto da Enna avrebbe poi dovuto prendere una coincidenza per Catania. Dopo 20 minuti riusciamo a convincerlo a chiamare la direzione, che non vuol sentire ragioni e conferma che dobbiamo prendere il bus delle 14:30. Risultato: 3 passeggeri a terra, il mio amico deve rinunciare ad andare a Catania, la SAIS si prende 14.80€ per un servizio da schifo. A questo punto chiamiamo la SAIS di Enna per raccontare l’episodio. Ci viene detto che non è possibile prenotare più posti di quelli disponibili in un autobus (ndr: quindi è possibile prenotare!), da questo deduciamo che sarebbero dovuti scendere i passeggeri senza prenotazione.

Detto ciò, l’unica cosa che voglio dire alla SAIS è…VERGOGNA, VERGONATEVI TUTTI DAL PRIMO ALL’ULTIMO. Gente così andrebbe denunciata.

In Sicilia il passeggero PAGANTE viene trattato alla stregua di una capra che deve essere caricata su un carro bestiame. Viene violato ogni diritto fondamentale sotto l’indifferenza di tutti. La ciliegina sulla torta sta nel fatto che nessuno investe sulle nostre ferrovie perchè politici e compagnia bella hanno forti interessi economici nel trasporto su gomma. Insomma, la solita salsa: se non c’è da mangiarci sopra non si discute di farlo!

Poi arrivano le elezioni, e gli stessi politici che prima ti affamano cominciano a lanciare per terra tozzi di pane illudendoti… ed ecco che la storia si ripete: arrivano le promesse, si annunciano miracoli, ma poi non viene mai fatto nulla (di solito viene detto che è colpa dell’amministrazione precedente, oppure dell’opposizione qualora l’amministrazione precedente sia del tuo stesso schieramento). Questa mafia istituzionalizzata è realtà signori, non stiamo parlando di noccioline. Oggi arrivano e parlano di ponte sullo stretto. Per carità, non fraintendiamoci, ben venga il ponte…e si spera che almeno questa volta parta davvero. Ma in tutto ciò mi viene da chiedermi se sia veramente questa la priorità in Sicilia. Un ponte per cosa??? A che serve una Ferrari se non c’è il motore dentro il cofano? Le interconnessioni nella regione sono roba da scandalo e non c’è alcuna garanzia su ciò che realmente succederà. Si parla di TAV in Sicilia a partire dal 2020 vi rendete conto? E se la storia insegna che le grandi opere in Sicilia hanno ritardi trentennali, figuratevi se già in partenza vi vengono a dire che se ne parla tra 10 anni! Allora…perchè il ponte? A parer mio perchè il ponte fa figo. Nessuno si ricorda di te se finanzi la Palermo-Agrigento, però passi alla storia se finanzi il PONTE. La politica italiana odierna si basa sull’essenza irrinunciabile del proiettare un’immagine. L’immagine è tutto, e dev’essere quanto più rassicurante possibile, specialmente in un periodo di crisi come questo. Il ponte è una chimera, un’odissea che ha colmato la storia politica italiana degli ultimi trent’anni. Fare il ponte significa raggiungere questa chimera, ma soprattutto ha un significato nascosto…fare il ponte significa che l’Italia può farcela. Se fai credere che sia possibile costruire un’opera di tale imponenza, ti verrà difficile credere che l’Italia…e soprattutto la Sicilia, non verranno risollevate. Propaganda elettorale allo stato puro…speriamo solo di non ritrovarci un giorno con un ponte a metà (non mi stupirebbe). Ma un ponte senza le infrastrutture necessarie a velocizzare i collegamenti infra-regionali che scopo ha? Un maxi-investimento del genere mirato a risparmiare due ore di traghettata sarebbe una follia e basta…Se in parallelo non si garantirà lo sviluppo infrastrutturale della Sicilia e della Calabria, allora il ponte è già un progetto morto alla nascita.

Fatte queste considerazioni, mi scuso per essere stato prolisso. Purtroppo, vista la vastità degli argomenti toccati, non ho potuto farne a meno. Vi rimando, per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, a questo vecchio servizio de "Le Iene" sulle ferrovie in Sicilia. Buona visione

httpv://www.youtube.com/watch?v=mT-UiNxh6po

 


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14 commenti per “Trasporto pubblico regionale: tra scandalo e fatiscenza
  • Panormus 197
    31 mar 2009 alle 8:27

    Hai detto cose molto giuste e, comunque, già ben note. Io personalmente seguirei la strada della privatizzazione delle ferrovie in Sicilia (chissà se il nostro Statuto autonomo lo permette). Gli episodi che hai raccontato sono scandalosi ma, paradossalmente, non sono nemmeno casi limite… sai quanti di peggiori ce ne sarebbero da raccontare!
    Sulla storia del bus Sais mi auguro che almeno il tuo amico abbia sporto denunzia, perchè ce n’è con le coffe per essere risarcito (danni morali compresi).
    Non mi trovo d’accordo con te, invece, sul proclama del “ponte a certe condizioni”: questa è la fin troppo declamata posizione di uno schieramento politico ben preciso che nemmeno voglio nominare e che non fa altro che ritardare questo benedetto/maledetto progetto con la scusa che servono altre opere.
    Ora, per carità, nessuno nega che “in parallelo” bisogna pensare alle altre infrastrutture (ferrovie in primis), ma diamine, si parta con la costruzione del ponte… il resto io ritengo verrà da sè per forza di cose.
    Se su questo sito diciamo spesso che la costruzione di un Centro Commerciale con insegne di carattere internazionale favorirebbe l’arrivo a Palermo anche di altri, perchè “in parallelo” non possiamo dire che la costruzione del ponte darebbe una spinta a tutto il resto, infrastrutture comprese?
    Si faccia, dunque, ‘sto ponte e non si perda altro tempo in chiacchere… e lo dico non schierandomi politicamente con nessuno perchè non me ne frega assolutamente nulla.
    Si faccia ‘sta famosa dorsale ferroviaria, se è veramente fattibile ai costi che ha detto questa Fondazione.
    Ma soprattutto, si abbia rispetto per i siciliani che, come tu hai detto giustamente, non sono capre da caricare (a spese loro) su carri bestiame.
    Grazie mille per il tuo articolo e per il tuo impegno.

  • fatamorgana 255
    31 mar 2009 alle 8:45

    la DORSALE FERROVIARIA SICILIANA di cui si parla – per essere finanziata parzialmente dal P.O. Sicilia 2007-2013 all’Asse 1 (Reti e collegamenti per la Mobilità), Obiettivo Operativo 1.1.1 (Completare e adeguare i principali Assi ferroviari) dovrebbe rispettare i seguenti criteri di ammissibilità:
    1) – progettazione di livello esecutivo cantierabile;
    2) – coerenza con gli strumenti di programmazione regionale di settore (Piano regionale dei Trasporti: Piano Direttore, Piano Attuativo delle 4 modalità di trasporto e Piano Attuativo del Trasporto Merci e della Logistica);
    3) – Coerenza con il Quadro Strategico nazionale.

    L’Asse 1 destina ai TRASPORTI FERROVIARI 215.806.968 euro (pari al 6,60% dei fondi del P.O. 2007-2013 della Sicilia) !
    L’Asse 1 destina, inoltre, alle FERROVIE (RTE – T) 7.193.566 euro (pari al 0,22 % del P.O. 2007-2013 della Sicilia) !

    Le fonti

    Quindi cerchiamo di capire che si puo’ fare realmente:
    i 200.000.000 di euro per 1) razionalizzazione orari – e sistema delle fermate intermedie, 2) alcuni investimenti infrastrutturali, x portare gli attuali 300 minuti della ferrovia Palermo-Catania a soli 150, sono tutti quelli destinati dal PO Sicilia 2007-2013 ai TRASPORTI FERROVIARI.

    E mi sa che qui’ ci fermiamo perchè per la fine della fase “strategica”, il cui costo finale del progetto della dorsale ferroviaria ammonta a poco piu’ di 2 miliardi e mezzo di euro (come da comunicato stampa SABIR), non ci sono ulteriori fondi nel PO Sicilia 2007-2013 all’Asse 1, nè ci sono nel calderone dei fondi FAS (Fondi Aree Sottoutilizzate) destinati alla Sicilia, di cui ultimamente il Governo Nazionale non ha dato piu’ “disponibilità”, motivo per il quale il presidente regionale Lombardo si è incazzato tanto, e fondi per i quali l’on. Miccichè (siciliano doc al al C.I.P.E. – Comitato Programmazione Economica) dovrebbe (?) dare conferme di disponibilità (senno’ che ci teniamo a fare tutti sti siciliani in posti chiave nel Governo Nazionale???).

    Morale:
    DORSALE FERROVIARIA SICILIANA ?
    what we’re talkin’ about ????????

  • blackmorpheus 54519
    31 mar 2009 alle 8:54

    @Panormus

    Attenzione…non ho mai detto che il ponte si deve fare a certe condizioni. Il ponte si farà (forse) ed è giusto così, ma è pura logica che se non verranno date garanzie sullo sviluppo infrastrutturale delle regioni del sud (in particolare Calabria e Sicilia), il ponte non servirà ad altro se non farti risparmiare 2 orette di traghettata. La mia posizione è assolutamente apartitica sia chiaro. Sto solo criticando il fatto che si voglia fare il ponte esclusivamente per una questione di immagine, senza preoccuparsi realmente di ciò che serve alla Sicilia, tutto qui. Sto criticando il fatto che si voglia partire dalla ciliegina sulla torta per nascondere tutto lo schifo che c’è. Il ponte è un unico obiettivo che mediaticamente avrebbe un effetto 100 volte maggiore di 1000 obiettivi mirati al necessario sviluppo delle ferrovie e delle autostrade siciliane. La mia rabbia viene dal fatto che sia la politica stessa che finora ha messo i bastoni tra le ruote perchè proprio i politici ci mangiano sul trasporto su gomma. E come vedi, non è garantito un minimo di servizio neanche in questo caso…La mia è in buona sostanza una esortazione a fare i politici seri, e non sparare ca**ate come se il ponte sullo stretto fosse la panacea di tutti i mali. Perchè decisamente non lo è…

  • Lele 6797
    31 mar 2009 alle 9:23

    parliamo di ponte sullo stretto, quando in sicilia le infrastrutture interne sono inesistenti. Lombardo ultimamente in una intervista al GDS aveva promesso che avrebbe messo le mani sul problema infrastrutture, annunciando un bando europeo per poter azzerare quasi del tutto il gap infrastrutturale. Inoltre disse al giornalista “anzi che abbiamo questo”. Il ponte è stato usato sempre per le campagne elettorali da entrambi gli schieramenti. Siamo alla frutta su questo tema e nessuno mi racconti il contrario. Anche se Catania o Trapani hanno diversi svincoli o tangenziali sono ridotte in uno stato pietoso. Il governo nazionale se desiderava dare una svolta…cominciava proprio dal SUD, l’alta velocità FFSS e ultimando le autostrade. Poi non dimentichiamoci delle linee del mare con i problemi che sta attraversando la Siremar/Tirrenia. Il paradosso è che la domanda (passeggeri) c’è, ma non riescono a dare risposte al problema. Le navi sono dei pezzi di ferro arrugginiti e le società con i relativi CdA continuano ad incassare stipendi d’oro. Quello che ci vuole è una svolta radicale…ma io penso che i poteri forti vogliono lasciare il SUD indietro dal resto del Paese! Forse per paura delle ns. potenzialità…

  • blackmorpheus 54519
    31 mar 2009 alle 9:29

    Il sud è un bacino di voti enorme (appartenente innegabilmente al centro-destra). Far fare la fame al sud significa poter fare tante promesse, ovvero poter avere tanti voti. Ergo…il sud DEVE restare indietro. Siamo noi il motore politico della nazione. Questo concetto è stato ribadito pure a Report. Io l’ho già chiamata la strategia del “tozzo di pane”. Prima affami la gente, ma la gente non sa che sei tu la causa, poi arrivano le elezioni e cominci a tirare tozzi di pane (o sacchi della spesa…) e la gente ti è grata…Ragazzi, il problema è seriamente culturale. Bisogna cambiare questo prima, l’ignoranza è terreno fertile per questa feccia che ci governa da sempre. Non a caso qualcuno disse che “la cultura del popolo è una bomba per i padroni”

  • Ciccio 174
    31 mar 2009 alle 11:43

    Ancora con questa storia del ponte?
    Ma lo volete capire o no che il ponte serve a dare lavoro a tente “famiglie”… bisognose… che la crisi c’è per tutti!

    Ma poi… ma poi… perchè arrovellarsi per dell’aria fritta? Ho 35 anni e ad occhio e croce, la tav palermo-roma sarà pronta, se va bene, nel 2050.
    Ma a quasi 80 anni dove volete che vada? Anzi, speriamo di esserci!

    Una domandina tecnica, che fortunatamente qui qualcuno c’è:
    questo raddopio in fase di realizzazione sulla palermo-messina è compatibile con il passaggio di treni ad alta velocità?
    La logica mi farebbe dire di si, ma l’esperienza mi dice di no e mi fa presumere che cmq l’alta velocità, a ponte ultimato, si fermerebbe a messina…
    Ditemi che sto sbagliando!

    Un ultima cosa: non accetto critiche a Lombardo.
    Aveva fatto una promessa e mi pare l’abbia mantenuta, creando (se non erro) una sede della Presidenza della Regione a Catania, che prima non c’era.
    Più infrastruttura di cosi!

    Siamo seri, se non arrivano i cinesi per i loro “traffici”, roba seria non ne vedremo mai (mi riferisco al limite temporale della nostra esistenza, forse a qualche pronipote andrà meglio… per via del teletrasporto!).

  • Metropolitano 3205
    31 mar 2009 alle 12:04

    L’argomentazione ci sta tutta dentro.
    Ho notato anche io i tempi di percorrenza. Per ridurli io scelgo le relazioni con un solo treno, cioè senza coincidenze.
    Io spero di esserci quando si potrà andare da Palermo a Milano in sole 10 ore, cioè meno di oggi tra Palermo e Roma con la famosa tav.
    Tutto sommato non è male il progetto di Sabir (non so che cosa sia), però le Ferrovie dicevano che con il loro progetto i tempi di percorrenza si sarebbero ridotti a 90 o 100 minuti e non in 150 minuti.
    A proposito della linea Palermo-Catania.
    Qualcuno conosce la storia delle diatribe e scontri politici (anche zuffe) per decidere dove doveva passare l’attuale infrastruttura (tortuosa e già obsoleta da allora, quando è stata inaugurata) ?
    Io preferisco spendere di più, come 4 Miliardi ed avere una cosa che non sia superata, piuttosto che spendere 2,5 Miliardi tanto per risparmiare (che siamo Genovesi ???) ma inaugurare come al solito una linea già superata.
    Io sono convinto che questo raddoppio PA-CT non si farà mai se non saranno le FS ad eseguire i lavori per ammodernare la linea attualmente in esercizio tramite una prevista variante ad alta capacita in fase di progettazione preliminare.

  • huge 2128
    31 mar 2009 alle 12:19

    @Ciccio: la TAV si ferma a Salerno. Nessuna linea veloce esiste attualmente, né è prevista a breve dalla Campania in giù, quindi figurati in Sicilia.

    L’attuale raddoppio PA-ME non può in nessun caso essere considerato una linea ad alta velocità, sia per caratteristiche strutturali (raggi di curvatura, materiali impiegati, ecc…) sia per motivi tecnici. I treni AV viaggiano a 25KV, mentre le linee normali sono a 3KV, quindi non possono essere utilizzate se non da convogli politensione, e in ogni caso non certo alle velocità di una linea TAV.

    Inoltre ricordiamoci che al momento il raddoppio è previsto solo fino a Castelbuono (e nel concreto fino a Cefalù-Ogliastrillo), quindi resta ancora del tutto scoperto l’intero tratto centrale fino a Patti, un tratto molto lungo, tortuoso e complesso.

    Vorrei capire come la Sabir pensa di ridurre il tempo di percorrenza PA-CT a 2h 30′. Tante parole, ma nel concreto cosa propongono, a parte la razionalizzazione degli orari? Quali sarebbero questi interventi strutturali per cui basterebbero solo 200 milioni di euro?

  • Portacarbone 70662
    31 mar 2009 alle 12:22

    Quello della buona educazione e della professionalità degli impiegati è una piaga incredibile.
    La cosa paradossale è che gran parte dei datori di lavori non fa niente per controllare il proprio personale e come si relaziona col pubblico….come mai? Io dico che la gente è maleducata di suo in partenza, poi quando sta da questa parte del bancone, crede di potersi permettere tutto, e infine è troppo sicura del suo posto di lavoro.
    Sfido qualsiasi commesso a comportarsi come nel caso della SAIS qualora il suo datore di lavoro o qualcuno per lui effettuasse dei controlli o tenesse conto della buona educazione.
    Allora si che trotterebbero tutti in fila. Che poi, ne gioverebbe l’azienda e la sua clientela….purtroppo si è mentecatti anche sotto questo punto di vista.

  • Ciccio 174
    31 mar 2009 alle 14:11

    @ Huge: la cosa mi era ben chiara. In realtà esiste un fantomatico progetto di massima, nell’ottica del sitema europeo, per portare l’alta velocità in sicilia ma per allora, questa è una certezza, io sarò sottoterra da un pezzo.

    Resta il fatto che, sempre nell’ottica europea, noi siamo all’estrema periferia e se si deve spostare uno da Berlino, Londra, Parigi, Madrid e metteteci tutte le altre capitali euorpee, ma vi pare che prende il treno?
    Ma anche da Milano, ci volessero 8 ore (fantascenza), ma chi lo prenderebbe il treno, anche in relazione al costo oltrechè i tempi?
    Ci vorrebbe semmai, come avanzato da qualcuno, un mega aeroporto internazionale al centro dell’isola che, con i dovuti collegamenti, sarebbe a meno di 60′ da tutti i centri d’interesse, da Trapani fino a Siracusa, da Cefalù fino ad Agrigento. Allora si che il tutto avrebbe un senso.
    Abbinando, evidentemente, l’ampliamento dei porti esistenti per il transito merci.
    Pensateci bene, ma se uno di voi dovesse raggiungere una delle capitali europee, lo farebbe mai in treno, sapendo di dover spendere almeno il triplo e dover viaggiare per almeno 4gg tra andata e ritorno?

    Resto fortissimamente convinto che per un rilancio vero, che non può prescindere da un rilancio culturale, le nostre città (di Sicilia) hanno assolutamente bisogno dell’arrivo di giovani stranieri, dai nord europei agli africani, arabi e via discorrendo. Un ritorno di intreccio di culture che un migliaio d’anni fa rendeva questa terra unica.
    Sogno di giovani studenti che si confrontano seduti in un bar nel centro storico ammirando la meraviglia che li circonda.
    Guardate cosa succede nel sud della Spagna, da Valenzia a Siviglia…
    Per fare tutto ciò dobbiamo mettere questa gente in condizione di arrivarci (aeroporti degni di tale nome) e liberare i centri storici dalle fottutissime auto.
    Sembrerebbe facile, eppure… il diritto di Cricchio* viene prima di tutto e tutti.

    * “famoso” negozio di abbigliamento che ormai non esiste più, strapubblicizzato ai miei tempi nelle emittenti locali di Palermo.

  • Paco 7942
    31 mar 2009 alle 14:33

    Ragazzi, qui si fa confusione, in Sicilia è prevista la AC (Alta Capacità) e non l’AV (Alta Velocità) come chiarito dagli ingegneri di Italferr.

  • freddie80 1052
    31 mar 2009 alle 19:01

    …ma che vi devo raccontare, oggi un bus di questa stessa autolinea palermo – catania, ha fatto tra lo stupore di tutti una fermata non prevista all’autogrill a termini imerese. E vediamo salire un picciriddo alto 1 metro che aveva si e no 6 anni, che va incontro all’autista e gli dice “ciao papà!!!”.
    In pratica abbiamo fatto una deviazione e una sosta no previste (seppur breve) xchè ha fatto salire suo figlio a bordo…


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