27 dic 2008

Edifici degradati nel centro storico: arriva la mappa comunale per gli interventi urgenti


In un periodo in cui, nonostante tanti problemi finanziari, molti edifici e zone del centro storico palermitano stanno conoscendo nuova vita grazie a interventi di restauro, ecco arrivare un importante strumento comunale per il recupero del tessuto degradato.

Strumento che si pone di promuovere soprattutto agevolazioni verso quei privati che contribuiranno al recupero del centro storico mediante investimenti mirati.

Auspichiamo dunque celerità di intervento da parte del comune e sinergia con il lavoro portato avanti dai privati affinchè uno dei centri storici d’europa più grandi torni a splendere di luce propria. Nell’articolo, interessanti i dati sulla quantificazione e locazione degli immobili degradati:


(Adnkronos) Con una deliberazione approvata dalla Giunta comunale di Palermo,  l’Esecutivo del Comune ha preso atto dell’elenco e della mappa degli immobili degradati censiti dai tecnici del settore Centro storico nel perimetro della citta’ antica. Il monitoraggio, realizzato alla fine dell’anno scorso e poi progressivamente aggiornato, comprende, ad oggi, 1.573 unita’ edilizie. Di queste, 784 presentano uno stato di degrado che riguarda essenzialmente il decoro, mentre 789 sono classificate come pericolanti e, tra queste ultime, 482 come pericolanti urgenti.


La zona col maggior numero di unita’ edilizie pericolanti e’ il mandamento Palazzo Reale con 274. Seguono i mandamenti Monte di Pieta’ (241), Tribunali (172) e Castellammare (102). Il provvedimento della Giunta indica come ambito prioritario d’intervento proprio gli edifici pericolanti, e in primis quelli piu’ esposti al rischio di cedimenti o crolli (i pericolanti-urgenti, campiti in rosso nella mappa).

Nel corso del 2008, tra diffide e ordinanze di eliminazione pericolo, il Comune ha emanato circa quattrocento provvedimenti nei confronti di proprietari di immobili altamente degradati, intimando loro di mettere in sicurezza le strutture. In qualche caso, nell’inerzia dei privati, l’Amministrazione si e’ anche attivata con le risorse disponibili per tutelare la pubblica incolumita’, effettuando interventi sostitutivi in danno dei privati stessi, cioe’ con addebito delle spese ai proprietari degli edifici.

L’Amministrazione, peraltro, in questi ultimi anni e’ andata incontro ai privati anche mettendo a bando quasi 55 milioni di euro di contributi a fondo perduto per le ristrutturazioni nel centro storico.

I dati contenuti nel monitoraggio, inevitabilmente, sono soggetti a variazioni in  progress, sia perche’ possono essere individuate ulteriori unita’ edilizie degradate, anche attraverso le segnalazioni dei cittadini, sia perche’ alcuni privati proprietari provvedono a rimettere in sesto immobili censiti nella mappa.

”Questo atto – afferma Raoul Russo, assessore al Centro storico – ci consente di fotografare la situazione attuale. Ora lavoreremo a nuove iniziative, ed e’ mia intenzione far pubblicare un nuovo avviso per l’assegnazione di contributi a chi ristruttura immobili fortemente degradati, utilizzando le economie realizzate nei bandi precedenti. Allo studio c’e’ anche l’ipotesi di promuovere interventi da parte di Societa’ di trasformazione urbana, figura prevista dalla legge per facilitare i processi di recupero edilizio”


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