10 mar 2009

Consegnati cinque capannoni ai Cantieri culturali alla Zisa


(Adnkronos) – Sono stati consegnati ufficialmente cinque capannoni dei Cantieri  culturali alla Zisa di Palermo che l’amministrazione comunale ha concesso per sei anni (fino al febbraio 2015) all’Accademia di Belle Arti di Palermo. In cambio, l’istituzione di via Papireto ne curera’ a sue spese la ristrutturazione, compresi gli interventi di adeguamento degli impianti.

Presenti alla cerimonia l’assessore comunale alle Risorse immobiliari, Pippo Enea, il presidente dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, Luca Nivarra, il direttore dell’istituzione, Umberto De Paola, e il dirigente coordinatore del settore Risorse immobiliari del Comune, Carmela Agnello.

I capannoni sono Spazio Nuovo, Spazio Ducrot, Galleria Bianca, Grande Vasca e Sala Blu cobalto (per un totale di circa 3.000 metriquadrati), che gia’ dal 2004 l’Accademia utilizza, in base ad un precedente accordo con l’assessorato alla Cultura, per organizzare mostre, laboratori, workshop riuniti nel progetto ”Le Officine dell’arte”, con l’obiettivo di valorizzare le attivita’ dei giovani artisti palermitani ed il confronto con il loro colleghi di altri Paesi. Analogamente, nei prossimi sei anni, l’obiettivo dell’Accademia e’ quello di fare di questi capannoni sede di cicli di formazione delle professionalita’ nel campo dell’arte contemporanea.

«La concessione di questi spazi -ha sottolineato il sindaco Diego Cammarata- rappresenta un accordo di grande rilievo ed un esempio di virtuosa sinergia fra due istituzioni. Con esso, infatti, l’Amministrazione comunale raggiunge un duplice obiettivo: recuperera’ a costo zero cinque capannoni, splendido esempio di archeologia industriale; e li vedra’ valorizzati per le prestigiose iniziative culturali dell’Accademia, che coinvolgeranno i giovani artisti e la citta’. Tutto nel percorso intrapreso dall’Amministrazione che, dopo i capannoni restaurati sede della Scuola di Cinema, si avvia a far diventare le ex Officine Ducrot un’autentica cittadella della cultura»

«Grazie al regolamento approvato lo scorso anno dal Consiglio comunale -ha spiegato  l’assessore Pippo Enea- chi prende in affitto un immobile del Comune, oltre alla manutenzione ordinaria, provvede anche alla manutenzione straordinaria e detrae dal canone di affitto le spese sostenute. In questo modo si centra un duplice obiettivo: si ammodernano, si valorizzano e si rivitalizzano le strutture del Comune e si permette agli affittuari di usufruire di spazi importanti e di limitare le spese del canone ed anche di gestione.

Una strada intrapresa con forza dal mio assessorato, che presto portera’ alla nascita di nuove importanti sinergie per la citta’ e per l’Amministrazione comunale».

«Oggi prende luce -ha puntualizzato il presidente Luca Nivarra- un bell’esempio di sana e mirata gestione delle risorse pubbliche. Con questo nuovo e prezioso rapporto sancito con l’Amministrazione comunale, l’Accademia di Belle Arti risolve finalmente il problema relativo agli spazi. Questi cinque capannoni infatti saranno adibiti ai laboratori, con aree interamente ristrutturate dedicate alla pittura, alla scenografia e, in generale, alle arti ed alla cultura».
 

Il contratto di concessione, firmato lo scorso 19 febbraio, prevede un canone annuo di 82.500 euro, che verra’ pero’ detratto dalle spese che l’Accademia di Belle Arti sosterra’ per i lavori, quantificate in 432 mila euro in base ad un progetto gia’ visionato ed approvato dalla commissione tecnica comunale, che esclude modifiche alle strutture degli immobili senza preventiva autorizzazione del Comune. Cosi’, per i primi cinque anni (fino al 18 febbraio 2014) l’Accademia non versera’ alcuna somma al Comune, mentre per l’ultimo anno (dal 19 febbraio 2014 al 18 febbraio 2015) dovra’ corrispondergli 63 mila euro, importo determinato dalla differenza tra il residuo delle somme relative ai costi sostenuti e il canone. Somma che comunque, secondo il contratto, potra’ anche essere sostituito da servizi offerti dall’Accademia alla collettivita’.


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8 commenti per “Consegnati cinque capannoni ai Cantieri culturali alla Zisa
  • danilo71 145
    10 mar 2009 alle 20:18

    bene. si spera anche in una nuova illuminazione di piazza principe di camporeale e un percorso protetto verso la futura fermata lolli, visto che fino a non molto tempo fa i marciapiedi della stazione erano integralmente interessati da sosta selvaggia.
    Non so oggi se questo pessimo costume prosegue o meno

  • Portacarbone 70662
    10 mar 2009 alle 23:49

    Eppure ci sono pochissime foto in giro dei nuovi cantieri culturali dopo la consegna dei lavori…peccato che siano infilati in quella via angusta e nascosta, perchè in altre parti avrei visto un bell’ingresso dedicato con annessa valorizzazione della vista sul castello della zisa.

  • danilo71 145
    12 mar 2009 alle 19:42

    in via gili non ci sono i carabinieri? con un’illuminazione migliore si può agevolare l’accesso di pubblicp. Sono ancora lì centre culturel e goethe institut?

  • Guzza 3
    17 giu 2011 alle 1:37

    Salve
    Sono una ragazza che frequenta l’accademia di belle arti di Palermo e che spesso si reca ai cantieri culturali per seguire alcune materie.
    Purtroppo ogni giorno è una pugnalata al cuore.
    Oggi ho avuto l’ultima lezione prima degli esami e tutta la mia classe è stata spostata allo “spazio ducrot” in quanto la galleria bianca necessitava restauri.
    All’interno dello spazio ducrot i pavimenti sono stati rinnovati, come anche porte e bagni (per quanto i lavori siano sempre a metà…).
    Non vedo mai operai e i lavori vanno a rilento. Alcuni capannoni come ben sapete sono stati venduti a privati e si trovano in ottime condizioni.
    Quelli utilizzati dall’accademia di belle arti sono nel degrado totale. A volte mentre giro per quello schifo penso che potrebbe diventare la nuova accademia (la vecchia sede non si può abbandonare, ma è impossibile svolgere le materie pratiche in poco spazio). Immagino ogni capannone adibito ad un corso accademico (scultura, pittura, scenografia, decorazione…) e alcuni utilizzati per lo studio delle materie teoriche e per permettere agli alunni di esporre i propri lavori.
    Quelli che sembrano essere dei “giardini” sono in uno stato pietoso…in giro c’è di tutto. Potremmo utilizzare questi spazi per rilassarci fra una lezione e l’altra concedendoci una piccola pausa.
    La vergogna aumenta quando incontro i colleghi Erasmus che provengono da paesi in cui la cultura VALE veramente e le università fanno invidia. In queste situazioni mi sento talmente in imbarazzo da volere andare a prendere cammarata per i capelli…

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